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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Quinta Civile

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Influenza dominante nel transfer pricing: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18072/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di transfer pricing. La Corte ha chiarito che, per l'anno d'imposta 2014, la nozione di "influenza dominante" richiede una prova concreta di stabile dipendenza economica, non essendo sufficienti meri indizi o un'interpretazione estensiva del controllo. È stato confermato che l'onere della prova grava sull'Amministrazione finanziaria e che la valutazione dei fatti operata dal giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità se correttamente motivata.
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Obbligo dichiarazione ICI: quando la variazione va comunicata
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di presentare una nuova dichiarazione ICI sorge ogni qualvolta una modifica urbanistica dei terreni ne alteri la base imponibile. In un caso riguardante una società di costruzioni, la Corte ha stabilito che la modifica della destinazione d'uso da agricola a edificabile imponeva una nuova dichiarazione. L'omissione di tale adempimento ha spostato in avanti i termini di decadenza per l'accertamento fiscale, rendendo legittima l'azione dell'ente di riscossione. Il ricorso della società è stato quindi respinto.
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Accertamento induttivo: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo socio contro un avviso di accertamento per IVA e IRPEF. La Corte ha validato l'accertamento induttivo basato su gravi irregolarità contabili e sui dati dello spesometro. È stato chiarito che la delega di firma per l'avviso è un atto organizzativo interno e che il contraddittorio preventivo è garantito dal termine dilatorio di 60 giorni dopo una verifica fiscale, assorbendo la necessità della 'prova di resistenza'.
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Rimborso sisma: limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi di un contribuente per un rimborso sisma del 90% delle imposte. La Corte ha stabilito che il giudice del rinvio è strettamente vincolato ai principi di diritto e agli accertamenti di fatto stabiliti in una precedente sentenza della Cassazione. In questo caso, era stato già accertato che i redditi provenivano da attività economica, rendendo necessario il rispetto delle regole sugli aiuti di Stato 'de minimis', una questione non più discutibile nel nuovo giudizio.
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Notifica cartella esattoriale: quando il ricorso è nullo
Un contribuente impugna una cartella esattoriale sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha impropriamente mescolato diversi motivi di appello, un errore comune nella gestione della notifica cartella esattoriale. La sentenza ribadisce che l'onere di provare la mancata ricezione spetta al destinatario.
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Garanzia rateizzazione debiti: obbligo per concessionari
Una società concessionaria di giochi ha impugnato un diniego di rateizzazione del debito fiscale, basato sulla mancata prestazione di una garanzia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, nonostante l'abrogazione dell'obbligo generale di garanzia per rateizzazione debiti superiori a 50.000 euro, per i concessionari di giochi tale obbligo persiste. Questa specificità è giustificata dalla natura della loro attività, che implica la gestione di denaro pubblico e richiede una tutela rafforzata per l'Erario.
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Irreperibilità relativa: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava la validità della notifica di un avviso di accertamento per irreperibilità relativa. L'ordinanza stabilisce che, per perfezionare la notifica, è sufficiente la prova che la comunicazione di avvenuto deposito (CAD) sia giunta all'indirizzo del destinatario, anche se non ritirata. La prova è costituita dall'avviso di ricevimento della CAD, che attesta l'immissione nella cassetta postale o l'affissione alla porta, facendo così decorrere i termini per l'impugnazione.
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Fatture false: onere della prova e costi indeducibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20270/2025, ha stabilito principi chiave sull'onere della prova in caso di fatture false. Se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi che il fornitore è una società 'cartiera', spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate. La sola regolarità formale dei documenti contabili e dei pagamenti non è sufficiente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente addossato al Fisco la prova della non avvenuta operazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: quando si perde il beneficio?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, stabilendo che il mancato pagamento delle rate successive alla prima in una definizione agevolata comporta la decadenza totale dal beneficio. La Corte ha chiarito che l'adesione a tale procedura è condizionata al puntuale rispetto del piano di rateazione. La motivazione iniziale del diniego, anche se generica, è stata ritenuta sufficiente a informare il contribuente della problematica relativa ai versamenti.
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Inedificabilità assoluta e ICI: quando il terreno è esente
Un comune ha richiesto il pagamento dell'ICI per alcuni terreni, considerandoli edificabili secondo il piano regolatore locale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del comune, confermando che la presenza di vincoli di inedificabilità assoluta, derivanti da strumenti urbanistici sovraordinati (come vincoli ambientali o paesaggistici), rende il terreno esente dall'imposta. Tale inedificabilità fa venir meno il presupposto stesso del tributo, rendendo irrilevante la questione del possesso del bene da parte del contribuente.
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Esenzione TARI hotel: la chiusura stagionale non basta
Una società alberghiera ha richiesto un'esenzione parziale dalla TARI a causa della sua chiusura stagionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per ottenere un'esenzione TARI è necessario dimostrare l'impossibilità *oggettiva* di produrre rifiuti. La scelta volontaria di chiudere l'attività per alcuni mesi, specialmente in presenza di una licenza annuale, non è sufficiente a soddisfare questo requisito, in quanto rappresenta una decisione soggettiva dell'imprenditore.
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Aiuti de minimis: se superi la soglia perdi tutto
Una società sanitaria ha superato la soglia degli aiuti de minimis usufruendo di una deduzione IRAP maggiorata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il superamento del limite comporta la revoca totale del beneficio e non solo della parte eccedente. Inoltre, ha confermato le sanzioni, negando la sussistenza di un'oggettiva incertezza normativa, poiché le regole erano chiare e specificate anche da precedenti circolari dell'Agenzia delle Entrate.
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Accertamento catastale: la Cassazione fa chiarezza
Una società che gestisce un campo da golf ha impugnato un avviso di accertamento catastale, lamentando vizi procedurali come la mancata instaurazione del contraddittorio e l'irregolarità della notifica, oltre a un'errata valutazione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nelle procedure DOCFA, data la loro natura partecipativa, non sono necessari né il sopralluogo preventivo né il contraddittorio. Ha inoltre ritenuto valida la notifica consegnata a mano al legale rappresentante e confermato la correttezza della stima effettuata dall'ufficio, respingendo la perizia di parte perché basata su una situazione di dissesto economico non rappresentativa del valore ordinario del bene.
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Riduzione tassa rifiuti: la comunicazione non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere la riduzione della tassa rifiuti per attività stagionali non è sufficiente una mera comunicazione di chiusura al Comune. È indispensabile presentare una denuncia formale di variazione, come previsto dalla legge. Nel caso specifico, il ricorso di un'esercente di attività alberghiera è stato respinto perché non è stata fornita la prova della presentazione di tale denuncia formale, rendendo l'appello non autosufficiente e impedendo alla Corte di verificare i fatti.
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Soccombenza virtuale: spese legali dopo la rinuncia
Un contribuente rinuncia al ricorso tributario dopo il pagamento del tributo e invoca il principio di soccombenza virtuale per le spese legali. La Cassazione chiarisce che la rinuncia, a differenza della cessazione della materia del contendere, comporta la condanna alle spese per il rinunciante, senza valutare l'esito potenziale del giudizio. Il pagamento del debito dopo l'inizio della causa e la conseguente rinuncia all'azione sono interpretati come un'implicita ammissione dell'infondatezza della pretesa originaria.
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Effetto estensivo del giudicato: appello inammissibile
Una società ha impugnato un avviso di accertamento TASI, basandosi su un precedente giudicato. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello poiché la società non aveva contestato la specifica motivazione relativa all'effetto estensivo del giudicato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che se un appello non contesta tutte le ragioni autonome della decisione impugnata, esso non può essere accolto.
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Vincoli di inedificabilità assoluta: no all’ICI
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21656/2025, ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando che un terreno non è soggetto a ICI se gravato da vincoli di inedificabilità assoluta. La Corte ha chiarito che tali vincoli, derivanti da normative sovraordinate (ambientali, paesaggistiche), prevalgono sulla classificazione urbanistica comunale e rendono l'area non imponibile, trattandosi di un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
Due società e i loro soci impugnano avvisi di accertamento per costi chilometrici non deducibili. Dopo l'appello in Cassazione, i contribuenti accedono alla definizione agevolata delle liti. La Corte, verificati i requisiti della sanatoria e la rinuncia al ricorso di una delle parti, dichiara il processo estinto.
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Rimborso imposte sisma: la Cassazione chiarisce
Un contribuente, residente in una zona colpita dal sisma del 1990, ha richiesto il rimborso delle imposte versate. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto del cittadino al rimborso imposte sisma. La Corte ha chiarito che le nuove leggi che limitano i fondi per i rimborsi non possono essere applicate retroattivamente a richieste già presentate, incidendo solo sulla fase esecutiva.
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Deducibilità interessi passivi: Guida alla sentenza
Una società immobiliare si è vista negare la deduzione integrale degli interessi passivi su un finanziamento per la costruzione di immobili. La Corte di Cassazione ha confermato che, per ottenere la piena deducibilità, tali interessi devono essere chiaramente capitalizzati nel valore delle rimanenze di magazzino, come previsto dall'art. 110 del TUIR. In assenza di una corretta e trasparente contabilizzazione, si applicano i limiti di deducibilità più restrittivi previsti dall'art. 96 del TUIR.
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