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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2025

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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore per l'ottenimento dell'assegno nucleo familiare, a causa della mancata dimostrazione del reddito complessivo del suo nucleo, in parte residente all'estero. La sentenza ribadisce che il requisito reddituale non è una mera condizione di pagamento, ma un elemento costitutivo essenziale del diritto stesso, la cui prova spetta interamente al richiedente.
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Assegno nucleo familiare: prova reddito essenziale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore per l'ottenimento dell'assegno nucleo familiare. La Corte ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la mancata dimostrazione del reddito dell'intero nucleo familiare, inclusi i membri residenti all'estero, impedisce il riconoscimento del diritto, poiché la prova del requisito reddituale è un elemento costitutivo della prestazione.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un lavoratore straniero per il riconoscimento dell'assegno nucleo familiare. La decisione si fonda sulla mancata prova del requisito reddituale dell'intero nucleo, inclusi i familiari residenti all'estero. La Corte ha chiarito che la dimostrazione del reddito complessivo non è una mera condizione per l'erogazione, ma un elemento costitutivo del diritto stesso, il cui onere probatorio grava interamente sul richiedente.
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Pensione di anzianità: no se il lavoro continua
La Corte di Cassazione nega il diritto alla pensione di anzianità a una lavoratrice che, dopo le dimissioni, è stata immediatamente riassunta dallo stesso datore di lavoro con un contratto part-time. La Corte ha ritenuto tale operazione una cessazione simulata del rapporto di lavoro, confermando l'annullamento della pensione da parte dell'ente previdenziale e la richiesta di restituzione delle somme percepite, data la provata mala fede della ricorrente.
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Pensionamento anticipato editoria: no mobilità
Un lavoratore del settore editoriale ha richiesto il pensionamento anticipato, cercando di includere nel calcolo dei contributi anche quelli figurativi derivanti dal periodo di mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale per il pensionamento anticipato editoria: ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, sono validi solo i contributi maturati durante il periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), escludendo quelli successivi del periodo di mobilità. La decisione si basa su una stretta interpretazione della normativa speciale di settore.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che richiedeva l'assegno nucleo familiare per il periodo in cui era cittadino extracomunitario. La Corte ha stabilito che la prova del reddito complessivo del nucleo familiare è un requisito costitutivo essenziale per ottenere il beneficio, e non un mero fattore di calcolo. L'onere di fornire tale prova spetta al richiedente, indipendentemente dalla sua nazionalità, escludendo qualsiasi discriminazione.
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Pensione e lavoro in nero: quando si restituisce
La Cassazione conferma il diritto dell'INPS a richiedere la restituzione della pensione di anzianità a chi svolge un'attività di lavoro in nero. La mancata comunicazione dello stato occupazionale, anche se irregolare, legittima la ripetizione dell'indebito e l'annullamento dei contributi fittizi. Questo caso chiarisce l'obbligo di trasparenza del pensionato e le conseguenze della sua omissione in tema di pensione e lavoro in nero.
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Impugnazione delibera: quando il ricorso è inammissibile
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti dell'impugnazione delibera condominiale. Il caso riguarda una condomina che, dopo aver ottenuto l'annullamento di una delibera per l'errata applicazione delle tabelle millesimali, ha ricorso in Cassazione per ottenerne la dichiarazione di nullità, sollevando nuove questioni. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per due motivi principali: la carenza di interesse ad agire, poiché l'annullamento già soddisfaceva la sua pretesa, e il divieto di introdurre nuove censure (ius novorum) in sede di legittimità.
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Cancellazione albo consulenti: il caso della crisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un consulente finanziario avverso la sua cancellazione dall'albo professionale. La cancellazione era seguita alla messa in amministrazione straordinaria della società da lui amministrata. La Corte ha stabilito che la cancellazione albo consulenti finanziari in questi casi non è una sanzione, ma la conseguenza della perdita di un requisito essenziale. Il professionista ha l'onere di dimostrare la sua completa estraneità ai fatti che hanno causato la crisi, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Integrazione del contraddittorio: ricorso inammissibile
Due venditori di quote societarie hanno proposto ricorso in Cassazione dopo una decisione sfavorevole della Corte d'Appello. La Suprema Corte aveva ordinato l'integrazione del contraddittorio mediante notifica ad altre parti necessarie del processo. La notifica a una di queste parti è fallita perché risultata trasferita. I ricorrenti non hanno provveduto a rinnovare correttamente la notifica. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per la mancata e corretta integrazione del contraddittorio entro il termine stabilito.
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Revocazione sentenza: quando è colpa della parte?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva la revocazione di una sentenza sfavorevole. La richiesta si basava su documenti contabili scoperti dopo la decisione, che a dire della società provavano l'assenza di un debito verso un ente previdenziale. La Corte ha stabilito che la revocazione sentenza non è ammissibile se la mancata produzione dei documenti è dovuta a una negligenza della parte stessa, la quale non ha utilizzato tutti gli strumenti a sua disposizione, come l'accesso agli atti, per ottenerli tempestivamente.
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Prova testimoniale generica: quando è inammissibile
Un'impresa individuale contesta una richiesta di pagamento di contributi previdenziali. Dopo un rinvio dalla Cassazione, la Corte d'Appello dichiara nuovamente inammissibile la richiesta di prove testimoniali, questa volta definendola come prova testimoniale generica. La Cassazione conferma questa decisione, chiarendo che una precedente valutazione sulla tempestività della prova non impedisce al giudice di rinvio di valutarne la specificità. L'appello dell'imprenditore viene definitivamente respinto.
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Liquidazione spese legali: motivazione obbligatoria
Una società ha impugnato un avviso di accertamento, poi annullato in autotutela dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha stabilito che la liquidazione delle spese legali a carico dell'Agenzia deve essere adeguatamente motivata. Una giustificazione generica, come la revoca dell'atto dopo 45 giorni, non è sufficiente e rende la sentenza nulla, imponendo una nuova e dettagliata quantificazione dei compensi professionali.
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Onere della prova caduta: Cassazione chiarisce
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta su una strada pubblica. La sua richiesta è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso perché la danneggiata non ha adempiuto al suo onere della prova, non riuscendo a dimostrare il nesso causale tra la condizione della strada e la sua caduta. Un referto medico che indicava il luogo del trauma come "casa" ha ulteriormente indebolito la sua posizione.
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Immobili abusivi ICI: quando si paga l’imposta?
Una società fallita ha contestato le richieste di pagamento dell'ICI per gli anni 2010-2011 relative a immobili oggetto di ordinanze di demolizione non eseguite. Sosteneva che l'imposta dovesse essere calcolata solo sul valore dell'area e non sul valore catastale degli edifici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, ai fini fiscali, un immobile è soggetto a ICI come 'fabbricato' finché è iscritto o iscrivibile al catasto. La sua natura abusiva o l'esistenza di un ordine di demolizione non modificano la base imponibile, che resta quella del fabbricato fino alla sua effettiva demolizione o trasferimento di proprietà.
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Legge applicabile: aerei e obblighi di lavoro
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni amministrative contro una compagnia aerea per mancate comunicazioni obbligatorie. La sentenza stabilisce che la legge applicabile è quella irlandese, scelta nei contratti di lavoro del personale di volo, e non quella italiana. Questo perché gli obblighi contestati non rientrano nella materia della sicurezza sociale, escludendo l'applicazione analogica dei regolamenti UE e confermando la prevalenza della legge scelta dalle parti per i rapporti di lavoro transnazionali.
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Abrogazione rito Fornero: le regole per le cause
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abrogazione del rito Fornero, efficace dal 28 febbraio 2023, non si applica ai procedimenti già iniziati prima di tale data. Di conseguenza, per impugnare una sentenza di primo grado in una causa pendente, è necessario rispettare le vecchie regole, proponendo 'reclamo' entro 30 giorni e non un appello ordinario. Un appello proposto oltre questo termine è stato dichiarato inammissibile per tardività.
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Contributi consortili: estinzione per rinuncia al ricorso
Un ente pubblico contestava il pagamento di contributi consortili, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto e specifico alle proprie infrastrutture. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, ha aderito a una definizione agevolata dei carichi pendenti e ha rinunciato al ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito della debenza dei contributi consortili, e ha compensato le spese legali.
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Contributi consortili: onere della prova del beneficio
Una società di gestione autostradale ha impugnato una cartella di pagamento per contributi consortili, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto per le proprie infrastrutture. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'inclusione di un immobile in un piano di classifica approvato crea una presunzione di beneficio. Per superare tale presunzione, il contribuente deve fornire prove specifiche e non una generica contestazione, confermando così l'obbligo di pagamento dei contributi consortili.
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Presupposti pensione: inammissibile il motivo nuovo
Un ente previdenziale ricorre in Cassazione sollevando per la prima volta la mancanza di uno dei presupposti pensione (la cessazione dell'attività lavorativa). La Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività, poiché il motivo non era stato eccepito nei gradi di merito, confermando il diritto del lavoratore alla pensione e ai ratei arretrati.
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