LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2025

Pagina 15 di 40

1092 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Assegno ad personam: indennità esclusa nel transito
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo dell'assegno ad personam, corrisposto al personale militare che transita nei ruoli civili, non devono essere incluse le indennità accessorie e non continuative, come quella di imbarco. Tale assegno ha lo scopo di salvaguardare solo le componenti fisse e continuative della retribuzione precedentemente goduta, escludendo emolumenti legati a specifiche condizioni di servizio operativo.
Continua »
Lavoro straordinario e prova: la decisione della Corte
Un gruppo di dipendenti ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere il pagamento di ore di lavoro che venivano sistematicamente decurtate. La Corte d'Appello aveva qualificato tale richiesta come pretesa per lavoro straordinario, respingendola per assenza di autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso dei lavoratori inammissibile a causa della mancata specificazione delle norme di diritto a sostegno della loro tesi e per non aver fornito la prova necessaria.
Continua »
Svalutazione crediti: legittima senza prova definitiva
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una compagnia assicurativa, confermando la legittimità della svalutazione crediti basata su un rischio prevedibile di inesigibilità, senza attendere la perdita definitiva. L'ordinanza chiarisce anche l'interazione tra sospensione dei termini per definizione agevolata e sospensione feriale, ritenendo tempestivo l'appello della società.
Continua »
Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Un Comune ricorre in Cassazione per una controversia IMU relativa all'esenzione per un immobile concesso in comodato a una Onlus. Tuttavia, il giudizio si conclude con un'ordinanza di estinzione. La contribuente, infatti, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla L. 197/2022, pagando quanto dovuto. La Corte, preso atto dell'adesione e del pagamento, dichiara estinto il processo, come previsto dalla normativa sulla sanatoria, senza decidere nel merito della questione tributaria.
Continua »
Onere della prova nel rimborso: il caso dei fondi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente per un rimborso fiscale su somme derivanti da un fondo pensione. La Corte ha ribadito che l'onere della prova grava interamente sul contribuente, il quale deve dimostrare non solo l'esistenza ma anche l'ammontare del rendimento netto tassabile con aliquota agevolata. In assenza di tale prova, la domanda di rimborso non può essere accolta.
Continua »
Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10380/2025, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando la prescrizione dei contributi per il periodo 1993-2002. La Corte ha chiarito che la denuncia dell'agente, se tardiva, non estende il termine di prescrizione da cinque a dieci anni per i contributi maturati prima della Legge 335/95, rendendo la pretesa dell'ente infondata.
Continua »
Opzione donna: non si applica se hai già la pensione
Una lavoratrice, pur avendo già maturato i requisiti per la pensione di anzianità calcolata con il metodo retributivo, ha richiesto l'applicazione della cosiddetta 'opzione donna' per ottenere un calcolo contributivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'opzione donna è un'agevolazione per l'uscita anticipata dal lavoro, destinata a chi non possiede ancora i requisiti per la pensione ordinaria, e non uno strumento per scegliere un metodo di calcolo diverso.
Continua »
Sanzione disciplinare: quando la recidiva è essenziale
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di una sanzione disciplinare di sospensione dal servizio inflitta a un dipendente pubblico. La sanzione era basata sulla recidiva, ma la precedente sanzione pecuniaria era stata a sua volta annullata per tardività della contestazione. La Corte ha stabilito che, venendo meno la prima sanzione, non poteva sussistere la recidiva, elemento essenziale per la seconda, più grave, sanzione disciplinare. La decisione chiarisce l'interpretazione dei regolamenti disciplinari aziendali.
Continua »
Rimborso tasse universitarie: la giurisdizione
Un gruppo di studenti ha citato in giudizio un ateneo per ottenere il rimborso delle tasse universitarie, sostenendo di aver pagato importi superiori al limite legale del 20% rispetto ai finanziamenti statali. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice ordinario civile, poiché la richiesta degli studenti verte su un diritto soggettivo al rimborso (ripetizione dell'indebito) e non sull'annullamento di un atto amministrativo. La distinzione fondamentale risiede nella natura della pretesa: un diritto patrimoniale, non una contestazione del potere discrezionale dell'amministrazione.
Continua »
Valutazione prove: limiti del ricorso in Cassazione
Una società sanzionata per lavoro irregolare ricorre in Cassazione contestando la valutazione prove della Corte d'Appello. La Suprema Corte rigetta il ricorso, ribadendo che non può riesaminare i fatti, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme'. La decisione chiarisce anche che il motivo di ricorso non può mirare a una semplice rilettura delle testimonianze e conferma la legittimità della condanna alle spese in favore dell'Ispettorato del Lavoro.
Continua »
Compenso incentivante: la Cassazione fa chiarezza
Un dipendente comunale ha citato in giudizio il proprio Comune per ottenere il pagamento di un compenso incentivante legato alla riscossione dell'ICI, basandosi su un regolamento locale. Dopo che la Corte d'Appello gli ha riconosciuto un importo inferiore a quello richiesto, il dipendente ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il compenso incentivante non è un automatismo legato al solo aumento del gettito, ma presuppone un risultato concreto nella lotta all'evasione. I giudici hanno chiarito che è legittimo interpretare le norme regolamentari anche alla luce della ratio di normative successive, come i contratti collettivi, senza che ciò costituisca una violazione procedurale.
Continua »
Sospensione dipendente pubblico: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sospensione di un dipendente pubblico a seguito di una condanna per peculato, anche se il reato era slegato dalle sue mansioni specifiche. La decisione si basa sulla necessità di tutelare la credibilità e l'imparzialità della Pubblica Amministrazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non affrontava il nucleo della motivazione della sentenza d'appello, ribadendo che per i reati previsti dalla L. 97/2001, la sospensione dipendente pubblico è una misura cautelare che prescinde dal collegamento diretto con il servizio.
Continua »
Crediti prededucibili: stop dopo l’omologa del concordato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10307 del 2025, ha stabilito un importante principio in materia di crisi d'impresa. I crediti sorti durante la fase di esecuzione di un concordato preventivo in continuità aziendale, ovvero dopo il decreto di omologazione, non sono considerati crediti prededucibili in caso di successivo fallimento. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto il riconoscimento della prededuzione per crediti fiscali maturati in questa fase, ma la Corte ha rigettato il ricorso. La decisione si fonda su una reinterpretazione del criterio di "funzionalità", allineandosi a un precedente orientamento delle Sezioni Unite, e mira a proteggere i creditori originari che avevano accettato il piano concordatario.
Continua »
Garanzia fideiussoria: quando è accessoria?
Una società energetica, dopo aver rinunciato a un contributo pubblico, ha richiesto lo svincolo della relativa garanzia fideiussoria. L'ente pubblico si è opposto, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. La Suprema Corte ha chiarito che, nonostante la presenza di una clausola di "pagamento a prima richiesta", la garanzia era di natura accessoria all'obbligazione principale (il contributo). Di conseguenza, una volta venuta meno quest'ultima con la rinuncia, anche la garanzia si è automaticamente estinta.
Continua »
Borsa specializzandi: no all’adeguamento triennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10256/2025, ha negato il diritto all'adeguamento triennale della borsa specializzandi per i medici iscritti tra il 1992 e il 2006. Conformandosi a una precedente sentenza delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che una serie di leggi ha prodotto un blocco continuativo di tale adeguamento. La sentenza d'appello, che aveva riconosciuto il diritto, è stata quindi annullata e la domanda dei medici rigettata nel merito.
Continua »
Inadempimento appaltatore: colpa e danni divisi
Un'azienda committente richiede la risoluzione di un contratto d'appalto e un cospicuo risarcimento per la rottura di un macchinario a seguito di un intervento di ammodernamento. La Cassazione conferma la decisione di merito: il contratto è risolto per l'inadempimento dell'appaltatore, che ha violato l'obbligo di diligenza non effettuando le verifiche preliminari su un impianto obsoleto. Tuttavia, il risarcimento per i danni principali viene negato perché la committente ha avviato i test in violazione degli accordi, rendendo impossibile accertare la causa esatta della rottura. Viene così stabilito un concorso di colpa che incide sulla quantificazione dei danni.
Continua »
Responsabilità avvocato: dovere di dissuasione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale alla restituzione totale dei compensi per responsabilità avvocato. L'ordinanza stabilisce che il professionista ha un dovere non solo di informare, ma anche di dissuadere attivamente il cliente dall'intraprendere azioni legali palesemente infondate o con scarse probabilità di successo. La violazione di questo dovere costituisce un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto e la restituzione di tutte le somme percepite.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: errore e danno
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un legale contro la condanna per responsabilità professionale. L'ordinanza conferma che gli errori procedurali, come la tardiva modifica della domanda di risarcimento e l'omessa richiesta di interessi commerciali, costituiscono un grave inadempimento che causa un danno al cliente. Il caso sottolinea l'importanza della diligenza e del rispetto dei termini processuali nella gestione delle pratiche legali, evidenziando come la responsabilità professionale dell'avvocato sorga anche da vizi procedurali.
Continua »
Onere della prova fornitura: Cassazione chiarisce
Una società di telecomunicazioni utilizzava energia elettrica fornita da un'azienda energetica senza un contratto formale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al pagamento dell'indennizzo per ingiustificato arricchimento, chiarendo i principi sull'onere della prova. Il ricorso della società utilizzatrice è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, consolidando il principio che chi beneficia di un servizio, anche senza contratto, è tenuto a indennizzare il fornitore.
Continua »
Interessi legali: quale tasso applicare? La Cassazione
Un lavoratore richiedeva alla propria azienda il pagamento di interessi maggiorati, basandosi su una sentenza che condannava al pagamento dei soli "interessi legali". Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta. Giunto in Cassazione, il lavoratore ha rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali in virtù della complessità della questione, recentemente risolta dalle Sezioni Unite, le quali hanno chiarito che, senza una specifica indicazione, per "interessi legali" si intende il tasso standard.
Continua »