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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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1408 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Sanzioni Banca d’Italia: non si applica la lex mitior
Un'ex componente del collegio sindacale di un istituto di credito ha ricevuto sanzioni dalla Banca d'Italia per carenze nei controlli. Nel suo ricorso, ha invocato l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior) e il principio del ne bis in idem, essendo stata sanzionata anche da un'altra autorità di vigilanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che alle sanzioni amministrative bancarie non si applica la lex mitior, ma il principio tempus regit actum, cioè la legge in vigore al momento del fatto. Ha inoltre confermato che le sanzioni delle diverse autorità possono coesistere in quanto tutelano interessi giuridici differenti.
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Compensazione spese legali: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello che aveva disposto la compensazione spese legali senza fornire alcuna motivazione. Il caso riguardava un giudizio di revocazione su un errore nel calcolo dei compensi per il gratuito patrocinio. La Suprema Corte ha ribadito che la deroga al principio della soccombenza (chi perde paga) è ammissibile solo in presenza di gravi ed eccezionali ragioni, che il giudice deve esplicitamente indicare nella sentenza.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un avvocato ottiene il pieno accoglimento di un'opposizione per il pagamento di onorari da gratuito patrocinio, ma il Tribunale dispone la compensazione delle spese legali senza alcuna motivazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, affermando che la deroga al principio della soccombenza richiede una motivazione esplicita su gravi ed eccezionali ragioni. La decisione sulla compensazione spese legali viene quindi cassata con rinvio.
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Obblighi antiriciclaggio notai: la Cassazione decide
Un notaio è stato sanzionato per la mancata segnalazione di operazioni sospette relative a società in grave crisi finanziaria. La Corte di Appello aveva ridotto la sanzione al minimo, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha chiarito che gli obblighi antiriciclaggio per i notai sorgono in presenza di anomalie oggettive, indipendentemente dalla prova di un reato. Inoltre, ha stabilito che la sanzione deve essere commisurata a specifici criteri di legge e non a fattori esterni come l'assenza di un vantaggio personale per il professionista.
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Esterovestizione veicoli: Cassazione e incostituzionalità
Un automobilista, sanzionato per esterovestizione veicoli (guida di un'auto con targa straniera da residente in Italia), ha visto annullate le sanzioni. Il Ministero dell'Interno ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, basando la decisione sulla sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme sull'esterovestizione. Di conseguenza, la pretesa sanzionatoria era priva di fondamento giuridico sin dall'origine.
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Multa autovelox: visibilità e taratura confermate
Un automobilista ha ricevuto una multa autovelox per eccesso di velocità su una strada extraurbana principale. Dopo un'iniziale vittoria davanti al Giudice di Pace, la decisione è stata ribaltata in appello. L'automobilista ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sollevando dubbi sulla visibilità dell'apparecchio, sulla necessità di un decreto prefettizio specifico e sulla corretta taratura del dispositivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della sanzione. Ha chiarito che, su strade extraurbane principali, la legge presume l'impossibilità di fermare il veicolo in sicurezza, rendendo superflua la contestazione immediata e il decreto prefettizio. Inoltre, ha stabilito che la postazione di controllo deve essere visibile e presegnalata, e che la prova della taratura annuale è sufficiente a garantirne l'affidabilità.
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Servitù coattiva: esenzione per cortili e giardini
Un proprietario ha fatto ricorso in Cassazione contro la costituzione di una servitù coattiva di passaggio sul suo terreno, proponendo un percorso alternativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che la scelta del tracciato spetta al giudice di merito e che l'esenzione per case, cortili e giardini è un principio cardine, derogabile solo in caso di interclusione assoluta, non riscontrata nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: limiti alla Cassazione
Un proprietario immobiliare ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello relativa a una servitù di passaggio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché contestava l'interpretazione dei fatti e delle prove, un'attività riservata al giudice di merito. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di un terzo grado di giudizio, ma di controllo sulla corretta applicazione della legge, confermando anche la discrezionalità del giudice nella compensazione delle spese legali in caso di soccombenza reciproca.
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Gratuito patrocinio: quando la Cassazione si ferma
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione sospende un ricorso relativo al diniego del gratuito patrocinio. La richiesta era stata respinta per mancata allegazione di documenti comprovanti il reddito. La Corte ha ritenuto opportuno attendere la pronuncia delle Sezioni Unite su una questione procedurale analoga, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Gratuito patrocinio: serve la prova del reddito?
Un cittadino si è visto negare il gratuito patrocinio perché non ha allegato documenti a prova del suo reddito, limitandosi a un'autocertificazione. La Corte di Giustizia Tributaria ha confermato il diniego. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito se tale documentazione sia necessaria, ha sospeso il giudizio. Attende una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione procedurale preliminare, relativa allo strumento corretto per impugnare i provvedimenti in materia di patrocinio a spese dello Stato nel processo tributario.
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Gratuito patrocinio tributario: i rimedi al vaglio
Un contribuente si vede rigettare l'istanza di ammissione al gratuito patrocinio tributario e impugna la decisione. La Corte di Giustizia Tributaria dichiara il ricorso inammissibile. La questione giunge in Cassazione, la quale, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul corretto rimedio processuale da utilizzare (ricorso ex art. 99 o opposizione ex art. 170 d.P.R. 115/2002), decide di sospendere il giudizio in attesa di una pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite su un caso analogo.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa con rinvio
Una società immobiliare ha agito in giudizio per accertare la proprietà esclusiva di due aree cortilive, chiedendo anche la nullità di un frazionamento catastale e dei successivi atti di vendita. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la proprietà, ha omesso di pronunciarsi sulla nullità del frazionamento, ritenendola assorbita. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per omessa pronuncia, stabilendo che la domanda sulla nullità del frazionamento presentava un interesse autonomo e doveva essere decisa nel merito. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio al giudice d'appello.
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Domanda riconvenzionale avvocato: l’appello è giusto
Una cliente ha presentato una domanda riconvenzionale contro il proprio avvocato per inadempimento contrattuale, dopo essere stata citata in giudizio per il pagamento degli onorari. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'appello inammissibile. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che, sebbene la richiesta di onorari segua un rito speciale non appellabile, la domanda riconvenzionale del cliente segue le regole ordinarie ed è quindi pienamente appellabile. La sentenza stabilisce che le diverse domande all'interno dello stesso processo mantengono i propri specifici regimi di impugnazione.
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Soccombenza reciproca: chi paga le spese legali?
In una controversia per la definizione di confini, un proprietario conveniva in giudizio il vicino, il quale rispondeva con una domanda riconvenzionale di usucapione. Il tribunale rigettava sia la domanda principale (per difetto di titolarità dell'attore) sia quella riconvenzionale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale esito configura una soccombenza reciproca, legittimando la compensazione delle spese legali tra le parti, poiché entrambe hanno visto respinte le proprie istanze.
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Liquidazione spese legali: la fase istruttoria è dovuta
In un caso di equa riparazione per eccessiva durata di un processo, un cittadino ha impugnato la liquidazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la fase istruttoria deve sempre essere compensata, anche quando si limita all'esame di documenti, e che la motivazione del giudice sulla riduzione delle spese non deve essere analitica. Ha inoltre ordinato di includere nel giudizio di rinvio un secondo Ministero, precedentemente non citato, in quanto responsabile per una delle fasi del procedimento originario.
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Lastrico solare: quando è un bene condominiale?
La Corte di Cassazione ha rinviato a pubblica udienza la decisione su un caso complesso riguardante la proprietà di un lastrico solare. La controversia nasce da una terrazza, inizialmente di proprietà esclusiva, che la Corte d'Appello ha considerato divenuta bene comune perché in un successivo atto di trasferimento non era stata ribadita la riserva di proprietà. Data l'importanza della questione, la Suprema Corte ha ritenuto necessario un approfondimento prima di stabilire un principio di diritto definitivo.
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Gratuito patrocinio: rimedi contro il rigetto
Un cittadino si vede negare il gratuito patrocinio e il suo reclamo viene dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione, investita della questione, decide di sospendere il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia il caso in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga, relativa al corretto strumento processuale da utilizzare per impugnare i provvedimenti di diniego o revoca del beneficio.
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Versamento in conto capitale: quando non è un credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28734/2024, ha stabilito che un versamento in conto capitale effettuato da un socio non genera un diritto di credito esigibile. Di conseguenza, la successiva cessione di tale presunto credito è nulla per inesistenza dell'oggetto. La Corte ha sottolineato che per qualificare la natura del versamento è decisiva l'interpretazione della volontà delle parti, basata su elementi come le scritture contabili, i bilanci e il comportamento complessivo, piuttosto che sulla mera assenza di una delibera di aumento di capitale.
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Spese di lite cartella esattoriale: chi paga?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla ripartizione delle spese di lite in caso di annullamento di una cartella esattoriale. La Corte ha chiarito che la responsabilità per il pagamento delle spese legali ricade sulla parte a cui è imputabile l'errore che ha causato l'annullamento. Se la colpa è esclusivamente dell'agente della riscossione (ad esempio, per prescrizione dovuta a sua inerzia), solo quest'ultimo sarà tenuto a pagare. Se il vizio è riconducibile all'ente creditore, la responsabilità sarà sua, estensibile in solido all'agente.
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Liquidazione spese legali: il criterio del valore totale
In un caso di equa riparazione per eccessiva durata di un processo, la Corte di Cassazione ha stabilito che la liquidazione spese legali, in caso di accoglimento dell'opposizione, deve basarsi sul valore complessivo della causa (indennizzo più interessi) e non solo sull'importo contestato. L'opposizione non è un procedimento autonomo, ma parte di un'unica vicenda processuale, e le spese devono essere calcolate secondo il principio della soccombenza applicato all'esito finale.
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