LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Pagina 9 di 30

598 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versare l'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta a prescindere dalla presenza di una concessione statale e non viola il diritto dell'Unione Europea.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoggettamento all'imposta unica scommesse di un bookmaker estero per le giocate raccolte in Italia nell'anno 2010. La Corte ha chiarito che, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, per gli anni antecedenti al 2011 la responsabilità tributaria ricade esclusivamente sul bookmaker e non in solido con il centro di trasmissione dati locale. La decisione si basa sul principio di territorialità del tributo, applicabile a chiunque organizzi giochi e scommesse sul territorio nazionale, indipendentemente dalla sede legale o dalla presenza di una concessione.
Continua »
Liquidazione spese legali: inderogabili i minimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12710/2024, ha cassato una sentenza di merito per aver violato le norme sulla liquidazione spese legali. La Corte ha ribadito che il giudice, nel determinare i compensi dell'avvocato, non può scendere al di sotto dei minimi previsti dai parametri ministeriali, poiché questi hanno carattere inderogabile. Il caso riguardava ex soci di una S.r.l. che, pur vincendo una causa per un rimborso IVA contro l'Agenzia delle Entrate, si erano visti liquidare spese legali irrisorie e inferiori ai minimi di legge.
Continua »
Compensazione spese di lite: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12654/2024, ha stabilito che la sopravvenienza di una nuova norma, anche se di interpretazione autentica, costituisce una ragione grave ed eccezionale che giustifica la compensazione spese di lite. Il caso riguardava un ricorso degli eredi di un contribuente contro la decisione di compensare le spese processuali in un giudizio tributario, nonostante la loro vittoria nel merito. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il mutamento del quadro normativo durante la causa è un motivo valido per la compensazione, in linea con i principi della Corte Costituzionale.
Continua »
Sospensione termini impugnazione: i limiti temporali
L'appello di un contribuente è stato ritenuto tardivo perché il termine per impugnare è scaduto al di fuori della specifica finestra temporale prevista per la sospensione termini impugnazione. La Cassazione ha chiarito che, a prescindere dalla natura dell'atto impugnato, la sospensione opera solo se la scadenza naturale del termine cade in un preciso intervallo di date, confermando così la decisione di inammissibilità.
Continua »
Compensazione spese di lite: la Cassazione decide
Un contribuente vince un ricorso contro l'Amministrazione Finanziaria grazie a una norma sopravvenuta. Nonostante la vittoria, il giudice dispone la compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, stabilendo che una sopravvenienza normativa, anche se di interpretazione autentica, costituisce una 'grave ed eccezionale ragione' che legittima la compensazione.
Continua »
Compensazione spese: quando una nuova legge la giustifica
Una società vince un ricorso tributario grazie a una nuova legge, ma il giudice compensa le spese di lite. La società contesta tale decisione, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La Suprema Corte chiarisce che una sopravvenienza normativa, anche se di interpretazione autentica, costituisce una di quelle 'gravi ed eccezionali ragioni' che legittimano la compensazione spese di lite, poiché altera il quadro giuridico della controversia in modo imprevedibile per le parti.
Continua »
Detrazione IVA operazioni inesistenti: Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare la detrazione IVA per operazioni inesistenti a una società. Il caso riguardava una doppia compravendita immobiliare avvenuta in due giorni, con un'enorme differenza di prezzo, orchestrata tramite una società interposta priva di mezzi propri. Secondo la Corte, di fronte a gravi indizi di frode forniti dall'Amministrazione finanziaria, spetta al contribuente dimostrare l'effettività dell'operazione e la sua estraneità alla frode, prova che in questo caso non è stata fornita.
Continua »
Imposta unica scommesse: obblighi per bookmaker esteri
Una società estera di scommesse ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'attività svolta in Italia tramite un centro di trasmissione dati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio consolidato: chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano, anche se privo di concessione e per conto di un bookmaker estero, è soggetto passivo d'imposta. La Corte ha ribadito che sia l'operatore locale (CTD) sia il bookmaker estero sono obbligati in solido al pagamento del tributo, in conformità con la normativa nazionale e i principi del diritto dell'Unione Europea.
Continua »
Rimborso IVA senza dichiarazione: è possibile?
Un imprenditore ha richiesto un rimborso IVA pur avendo omesso per anni la presentazione delle dichiarazioni. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente. La sentenza stabilisce che il diritto sostanziale al credito IVA prevale sulla mera omissione formale della dichiarazione, a condizione che il contribuente fornisca idonea prova documentale del credito. Questo principio rafforza la neutralità dell'imposta, ponendo l'accento sulla sostanza delle operazioni economiche piuttosto che sugli adempimenti formali.
Continua »
Spese processuali contumace: quando non sono dovute
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha respinto il motivo principale, ma ha accolto quello relativo alle spese processuali, stabilendo che la parte vittoriosa ma contumace non ha diritto al rimborso delle spese legali, in quanto non ha sostenuto alcun costo partecipando al giudizio. Di conseguenza, la condanna al pagamento delle spese è stata annullata.
Continua »
Notifica rendita catastale: obbligo per l’Agenzia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società concessionaria di un'area portuale. La sentenza conferma un principio fondamentale: la variazione della rendita catastale non ha efficacia se non viene eseguita la notifica rendita catastale al soggetto passivo d'imposta. La Corte ha basato la sua decisione su un precedente giudicato tra le stesse parti, stabilendo che l'atto di attribuzione della rendita deve essere comunicato formalmente per poter essere utilizzato ai fini del calcolo delle imposte locali come l'ICI.
Continua »
Liquidazione spese processuali: inderogabili i minimi
Una contribuente ha impugnato con successo la decisione di una Corte di giustizia tributaria che le aveva liquidato spese processuali per un importo irrisorio. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribadito il principio secondo cui la liquidazione delle spese processuali deve rispettare i minimi tariffari inderogabili stabiliti dai decreti ministeriali (in particolare dal D.M. 37/2018 in poi). La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per una corretta quantificazione dei compensi.
Continua »
Notifica cartella PEC: valida anche da indirizzo non-INI-PEC
Un contribuente ha impugnato una serie di cartelle di pagamento, sostenendo che la notifica cartella PEC fosse invalida perché l'indirizzo del mittente dell'ente di riscossione non era presente nell'elenco pubblico INI-PEC. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: la mancata iscrizione dell'indirizzo PEC del mittente nei pubblici registri non rende di per sé nulla la notifica. Spetta al contribuente dimostrare un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa, cosa non avvenuta nel caso di specie. La Corte ha inoltre confermato il diritto dell'ente di riscossione a ottenere il rimborso delle spese legali anche quando si difende in giudizio tramite propri funzionari, condannando il ricorrente anche per responsabilità processuale aggravata.
Continua »
Visto di conformità infedele: la competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di visto di conformità infedele, la competenza per irrogare la sanzione al professionista o al CAF spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui il trasgressore ha il proprio domicilio fiscale. Un atto emesso da un ufficio territorialmente incompetente, come quello del domicilio del contribuente, è illegittimo e deve essere annullato. La Corte ha chiarito la natura punitiva, e non meramente risarcitoria, della sanzione prevista.
Continua »
Procura ad litem nulla: l’Agente Riscossione perde
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento e le relative cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione di secondo grado per un vizio procedurale fondamentale: la procura ad litem dell'Agente della Riscossione non era valida perché non sottoscritta. La Corte ha inoltre ritenuto nulla la notifica di una delle cartelle, effettuata senza adeguate ricerche anagrafiche dopo che il destinatario era risultato trasferito. Il caso è stato rinviato alla corte d'appello, sottolineando come il rispetto delle forme processuali, come una valida procura ad litem, sia imprescindibile.
Continua »
Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese legali
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione una decisione a lui sfavorevole in materia di riscossione tributaria, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un principio fondamentale: la rinuncia rende definitiva la sentenza impugnata, inclusa la statuizione sulle spese legali dei gradi precedenti, impedendo alla Corte di modificarla. Questo atto, quindi, cristallizza la situazione giuridica preesistente.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili
In un caso di operazioni soggettivamente inesistenti, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della deducibilità dei costi e della detrazione IVA. L'ordinanza stabilisce che, mentre la detrazione IVA è negata se il contribuente era consapevole o avrebbe dovuto esserlo della frode, i costi sostenuti per l'acquisto effettivo dei beni sono deducibili ai fini delle imposte dirette, a meno che non siano direttamente legati alla commissione di un delitto per cui è stata esercitata l'azione penale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello sul punto dei costi, chiarendo che l'onere della prova sull'azione penale spetta all'Amministrazione Finanziaria.
Continua »
Presunzione di evasione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione chiarisce che la presunzione di evasione legale per capitali detenuti in paradisi fiscali (D.L. 78/2009) non è retroattiva. Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria può comunque utilizzare gli stessi fatti come presunzioni semplici per fondare l'accertamento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza d'appello e rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Notifica poste private: la Cassazione fa chiarezza
Una società informatica ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per tasse locali, sostenendo che gli avvisi di accertamento originari fossero invalidi perché notificati tramite un operatore postale privato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica con poste private, sebbene irregolare, non è giuridicamente inesistente ma solo nulla. Tale nullità è sanabile se l'atto raggiunge il suo scopo, come dimostrato dall'opposizione del contribuente, che conferma l'avvenuta ricezione.
Continua »