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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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598 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Liquidazione spese giudiziali: l’errore del giudice
Un contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate Riscossione, ma il giudice d'appello non si pronuncia sulle spese del primo grado e liquida quelle del secondo in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione interviene, cassa la sentenza e, in virtù del principio di economia processuale, provvede direttamente alla corretta liquidazione spese giudiziali per entrambi i gradi di giudizio, ribadendo l'obbligo di motivazione e il rispetto dei parametri normativi.
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Spese di lite: liquidazione dopo il giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la decisione del giudice di rinvio sulla liquidazione delle spese di lite. Il caso riguardava la richiesta di rimborso IRPEF da parte di due professionisti. La Corte ha stabilito che la condanna alle spese è coerente con la soccombenza parziale dell'Amministrazione e che una liquidazione omnicomprensiva è valida se i criteri di calcolo sono facilmente verificabili e riconducibili ai parametri di legge, anche se non esplicitati per ogni singola fase processuale.
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Liquidazione spese legali: minimi inderogabili
Una contribuente si è vista riconoscere spese legali simboliche dopo l'annullamento di un accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, ribadendo che la liquidazione spese legali deve rispettare i minimi tariffari inderogabili e deve essere proporzionata al valore effettivo della causa, anche in caso di soccombenza virtuale dell'Amministrazione Finanziaria.
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Decadenza accertamento ICI: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI per l'anno 2007, notificato a fine 2013, eccependo la prescrizione. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che la decadenza accertamento ICI si compie il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il versamento era dovuto. Nel caso specifico, il termine era il 31/12/2012, rendendo illegittima la notifica del 2013 e annullando l'atto impositivo.
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Riduzione IMU immobile inagibile: la prova decisiva
Una società alberghiera ha richiesto la riduzione del 50% dell'IMU per gli anni dal 2015 al 2018, sostenendo che la struttura fosse parzialmente inagibile. Dopo una chiusura totale per motivi di sicurezza, l'hotel aveva riaperto con capacità ridotta. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La motivazione principale è che il contribuente non ha fornito la prova specifica dell'estensione della superficie concretamente inagibile. Non è stato ritenuto sufficiente indicare solo il minor numero di camere o posti letto disponibili, poiché una struttura alberghiera comprende anche aree comuni come ristoranti e sale convegni. La Corte ha ribadito che l'onere della prova per ottenere la riduzione IMU per immobile inagibile spetta interamente al contribuente.
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Imposta unica scommesse: no a operatori senza licenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse anche agli operatori privi di concessione nazionale che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso la violazione del diritto UE, ribadendo che la normativa non è discriminatoria. Ha inoltre precisato che l'esimente delle sanzioni per incertezza normativa non è applicabile all'annualità 2015, poiché la legge aveva già chiarito gli obblighi fiscali dal 2010.
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Beneficiario effettivo e doppia imposizione: la Corte
Una holding britannica ha richiesto il rimborso IRES per dividendi ricevuti da una controllata italiana, invocando la convenzione contro la doppia imposizione. Il rimborso era stato negato perché i dividendi erano stati pagati tramite compensazione e l'Amministrazione finanziaria contestava sia la qualifica di beneficiario effettivo della holding sia la mancata prova del pagamento delle imposte nel Regno Unito. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per beneficiare della convenzione, è sufficiente la soggezione alla potestà impositiva dello Stato estero, non essendo necessaria la prova dell'effettivo pagamento del tributo. Ha inoltre cassato con rinvio la sentenza di merito per aver errato nella valutazione della qualifica di beneficiario effettivo, che deve essere accertata secondo test sostanziali e non sulla base di aspetti formali dell'operazione finanziaria.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la Cassazione
Un ente non commerciale, proprietario di un immobile, ne concedeva una porzione in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche a fronte di un canone annuo irrisorio. Il Comune negava l'esenzione ICI, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione, a fronte di una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha cassato la precedente sentenza. Ha rinviato la causa al giudice di merito per verificare se l'esenzione rientri nei limiti del regime "de minimis" e per accertare la natura del contratto (locazione o comodato) e la non commercialità delle attività svolte. La decisione sottolinea l'importanza di conformarsi al diritto unionale in materia di aiuti di Stato anche per le agevolazioni fiscali nazionali.
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Onere della prova TARI: la Cassazione decide
Una società contesta un avviso di accertamento per la tassa rifiuti, sostenendo di aver provato l'erroneità delle superfici tassabili. La Cassazione chiarisce che l'onere della prova TARI grava sul contribuente, che deve presentare un'apposita dichiarazione per ottenere esenzioni, non bastando altre prove. Accoglie però il ricorso sulla condanna alle spese, poiché la controparte era contumace.
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Rinuncia al ricorso: evitare il doppio contributo
Una società impugnava un accertamento catastale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione per poi ritirarlo. La Suprema Corte, con questa ordinanza, dichiara estinto il procedimento per rinuncia al ricorso. La decisione chiarisce che tale esito esclude l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, sanzione prevista solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di logistica, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa sulla classificazione catastale di un immobile, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del procedimento, chiarendo che in caso di accettazione non vi è condanna alle spese e non si applica l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Dichiarazione omessa: oneri e conseguenze fiscali
La Corte di Cassazione analizza il caso di una società soggetta ad accertamento induttivo per dichiarazione omessa. La sentenza chiarisce che la deduzione delle perdite pregresse ai fini IRES richiede un'opzione esplicita del contribuente, non potendo l'Ufficio sostituirsi a lui. Per l'IVA, invece, il diritto alla detrazione non decade automaticamente per la mancata dichiarazione, ma è subordinato alla prova dei requisiti sostanziali, che il giudice di merito dovrà verificare. Viene anche confermata la responsabilità degli ex soci per le spese processuali.
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Amministratore di fatto: onere della prova fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando l'annullamento di un avviso di accertamento a carico di un presunto amministratore di fatto. La Corte ha stabilito che spetta all'Agenzia Fiscale fornire la prova certa e incontestabile di una gestione sistematica e continuativa della società da parte del soggetto, non essendo sufficienti elementi indiziari o richiami a procedimenti penali archiviati. La decisione ribadisce il gravoso onere probatorio a carico del Fisco quando intende estendere la responsabilità tributaria alla figura dell'amministratore di fatto.
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Correzione errore materiale: no spese a parte non costituita
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. Gli errori riguardavano l'errata identificazione dei legali e, soprattutto, la condanna alle spese a favore dell'Amministrazione Finanziaria, che non si era costituita in giudizio. La Corte ha rettificato le generalità e ha eliminato la condanna alle spese, ribadendo il principio che queste non sono dovute alla parte rimasta inattiva nel processo.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un contribuente, dopo aver ottenuto l'annullamento di una cartella esattoriale, ha impugnato la sentenza solo per la parte in cui il giudice aveva disposto la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di vittoria totale, la parte soccombente deve rimborsare le spese legali. La compensazione è un'eccezione che richiede una motivazione specifica, assente in questo caso. Il principio del giudicato ha inoltre impedito di rimettere in discussione il merito della causa nonostante una nuova legge.
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Motivazione compensazione spese: obbligo del giudice
Un contribuente, vittorioso in un contenzioso tributario, si è visto negare il rimborso delle spese legali dalla corte d'appello, che ha disposto la compensazione dei costi senza alcuna giustificazione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la mancanza di una motivazione sulla compensazione delle spese costituisce una violazione di legge, poiché il giudice deve sempre esplicitare le ragioni eccezionali che lo portano a derogare al principio secondo cui 'chi perde paga'.
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Notificazione cartella esattoriale: quando è nulla?
Una contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo la mancata notifica della cartella esattoriale presupposta. I giudici di merito le hanno dato ragione, rilevando che l'avviso di ricevimento prodotto dall'Agente della Riscossione era privo di firma. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente. La Corte ha stabilito che la prova di una valida notificazione della cartella esattoriale non può prescindere da un avviso di ricevimento completo, e un ricorso che non contesta questo accertamento di fatto è inammissibile.
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Giudicato esterno: l’impatto su nuove impugnazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23162/2024, ha stabilito che la formazione di un giudicato esterno sulla legittimità di una cartella di pagamento impedisce al contribuente di sollevare le stesse eccezioni in un successivo giudizio contro un'intimazione di pagamento. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva ridotto la pretesa tributaria, riaffermando il principio che le questioni già decise con sentenza definitiva non possono essere nuovamente discusse.
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Compensazione spese di lite: quando è illegittima
Un contribuente vince una causa tributaria ma il giudice compensa le spese legali. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che la compensazione spese di lite non può essere giustificata né dalla scelta dell'ente pubblico di non costituirsi in giudizio, né dal suo mancato ricorso all'autotutela. Tali motivazioni sono state ritenute illogiche, riaffermando il principio che chi vince ha diritto al rimborso delle spese.
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Amministrazione straordinaria e IMU: la Cassazione rinvia
Una società in amministrazione straordinaria ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di aver diritto alle agevolazioni fiscali previste per le procedure fallimentari. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza. La decisione è motivata dalla rilevanza della questione, ovvero se l'agevolazione IMU (pagamento differito) possa applicarsi per analogia anche all'amministrazione straordinaria, e dalla necessità di un coordinamento con un altro caso simile già pendente.
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