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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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598 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Liquidazione spese legali: inderogabili i minimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22260/2024, ha accolto il ricorso di una contribuente contro una decisione che aveva liquidato le spese legali a suo favore in misura inferiore ai minimi tariffari. La Corte ha ribadito il principio secondo cui la liquidazione delle spese legali da parte del giudice deve rispettare i parametri minimi previsti dalla legge, i quali hanno carattere inderogabile. Di conseguenza, ha cassato la sentenza impugnata e rinviato il caso alla Corte di giustizia tributaria per una nuova valutazione.
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Spese legali minime: la Cassazione ribadisce il limite
Una contribuente vinceva una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ma il giudice liquidava le spese legali a un importo irrisorio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, ribadendo che le spese legali minime previste dalla legge sono inderogabili e il giudice non può scendere al di sotto di tali soglie. La sentenza è stata annullata con rinvio per una corretta liquidazione.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza soci
La Corte di Cassazione ha annullato un intero procedimento tributario a causa della mancata partecipazione di uno dei soci di una società estinta. La Corte ha ribadito che in materia fiscale, la causa contro una società di persone è inscindibile e richiede la presenza di tutti i soci, configurando un'ipotesi di litisconsorzio necessario. La violazione di questo principio ha comportato la nullità di tutti gli atti processuali e il rinvio della causa al giudice di primo grado per un nuovo giudizio a contraddittorio integro.
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Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società di scommesse estera e il suo intermediario locale hanno impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio consolidato: l'imposta è dovuta da tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio italiano, anche se privi di concessione statale. La Corte ha stabilito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale, escludendo qualsiasi profilo di discriminazione o violazione del diritto europeo.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma il Fisco
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato che l'imposta unica scommesse è dovuta anche dagli operatori esteri privi di concessione statale e dai loro intermediari (CTD) che raccolgono gioco sul territorio italiano. La Corte ha rigettato il ricorso di una società di betting, stabilendo che la tassazione non è discriminatoria né contraria al diritto dell'Unione Europea, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai stabile sulla materia.
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Dichiarazione integrativa: come calcolare i termini
Un contribuente ha presentato una dichiarazione integrativa, ricevendo poi una cartella di pagamento. Impugnando l'atto per tardività, sosteneva che i termini di accertamento dovessero decorrere dalla dichiarazione originale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, per le modifiche apportate, il termine di decadenza per l'accertamento decorre dalla data di presentazione della dichiarazione integrativa. Questo principio serve a non ridurre il tempo a disposizione dell'Amministrazione Finanziaria per i controlli. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese legali e a una sanzione per lite temeraria.
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Onere della prova frode fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di rivendita auto, confermando gli accertamenti fiscali per ricavi non dichiarati e indebita detrazione IVA in un contesto di frode carosello. La sentenza ribadisce i principi sull'onere della prova nella frode fiscale: l'Amministrazione Finanziaria può dimostrare la consapevolezza del contribuente tramite presunzioni gravi, precise e concordanti. Una volta fornita tale prova, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver agito con la massima diligenza, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Dazio antidumping: quando sorge l’obbligazione doganale
Una società importatrice ha richiesto il rimborso di un dazio antidumping, sostenendo che le merci erano già nel territorio UE in custodia temporanea prima dell'entrata in vigore del dazio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligazione doganale, e quindi l'applicabilità del dazio antidumping, sorge al momento dell'accettazione della dichiarazione doganale per l'immissione in libera pratica, non al momento dell'ingresso fisico delle merci.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza società
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza in materia tributaria per violazione del litisconsorzio necessario. Una società di persone, già fallita, e i suoi soci avevano impugnato avvisi di accertamento. Tuttavia, la società non era stata correttamente rappresentata in giudizio dal curatore fallimentare. La Corte ha stabilito che la mancata partecipazione della società rende nullo l'intero procedimento, cassando le sentenze precedenti e rinviando la causa al primo grado per integrare il contraddittorio.
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Notifica atti fiscali: il domicilio dichiarato è decisivo
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la nullità della notifica dell'atto di accertamento prodromico, avvenuta presso la vecchia residenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica atti fiscali è legittima se effettuata al domicilio fiscale risultante all'Amministrazione finanziaria, che coincide con quello dichiarato dal contribuente, anche se nel frattempo si è trasferito. La variazione di residenza non era ancora efficace ai fini fiscali al momento della notifica.
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Studi di settore e onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21381/2024, ha chiarito la valenza degli studi di settore negli accertamenti fiscali. Un'azienda alberghiera aveva ottenuto l'annullamento di un avviso di accertamento in primo e secondo grado. La Cassazione ha però ribaltato la decisione, affermando che un significativo scostamento dai risultati degli studi di settore costituisce una presunzione legale di evasione. Tale presunzione, da sola, può legittimare l'accertamento, invertendo l'onere della prova sul contribuente, che deve dimostrare con elementi concreti le ragioni dello scostamento.
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Motivo composito: inammissibile nel ricorso tributario
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per un maggior valore accertato su un terreno edificabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibili i principali motivi perché formulati come 'motivo composito', ovvero mescolando in un'unica censura vizi di violazione di legge e di motivazione. La Corte ha inoltre confermato il diritto dell'Agenzia delle Entrate a ottenere il rimborso delle spese legali anche se difesa da un proprio funzionario.
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Abitazione principale IMU: la prova della dimora abituale
Un contribuente si è visto negare l'esenzione fiscale sull'immobile di proprietà, nonostante la residenza anagrafica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21178/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che per definire un'abitazione principale IMU non è sufficiente la sola registrazione anagrafica. È onere del contribuente dimostrare di avere anche la propria 'dimora abituale', ovvero il centro effettivo dei propri interessi e della propria vita, presso quell'immobile.
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Imposta unica scommesse: Cassazione conferma obbligo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa al 2011. La Corte ha stabilito che sia il bookmaker estero sia il centro di trasmissione dati (CTD) italiano sono coobbligati al pagamento. È stata esclusa qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea, affermando che la normativa non è discriminatoria e non costituisce una restrizione alla libera prestazione di servizi. Le sanzioni sono state ritenute applicabili, poiché l'incertezza normativa sulla soggettività passiva era cessata prima del periodo d'imposta in questione.
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Imposta unica scommesse: legittima per operatori esteri
Una società di scommesse estera, operante in Italia tramite centri di trasmissione dati senza concessione, ha impugnato avvisi di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa agli anni 2013 e 2014. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del prelievo fiscale. La Corte ha stabilito che l'imposta è compatibile con il diritto dell'Unione Europea, non è discriminatoria e si applica a chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede legale o dalla presenza di una concessione statale.
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Imposta unica scommesse: Cassazione conferma la tassa
Un operatore di scommesse estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD), ha contestato l'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse per il 2011, sostenendo violazioni del diritto UE e l'illegittimità della pretesa fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena responsabilità solidale sia del bookmaker estero sia del CTD locale. La Corte ha stabilito che la normativa italiana sull'imposta unica scommesse è compatibile con i principi europei e che, per l'annualità 2011, il quadro normativo era sufficientemente chiaro da escludere ogni incertezza sulla soggettività passiva di entrambi gli operatori.
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Diritto di difesa: udienza negata, sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria perché il giudice di secondo grado ha negato l'udienza di discussione, anche da remoto, richiesta da una società. La decisione, presa solo sulla base degli atti durante l'emergenza Covid, viola il diritto di difesa, un principio fondamentale del processo.
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Efficacia sentenza penale: la nuova legge e il fisco
Una società, accusata di utilizzare fatture per operazioni inesistenti, ottiene l'assoluzione del proprio legale rappresentante in sede penale. L'Amministrazione Finanziaria prosegue l'accertamento tributario. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione per valutare l'impatto di una nuova legge che rafforza l'efficacia della sentenza penale di assoluzione nel giudizio tributario, chiedendo alle parti di presentare osservazioni.
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Raddoppio dei termini: obbligo di denuncia e onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20060/2024, ha respinto il ricorso di due società contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha confermato la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento fiscale, stabilendo che è sufficiente la mera sussistenza dell'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del procedimento penale. Inoltre, ha ribadito i principi sull'onere probatorio in materia tributaria e confermato il diritto dell'Amministrazione finanziaria alla rifusione delle spese legali anche quando difesa dai propri funzionari.
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Notifica cartella esattoriale via PEC: quando è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19327/2024, ha stabilito che la notifica di una cartella esattoriale via PEC è valida anche se priva di firma digitale e proveniente da un indirizzo non presente nei pubblici registri. Secondo la Corte, l'assenza di firma non invalida l'atto se la sua provenienza è inequivocabile. Inoltre, l'uso di un indirizzo PEC non ufficiale non rende nulla la notifica, a meno che il destinatario non dimostri un concreto pregiudizio al suo diritto di difesa. Il ricorso della società contribuente è stato quindi respinto.
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