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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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598 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo relativo a cartelle esattoriali mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando principi giuridici sopravvenuti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale a causa dell'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da gare pubbliche. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5857/2024, ha definito una controversia sull'imposta unica scommesse per l'anno 2009. Ha stabilito che una ricevitoria (CTD) che opera per un bookmaker estero non è soggetta all'imposta per i periodi antecedenti al 2011, accogliendo il suo ricorso sulla base di una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker estero, invece, la Corte ha confermato la debenza del tributo, ma ha annullato le sanzioni a causa dell'obiettiva incertezza normativa esistente all'epoca dei fatti.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un operatore di scommesse estero e del titolare di una ricevitoria italiana, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che la normativa nazionale che impone tale obbligo anche a soggetti privi di concessione è legittima e compatibile con il diritto europeo, non essendo necessario un rinvio alla Corte di Giustizia UE. Inoltre, è stato chiarito che la mancata traduzione dell'avviso di accertamento non ne determina l'invalidità se il destinatario ha dimostrato di averne compreso il contenuto.
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Definizione agevolata: no se il debito è definitivo
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per un debito tributario divenuto definitivo a causa della mancata riassunzione di un precedente giudizio. Invocava l'applicazione della definizione agevolata, sostenendo che avrebbe dovuto sospendere la procedura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata è inapplicabile ai debiti fiscali ormai certi e non più oggetto di controversia. L'intimazione di pagamento è un atto di riscossione, non un nuovo atto impositivo idoneo alla definizione.
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Imposta unica scommesse: legittima per bookmaker esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5675/2024, ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando la piena legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non è discriminatoria né contraria al diritto UE, e ha riaffermato la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il Centro Trasmissione Dati (CTD) locale per il pagamento del tributo relativo all'anno 2013.
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Art. 20 TUR: no a elementi esterni per la tassa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5016/2024, ha stabilito che ai fini dell'imposta di registro, la qualificazione di un atto deve basarsi esclusivamente sul suo contenuto intrinseco. L'Agenzia delle Entrate non può riqualificare una compravendita di beni in cessione di ramo d'azienda utilizzando elementi esterni o atti collegati, in applicazione del nuovo Art. 20 TUR. Il caso riguardava la vendita di reti idriche tra due società, ma l'operazione è stata considerata legittima e non elusiva.
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Spese di lite: quando il giudice può compensarle?
Un contribuente vince una causa tributaria per la mancata notifica delle cartelle di pagamento, ma i giudici compensano le spese di lite. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del contribuente, confermando che il giudice di merito ha un potere discrezionale nel decidere sulla compensazione delle spese, sindacabile solo in caso di violazione del principio di soccombenza.
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Compensazione spese legali: motivazione obbligatoria
Una contribuente vince contro l'Amministrazione Finanziaria, ma il giudice compensa le spese legali senza alcuna spiegazione. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima se non supportata da una motivazione specifica e puntuale, come richiesto dalla legge. La sentenza impugnata viene annullata su questo punto, con rinvio a un nuovo giudice per la corretta determinazione delle spese.
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Notifica PEC: la Cassazione conferma la sua validità
Una società ha impugnato un'iscrizione ipotecaria basata su diverse cartelle di pagamento, sostenendo vizi nella notifica PEC e l'avvenuta prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la piena validità della notifica PEC eseguita con allegati in formato PDF semplice, non essendo necessario il formato p7m. La Corte ha inoltre chiarito che la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, regolarmente notificata, ha interrotto la prescrizione, rendendo legittima la successiva iscrizione del vincolo sul bene immobile.
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Cartella di pagamento: vizi formali e validità
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cartella di pagamento resta valida nonostante alcuni vizi formali. Nel caso esaminato, una società contestava un atto per la mancanza della relata di notifica sulla propria copia, l'assenza di firma sul ruolo e il mancato invio dell'avviso bonario. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la ricezione dell'atto sana il vizio di notifica e che la firma sul ruolo non è richiesta a pena di nullità. Inoltre, l'avviso bonario non è necessario quando il debito deriva da imposte dichiarate e non versate, senza errori nella dichiarazione.
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Tassa rifiuti centri commerciali: la responsabilità
Una società che gestiva un centro commerciale ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU). La Corte di Cassazione ha confermato la sua responsabilità solidale in qualità di gestore dei servizi comuni, ritenendo che il giudice di merito avesse correttamente valutato le prove. L'onere di dimostrare l'assenza di tale ruolo o il trasferimento della gestione a terzi spetta al contribuente. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso riguardo le spese legali, stabilendo che non possono essere liquidate a favore della parte che non si è difesa in una fase del giudizio. Il punto centrale del caso è la responsabilità per la tassa rifiuti centri commerciali.
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Responsabilità solidale TARSU: Chi paga per le aree comuni?
Una società proprietaria di un centro commerciale ha impugnato un avviso di accertamento TARSU, sostenendo di non essere responsabile per le aree comuni poiché tutti gli spazi erano stati affittati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio di responsabilità solidale TARSU a carico del soggetto che gestisce i servizi comuni. Secondo la Corte, le clausole contrattuali dimostravano che la società conservava il ruolo di gestore, rendendola quindi solidalmente obbligata al pagamento del tributo. L'impugnazione è stata accolta solo su un punto secondario relativo alla condanna alle spese legali di un precedente giudizio.
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Giudizio di rinvio: limiti del giudice e vincoli
Una società, ritenuta responsabile in solido per la tassa sui rifiuti (TARSU) in qualità di gestore dei servizi comuni di un centro commerciale, ha visto il suo ricorso accolto dalla Corte di Cassazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo processo (giudizio di rinvio). Tuttavia, il giudice del rinvio ha ignorato le specifiche istruzioni della Cassazione, basando la sua decisione su questioni nuove e irrilevanti. La Cassazione ha quindi annullato anche questa seconda decisione, ribadendo che nel giudizio di rinvio il giudice è strettamente vincolato ai principi di diritto stabiliti dalla Corte suprema.
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Prescrizione crediti tributari: decennale o breve?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su vecchie cartelle, eccependo un precedente giudicato e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un giudicato sull'annullamento di un'ipoteca non si estende all'intimazione di pagamento. Ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti tributari principali, come IRPEF, IVA e IRAP, è decennale, in assenza di specifiche disposizioni di legge che prevedano un termine più breve.
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Responsabilità solidale gestore: la Cassazione decide
Una società proprietaria di un centro commerciale è stata ritenuta responsabile in solido per il pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU) relativa alle aree comuni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3809/2024, ha confermato la decisione, basandosi sull'interpretazione dei contratti di fitto che attribuivano alla società un ruolo di gestore, anche se delegabile. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo le spese legali, stabilendo che non sono dovute alla controparte se questa non ha partecipato a una fase del giudizio. Questo caso chiarisce il principio della responsabilità solidale gestore nei complessi commerciali.
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Compensazione spese giudiziali: la motivazione vince
Una società di servizi aveva ottenuto l'annullamento di un'ingiunzione di pagamento per tasse non versate. Nonostante la vittoria totale, la corte d'appello aveva disposto la compensazione delle spese legali citando la "complessità della vicenda". La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la compensazione delle spese giudiziali richiede una motivazione specifica e dettagliata basata su "gravi ed eccezionali ragioni", e non una formula generica. La sentenza ribadisce che, di regola, chi perde la causa deve pagare le spese legali.
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Esenzione IMU fabbricati merce: No se non costruiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3094/2024, ha chiarito i limiti dell'esenzione IMU per i fabbricati merce. Una società di sviluppo immobiliare aveva acquistato un complesso industriale per ristrutturarlo e rivenderlo, ma i lavori non erano mai iniziati a causa di dinieghi amministrativi. La Corte ha negato l'esenzione, stabilendo che il beneficio si applica solo ai fabbricati *costruiti* dall'impresa venditrice e non a quelli semplicemente acquistati per una futura rivendita, anche se preceduta da ristrutturazione. La decisione ribadisce la natura eccezionale delle norme di agevolazione fiscale, che richiedono un'interpretazione rigorosa e non estensibile per analogia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un gruppo di società alberghiere. La controversia, originata da avvisi di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), si è conclusa con un accordo stragiudiziale tra le parti. La Corte ha disposto la compensazione delle spese legali, chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2750/2024, ha rigettato il ricorso di un Centro Trasmissione Dati (CTD) e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva alle parti di rinegoziare i loro accordi commerciali per trasferire l'onere fiscale, superando i profili di incostituzionalità validi solo per gli anni precedenti. È stata inoltre respinta la tesi della violazione del diritto UE, poiché l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano senza discriminazioni.
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Tassazione per enunciazione: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di tassazione per enunciazione, chiarendo i limiti del proprio sindacato. Un'agenzia governativa aveva tassato un contratto di patrocinio legale che riteneva 'enunciato' in una sentenza di condanna al pagamento di compensi professionali. Le corti di merito avevano annullato l'avviso di liquidazione, non ravvisando nella sentenza elementi sufficienti per identificare il contratto sottostante. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'agenzia, sottolineando che la valutazione sulla sufficienza degli elementi enunciati è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito. Il ricorso, basato su una presunta violazione di legge, mirava in realtà a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorso incidentale del contribuente è stato dichiarato inefficace.
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