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Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 — Sezione Quarta Penale

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107 provvedimenti

Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90

Speciale tenuità del danno: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per cessione di stupefacenti. La Corte ha confermato che l'attenuante della speciale tenuità del danno non si applica se il profitto (in questo caso, da 50 grammi di marijuana) non è economicamente irrilevante. Ha inoltre escluso la non punibilità per particolare tenuità del fatto, valorizzando il contesto criminale più ampio in cui si inseriva l'episodio, che ne escludeva il carattere di mera occasionalità.
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Prova indiziaria: Cassazione su spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti basata su una solida prova indiziaria. Il caso ruotava attorno a servizi di osservazione della polizia che avevano individuato l'imputato come possessore della droga, nascosta in una nicchia su una via pubblica. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, giudicando gli indizi raccolti come gravi, precisi e concordanti, e ha respinto la richiesta di estinzione del reato per prescrizione, chiarendo l'applicazione delle norme sulla sospensione.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione decide
Un individuo, condannato per un reato minore legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la non concessione di un beneficio può essere implicitamente motivata dalla struttura complessiva della sentenza, specialmente in presenza di precedenti penali a carico dell'imputato.
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Riparazione Ingiusta Detenzione: Prova illecita
Un cittadino, assolto dall'accusa di traffico di stupefacenti, ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello ha respinto la domanda basandosi su una sentenza relativa a un altro imputato, acquisita d'ufficio senza informare le parti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ribadendo che qualsiasi prova, anche se ottenuta su iniziativa del giudice, deve essere discussa in contraddittorio tra le parti, a garanzia del diritto di difesa.
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Termine di comparizione: la Cassazione chiarisce
Un individuo condannato per spaccio di lieve entità ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione del nuovo termine di comparizione introdotto dalla Riforma Cartabia e la mancanza di prova sull'efficacia drogante della sostanza. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando, sulla base di una recente sentenza delle Sezioni Unite, che il nuovo termine si applica solo alle impugnazioni successive al 1° luglio 2024. Inoltre, ha ribadito che nel rito abbreviato l'efficacia drogante può essere desunta da elementi indiziari, senza necessità di una perizia tecnica.
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Droga parlata: condanna legittima anche senza sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di cocaina. La sentenza stabilisce che una condanna per 'droga parlata', ovvero basata esclusivamente su prove da intercettazioni, è legittima anche in assenza di sequestri di stupefacenti, a condizione che le conversazioni siano inequivocabili e il giudice fornisca una motivazione rigorosa.
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Circostanze attenuanti generiche: la motivazione vince
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per un'evidente contraddizione sul riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Il giudice di primo grado le aveva menzionate nella motivazione ma omesse nel dispositivo. La Suprema Corte ha censurato la decisione d'appello di liquidare la questione come un mero errore, stabilendo che la motivazione può prevalere sul dispositivo se logica e coerente. Annullata anche la confisca di denaro, non essendo stato provato il nesso con il reato di detenzione di stupefacenti.
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