LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 7 Convenzione EDU — Anno 2025

Pagina 7 di 10

200 provvedimenti

Altri anni per Art. 7 Convenzione EDU

Ordine di demolizione: illegittimo il condono frazionato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La revoca era basata su un permesso in sanatoria (condono) ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'edificio in più unità, con istanze presentate da finti promissari acquirenti per eludere i limiti volumetrici di legge. La Suprema Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione, avendo natura reale e ripristinatoria, non può essere annullato da un condono palesemente illegittimo. Il giudice dell'esecuzione ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria, inclusa la genuinità delle istanze e il rispetto dei limiti normativi, non potendosi fermare a un controllo meramente formale.
Continua »
Ne bis in idem internazionale: quando non si applica
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per traffico di stupefacenti. La Corte ha escluso l'applicazione del 'ne bis in idem internazionale' poiché i fatti già giudicati in Svizzera non erano identici a quelli italiani per oggetto, tempo, luogo e persone coinvolte. Rigettate anche le doglianze sulle attenuanti generiche, sulla valutazione delle prove e sul calcolo della pena per il reato continuato.
Continua »
Contrasto di giudicati: revisione inammissibile
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un condannato che chiedeva la revisione della propria sentenza per un presunto contrasto di giudicati con quella, più favorevole, emessa nei confronti di un coimputato. La Corte stabilisce che la revisione è inammissibile se non mira a un proscioglimento totale ma solo all'esclusione di un'aggravante. Inoltre, la diversa valutazione di una circostanza soggettiva (come l'agevolazione mafiosa) tra coimputati non genera automaticamente un contrasto di giudicati.
Continua »
Sostituzione pena ergastolo: la Cassazione chiarisce
Un condannato all'ergastolo in seguito a un rito abbreviato ha chiesto la commutazione della pena in 30 anni di reclusione, appellandosi a una normativa passata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la sostituzione pena ergastolo era un beneficio legato a una finestra temporale specifica (tra il 2 gennaio e il 24 novembre 2000). Poiché la richiesta di rito abbreviato del ricorrente è stata presentata nel 2011, egli era consapevole che la pena applicabile era l'ergastolo, senza possibilità di sostituzione.
Continua »
Sanzione amministrativa Consob: i doveri dei sindaci
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa Consob a carico di un membro del collegio sindacale di una banca per omessa vigilanza sulla correttezza dei prospetti informativi. La decisione chiarisce che la responsabilità del sindaco sussiste anche a titolo di colpa e che le sanzioni amministrative in materia finanziaria, in questo specifico caso, non hanno natura sostanzialmente penale. Viene inoltre ribadita la giurisdizione del giudice ordinario e la legittimità della procedura sanzionatoria seguita dall'Autorità di vigilanza.
Continua »
Mandato ad impugnare: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, il cui appello era stato dichiarato inammissibile per mancanza del mandato ad impugnare specifico, richiesto dalla legge per chi è giudicato in assenza. L'espulsione dal territorio nazionale non è stata considerata un legittimo impedimento, poiché esistono modalità alternative per esercitare il diritto di difesa. La Corte ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle norme.
Continua »
Confisca e terzo: l’opposizione è il rimedio corretto
Un soggetto terzo, proprietario di un immobile oggetto di confisca, ha impugnato l'ordinanza di rigetto della sua istanza di revoca. La Corte di Cassazione, anziché decidere nel merito, ha riqualificato il ricorso come opposizione. La Corte ha chiarito che avverso un'ordinanza emessa con procedura semplificata ('de plano') dal giudice dell'esecuzione in materia di confisca e terzo, lo strumento corretto non è il ricorso diretto in Cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice, per garantire un pieno contraddittorio.
Continua »
Responsabilità 231: non basta il reato presupposto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna nei confronti di due società per illecito amministrativo dipendente da reato. La Corte ha stabilito che per affermare la responsabilità 231 di un ente non è sufficiente provare la commissione del reato presupposto (in questo caso, indebita percezione di erogazioni pubbliche) da parte di una persona fisica. È necessario che il giudice accerti in modo autonomo e specifico gli ulteriori elementi richiesti dalla normativa: il rapporto qualificato tra l'autore del reato e l'ente, l'interesse o il vantaggio per l'ente, e soprattutto la cosiddetta 'colpa di organizzazione'. La Corte d'appello aveva erroneamente dedotto la responsabilità delle società in via automatica, senza svolgere queste verifiche essenziali.
Continua »
Regime 41-bis: la Cassazione sulla legittimità proroga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41-bis dal 1996 per reati di mafia. L'uomo contestava la proroga biennale del regime speciale, sollevando questioni di irretroattività delle norme, violazione di legge e incostituzionalità. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso infondato, confermando la legittimità del provvedimento. Ha chiarito che le modifiche normative in materia penitenziaria non hanno natura sanzionatoria e seguono il principio 'tempus regit actum'. Inoltre, ha ribadito la manifesta infondatezza delle questioni di costituzionalità del regime 41-bis e ha precisato che l'accesso alla giustizia riparativa non è precluso in assoluto, ma richiede la prova di un effettivo distacco dall'ambiente criminale, che nel caso di specie non era stata fornita.
Continua »
Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
Un professionista è stato ritenuto responsabile per un visto infedele apposto su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che la competenza per l'accertamento spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio del professionista, e non all'ufficio locale del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
Continua »
Abuso edilizio: Cassazione su opere precarie e ne bis in idem
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un privato condannato per abuso edilizio. La sentenza stabilisce che opere stagionali, se destinate a soddisfare esigenze durature, non possono essere considerate precarie e rientrano nell'abuso edilizio. Viene inoltre escluso il principio del 'ne bis in idem' poiché il reato di abuso edilizio tutela un bene giuridico (l'ordinato sviluppo del territorio) diverso da quello di occupazione abusiva di suolo demaniale.
Continua »
Pena non retroattiva: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna inflitta a due individui per il reato di rissa, limitatamente alla pena pecuniaria. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato una legge più severa, entrata in vigore dopo la commissione del fatto, violando il principio della pena non retroattiva. La sentenza stabilisce che deve sempre essere applicata la legge in vigore al momento del reato, se più favorevole all'imputato, e ha rinviato il caso per una corretta rideterminazione della sanzione.
Continua »
Responsabilità direttori: sanzioni e onere prova
Un ex membro del comitato direttivo di un istituto bancario ha impugnato una sanzione di 45.000 euro inflitta dall'autorità di vigilanza per violazione delle norme sui rischi finanziari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena responsabilità dei direttori anche senza deleghe operative dirette. La sentenza stabilisce che il dovere di "agire informati" è sufficiente a fondare la responsabilità. Inoltre, chiarisce che a tali sanzioni amministrative si applica il principio del "tempus regit actum" e non quello della legge più favorevole (lex mitior), e che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sul soggetto sanzionato.
Continua »
Confisca dopo prescrizione: necessaria una condanna
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che manteneva il sequestro di beni finalizzato alla confisca. Il caso verteva sulla legittimità della confisca dopo prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che tale misura è possibile solo in presenza di una precedente sentenza di condanna che abbia accertato la responsabilità penale, presupposto assente nella vicenda specifica, conclusasi con un annullamento per intervenuta prescrizione.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: la legge non retroagisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale, stabilendo un principio fondamentale: una legge più sfavorevole, che esclude la possibilità di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, non può essere applicata retroattivamente a un reato commesso prima della sua entrata in vigore. La Corte ha ribadito la vigenza del principio di irretroattività della legge penale più sfavorevole.
Continua »
Confisca profitto reato associativo: i limiti del rinvio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la rideterminazione della confisca del profitto da reato associativo. La Corte ha stabilito che, in sede di rinvio, il giudice deve attenersi strettamente ai punti annullati, in questo caso il calcolo del profitto come "prezzo" del reato. Nuove censure sulla ripartizione pro quota o sul principio di solidarietà sono inammissibili se non sollevate nel primo ricorso.
Continua »
Confisca al terzo: onere della prova e motivazione
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di rigetto dell'opposizione alla revoca di una confisca. Un uomo si opponeva alla misura ablativa su un immobile a lui intestato, ma confiscato nell'ambito di un processo penale a carico del fratello. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero omesso di valutare le prove fornite dal ricorrente sulla legittima provenienza del bene, integrando un vizio di motivazione. La vicenda chiarisce l'onere della prova in caso di confisca al terzo e il dovere del giudice di esaminare tutte le allegazioni difensive.
Continua »
Espulsione straniero: no stop con richiesta d’asilo
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro un provvedimento di espulsione, sostenendo la necessità di sospendere il procedimento a causa di una domanda di protezione internazionale pendente e del suo matrimonio con una cittadina italiana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la richiesta d'asilo non crea un nesso di pregiudizialità tale da sospendere l'espulsione. Inoltre, ha confermato che la tutela legata alla vita familiare è subordinata a una effettiva convivenza, che nel caso di specie è stata giudicata inesistente, legittimando così l'espulsione dello straniero.
Continua »
Esercizio abusivo professione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di esercizio abusivo della professione odontoiatrica da parte di un nucleo familiare. La sentenza conferma le condanne, chiarendo che la ripetizione di atti illeciti costituisce un unico reato abituale, il cui momento consumativo coincide con l'ultima condotta. La Corte, tuttavia, annulla parzialmente la sentenza d'appello per rideterminare la pena, applicando la riduzione di un terzo prevista per il rito abbreviato, omessa nel precedente grado di giudizio.
Continua »
Errore giudiziario: no a risarcimento con colpa grave
La Corte di Cassazione conferma il diniego alla riparazione per errore giudiziario a un avvocato, assolto in sede di revisione da un'accusa di bancarotta. La decisione si fonda sul principio che il diritto al risarcimento è escluso quando il soggetto ha causato l'errore con un comportamento connotato da colpa grave. Nel caso di specie, la gestione irregolare e non tracciabile di somme di denaro per conto di un cliente è stata ritenuta una condotta gravemente colposa, direttamente collegata alla condanna ingiusta.
Continua »