Un detenuto ha appiccato il fuoco a un materasso e alle lenzuola nella propria cella per motivi dimostrativi, provocando un pericolo di incendio e l'intossicazione di un agente. Per questo fatto, ha ricevuto sia una sanzione disciplinare di quindici giorni di esclusione dalle attività comuni, sia una condanna penale a nove mesi di reclusione ai sensi dell'articolo 424 del codice penale. La difesa ha impugnato la condanna lamentando la violazione del principio del Ne bis in idem, sostenendo che il soggetto fosse già stato punito in via disciplinare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sanzione disciplinare carceraria non ha natura sostanzialmente penale, poiché modifica solo temporaneamente le modalità di detenzione senza incidere sulla libertà personale complessiva, escludendo così la violazione del divieto di doppio giudizio.
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