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Art. 7 Convenzione EDU — Anno 2025

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200 provvedimenti

Altri anni per Art. 7 Convenzione EDU

Ne bis in idem: legittima la doppia sanzione connessa
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per manipolazione del mercato, respingendo il ricorso basato sulla violazione del principio del ne bis in idem. La Corte ha stabilito che un doppio binario sanzionatorio, amministrativo e penale, è ammissibile a condizione che i due procedimenti siano legati da una sufficiente connessione materiale e temporale, costituendo una risposta unitaria e proporzionata all'illecito. Nel caso di specie, il ricorrente non aveva adeguatamente provato l'assenza di tale connessione.
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Pena illegale: quando si può modificare la sentenza?
La Cassazione chiarisce la differenza tra pena illegale e pena illegittima. Un imputato, condannato in appello con una pena base più alta rispetto al primo grado (pur se la pena finale era inferiore), ha sostenuto si trattasse di una pena illegale, modificabile in fase esecutiva. La Corte ha respinto il ricorso, specificando che si ha pena illegale solo quando questa esce dai limiti edittali previsti dalla legge (per genere, specie o quantità). L'errore nel calcolo, come la violazione del divieto di 'reformatio in peius', rende la pena solo illegittima, un vizio che deve essere eccepito con i normali mezzi di impugnazione e non dopo il passaggio in giudicato della sentenza.
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Sequestro preventivo: annullato se il debito è pagato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che manteneva un sequestro preventivo nei confronti di un contribuente per reati tributari. La Corte ha stabilito che, una volta estinto il debito con l'Agenzia delle Entrate, il sequestro deve essere revocato. Inoltre, ha riaffermato l'applicazione della legge più favorevole al reo, annullando il sequestro anche per un'annualità in cui l'evasione contestata era divenuta inferiore alla soglia di punibilità a seguito di una modifica normativa.
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Proroga automatica custodia cautelare: la Cassazione
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato il principio della proroga automatica custodia cautelare per determinati reati di particolare gravità. È stato respinto il ricorso di un imputato che contestava la legittimità dell'estensione di sei mesi del termine di detenzione in assenza di uno specifico provvedimento giudiziale. La Corte ha stabilito che tale proroga è prevista direttamente dalla legge ('ex lege') e non necessita di un atto discrezionale del giudice, dichiarando manifestamente infondata la questione di incostituzionalità sollevata.
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Arresto provvisorio estradizione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un arresto provvisorio ai fini di estradizione eseguito sulla base di una segnalazione internazionale (Interpol), anche senza una formale richiesta da parte dello Stato estero. La Corte ha chiarito che, per questa misura cautelare, è sufficiente la notizia di ricerca diffusa a livello internazionale che contenga gli elementi essenziali per identificare la persona e il reato contestato. Inoltre, ha ribadito che la commissione di parte del reato in Italia non impedisce l'estradizione, essendo una valutazione discrezionale del Ministro della Giustizia.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, chiarendo i limiti del giudizio di rinvio. La sentenza sottolinea che, dopo un annullamento parziale, non è possibile introdurre nuovi motivi di ricorso su punti della sentenza originale non precedentemente impugnati, in quanto coperti da giudicato. Il caso riguardava la rideterminazione della pena per traffico di stupefacenti a seguito di una dichiarazione di incostituzionalità della norma sanzionatoria.
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Pericolosità sociale e assoluzione: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'assoluzione in sede penale non esclude automaticamente la valutazione di pericolosità sociale ai fini delle misure di prevenzione. Nel caso esaminato, un imprenditore, pur assolto dal reato di bancarotta per un vizio di forma, si è visto confermare la confisca dei beni. La Corte ha ribadito il principio di autonomia del procedimento di prevenzione, che consente al giudice di valutare autonomamente i fatti e le condotte, basandosi su un quadro indiziario, anche se in sede penale non è stata raggiunta la prova per una condanna.
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Reddito di cittadinanza: cade requisito 10 anni
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per falsa dichiarazione a carico di un cittadino straniero che aveva richiesto il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che il fatto non costituisce reato, poiché il requisito di 10 anni di residenza, su cui si basava l'accusa, è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale e contrario al diritto dell'Unione Europea dalla Corte di Giustizia UE. Di conseguenza, la dichiarazione non poteva essere considerata penalmente rilevante.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato da terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura reale, segue il bene e si applica a chiunque ne sia proprietario, indipendentemente dal suo coinvolgimento nell'abuso. Inoltre, il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, che in questo caso è stato ritenuto ottenuto in modo fraudolento per aggirare i limiti volumetrici. Il principio di proporzionalità non può giustificare la revoca definitiva della demolizione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. Il caso riguardava un fabbricato frazionato in più unità, per le quali erano state presentate domande di condono fittizie da promissari acquirenti per aggirare i limiti volumetrici. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria di natura reale, che segue l'immobile e non la persona, e non può essere paralizzata da condoni illegittimi o dal principio di proporzionalità invocato da terzi acquirenti, la cui tutela risiede in azioni civili contro il venditore.
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Prescrizione e confisca: evoluzione giurisprudenziale
I reati di un pubblico ufficiale sono dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello conferma due confische. La Cassazione si pronuncia sulla complessa relazione tra prescrizione e confisca, confermando la confisca dei beni sproporzionati come misura di sicurezza. Annulla con rinvio invece la confisca di 30.000 euro: se sarà provato essere il provento diretto del reato, resterà valida, altrimenti, essendo 'per equivalente', dovrà essere annullata per tutelare l'imputato da un'imprevedibile evoluzione giurisprudenziale sfavorevole.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla condanne
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio diverse condanne per associazione di tipo mafioso e reati connessi. La decisione si fonda principalmente sul vizio di motivazione apparente della sentenza d'appello, che non aveva adeguatamente risposto alle specifiche doglianze degli imputati, limitandosi a un generico rinvio alla sentenza di primo grado. La Corte ha inoltre accolto i ricorsi basati sul principio del 'ne bis in idem' (divieto di doppio processo) per alcuni imputati già giudicati per fatti sovrapponibili. Sono state invece respinte le censure su questioni procedurali, come la legittimità delle intercettazioni.
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Restituzione nel termine: 30 giorni per l’assente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello, stabilendo che, a seguito della Riforma Cartabia, il termine per la richiesta di restituzione nel termine da parte di un imputato giudicato in assenza è di 30 giorni, e non di 10. La richiesta, presentata dopo aver ricevuto l'ordine di carcerazione, era quindi tempestiva. La Suprema Corte ha chiarito l'applicazione delle nuove norme e la competenza del giudice dell'esecuzione in materia.
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Nullità sentenza per incompatibilità del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta a causa della partecipazione al collegio giudicante di un giudice incompatibile. La Corte ha stabilito che, qualora l'imputato scopra la causa di incompatibilità solo dopo la pronuncia, si verifica una nullità della sentenza di tipo assoluto e insanabile, poiché viene leso il diritto fondamentale a un giudice imparziale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'appello per un nuovo giudizio.
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Confisca di prevenzione: il patrimonio illecito
La Corte di Cassazione ha confermato una confisca di prevenzione su beni appartenenti a un individuo ritenuto socialmente pericoloso e ai suoi familiari. La Corte ha stabilito che, se un'impresa viene avviata con capitali di provenienza illecita durante il periodo di pericolosità, tutti i profitti e i beni successivamente acquistati tramite quell'attività sono confiscabili. Questo principio, noto come 'illiceità a cascata', si applica anche a beni acquisiti dopo la cessazione della pericolosità sociale, poiché il vizio d'origine inficia l'intero patrimonio derivato. I ricorrenti non sono riusciti a dimostrare la provenienza lecita dei fondi iniziali.
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Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
Un condannato all'ergastolo ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro una decisione della Cassazione, sostenendo che i giudici avessero frainteso i suoi motivi. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale rimedio serve a correggere sviste materiali (errori percettivi) e non a rimettere in discussione valutazioni giuridiche (errori di giudizio), che era quanto il ricorrente tentava di fare.
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Confisca di prevenzione e diritti del terzo: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a tutela dei diritti dei terzi in buona fede. In un caso riguardante un immobile venduto e successivamente confiscato all'acquirente, la Corte ha affermato che la trascrizione della domanda giudiziale di risoluzione del contratto per inadempimento, se anteriore alla confisca di prevenzione, prevale su quest'ultima. Di conseguenza, il bene deve essere restituito al venditore originario, poiché la sua azione legale, resa pubblica con la trascrizione, ha un effetto "prenotativo" che rende la successiva confisca inefficace nei suoi confronti. Viene così superata l'idea che la confisca sia sempre un acquisto a titolo originario che estingue ogni diritto preesistente.
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Motivi nuovi di appello: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato su motivi nuovi di appello. La sentenza chiarisce che i nuovi motivi non possono introdurre censure non presentate nell'atto originario e che una nuova pronuncia giurisprudenziale non costituisce un "overruling" se il cambio di orientamento non era imprevedibile. Il caso riguardava un'impugnazione per reati fiscali in cui la difesa ha tentato tardivamente di contestare l'elemento soggettivo del reato.
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Confisca profitto reato: come si calcola? La Cassazione
Un soggetto, condannato per associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale su prodotti energetici, ha impugnato la sentenza che disponeva la confisca di una somma pari all'intera imposta evasa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca del profitto del reato a carico dell'intermediario deve essere limitata al suo guadagno personale (la provvigione), e non può estendersi all'intero risparmio di spesa, che costituisce invece il profitto degli acquirenti finali, unici soggetti obbligati al pagamento dell'imposta.
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Prescrizione e pene accessorie: effetti e revoca
La Corte di Cassazione chiarisce che l'estinzione del reato per prescrizione comporta la revoca automatica delle pene accessorie, senza necessità di un provvedimento specifico. La sentenza analizza un caso complesso, sottolineando come l'estinzione della pena principale travolga anche le sanzioni accessorie e la confisca, soprattutto per fatti antecedenti all'introduzione dell'art. 578-bis c.p.p. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile proprio perché le sue richieste erano già state soddisfatte per effetto di legge, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato.
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