LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 671 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 31 di 40

1593 provvedimenti

Altri anni per Art. 671 Codice di Procedura Penale

Reato continuato: negato lo sconto di pena dopo dieci anni
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato in fase esecutiva per diversi reati commessi in un arco temporale di dieci anni, sostenendo che fossero unificati dal proprio stato di tossicodipendenza. La Corte d'appello ha rigettato l'istanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la semplice tossicodipendenza o la vicinanza temporale non bastano a dimostrare un unico disegno criminoso originario. Per applicare il reato continuato, occorre dimostrare che tutti i reati fossero stati programmati fin dall'inizio nelle loro linee essenziali. Mancando tale prova e una specifica contestazione per singoli gruppi di reati, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato o stile di vita? Il no della Cassazione
Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione contro il rifiuto del Giudice dell'esecuzione di riconoscere il reato continuato per plurime violazioni delle prescrizioni della misura di prevenzione, commesse a distanza di un solo giorno. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la vicinanza temporale e l'omogeneità dei reati non bastano a dimostrare un'unica programmazione iniziale. Al contrario, i numerosi precedenti penali del soggetto (ben ventotto violazioni) indicano un'abitualità criminosa e uno stile di vita illegale, escludendo l'esistenza di un disegno unitario preventivo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Unicità di disegno criminoso: quando la droga non basta
Il Ricorrente ha richiesto il riconoscimento del reato continuato in fase esecutiva per diverse condanne, sostenendo che la propria tossicodipendenza dimostrasse l'unicità di disegno criminoso. La Corte d'appello ha respinto l'istanza evidenziando la diversità dei reati, dei complici e dei luoghi di consumazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la tossicodipendenza non genera un automatismo e non prova da sola una programmazione unitaria preventiva. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: l’assoluzione cancella il disegno criminoso
Il Condannato ha chiesto al Giudice dell'esecuzione di unificare diverse condanne per associazione a delinquere sotto il vincolo del reato continuato. La Corte d'appello ha respinto la richiesta, evidenziando che una precedente sentenza di assoluzione, intervenuta tra le due condotte associative, ha interrotto l'unità del disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici di legittimità hanno confermato che la valutazione sull'unicità del disegno criminoso spetta esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, l'assoluzione intermedia costituisce un valido evento interruttivo che esclude l'applicazione del reato continuato. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reiterazione dell’istanza di continuazione: stop ai ricorsi
Il Condannato ha proposto ricorso per cassazione contro il rigetto della sua richiesta di applicazione della continuazione dei reati tra il favoreggiamento di un latitante e la successiva affiliazione a un'associazione criminale. Il Giudice dell'esecuzione aveva respinto la domanda nel merito, nonostante si trattasse di una mera reiterazione dell'istanza di continuazione già respinta in precedenza e priva di reali elementi di novità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando d'ufficio la preclusione processuale. Il Condannato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende, confermando che non è possibile riproporre continuamente le stesse richieste senza fatti nuovi.
Continua »
Reato continuato: perché la tendenza a delinquere non basta
Il Ricorrente ha impugnato la decisione del Tribunale di Bologna che rifiutava il riconoscimento del reato continuato per diversi illeciti giudicati separatamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la semplice vicinanza temporale o l'omogeneità dei reati non bastano a dimostrare un unico disegno criminoso originario. Per l'applicazione del reato continuato in fase esecutiva, è indispensabile provare una pianificazione iniziale e unitaria di tutti i reati. Poiché il comportamento del Ricorrente esprimeva una generica tendenza a delinquere e non un programma preordinato, la Cassazione ha respinto la richiesta, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Unicità del disegno criminoso: tra furti e spaccio nessun sconto
Il Condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per diversi reati commessi in tempi differenti. Sosteneva che i furti iniziali servissero a finanziare un successivo traffico di droga gestito da un'associazione criminale. La Corte d'appello ha respinto la richiesta, escludendo l'unicità del disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice somiglianza dei reati o la vicinanza nel tempo non bastano. È necessaria la prova che il soggetto avesse programmato fin dall'inizio, nei dettagli essenziali, l'intera serie di reati. Di conseguenza, il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto di pena senza un piano unico
Il Ricorrente ha chiesto il riconoscimento del reato continuato per reati giudicati separatamente, sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, evidenziando la diversità dei partecipanti ai due sodalizi criminosi, la distanza temporale tra le condotte e la mancanza di una programmazione unitaria iniziale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice somiglianza dei reati o la vicinanza nel tempo non bastano a dimostrare il reato continuato, occorrendo invece la prova di una pianificazione originaria e specifica di tutti gli illeciti. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: la tossicodipendenza non sconta le pene
Il Ricorrente ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per diverse condotte illecite commesse tra il 2007 e il 2023, sostenendo che fossero collegate dal suo stato di tossicodipendenza e da un unico disegno criminoso. Il Tribunale di Monza ha respinto la richiesta, evidenziando l'eterogeneità dei reati (alcuni societari, altri comuni) e l'ampio arco temporale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la tossicodipendenza non giustifica automaticamente la continuazione se manca un legame documentato tra lo stato di dipendenza e le singole condotte, e se i reati non risultano programmati fin dal principio nelle loro linee essenziali. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto di pena per rapine ripetute
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per diverse rapine giudicate separatamente, sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso basato sull'omogeneità dei reati e sulla complicità dello stesso complice. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la somiglianza dei reati e la vicinanza temporale non bastano a dimostrare il reato continuato. È necessaria la prova di una pianificazione preventiva e specifica di tutti i reati sin dal primo momento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Unicità di disegno criminoso: no allo sconto per reati diversi
Il Ricorrente ha chiesto il riconoscimento del reato continuato per condanne separate relative a minacce estorsive e spaccio di stupefacenti, sostenendo l'esistenza di un legame tra le condotte. La Corte d'appello, in funzione di giudice dell'esecuzione, ha respinto la richiesta. La Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che l'applicazione della continuazione richiede la prova rigorosa dell'unicità di disegno criminoso, intesa come programmazione iniziale di tutti i reati. Nel caso specifico, l'eterogeneità dei reati e la notevole distanza temporale e geografica escludono qualsiasi pianificazione unitaria. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: la distanza di anni cancella lo sconto di pena
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per diverse violazioni della legge sugli stupefacenti commesse nel 2006, nel 2010-2011 e nel 2019. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta a causa dell'ampia distanza temporale tra i fatti, escludendo un unico disegno criminoso originario. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice somiglianza dei reati e la vicinanza temporale non bastano a dimostrare una programmazione unitaria iniziale. Di conseguenza, il Condannato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Unicità del disegno criminoso: la tossicodipendenza non basta
Il Condannato ha proposto ricorso per cassazione contro il diniego del riconoscimento della continuazione per più rapine commesse a distanza di tre anni. Il ricorrente sosteneva che lo stato di tossicodipendenza e il medesimo modus operandi dimostrassero l'unicità del disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la tossicodipendenza rappresenta solo un movente e non la prova di una programmazione preventiva dei reati. Un intervallo temporale così ampio fa presumere l'estemporaneità delle decisioni criminose, escludendo l'unicità del disegno criminoso. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Continuazione dei reati: negato lo sconto per condanne distanti
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento della continuazione dei reati tra due condanne definitive: la prima per traffico di stupefacenti commesso fino al 2011, la seconda per associazione mafiosa commessa a partire dal 2017. Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta a causa del lungo intervallo temporale e della diversa natura dei reati. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la continuazione dei reati richiede un programma criminoso unico e dettagliato, ideato fin dall'inizio. Una generica propensione a delinquere o la scelta di uno stile di vita criminale per fare soldi non bastano a unificare i reati sotto un unico disegno. Di conseguenza, il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto se cambia la droga
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per due condanne legate allo spaccio di droga. La prima riguardava la cessione di sei grammi di cocaina nel 2009, mentre la seconda riguardava il possesso di oltre mezzo chilo di hashish nel 2011. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, evidenziando che tra i due episodi era trascorso oltre un anno e mezzo, le sostanze e le quantità erano diverse e vi era il coinvolgimento di complici differenti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che non è possibile ipotizzare un unico disegno criminoso iniziale quando mancano elementi di collegamento temporale e operativo tra le condotte. Di conseguenza, Il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto di pena per lo spaccio abituale
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per due condanne legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione del Giudice dell'esecuzione. I giudici hanno evidenziato che la distanza temporale di sei mesi tra i fatti, le diverse modalità operative, la commissione del secondo reato dopo un arresto in flagranza e il sequestro di un'ingente somma di denaro dimostrano un'attività di spaccio abituale e professionale, escludendo una programmazione unitaria iniziale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no allo sconto per rapine ripetute
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato per due diverse condanne per rapina, porto d'armi e danneggiamento, commesse a distanza di due mesi l'una dall'altra. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, escludendo un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici hanno chiarito che la semplice omogeneità dei reati e il fine di lucro non bastano a dimostrare una pianificazione preventiva. Il divario temporale di due mesi, le diverse modalità esecutive e la necessità estemporanea di procurarsi denaro per le spese quotidiane dimostrano che si è trattato di decisioni criminali improvvisate e non di un progetto unitario. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato continuato: perché la scelta di vita criminale non basta
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato per unificare le pene derivanti da tre diverse condanne per traffico di droga, associazione mafiosa e reati commessi durante la latitanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione del giudice di merito. La Corte ha chiarito che la notevole distanza temporale di oltre sei anni tra i fatti, l'eterogeneità dei reati e l'assenza di una programmazione iniziale unitaria escludono la sussistenza del medesimo disegno criminoso, configurando invece nuove e distinte scelte di vita criminale.
Continua »
Reato continuato: niente sconti di pena senza disegno unitario
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del reato continuato tra diverse condanne definitive per evasione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il Tribunale di Latina ha rigettato l'istanza, evidenziando la distanza temporale e la diversita delle condotte: l'ultima evasione era finalizzata esclusivamente a commettere il reato di spaccio, senza legami con i precedenti episodi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici hanno stabilito che, sebbene il giudice dell'esecuzione debba considerare le precedenti valutazioni di continuazione, puo legittimamente escludere l'unificazione dei reati fornendo una motivazione logica e dettagliata sulle differenze e sull'assenza di un unico disegno criminoso originario. Il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: niente sconti senza un disegno unitario
Il Condannato ha richiesto il riconoscimento del vincolo del reato continuato tra due condanne definitive per reati di droga commessi a distanza di quattro anni (nel 2020 e nel 2024). Il Giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta, evidenziando la diversità delle sostanze e delle condotte (detenzione e trasporto). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per applicare il reato continuato non basta la somiglianza dei reati o la vicinanza temporale. Spetta infatti al condannato dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso programmato fin dall'inizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »