LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 671 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

803 provvedimenti

Altri anni per Art. 671 Codice di Procedura Penale

Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
Un individuo, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha richiesto il riconoscimento del "reato continuato" per un'ultima infrazione commessa a notevole distanza temporale dalle precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito. La sentenza chiarisce che una significativa distanza temporale e l'assenza di prove concrete che colleghino il reato successivo a un originario e unico disegno criminoso impediscono l'applicazione del beneficio. Viene sottolineato come l'onere di fornire tali prove spetti interamente al condannato.
Continua »
Incidente di esecuzione: no a nuove istanze ripetitive
Un condannato all'ergastolo ha presentato un incidente di esecuzione per ricalcolare la pena, contestando il reato base. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le questioni erano già state decise con un provvedimento irrevocabile e non erano stati presentati nuovi elementi. La sentenza riafferma il principio del 'giudicato esecutivo', secondo cui le decisioni definitive in fase di esecuzione non possono essere continuamente rimesse in discussione.
Continua »
Continuazione tra reati: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per associazione di tipo mafioso ed estorsione, che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che l'adesione a un'associazione criminale non implica automaticamente un disegno unitario per tutti i reati-fine successivi. Per applicare la continuazione, è necessario provare che i singoli delitti fossero stati programmati, almeno nelle loro linee essenziali, già al momento dell'ingresso nel sodalizio criminoso.
Continua »
Continuazione reati: il tempo esclude il disegno unico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della continuazione reati tra illeciti giudicati da due sentenze separate da oltre vent'anni. La Corte ha confermato che un divario temporale così significativo è un elemento chiave per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, e che il ricorso rappresentava una richiesta inammissibile di nuova valutazione dei fatti.
Continua »
Continuazione tra reati: no con lungo lasso temporale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati per due sentenze. La decisione si fonda sul lungo lasso temporale, quasi quattro anni, intercorso tra i fatti, ritenuto un indice decisivo per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso.
Continua »
Continuazione tra reati: il tempo spezza il disegno?
Un soggetto, condannato con tre diverse sentenze per reati omogenei, ha richiesto l'applicazione della continuazione tra reati per unificare le pene. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione del giudice di merito. La motivazione si fonda sul lungo lasso temporale (oltre due anni e mezzo) intercorso tra una serie di condotte e le altre, ritenuto un elemento sufficiente a escludere l'esistenza di un unico disegno criminoso, nonostante la somiglianza dei reati commessi.
Continua »
Reato continuato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che chiedeva l'applicazione della disciplina del reato continuato a più condanne definitive. La Corte ha stabilito che la richiesta si traduceva in una inammissibile rivalutazione dei fatti, già correttamente esaminati dal giudice dell'esecuzione, che non aveva ravvisato un'ideazione comune tra i diversi reati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16228/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione del reato continuato a più condanne definitive. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'esistenza di un medesimo disegno criminoso è un accertamento di fatto riservato al giudice dell'esecuzione. Un ricorso in Cassazione non può limitarsi a criticare tale valutazione, ma deve dimostrare un vizio di legge o di motivazione, altrimenti viene respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no all’unicità del disegno criminoso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16222/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso volto al riconoscimento del reato continuato tra diverse condanne irrevocabili. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva l'unicità del disegno criminoso a causa della notevole distanza temporale tra i reati, ribadendo che la valutazione dei fatti non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Reato continuato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della disciplina del reato continuato a più condanne definitive. La Corte ha stabilito che, se il giudice di merito ha già escluso la presenza di un medesimo disegno criminoso con una motivazione logica, il ricorso in Cassazione non può chiedere una nuova valutazione dei fatti, ma solo contestare vizi di legittimità. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: no se c’è tendenza a delinquere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione del reato continuato a più condanne definitive. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, il quale aveva escluso la presenza di un'unica ideazione criminale, ravvisando invece una generica tendenza a delinquere. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: la valutazione della pena
Un soggetto, dopo aver ottenuto l'applicazione della disciplina del reato continuato, ha impugnato la decisione lamentando un aumento di pena eccessivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la quantificazione della pena è una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è adeguata.
Continua »
Reato continuato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della disciplina del reato continuato a due distinti episodi criminosi. Il giudice di merito aveva già respinto l'istanza a causa dell'eccessiva distanza temporale tra i fatti, ritenendola incompatibile con un'unica deliberazione criminosa. La Suprema Corte ha confermato che la critica del ricorrente si risolveva in una richiesta di rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, condannandolo al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto a ottenere l'applicazione del reato continuato su sentenze definitive. La Corte ha stabilito che la richiesta si basava su una rivalutazione dei fatti (come la presenza di un unico disegno criminoso), non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato continuato: Cassazione su disegno criminoso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16198/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della disciplina del reato continuato. La Corte ha ribadito che una generica inclinazione a commettere reati o uno stile di vita deviante non sono sufficienti a dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso, elemento necessario per unificare più condanne. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Continuazione reato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento della continuazione reato tra diverse condanne. La Corte ha stabilito che la richiesta si basava su una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la decisione del Tribunale che non aveva ravvisato un'unica ideazione criminosa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Tenuità del fatto: quando i precedenti la escludono
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per un reato minore di spaccio, il quale chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che, nonostante la modesta quantità di droga, la presenza di precedenti penali, di sostanze di diverso tipo e di strumenti per il confezionamento dimostra una personalità incline al crimine, fattore che impedisce il riconoscimento della tenuità del fatto.
Continua »
Continuazione esterna: quando è tardi per chiederla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione esterna tra i reati del processo in corso e quelli di una sentenza divenuta irrevocabile. La richiesta era stata presentata tardivamente, solo in sede di conclusioni d'appello, e non tramite "motivi nuovi" entro i termini di legge. Resta salva la possibilità di adire il giudice dell'esecuzione.
Continua »
Continuazione tra reati: la decisione della Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la continuazione tra reati di narcotraffico. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo un unico programma criminoso a causa del notevole distacco temporale e del mutato rapporto gerarchico con un altro complice tra i due episodi delittuosi.
Continua »
Continuazione reato: Cassazione nega il vincolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15889/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reato tra diverse condanne. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che un ampio iato temporale tra i fatti, la diversità del modus operandi e dei contesti territoriali sono elementi che escludono l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, requisito fondamentale per l'applicazione dell'istituto.
Continua »