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Art. 665 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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141 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto sulla competenza del giudice esecuzione, stabilendo che in presenza di sentenze emesse da tribunali diversi, la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile, secondo la regola generale. La norma speciale che attribuisce la competenza al giudice collegiale si applica solo quando i provvedimenti provengono dallo stesso tribunale.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e ultima sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1549/2024, ha annullato un'ordinanza per incompetenza funzionale. Il caso riguardava la determinazione del corretto giudice dell'esecuzione in presenza di più condanne. La Corte ha ribadito che, secondo l'art. 665, comma 4, c.p.p., la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, ordinando la trasmissione degli atti alla corte competente.
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Credito e confisca: la buona fede della banca
Una banca aveva concesso un mutuo ipotecario a una società immobiliare. Anni dopo, i beni della società sono stati oggetto di confisca di prevenzione a causa della pericolosità sociale del suo titolare. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta della banca di ammettere il proprio credito, ritenendo il finanziamento strumentale alle attività illecite. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, giudicando la motivazione carente. Ha precisato che, in materia di credito e confisca, la strumentalità del finanziamento e la mancanza di buona fede del creditore non possono essere presunte automaticamente dalla contiguità del debitore ad ambienti criminali, ma devono essere accertate con una rigorosa analisi del comportamento della banca al momento della concessione del finanziamento. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Ordine di demolizione: quando copre l’intero immobile
Una proprietaria, condannata per abuso edilizio, ha contestato un ordine di demolizione sostenendo che dovesse applicarsi solo all'ultimo piano sopraelevato e non all'intero edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale i permessi in sanatoria ottenuti sono stati giudicati illegittimi, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione si applica all'intera costruzione, poiché questa costituisce un manufatto unico e l'illegalità delle parti iniziali si estende a quelle successive. Le questioni già decise non possono essere riproposte.
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Competenza giudice esecuzione: decide l’ultima sentenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra il Tribunale di Prato e quello di Pistoia. Un soggetto, con più condanne definitive, chiedeva l'applicazione dell'indulto su una vecchia sentenza. La Corte ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta sempre al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, consolidando il principio del giudice unico per la fase esecutiva, a prescindere dal titolo a cui si riferisce la specifica istanza.
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Giudice dell’esecuzione: la competenza si unifica
La Cassazione chiarisce la competenza del giudice dell'esecuzione. Se in un processo con più imputati la Corte d'Appello riforma nel merito la sentenza anche per uno solo di essi, la competenza per l'esecuzione spetta alla stessa Corte d'Appello per tutti gli imputati, in base al principio di unitarietà dell'esecuzione.
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Nulla osta passaporto: la competenza è del PM
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino a cui era stato negato il passaporto per una multa non pagata. L'errore fatale è stato richiedere il nulla osta passaporto al Giudice dell'Esecuzione anziché al Pubblico Ministero, l'unica autorità competente in prima istanza. La Corte ha stabilito che il Giudice può intervenire solo in un secondo momento, per controllare la decisione del PM, e ha ritenuto irrilevante la questione di compatibilità con il diritto UE a causa del vizio procedurale.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello di Venezia, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di applicazione della continuazione tra reati giudicati con sentenze diverse, spetta al giudice di primo grado che ha emesso la sentenza confermata in appello e divenuta per ultima irrevocabile, e non alla Corte d'Appello stessa. La decisione chiarisce l'applicazione dell'art. 665 del codice di procedura penale.
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Revoca sospensione condizionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena. Ha chiarito che la revoca è obbligatoria in caso di commissione di un nuovo reato, indipendentemente dalla conoscenza di precedenti cause ostative. Tuttavia, se la revoca si basa solo su cause ostative preesistenti, il giudice dell'esecuzione deve prima verificare che queste non fossero già note al giudice che ha concesso il beneficio.
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Restituzione beni sequestrati: errore nel ricorso
La Cassazione chiarisce la procedura per la restituzione beni sequestrati. Un ricorso errato contro un diniego del GIP viene riqualificato come opposizione, obbligando il giudice a riesaminare il caso. La sentenza sottolinea l'importanza di scegliere il corretto mezzo di impugnazione per evitare l'inammissibilità.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Bari, stabilendo la sua incompetenza funzionale. Il caso riguarda la richiesta di applicazione del reato continuato. La Suprema Corte ha chiarito che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello quando quest'ultima, in sede di cognizione, abbia riformato in modo sostanziale la sentenza di primo grado, anche solo modificando il bilanciamento delle circostanze per uno dei coimputati. Tale competenza si estende a tutti gli imputati per il principio di unitarietà dell'esecuzione.
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Rescissione del giudicato: no per il latitante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo, condannato in contumacia mentre era latitante, che chiedeva la rescissione del giudicato. La Suprema Corte ha chiarito che questo rimedio si applica solo ai procedimenti con dichiarazione di 'assenza' secondo le norme post-2014, e non a quelli definiti in 'contumacia' sotto la vecchia disciplina, per i quali era previsto l'istituto della restituzione nel termine.
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Amministratore di fatto: sequestro e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente, evidenziando che il ruolo di amministratore di fatto non può essere presunto ma deve essere provato con elementi concreti. Il caso riguardava il sequestro dei beni di una società, formalmente amministrata dalla moglie dell'indagato, sulla base della non dimostrata supposizione che quest'ultimo ne fosse l'amministratore di fatto. La Corte ha censurato la motivazione del provvedimento, ritenendola apparente e carente, e ha rinviato il caso per un nuovo esame che chiarisca le ragioni di tale attribuzione di ruolo.
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Competenza giudice esecuzione: Lavoro pubblica utilità
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra la Corte d'Appello e il Magistrato di Sorveglianza riguardo a un'istanza di modifica delle modalità di esecuzione del lavoro di pubblica utilità. La sentenza stabilisce che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta al giudice di primo grado che ha emesso la condanna, anche se la Corte d'Appello ha sostituito la pena detentiva con quella del lavoro di pubblica utilità, poiché tale modifica riguarda solo il trattamento sanzionatorio e non la sostanza della decisione.
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Giudice dell’esecuzione: competenza e ultima sentenza
La Cassazione risolve un conflitto tra tribunali sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Viene stabilito che, in caso di più sentenze definitive, la competenza a decidere sull'istanza del condannato spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, secondo un criterio puramente cronologico.
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Competenza giudice esecuzione: restituzione in termine
La Cassazione chiarisce la competenza del giudice dell'esecuzione in un conflitto tra tribunali. Se una sentenza torna appellabile per 'restituzione nel termine', perde la sua irrevocabilità. La competenza si radica presso il giudice dell'unica sentenza definitiva al momento della domanda, secondo il principio di perpetuatio jurisdictionis.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide dopo l’appello?
Un condannato, la cui pena era stata modificata in appello con la concessione di attenuanti, ha richiesto la sostituzione della pena al giudice di primo grado. La Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello che ha riformato la sentenza, anche solo per le attenuanti, e non al giudice che ha emesso la prima condanna.
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Cumulo di pene: errore del Giudice dell’Esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice dell'esecuzione relativa a un cumulo di pene. Il giudice aveva erroneamente revocato il provvedimento del Pubblico Ministero e ricalcolato la pena, considerando una condanna come 'assorbita' in un'altra. La Suprema Corte ha ribadito che il provvedimento di cumulo è un atto amministrativo di competenza del PM, e il Giudice dell'esecuzione non può revocarlo autonomamente, ma solo decidere su specifici incidenti esecutivi.
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Competenza giudice esecuzione: la regola dell’ultima
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Catanzaro, che aveva riconosciuto la continuazione tra più reati, per incompetenza funzionale. La Suprema Corte ha ribadito che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di pluralità di sentenze, spetta al giudice che ha emesso l'ultima condanna divenuta irrevocabile, secondo un criterio puramente cronologico. Di conseguenza, ha trasmesso gli atti al Tribunale di Taranto, identificato come l'organo giurisdizionale competente.
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Confisca penale terzo: onere della prova in Cassazione
Una società, sostenendo di essere proprietaria in buona fede di beni immobili, ha impugnato la trascrizione di un provvedimento di confisca penale emesso a carico di un'altra persona. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità, ribadendo un principio fondamentale: la contestazione da parte di un terzo estraneo alla procedura penale deve essere primariamente sollevata davanti al giudice dell'esecuzione penale. Il ricorso mancava di elementi essenziali per dimostrare la titolarità del diritto e l'estraneità dei beni alla confisca, rendendo impossibile per la Corte una valutazione nel merito. La decisione chiarisce gli oneri probatori a carico di chi agisce per proteggere la propria proprietà da una confisca penale terzo.
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