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Art. 665 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

87 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Reato permanente: la cessazione va provata in giudizio
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato per associazione mafiosa, confermando che per un reato permanente con contestazione 'aperta', la data di cessazione della condotta non può essere presunta. Nel caso di specie, il ruolo apicale e la persistenza del vincolo associativo anche durante la detenzione, provati da dichiarazioni di collaboratori, hanno giustificato la decisione di far coincidere la cessazione del reato con la sentenza di primo grado.
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Liberazione anticipata: la competenza del Magistrato
La Corte di Cassazione interviene su un conflitto di competenza tra il Tribunale e il Magistrato di sorveglianza. Al centro della questione, la decisione sulla concessione della liberazione anticipata a un condannato che sta svolgendo lavori di pubblica utilità. La Corte ha stabilito che la competenza spetta in via esclusiva al Magistrato di sorveglianza, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato e risolvendo la paralisi procedurale.
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Provvedimento abnorme: quando un atto non è impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza del giudice penale, chiarendo i limiti del concetto di provvedimento abnorme. Il caso riguardava un ordine di rimozione di cani per consentire l'accesso ai locali di un consorzio agricolo. La Suprema Corte ha stabilito che un atto meramente esecutivo di una precedente decisione non è autonomamente impugnabile, in quanto non costituisce un provvedimento abnorme che altera il corso della giustizia.
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Ordine di demolizione: quando riguarda l’intero immobile
Un imprenditore ha impugnato un ordine di demolizione per un intero edificio, illegalmente trasformato da albergo in un complesso di appartamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una trasformazione così radicale, con aumento di volume e cambio di sagoma, qualifica l'opera come "nuova costruzione" e giustifica la demolizione completa. La Corte ha inoltre chiarito che l'acquisizione automatica dell'immobile da parte del Comune non consegue a un ordine di demolizione giudiziale, ma solo a quello amministrativo.
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Giudicato parziale: quando una pena non è definitiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che non si forma un giudicato parziale sulla porzione di pena, determinata in continuazione con un reato precedente, se questa non è stata oggetto di appello. La Corte ha chiarito che, se l'esito dell'impugnazione sulla parte principale della condanna può influenzare la pena complessiva, anche la parte non impugnata non può considerarsi definitiva. La richiesta del ricorrente di dichiarare l'irrevocabilità di una parte della pena è stata quindi respinta in quanto la struttura sanzionatoria complessiva rimaneva suscettibile di modifiche.
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Revoca sospensione condizionale per nuovo reato
La Cassazione conferma la revoca della sospensione condizionale della pena a un imputato. Il nuovo reato è stato commesso entro i 5 anni dalla prima condanna, anche se la sentenza definitiva per il secondo reato è successiva. La Corte stabilisce che ai fini della revoca sospensione condizionale conta la data di commissione del fatto, non quella dell'accertamento giudiziale.
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Giudice dell’esecuzione penale: competenza su ipoteca
Una società finanziaria, titolare di un credito ipotecario su un immobile, ha contestato la confisca penale del bene. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha stabilito che la giurisdizione per decidere sull'efficacia della confisca nei confronti dei diritti dei terzi creditori spetta al giudice dell'esecuzione penale e non al giudice civile. La Corte ha chiarito che tale valutazione rientra nell'attività di 'conoscere dell'esecuzione di un provvedimento', annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la propria giurisdizione.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Stabilisce che, quando una sentenza di appello viene annullata senza rinvio perché l'impugnazione era inammissibile, la competenza a decidere sull'incidente di esecuzione (come la restituzione di beni sequestrati) spetta al giudice di primo grado, poiché la sua decisione diventa definitiva come se fosse stata confermata.
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Competenza tribunale sorveglianza e cumulo pena
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che contestava la competenza del tribunale di sorveglianza a seguito di un cumulo di pene sopravvenuto. La Corte ha stabilito che la competenza, una volta radicata, non viene modificata da eventi successivi, applicando il principio della 'perpetuatio jurisdictionis'. La decisione ha confermato la legittimità del rigetto della richiesta di affidamento in prova e l'applicazione della detenzione domiciliare, basandosi anche sulla gravità dei reati e sulla pericolosità sociale del soggetto.
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Competenza esecutiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene per risolvere un conflitto di competenza esecutiva tra il Tribunale di Milano e quello di Perugia. Il caso verte sulla determinazione del giudice competente a decidere sull'estinzione di una pena. La Corte chiarisce che una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto non è idonea a stabilire la competenza esecutiva, poiché priva di effetti esecutivi concreti. Tuttavia, individua la competenza nel Tribunale di Milano sulla base di un'altra sentenza, divenuta irrevocabile per ultima, che era sfuggita all'analisi dei giudici di merito.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide post appello?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza per incompetenza funzionale, chiarendo che in caso di riforma sostanziale di una sentenza in appello, la competenza del giudice dell'esecuzione si sposta al giudice di secondo grado. Nel caso specifico, la Corte d'Appello, avendo ridotto la pena, era l'unica competente a decidere sulla continuazione dei reati.
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Competenza giudice esecuzione: il caso di più imputati
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza relativa a una demolizione, stabilendo un principio chiave sulla competenza del giudice dell'esecuzione. In un processo con più imputati, se la sentenza di primo grado viene riformata in appello anche solo per alcuni di essi, la competenza per la fase esecutiva passa alla Corte d'appello per tutti i coimputati, inclusi quelli che non hanno proposto impugnazione. Di conseguenza, l'ordinanza emessa dal tribunale di primo grado è stata dichiarata nulla per incompetenza funzionale.
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Competenza esecutiva misure di prevenzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale e una Corte d'Appello, stabilendo che la competenza esecutiva per le misure di prevenzione patrimoniale, come la confisca, spetta al giudice di primo grado che ha emesso il provvedimento originario. Questa regola, chiarisce la Corte, vale anche se la decisione è stata parzialmente modificata in appello. La sentenza ribadisce un principio consolidato, sottolineando l'inapplicabilità delle norme generali sulla competenza esecutiva (art. 665 c.p.p.) a questo specifico settore, data la sua particolare disciplina.
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Abolitio criminis: illecito civile e risarcimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27756/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di risarcimento del danno. Anche quando un reato viene cancellato dalla legge (abolitio criminis), l'obbligazione di risarcire il danno non viene meno se la condotta costituisce un illecito civile. Nel caso di specie, un ex presidente di Regione, pur non più perseguibile penalmente per abuso d'ufficio a seguito di una modifica normativa, è stato ritenuto civilmente responsabile per aver utilizzato fondi pubblici per scopi elettorali privati. La Corte ha chiarito che una precedente condanna generica al risarcimento, emessa in sede penale, mantiene la sua efficacia vincolante sulla responsabilità, lasciando al giudice civile solo il compito di quantificare il danno.
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Giudice dell’esecuzione: la competenza dopo la riforma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello quando questa ha modificato la sentenza di primo grado non solo nella pena, ma anche riqualificando il reato e concedendo attenuanti. La modifica sostanziale della pronuncia, infatti, radica la competenza nel giudice che l'ha emessa.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide la revoca?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione: anche se la sospensione condizionale è stata concessa dalla Corte d'Appello, la competenza a decidere sulla sua eventuale revoca rimane del giudice di primo grado. Questa decisione si basa sull'interpretazione dell'art. 665 c.p.p., che considera la concessione del beneficio in appello non come una modifica sostanziale della sentenza, ma come un giudizio prognostico sulla condotta futura del reo.
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Ordine di demolizione: obbligo di perizia del giudice
Una proprietaria di immobile ha ricevuto un ordine di demolizione per abusi edilizi. A causa del rischio di danni alle parti legittime dell'edificio e a quelli vicini, la Procura ha chiesto una revoca parziale o una perizia tecnica. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che in presenza di dubbi concreti sulla fattibilità della demolizione, il giudice ha il dovere di disporre accertamenti, inclusa una perizia, per definire le corrette modalità esecutive. L'onere della parte interessata è di allegare i fatti, non di provarli.
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Revoca sequestro: quando è impugnabile il rigetto?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di un terzo imprenditore che si è visto rigettare la richiesta di revoca del sequestro sulla propria azienda. A causa di un profondo contrasto giurisprudenziale sull'ammissibilità di un'impugnazione contro tale rigetto, la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite per una decisione definitiva, fondamentale per la tutela dei diritti dei terzi nei procedimenti di prevenzione.
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Competenza giudice esecuzione: il principio cardine
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Con la sentenza in esame, ha stabilito che la competenza a decidere sull'esecuzione di una pena, come un ordine di demolizione, spetta al giudice che ha emesso la prima sentenza passata in giudicato la cui esecuzione è stata avviata. Tale competenza resta fissa in virtù del principio di 'perpetuatio jurisdictionis', anche in presenza di sentenze successive. Il ricorso di un cittadino è stato dichiarato inammissibile anche per mancanza di interesse, avendo la Corte già confermato in passato la legittimità della demolizione.
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Ricusazione giudice esecuzione: quando è possibile?
Una società, terza estranea a un processo penale, ha contestato un ordine di confisca sui propri beni tramite un incidente di esecuzione. Ha richiesto la ricusazione dei giudici dell'esecuzione, poiché gli stessi avevano confermato la confisca nel giudizio di merito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che la ricusazione del giudice dell'esecuzione non è automatica. È necessario dimostrare che il giudice abbia precedentemente espresso una valutazione pregiudizievole specifica nei confronti del terzo, e non solo nei confronti degli imputati originari.
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