LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 665 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Pagina 2 di 8

141 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Giudizio di rinvio: competenza funzionale inderogabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero che contestava la competenza del giudice nel giudizio di rinvio. La Corte stabilisce che, una volta annullata una decisione con rinvio, la competenza del giudice designato diventa funzionale e non può essere più oggetto di discussione, in base al principio di irretrattabilità del foro.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: la regola del rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza per incompetenza, chiarendo un punto fondamentale sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Quando una sentenza viene annullata con rinvio, la competenza per la fase esecutiva spetta sempre al giudice del rinvio, anche dopo che la sua decisione è diventata definitiva. Questa regola mira a garantire l'unitarietà della funzione esecutiva. Il caso riguardava un ricorso del Pubblico Ministero contro la rideterminazione di una pena in fase di esecuzione da parte di un giudice ritenuto incompetente.
Continua »
Legittimazione a impugnare: chi può ricorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale contro una decisione del giudice dell'esecuzione. La sentenza chiarisce che la legittimazione a impugnare spetta unicamente al pubblico ministero che ha partecipato come parte al procedimento esecutivo, escludendo l'intervento di organi superiori non coinvolti.
Continua »
Giudice dell’esecuzione: competenza e riforma sentenza
La Corte di Cassazione chiarisce la competenza del giudice dell'esecuzione. Quando una Corte d'Appello modifica sostanzialmente una sentenza di primo grado, escludendo ad esempio la continuazione tra reati, la competenza per la fase esecutiva si sposta dal Tribunale alla stessa Corte d'Appello. La decisione si fonda sull'art. 665 del codice di procedura penale, distinguendo tra mere modifiche della pena e riforme strutturali del reato.
Continua »
Reato continuato in fase esecutiva: i criteri di calcolo
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza per vizio di motivazione nel calcolo della pena per il reato continuato in fase esecutiva. La sentenza chiarisce l'obbligo per il giudice di 'scorporare' le pene precedenti e di motivare analiticamente ogni aumento per i reati satellite, non essendo sufficiente un generico richiamo alla gravità dei fatti.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: l’ultima sentenza decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra la Corte d'Appello e il Giudice per le indagini preliminari. La sentenza chiarisce che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di pluralità di condanne, spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima, basandosi su un criterio puramente cronologico della data di irrevocabilità, e non della data di emissione della pronuncia.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: chi è il giudice?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto sulla competenza del giudice esecuzione tra due Tribunali. La Corte ha stabilito che la competenza si radica al momento della presentazione dell'istanza e non muta per eventi successivi, in base al principio della *perpetuatio iurisdictionis*. Pertanto, il giudice competente è quello che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile a quella data, in questo caso il Tribunale di Napoli.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42343/2024, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra due tribunali. Ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione per decidere su un'istanza di reato continuato si determina in base all'ultima sentenza divenuta irrevocabile al momento della presentazione della richiesta, anche se tale sentenza non è inclusa nell'istanza stessa. Questo principio garantisce l'esistenza di un unico giudice per la fase esecutiva.
Continua »
Competenza Giudice Esecuzione: la regola dell’ultima
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra i Tribunali di Bolzano e Milano. La Corte stabilisce che la competenza del giudice dell'esecuzione, in presenza di più condanne, spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, anche se non menzionata dalle parti. Analizzando il casellario giudiziale, la Corte ha individuato il Tribunale di Lecce come l'organo competente, superando le posizioni dei giudici in conflitto.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: chi decide l’ultimo?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di più provvedimenti a carico della stessa persona, spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, applicando l'art. 665 c.p.p.
Continua »
Giudice Delegato: limiti sulla restituzione dei frutti
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto con cui un Giudice Delegato aveva determinato l'importo dei frutti da restituire al proprietario di beni in precedenza sequestrati, effettuando complesse detrazioni. La Corte ha stabilito la netta incompetenza funzionale del Giudice Delegato per tale attività, in quanto decidere l'esatto ammontare della restituzione, attraverso valutazioni discrezionali, è una prerogativa esclusiva del Tribunale in sede di esecuzione, perché incide sulla perimetrazione stessa della misura ablativa.
Continua »
Morte imputato: correzione errore e pena estinta
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in una sua precedente sentenza, chiarendo un principio fondamentale: se la morte dell'imputato avviene dopo che la sentenza è divenuta definitiva, la competenza a dichiarare l'estinzione della pena non è più della Cassazione, ma del giudice dell'esecuzione. Il caso riguardava una ricorrente deceduta dopo la pronuncia di inammissibilità del suo ricorso ma prima dell'udienza fissata per la correzione di un errore nel dispositivo.
Continua »
Ordine demolizione: competenza del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40565/2024, ha stabilito che la competenza a decidere sulla richiesta di revoca o sospensione di un ordine di demolizione spetta al giudice dell'esecuzione e non viene meno a seguito delle recenti riforme che attribuiscono al prefetto un ruolo sussidiario nella fase materiale della demolizione. Il giudice di merito aveva erroneamente declinato la propria competenza, omettendo di valutare l'istanza dei ricorrenti basata su una presunta difformità parziale dell'abuso. La Corte ha annullato il provvedimento, rinviando gli atti per un nuovo esame.
Continua »
Competenza giudice dell’esecuzione: l’ultima sentenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due tribunali, stabilendo un principio fondamentale: la competenza del giudice dell'esecuzione si determina in base all'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione dell'istanza. Questa regola vale anche se la sentenza non è ancora stata iscritta nel casellario giudiziale. Nel caso specifico, la Corte ha identificato il giudice corretto basandosi sulla data in cui l'ultima condanna era diventata definitiva, annullando la decisione precedente di un tribunale che si era erroneamente dichiarato incompetente.
Continua »
Giudice dell’esecuzione: competenza e ultima sentenza
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra i Tribunali di Milano e Bologna. La sentenza chiarisce che la competenza del giudice dell'esecuzione, in caso di pluralità di condanne, si determina in base all'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione dell'istanza, consolidando un importante principio di certezza procedurale.
Continua »
Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della revoca della sospensione condizionale della pena a un soggetto che, dopo aver beneficiato di tale misura a seguito di patteggiamento, ha commesso un nuovo reato nel quinquennio. La sentenza chiarisce che l'effetto estintivo del reato non si perfeziona se viene violata la condizione di non commettere nuovi delitti, rendendo doverosa la revoca del beneficio.
Continua »
Rito abbreviato in appello: no alla riduzione pena
Un individuo, condannato all'ergastolo, ha richiesto la conversione della pena in 30 anni di reclusione, sostenendo di aver avuto diritto al rito abbreviato in appello. La sua richiesta si basava su una legge transitoria che permetteva l'accesso al rito speciale a condizione che la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale non fosse ancora conclusa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni precedenti. La Corte ha stabilito che la richiesta era stata correttamente respinta in origine perché presentata dopo la conclusione della fase istruttoria, non rispettando così il requisito temporale esplicito previsto dalla legge per beneficiare del rito abbreviato in appello.
Continua »
Rideterminazione della pena: Errore del Giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva effettuato una errata rideterminazione della pena. La Corte ha chiarito che per una contravvenzione la sanzione non può essere la reclusione e la riduzione per il rito abbreviato è della metà, non di un terzo, correggendo direttamente la pena finale.
Continua »
Competenza giudice esecuzione: il ruolo del rinvio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38227/2024, ha annullato un'ordinanza del GIP, riaffermando un principio cruciale sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Quando una sentenza viene annullata con rinvio dalla Cassazione, la competenza per la fase esecutiva spetta inderogabilmente al giudice del rinvio, a prescindere dall'esito del nuovo giudizio. Nel caso di specie, il ricorso del Procuratore della Repubblica è stato accolto, stabilendo che la Corte d'Appello, in qualità di giudice del rinvio, era l'unica competente a decidere sull'istanza.
Continua »
Cumulo pene: legittimo l’ordine di esecuzione unico
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un provvedimento di cumulo pene che unificava una nuova condanna con una precedente, per la quale l'esecuzione era stata sospesa. Secondo la Corte, il Pubblico Ministero ha l'obbligo di determinare un'unica pena complessiva, ricalcolando la possibilità di sospensione o di misure alternative sulla base del totale della pena unificata, a prescindere dallo stato di esecuzione delle singole sentenze precedenti.
Continua »