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Art. 657 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

296 provvedimenti

Altri anni per Art. 657 Codice di Procedura Penale

Liberazione Anticipata: Nuove Prove Ribaltano il Rifiuto Iniziale
Un Condannato ha chiesto di correggere il calcolo della sua pena per includere 135 giorni di liberazione anticipata. Il Tribunale ha respinto la richiesta, considerandola una semplice riproposizione di una domanda già rigettata. Il Condannato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di aver allegato nuova documentazione che dimostrava l'errore nel computo. La Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che una richiesta non è inammissibile se si basa su nuovi elementi non precedentemente valutati. Il Tribunale deve esaminare attentamente ogni nuova prova. La Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso al Tribunale per un nuovo esame della liberazione anticipata.
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Cumulo Giuridico di Pene: La Cassazione Conferma la Revisione Amministrativa
Un condannato ha chiesto al Giudice dell'Esecuzione di ricalcolare la sua pena, sostenendo che un precedente provvedimento di cumulo giuridico di pene avrebbe dovuto portarlo all'immediata liberazione. Il Giudice ha respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha stabilito che i provvedimenti di unificazione delle pene sono atti amministrativi, non definitivi, e che il Pubblico Ministero ha correttamente applicato i cumuli parziali per determinare la pena residua, prima di applicare l'eventuale criterio moderatore. Il condannato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Computo Custodia Cautelare: la Cassazione nega lo sconto per detenzione antecedente
Un individuo ha chiesto di detrarre dalla sua pena definitiva un periodo di 364 giorni di custodia cautelare subita "sine titulo" (senza titolo legale) in un precedente procedimento, dove era stato assolto. La sua richiesta si basava sull'idea che le condotte delittuose del secondo reato, per cui era stato condannato, fossero avvenute prima della sentenza di assoluzione del primo. La Corte d'Appello e poi la Cassazione hanno respinto questa istanza. Hanno chiarito che l'articolo 657, comma 4, del codice di procedura penale impedisce il **computo custodia cautelare** se la detenzione è stata subita per un reato diverso e in un periodo *precedente* alla commissione del reato per cui si deve scontare la pena. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Computo della pena: Cassazione annulla su presofferto, conferma su pena definitiva
Un Lavoratore ha contestato il `computo della pena` inflittagli, chiedendo la sospensione dell'esecuzione e la detrazione del periodo di arresti domiciliari. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta. La Cassazione ha confermato che la parte di pena definitiva poteva essere eseguita, anche dopo un `annullamento parziale` per un singolo reato. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo al mancato calcolo del `presofferto`, annullando con rinvio la decisione su questo punto specifico per un nuovo giudizio.
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Fungibilità della pena: il reato continuato non unifica il tempo scontato
Un Condannato ha chiesto di ricalcolare la pena da scontare, volendo che un lungo periodo di detenzione già subito fosse considerato per una nuova condanna che includeva un reato continuato. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, poiché la detenzione pregressa era avvenuta prima della commissione dei reati della nuova condanna. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che per la fungibilità della pena, il reato continuato va trattato come più reati distinti. Solo la detenzione successiva alla commissione del reato è computabile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Affidamento in Prova per Reati Ostativi: Custodia Cautelare non Imputabile
Un condannato ha chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale, ma il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato la sua istanza inammissibile. Il condannato ha contestato il calcolo della pena espiata per i reati ostativi, sostenendo che le pene per questi reati fossero già estinte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la custodia cautelare sofferta in precedenza non poteva essere imputata ai reati ostativi, perché questi erano stati commessi dopo il periodo di detenzione preventiva. Questo vincolo legale ha reso l'istanza di affidamento in prova per reati ostativi inammissibile.
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Pena Estinta per Espulsione: La Cassazione Chiarisce il Cumulo
Un Cittadino Straniero ha contestato la rideterminazione della sua pena detentiva residua da parte del Giudice dell'esecuzione. Il Condannato sosteneva che una parte della pena, già dichiarata estinta per espulsione dopo dieci anni, non doveva essere inclusa nel calcolo del cumulo delle pene. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la pena relativa all'espulsione, se già estinta, non può essere conteggiata come pena residua. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale locale per un nuovo esame, affinché verifichi se la pena estinta per espulsione sia stata erroneamente considerata nel cumulo.
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Pena già scontata: esclusa la rideterminazione della pena
Un condannato ha presentato istanza al giudice dell'esecuzione per ottenere la rideterminazione della pena inflitta per reati di droga. Il richiedente invocava la sentenza n. 40/2019 della Corte Costituzionale, che aveva abbassato i minimi edittali per tali reati. Il Tribunale ha dichiarato l'istanza inammissibile poiché la sanzione detentiva risultava già interamente scontata negli anni precedenti. Il condannato ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo la mancata esecuzione della pena pecuniaria e la presenza di un cumulo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso: l'integrale espiazione della reclusione esaurisce il rapporto esecutivo e impedisce ogni nuovo ricalcolo.
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Detenzione ingiusta e reati permanenti: la fungibilità delle pene
Un Condannato ha chiesto la fungibilità delle pene, volendo compensare un periodo di detenzione ingiusta (per un reato da cui era stato assolto) con una condanna per un reato associativo. La Corte d'Appello ha negato, ritenendo che l'arresto non interrompa automaticamente la partecipazione a un reato permanente. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che per i reati permanenti con 'contestazione aperta', il giudice dell'esecuzione deve accertare la data effettiva di cessazione della condotta criminale basandosi sulle prove delle sentenze di merito, senza mere presunzioni.
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Cumulo di pene: detrazioni già scalate e ricorso respinto
Un condannato ha contestato il provvedimento di cumulo di pene emesso dalla Procura, sostenendo che l'autorità non avesse calcolato oltre quattro anni di carcere già scontati e 405 giorni di liberazione anticipata. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, chiarendo che quei periodi risultavano già interamente detratti nei precedenti provvedimenti assorbiti nel conteggio finale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso del detenuto. I giudici hanno ribadito che il presofferto si imputa unitariamente all'insieme dei reati precedenti e non può essere conteggiato due volte. Il calcolo della Procura era corretto e la pena residua di trenta anni di reclusione è rimasta invariata.
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Rideterminazione della Pena: Quando il Giudicato non è Intangibile
Un Condannato ha chiesto la rideterminazione della pena per reati di droga, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha ridotto il minimo edittale. Ha anche richiesto il riconoscimento della continuazione tra diverse condanne e la fungibilità della pena. La Corte d'Appello ha accolto la rideterminazione per due sentenze, ma l'ha negata per una terza perché la pena era già espiata, e ha respinto la continuazione. La Cassazione ha accolto il ricorso sulla rideterminazione della pena e sulla fungibilità, annullando la decisione della Corte d'Appello su questo punto e rinviando per un nuovo esame. Ha invece rigettato il ricorso sulla negata continuazione, confermando che i reati non rientravano in un unico disegno criminoso.
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Cumulo delle Pene: Custodia Cautelare Rilevante, Ricorso Inammissibile
Un Condannato ha chiesto l'annullamento di un provvedimento di cumulo delle pene e una nuova determinazione della pena da scontare. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta. Il Condannato ha quindi presentato ricorso in Cassazione, contestando il criterio di formazione dei cumuli parziali (se considerare la custodia cautelare o solo l'inizio dell'esecuzione della pena) e l'applicazione dell'indulto, che a suo dire doveva essere applicato alle condanne successive per il principio del favor rei. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale e ribadendo i principi sul cumulo delle pene.
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Errore nel Computo Pena Detenzione: la Cassazione annulla la scarcerazione
La Corte d'Appello aveva rideterminato la pena per un Offender, applicando la disciplina del reato continuato per fatti di associazione mafiosa, e ne aveva disposto la scarcerazione. Il Procuratore Generale ha impugnato, sostenendo un errore nel Computo pena detenzione. La detenzione espiata per un reato precedente non poteva essere considerata per un reato commesso successivamente, anche se parte della stessa condotta continuata, a causa del cosiddetto "sbarramento temporale". La Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore. Ha stabilito che la detenzione pregressa non può "coprire" reati commessi in un momento successivo, ribadendo l'importanza del principio che la pena segue il fatto criminoso. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Fungibilità della Pena: Quando la Detenzione non si Sconta Due Volte
Il Condannato ha chiesto la fungibilità della pena, ovvero la detrazione di periodi di carcerazione già sofferti, dalla pena complessiva in esecuzione. Egli sosteneva che tali periodi non erano stati considerati nel calcolo della pena unificata per effetto della continuazione tra diversi reati. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, applicando l'Art. 657, comma 4, c.p.p. Questo articolo vieta di detrarre la detenzione sofferta *prima* della commissione dei reati per cui si sconta la pena attuale. La Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la fungibilità della pena non opera per detenzioni antecedenti al reato, anche in presenza di continuazione.
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Sospensione dell’ordine di esecuzione: scomputo e libertà
Il Condannato ha ricevuto un ordine di carcerazione per espiare una pena residua. L'interessato ha chiesto di sottrarre dal conteggio il periodo di custodia cautelare trascorso per un diverso processo concluso con assoluzione. Con questo scomputo, la pena residua è scesa sotto la soglia di quattro anni di reclusione. La Corte di Appello ha recepito la correzione del calcolo ma non ha valutato il blocco del carcere. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso difensivo. I Supremi Giudici hanno chiarito che il giudice deve verificare la spettanza della sospensione dell'ordine di esecuzione. Questo controllo garantisce al condannato la possibilità di richiedere misure alternative alla detenzione restando in libertà.
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Risarcimento per Detenzione Inumana: Detrazione Negata per Titoli Diversi
Un Lavoratore, già condannato, ha chiesto al Magistrato di sorveglianza di convertire un risarcimento per detenzione inumana, precedentemente riconosciutogli come indennizzo economico, in una detrazione di giorni dalla pena che stava scontando. La sua richiesta mirava a modificare un provvedimento che aveva già trasformato la detrazione in denaro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il risarcimento per detenzione inumana era stato concesso per una condanna diversa da quella che il Lavoratore stava attualmente scontando. Pertanto, non era possibile applicare la detrazione di pena alla condanna in corso, confermando l'inammissibilità della richiesta.
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Fungibilità delle pene: quando la detenzione presofferta non si detrae
Il Condannato ha chiesto la detrazione di quattro anni di detenzione presofferta dal cumulo delle pene. Il Giudice dell'esecuzione e poi la Cassazione hanno respinto la richiesta. La Corte ha chiarito che la fungibilità delle pene si applica solo se i reati per cui si sconta la pena sono stati commessi prima del periodo di detenzione che si intende scomputare. Nel caso specifico, i reati erano successivi alla detenzione presofferta, rendendo impossibile la detrazione.
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Fungibilità della Pena: Detenzione Anteriore al Reato Non Vale
Un Lavoratore, condannato per reati associativi, ha chiesto al Giudice dell'esecuzione di modificare un provvedimento di cumulo pene e di riconoscere la fungibilità della pena per periodi di detenzione già subiti. L'Autorità Giudiziaria ha rigettato la richiesta, ritenendo che i periodi di detenzione fossero antecedenti alla commissione dei reati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Lavoratore, confermando la decisione precedente. La richiesta di fungibilità della pena non rispettava i limiti temporali previsti dalla legge.
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Fungibilità Pena e Reato Continuato: Cassazione Annulla Esclusione Detenzione
Un Condannato ha chiesto il riconoscimento della fungibilità della pena, ovvero la detrazione di periodi di custodia cautelare già sofferti, da una pena complessiva derivante da un reato continuato. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto, escludendo però alcuni periodi di detenzione. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per la fungibilità della pena, in presenza di un reato continuato, è necessario considerare i singoli reati che lo compongono. Questo permette di imputare correttamente la custodia cautelare sofferta senza titolo al reato specifico, anche se poi unito in continuazione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Fungibilità della pena: no al credito di carcere futuro
Il Condannato ha richiesto di rideterminare la pena residua da espiare, invocando la fungibilità della pena. Nello specifico, l'interessato ha scontato una condanna interamente completata nel 2004. Successivamente, nel 2020, il giudice dell'esecuzione ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra reati, riducendo la durata della prima condanna. Questa decisione ha reso la carcerazione antecedente priva di titolo per circa due anni. Il Condannato ha chiesto di imputare questi due anni sofferti in eccedenza a una nuova pena relativa a reati commessi a partire dal 2006. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La legge vieta di scomputare periodi di detenzione sofferti prima della commissione del nuovo reato. Di conseguenza, il periodo di carcere scontato in eccedenza nel passato non può alleggerire le sanzioni per reati commessi successivamente.
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