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Art. 657 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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296 provvedimenti

Altri anni per Art. 657 Codice di Procedura Penale

Detrazione della pena: no all’automatismo post-continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la detrazione della pena di sei anni dal cumulo totale in esecuzione. La richiesta era basata sul riconoscimento del vincolo della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che tale riconoscimento non comporta una detrazione automatica della pena e ha criticato la genericità dell'istanza, che non specificava i motivi per cui l'intero periodo dovesse essere scomputato.
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Cumulo pene: i limiti dell’art. 78 c.p. spiegati
Un individuo ha impugnato il provvedimento di cumulo pene, sostenendo la violazione dei limiti massimi previsti dall'art. 78 del codice penale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che i limiti si applicano attraverso cumuli parziali e progressivi quando nuovi reati vengono commessi durante l'espiazione di una pena. La sentenza sottolinea che il riconoscimento della continuazione tra reati non comporta una automatica riduzione del presofferto da detrarre.
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Ragguaglio pena pecuniaria: il calcolo del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Milano in materia di esecuzione penale. Il caso riguardava la richiesta di un condannato di utilizzare un periodo di reclusione espiato in eccesso per estinguere una pena pecuniaria, attraverso il meccanismo del ragguaglio pena pecuniaria. Il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza, basandosi su calcoli precedenti del Pubblico Ministero senza effettuare una verifica autonoma. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare in modo indipendente e corretto il calcolo della pena, non potendo delegare tale compito. Di conseguenza, ha annullato la decisione e rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Fungibilità pena: i limiti secondo la Cassazione
Un individuo ha richiesto la deduzione di 186 giorni di detenzione dalla sua pena in base al principio di fungibilità della pena. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che la fungibilità non è applicabile quando il periodo di detenzione precede la commissione del reato per cui si sconta la pena. Inoltre, la pena relativa al crimine pertinente era già stata dichiarata estinta, rendendo impossibile qualsiasi deduzione.
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Fungibilità della pena: i limiti al reato continuato
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva di detrarre un lungo periodo di carcerazione preventiva da una pena successiva. La sentenza ribadisce un principio cardine sulla fungibilità della pena: la detenzione sofferta prima della commissione di un reato non può essere scomputata dalla pena per quel reato, neanche se i delitti vengono unificati nel vincolo della continuazione. La Corte ha sottolineato che una diversa interpretazione creerebbe una 'riserva di impunità', incentivando la commissione di nuovi crimini.
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Reato continuato: la Cassazione annulla per calcolo
Un'ordinanza che applicava il reato continuato è stata annullata dalla Corte di Cassazione. Il giudice di merito aveva ricalcolato la pena per un condannato per associazione mafiosa e altri delitti, ma aveva omesso di includere alcuni reati satellite e di pronunciarsi sulla fungibilità della custodia cautelare. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che nel determinare la pena per il reato continuato, il giudice deve considerare tutti i reati unificati dal medesimo disegno criminoso e deve rispondere a tutte le istanze difensive. Il caso è stato rinviato alla Corte di appello per un nuovo giudizio.
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Fungibilità della pena: no a riserve di impunità
Un condannato ha richiesto di detrarre una pena già scontata da una nuova condanna, dopo che i reati erano stati unificati per continuazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio che la fungibilità della pena non si applica al tempo scontato prima della commissione dell'ultimo reato. Secondo la Corte, una diversa interpretazione creerebbe una "riserva di impunità", incentivando a commettere nuovi crimini. La decisione è stata rafforzata dal fatto che la questione era già coperta da giudicato.
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Liberazione anticipata: il titolo esecutivo limita i periodi
Un condannato all'ergastolo si è visto negare la liberazione anticipata per un periodo di detenzione sofferto prima della decorrenza della pena attualmente in esecuzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo un principio fondamentale: il beneficio può essere concesso solo per i periodi di carcerazione compresi all'interno dello specifico titolo esecutivo in corso, anche in presenza del riconoscimento della continuazione tra reati. La sentenza chiarisce che il calcolo della pena per la liberazione anticipata deve essere rigorosamente ancorato al provvedimento che si sta scontando.
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Cumulo di pene: la Cassazione sui crediti di pena
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26225/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva una rettifica della data di fine pena. Il caso verteva sul corretto calcolo del cumulo di pene e sull'applicazione dell'art. 657, comma 4, c.p.p., che vieta di usare la detenzione già scontata come 'credito' per reati commessi successivamente. La Corte ha stabilito che, anche in caso di reato continuato, le singole violazioni devono essere considerate separatamente per verificare il rispetto del criterio cronologico, confermando la legittimità della creazione di 'cumuli parziali' da parte del giudice dell'esecuzione.
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Fungibilità della pena: Cassazione e reato continuato
La Corte di Cassazione ha chiarito che nel calcolo della fungibilità della pena, anche in caso di reato continuato riconosciuto in fase esecutiva, si applica il limite dell'art. 657 c.p.p. La detenzione sofferta per un reato precedente può essere scomputata dalla pena per un reato successivo solo se subita dopo la commissione di quest'ultimo. L'unificazione dei reati non crea un 'credito di pena' illimitato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Cumulo pene: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso relativo alle regole sul cumulo pene, chiarendo che le pene già interamente scontate non possono essere incluse in nuovi calcoli, anche in caso di 'continuazione'. È stata inoltre negata la fungibilità tra una misura di sicurezza definitiva e una pena detentiva. La Corte ha ribadito che la decorrenza di un cumulo è legata all'ultimo reato del raggruppamento e non a detenzioni precedenti per pene già espiate.
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Fungibilità pena e reato permanente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24528/2024, ha stabilito un importante principio in materia di fungibilità della pena. Ha chiarito che la detenzione cautelare subita ingiustamente non può essere scomputata da una pena per un reato permanente se la condotta criminosa è cessata dopo la fine della detenzione stessa. La Corte ha annullato l'ordinanza che aveva concesso il beneficio, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Risarcimento detenuto: la continuità esecutiva spiegata
La Corte di Cassazione ha stabilito che il riconoscimento del 'reato continuato' tra una pena già espiata e una in corso non unifica i periodi di detenzione. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento detenuto per condizioni inumane relative a periodi di carcerazione passati e conclusi con una scarcerazione deve rispettare i termini di decadenza, non potendo beneficiare della continuità esecutiva.
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Cumulo Pene e Permessi: Calcolo per la Concessione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto che si è visto negare un permesso premio. Sebbene la Corte abbia rilevato un errore di calcolo da parte del Tribunale di Sorveglianza sulla pena da espiare, ha comunque rigettato il ricorso. La decisione si fonda sul principio che, in caso di cumulo pene per reati commessi in tempi diversi, i periodi di detenzione già sofferti devono essere imputati cronologicamente e non possono essere attribuiti a pene per reati successivi. Il ricorrente non ha fornito prova sufficiente di aver scontato la frazione di pena richiesta per i reati ostativi secondo questo criterio.
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Liberazione anticipata continuazione: no doppia riduzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22618/2024, ha stabilito un importante principio in materia di esecuzione penale. La Corte ha negato la possibilità di applicare una seconda volta il beneficio della liberazione anticipata a una pena unificata a seguito del riconoscimento della continuazione tra reati. Il caso riguarda un condannato che, dopo aver unificato le sue pene, chiedeva che i giorni di liberazione anticipata, già goduti sulle singole condanne, venissero detratti nuovamente dalla pena complessiva. I giudici hanno respinto il ricorso, affermando che la richiesta di una detrazione per liberazione anticipata continuazione comporterebbe un'illegittima duplicazione del beneficio, che esaurisce i suoi effetti una volta concesso.
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Cumulo giuridico: pene espiate e limiti al ricalcolo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la rideterminazione della pena tramite cumulo giuridico, includendo pene già interamente espiate. La Corte ha stabilito che le pene scontate non possono essere utilizzate per ridurre sanzioni relative a reati commessi successivamente e che i motivi del ricorso erano generici e aspecifici, non riuscendo a contestare la ratio decidendi della decisione impugnata.
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Obbligo di dimora fungibile: quando è detraibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22271/2024, ha negato la richiesta di un condannato di detrarre dalla pena un periodo trascorso in obbligo di dimora con coprifuoco notturno. La Corte ha ribadito che l'obbligo di dimora fungibile con la pena solo quando le restrizioni imposte sono così arbitrarie ed estese da renderlo di fatto equivalente agli arresti domiciliari, una condizione non soddisfatta da un semplice divieto di uscita notturno.
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Competenza giudice esecuzione: il principio di unitarietà
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del GIP di Salerno, dichiarandolo incompetente. La Corte ha ribadito che, in base al principio di unitarietà, la competenza del giudice dell'esecuzione spetta alla Corte d'Appello quando questa ha riformato in senso sostanziale la sentenza di primo grado, anche se la modifica riguarda solo alcuni dei coimputati. Questa regola sulla competenza del giudice dell'esecuzione si applica a tutti gli imputati del medesimo procedimento.
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Fungibilità pena e reato continuato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per associazione mafiosa che chiedeva di applicare la fungibilità della pena a tutta la custodia cautelare sofferta. La Corte ha ribadito che, anche in caso di reato continuato, la detenzione può essere detratta solo se successiva alla commissione del reato, imponendo una scissione concettuale delle singole violazioni per il calcolo.
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Affidamento in prova: detrazione pena confermata
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20537 del 2024, ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, confermando che il periodo trascorso in affidamento in prova al servizio sociale, se concluso positivamente, deve essere considerato come pena espiata e quindi detratto dal calcolo della pena residua. La Corte ha chiarito che l'esito positivo della misura estingue la pena, rendendola a tutti gli effetti scontata, indipendentemente dalla sua natura non detentiva.
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