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Art. 633 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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352 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Rito cartolare: ritardo comunicazioni non è nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28505/2025, ha stabilito che nel rito cartolare d'appello, il ritardo nella comunicazione delle conclusioni del Procuratore Generale alla difesa non costituisce motivo di nullità se l'imputato non dimostra un pregiudizio concreto ed effettivo al proprio diritto di difesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato. I motivi, basati su una richiesta di rivalutazione dei fatti e su un'errata interpretazione della prescrizione, sono stati respinti. La Corte conferma che l'inammissibilità del ricorso impedisce di rilevare la prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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Interesse a impugnare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero per mancanza di interesse a impugnare. Nonostante l'annullamento di un sequestro preventivo su un immobile, il bene era rimasto vincolato in attesa di una decisione civile sulla proprietà. La Corte ha stabilito che, poiché l'obiettivo pratico del PM (sottrarre il bene alla disponibilità degli indagati) era comunque garantito, l'impugnazione era priva di un vantaggio concreto e immediato, e quindi inammissibile.
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Motivazione contraddittoria: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per occupazione di terreno. Il motivo principale risiede nella motivazione contraddittoria e apodittica della Corte d'Appello, che non ha adeguatamente provato la natura demaniale del suolo, basando la sua decisione su presunzioni anziché su prove documentali. La Suprema Corte ha inoltre rilevato l'omessa valutazione di uno specifico motivo di appello.
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Ricorso cassazione sequestro: limiti e motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La decisione chiarisce che il ricorso per cassazione sequestro può essere fondato solo su una violazione di legge, escludendo i vizi di motivazione come l'illogicità o la contraddittorietà, in linea con l'art. 325 del codice di procedura penale.
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Invasione di terreni: quando il reato è permanente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di terreni. La sentenza chiarisce la natura di reato permanente del delitto ex art. 633 c.p., che cessa solo con la condanna o con la fine dell'occupazione. Il ricorso è stato respinto per la sua genericità e frammentarietà, non avendo sollevato censure specifiche e puntuali contro la decisione della Corte d'Appello.
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Overturning in appello: quando rinnovare le prove
Un imputato, assolto in primo grado per invasione di terreni, è stato condannato dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha annullato tale condanna, stabilendo che in caso di "overturning in appello", ovvero di ribaltamento di una sentenza di assoluzione, il giudice ha l'obbligo di rinnovare l'istruttoria e riascoltare i testimoni le cui dichiarazioni sono decisive, per garantire il principio del giusto processo.
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Invasione di edifici: restare dopo la morte del titolare
La Corte di Cassazione ha confermato che commette il reato di invasione di edifici chi permane in un immobile di edilizia pubblica dopo il decesso del legittimo assegnatario, anche se l'ingresso iniziale era avvenuto lecitamente. La permanenza "sine titulo" integra l'occupazione abusiva. Tuttavia, la Corte ha annullato con rinvio la parte della sentenza che negava il beneficio della non menzione a un'imputata, poiché la decisione si basava sull'erroneo presupposto che avesse precedenti penali, mentre in realtà era incensurata.
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Occupazione abusiva immobile: quando è reato
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo per un'occupazione abusiva immobile di edilizia popolare. La sentenza chiarisce che il pagamento di un'indennità di occupazione all'ente proprietario non regolarizza la situazione né fa venire meno il reato, poiché la condotta illecita continua a sottrarre il bene alla sua destinazione pubblica.
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Occupazione abusiva immobile: quando è reato?
La Cassazione conferma la condanna per occupazione abusiva immobile a carico di un nucleo familiare. Non è stata riconosciuta né lo stato di necessità, né la particolare tenuità del fatto, poiché l'azione era finalizzata a ottenere un'abitazione più grande e non a fronteggiare un'emergenza abitativa.
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Inammissibilità ricorso: errore nel rimedio legale
Un'associazione ha proposto ricorso per cassazione contro un'ordinanza di archiviazione. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, poiché il rimedio corretto era il reclamo ex art. 410-bis c.p.p., e non il ricorso per cassazione, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Divieto di bis in idem: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo condannato per invasione di terreni. L'imputato lamentava la violazione del divieto di bis in idem, sostenendo di essere stato processato due volte per gli stessi fatti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il divieto di bis in idem presuppone una sentenza definitiva (irrevocabile). In assenza di tale presupposto, si verte in un'ipotesi di litispendenza, dove il secondo procedimento, avviato successivamente, deve essere bloccato. La Corte ha inoltre respinto le censure relative alla buona fede e alla tenuità del fatto.
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Occupazione immobile: profitto non necessario per reato
La Corte di Cassazione chiarisce che per il reato di invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.), è sufficiente il solo fine di occupare la proprietà, non essendo necessario un ulteriore scopo di profitto personale. La sentenza ha annullato, ai soli effetti civili, l'assoluzione di alcuni individui che avevano proceduto all'occupazione di un immobile comunale per destinarlo a sede di associazioni sindacali. Questa decisione sottolinea che l'occupazione immobile costituisce reato quando l'agente ha la volontà di stabilirsi nel bene altrui, a prescindere dalla natura, anche non patrimoniale o sociale, dello scopo perseguito.
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Invasione arbitraria: reato e limiti dello stato necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione arbitraria a carico di una coppia che aveva occupato abusivamente cinque alloggi popolari. La Corte ha stabilito che lo stato di necessità non può giustificare un'occupazione prolungata per anni, configurando in tal caso un reato di natura permanente e rendendo irrilevante la particolare tenuità del fatto.
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Occupazione abusiva immobile: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di occupazione abusiva immobile. Due imputati sono stati condannati per aver occupato un alloggio popolare senza titolo. La Corte ha confermato che il reato sussiste anche senza un'invasione violenta, essendo sufficiente permanere nell'immobile 'sine titulo'. Tuttavia, ha annullato la sentenza d'appello sui punti relativi al riconoscimento della recidiva e alla mancata concessione della sospensione condizionale della pena a uno degli imputati, a causa di una motivazione insufficiente e apparente da parte del giudice di merito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questi specifici aspetti.
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Determinazione della pena: gli obblighi del giudice
La Cassazione ha annullato una condanna per occupazione abusiva limitatamente alla sanzione. La sentenza ha stabilito l'obbligo per i giudici di esplicitare ogni passaggio nel calcolo della pena, inclusa la pena base, le riduzioni per le attenuanti e per il rito abbreviato. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi sulla responsabilità, ma ha ricalcolato direttamente la sanzione, illustrando l'importanza della trasparenza nella determinazione della pena.
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Occupazione abusiva: restare in casa dopo il decesso
La Corte di Cassazione ha confermato che rimanere in un alloggio popolare dopo la morte del legittimo assegnatario, con cui si conviveva, integra il reato di occupazione abusiva. La sentenza analizza il concetto di 'invasione' e sottolinea l'obbligo del giudice di motivare la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, annullando la decisione su questo specifico punto e rinviando alla Corte d'Appello.
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Interesse ad agire: impugnazione sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'indagata, occupante di un immobile, contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di un concreto interesse ad agire: non essendo la proprietaria del bene, l'eventuale annullamento del sequestro non comporterebbe la restituzione dell'immobile in suo favore, ma a vantaggio del legittimo titolare. Pertanto, l'occupante non ha titolo per impugnare il provvedimento cautelare.
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Continuazione reato: inammissibile se chiesta in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata. La richiesta di riconoscimento della particolare tenuità del fatto è stata respinta per la gravità della condotta. Inoltre, la richiesta di applicazione della continuazione reato, presentata per la prima volta in Cassazione, è stata ritenuta inammissibile perché tardiva, potendo essere sollevata solo con motivi nuovi in appello o in sede esecutiva.
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Appello sentenza giudice di pace: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'appello sentenza giudice di pace è sempre ammissibile se, oltre a una pena pecuniaria, la condanna include statuizioni civili come il risarcimento del danno. L'impugnazione sulla responsabilità penale estende automaticamente i suoi effetti alle questioni civili, annullando la precedente declaratoria di inammissibilità del Tribunale territoriale.
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