LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale — Anno 2023

Pagina 5 di 11

219 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Occupazione abusiva: condanna certa con un ricorso generico
Una persona, condannata per l'occupazione abusiva di immobile e deturpamento, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato il ricorso inammissibile perché formulato in modo troppo generico e privo di una critica puntuale alla sentenza precedente. Questa decisione ha reso definitiva la condanna e ha comportato per la ricorrente l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro. La sentenza sottolinea un principio fondamentale: un'impugnazione deve essere specifica e dettagliata per essere esaminata nel merito.
Continua »
Invasione di edifici e ricorso generico: Cassazione inammissibile
Una persona, condannata per invasione di terreni o edifici pubblici, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato l'impugnazione inammissibile. La decisione si fonda su un principio fondamentale del processo penale: la genericità dei motivi di ricorso. L'atto presentato non spiegava in modo chiaro e specifico quali fossero gli errori di legge commessi nella sentenza precedente. Questa mancanza ha impedito alla Corte di valutare il caso. La sentenza sottolinea quindi la cruciale importanza della precisione tecnica negli atti legali, confermando l'**inammissibilità del ricorso per cassazione** come sanzione per la vaghezza delle argomentazioni. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese processuali e una multa.
Continua »
Invasione di Terreni: Assolta per aver Oscurato la Vista al Vicino
Una donna, esasperata dai continui litigi con il vicino, entra brevemente nel terreno di quest'ultimo per installare delle tavole di legno e oscurare una veduta. Condannata nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Corte stabilisce che non si configura il reato di invasione di terreni se l'ingresso è momentaneo e strumentale a un altro scopo, senza l'intenzione specifica di occupare la proprietà o trarne profitto. L'assenza di una permanenza apprezzabile e del dolo specifico escludono il reato. L'imputata viene quindi assolta perché il fatto non sussiste.
Continua »
Occupazione abusiva demanio: concessione illecita non salva
La Corte di Cassazione conferma la condanna per occupazione abusiva demanio marittimo a carico dei gestori di uno stabilimento balneare. Questi avevano occupato un'area sia in forza di una concessione risultata illegittima, sia estendendosi su ulteriori spazi senza alcun permesso. I gestori si erano difesi sostenendo che i giudici avessero basato la condanna su illeciti edilizi non contestati. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: per accertare il reato di occupazione abusiva, il giudice penale ha il potere e il dovere di verificare la validità della concessione. Questa verifica non modifica l'accusa. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
Continua »
Restituzione bene in sequestro: il Giudice non può cambiare il possessore
La Corte di Cassazione affronta un caso di errata restituzione bene in sequestro. Un immobile, sequestrato a una coppia che ne aveva il possesso, è stato erroneamente restituito dal giudice a una parte terza coinvolta nella disputa. La Suprema Corte ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: quando cessano le esigenze probatorie, il bene deve essere restituito a chi ne aveva la disponibilità materiale al momento del sequestro. Il giudice penale non può usare questo strumento per risolvere controversie civili sulla proprietà o sul possesso, ma deve limitarsi a ripristinare la situazione di fatto preesistente.
Continua »
Occupazione abusiva di immobile: non è lieve se il danno è grave
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due persone per il reato di occupazione abusiva di immobile. Gli imputati sostenevano che il fatto fosse di lieve entità e quindi non punibile. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che l'occupazione abusiva di immobile non può essere considerata lieve quando la condotta è permanente e provoca danni significativi sia ai legittimi proprietari sia al patrimonio pubblico. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta di una sanzione economica per i ricorrenti.
Continua »
Stato di Necessità Occupazione Abusiva: No alla Giustifica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due persone per occupazione abusiva di un immobile. Gli imputati avevano invocato lo stato di necessità per giustificare la loro azione, ma i giudici hanno respinto questa difesa. Il principio chiave è che lo 'stato di necessità occupazione abusiva' non può essere riconosciuto quando l'occupazione è persistente e prolungata nel tempo. La scriminante, infatti, richiede un pericolo attuale e temporaneo, incompatibile con una situazione di illecita stabilità. La condanna è quindi diventata definitiva.
Continua »
Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile e condanna
Una persona, condannata per invasione di edificio privato dove aveva cercato riparo per la notte, vede la sua condanna diventare definitiva. La Corte di Cassazione ha infatti respinto il suo tentativo di difesa a causa di un vizio di forma insuperabile. Il caso si è concluso con un ricorso inammissibile da avvocato non cassazionista, ovvero presentato da un legale non abilitato a patrocinare davanti alla Suprema Corte. Questa sentenza sottolinea come un errore procedurale, anche se non direttamente imputabile all'accusato, possa precludere l'esame nel merito della vicenda, rendendo una condanna non più appellabile.
Continua »
Danneggia porta e tenda per rubare: condanna per doppio reato
Due persone vengono condannate per furto in abitazione, danneggiamento e invasione di edifici. In particolare, avevano danneggiato una porta finestra e, separatamente, una tenda per commettere il furto. Gli imputati sostengono che il danneggiamento dovesse essere 'assorbito' nel furto aggravato. La Corte di Cassazione respinge la tesi, chiarendo il principio del concorso di reati: la violenza su oggetti diversi (porta e tenda) costituisce due reati distinti che vanno puniti entrambi. Il ricorso è quindi inammissibile e la condanna per tutti i reati diventa definitiva.
Continua »
Danneggiamento per Occupazione: Presenza in Casa Vale Condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di danneggiamento per occupazione abusiva. L'imputato, insieme a un complice, aveva forzato una lamiera posta a protezione di un alloggio per occuparlo illegalmente. Secondo i giudici, il fatto di essere stato trovato all'interno dell'appartamento solo due giorni dopo l'effrazione costituisce una prova sufficiente della sua partecipazione al reato. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la coabitazione nell'immobile appena occupato dimostra il concorso nel reato, rendendo definitiva la condanna.
Continua »
Diritto alla Traduzione Atti Negato: Condanna per Occupazione Salva
Una cittadina straniera, condannata per occupazione abusiva di un alloggio popolare, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione del suo diritto alla traduzione atti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale. Il diritto non è assoluto: non si applica se l'imputato non solleva la questione nel primo appello e, soprattutto, se da un verbale ufficiale risulta che comprende la lingua italiana. La condanna è stata quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento di una sanzione.
Continua »
Correlazione accusa-sentenza: condanna valida se i tempi cambiano
Un uomo, condannato per l'occupazione abusiva di un immobile pubblico, ricorre in Cassazione. Sostiene la violazione del principio di correlazione accusa-sentenza, poiché il periodo dell'occupazione indicato nella sentenza definitiva differiva leggermente da quello dell'accusa iniziale. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce che una modifica non sostanziale del fatto, che non cambia il nucleo dell'accusa e non pregiudica il diritto di difesa, non viola tale principio. La condanna è quindi confermata, poiché l'imputato ha avuto piena possibilità di difendersi dall'accusa principale di occupazione illegale.
Continua »
Danneggia piante ma è assolto: il suo ricorso inammissibile
Un uomo, condannato per invasione di terreni e furto, era stato invece assolto dall'accusa di danneggiamento. La Corte d'Appello aveva stabilito che il danno alle piante era avvenuto per colpa durante una potatura, non con dolo. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, ma i giudici lo hanno respinto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'assoluzione per danneggiamento non escludeva la responsabilità per gli altri reati. I motivi del ricorso chiedevano una nuova valutazione delle prove, cosa non consentita in sede di legittimità. La condanna è così diventata definitiva.
Continua »
Ricorso contro patteggiamento: accordo firmato, appello negato
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per reati edilizi e contro il patrimonio, ha tentato di impugnare la sentenza. Egli chiedeva l'assoluzione sostenendo l'insussistenza del reato e la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso contro patteggiamento inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'appello a una sentenza di patteggiamento è consentito solo per motivi specifici e tassativi, che non includono una nuova valutazione dei fatti o delle prove. La richiesta dell'imputato di riesaminare il caso nel merito è stata quindi respinta, confermando la decisione precedente e condannandolo al pagamento di spese e di una sanzione.
Continua »
Tentata Rapina Impropria: Condannata Anche se Cerca Solo Casa
Una donna, sorpresa a forzare la porta di un appartamento, aggredisce con un attrezzo da scasso il fratello della proprietaria per poter fuggire. L'imputata si difende sostenendo di voler solo occupare l'immobile per necessità, non di rubare. La Corte di Cassazione, però, ha confermato la condanna per tentata rapina impropria. Secondo i giudici, l'uso della violenza per garantirsi la fuga dopo un tentativo di effrazione, unito al possesso di guanti e attrezzi specifici, qualifica il fatto come un tentativo di rapina e non come una semplice invasione di edificio. La finalità della violenza è stata decisiva per la qualificazione del reato.
Continua »
Tentata occupazione abusiva: condanna anche senza restare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata occupazione abusiva nei confronti di un uomo. L'imputato si era introdotto in un appartamento di proprietà comunale, con la porta murata, rompendo una finestra con un martello. La difesa sosteneva che l'accesso fosse stato solo momentaneo e non finalizzato a un'occupazione stabile. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che le modalità dell'azione (uso di scala, martello ed effrazione) dimostravano in modo inequivocabile l'intenzione di stabilirsi lì. L'intervento delle forze dell'ordine ha impedito il completamento del reato, che per questo motivo è stato correttamente qualificato come tentativo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Invasione di terreni: condanna confermata, ricorso respinto
Un individuo, già condannato per il reato di invasione di terreni, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non è possibile chiedere ai giudici supremi una nuova valutazione delle prove o una ricostruzione alternativa dei fatti. Il tentativo di rimettere in discussione le testimonianze è stato considerato un vizio procedurale. Di conseguenza, la condanna per invasione di terreni è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Occupazione Abusiva per Stato di Necessità: No se il Bisogno è Stabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di edifici e danneggiamento a carico di una persona che aveva occupato un immobile. L'imputato si era difeso invocando la sua condizione di bisogno abitativo. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: l'occupazione abusiva per stato di necessità è giustificata solo di fronte a un pericolo imminente, grave e soprattutto temporaneo. Non può essere utilizzata come soluzione definitiva a un problema abitativo cronico. Di conseguenza, il bisogno di una casa, pur essendo una necessità fondamentale, non legittima la commissione di reati contro il patrimonio se la situazione di pericolo non è transitoria.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: condanna anche se non sentito
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per i reati di invasione di edifici e oltraggio a pubblico ufficiale. L'imputato aveva rivolto frasi offensive a dei funzionari pubblici durante un loro intervento, alla presenza di altre persone. La Corte ha stabilito un principio chiave: per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale non è necessario che i funzionari sentano immediatamente le offese. È sufficiente che le parole possano essere udite dai presenti, perché questo crea un disturbo e lede il prestigio della Pubblica Amministrazione. Il ricorso dell'uomo è stato dichiarato inammissibile e la sua condanna è diventata definitiva, aggravata dalla sua precedente 'carriera criminale'.
Continua »
Invasione di edifici: Pagare non sana l’occupazione abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione di edifici a carico di un soggetto che aveva occupato illegittimamente un immobile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. I giudici hanno stabilito un principio chiave: l'eventuale pagamento di somme di denaro non rende lecita un'occupazione avvenuta senza titolo. Inoltre, la richiesta di applicare il regime della continuazione con un'altra condanna è stata respinta perché presentata fuori tempo massimo. La condanna per l'occupante è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »