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Art. 53 Costituzione — Anno 2025

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584 provvedimenti

Altri anni per Art. 53 Costituzione

IMU piattaforme offshore: No alla tassa oltre le 12 miglia
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'IMU sulle piattaforme offshore non è dovuta per gli impianti situati oltre le 12 miglia marine. La sentenza chiarisce che la sovranità dello Stato sulla piattaforma continentale è 'funzionale' allo sfruttamento delle risorse e non costituisce 'territorio dello Stato', presupposto essenziale per l'applicazione dell'imposta comunale.
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IMU piattaforme offshore: non è dovuta oltre le 12 miglia
Una società di riscossione ha richiesto il pagamento dell'IMU a una compagnia energetica per le sue piattaforme situate oltre le 12 miglia marine. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'IMU sulle piattaforme offshore non è dovuta in quanto la piattaforma continentale non costituisce 'territorio dello Stato'. I diritti statali su quell'area sono meramente 'funzionali' allo sfruttamento delle risorse, presupposto insufficiente per un'imposta territoriale come l'IMU.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione decide
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento IMU per le sue installazioni marittime. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione piattaforme offshore con imposte comunali non è applicabile, poiché la piattaforma continentale non è 'territorio dello Stato' ma un'area di sovranità funzionale e limitata.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune sul mare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la sovranità dello Stato si estende al mare territoriale e con essa la potestà impositiva dei comuni costieri. Per gli immobili non iscritti al catasto, come la piattaforma, è corretto utilizzare il criterio contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione piattaforme offshore per IMU e TASI è legittima da parte dei comuni costieri. Una società energetica aveva impugnato un avviso di accertamento, sostenendo che la propria piattaforma, situata in acque territoriali, fosse fuori dalla giurisdizione fiscale del comune. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il territorio comunale si estende concettualmente al mare antistante e che la piattaforma beneficia di servizi e infrastrutture a terra (porti, strade, servizi amministrativi), giustificando l'imposizione fiscale. La mancanza di accatastamento non è un ostacolo, potendosi utilizzare il metodo contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha contestato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune costiero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la potestà impositiva comunale si estende al mare territoriale antistante e che le piattaforme, pur non essendo accatastate, sono considerabili immobili tassabili sulla base del loro valore contabile, in quanto beneficiano dei servizi e delle infrastrutture fornite dal Comune sulla costa.
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Prescrizione rimborso Irpeg: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14532/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un istituto di credito al rimborso di un'eccedenza Irpeg del 1985. Il caso verteva sulla prescrizione del diritto al rimborso. La Corte ha stabilito che la Legge 350/2003 ha imposto all'Agenzia un obbligo di non eccepire la prescrizione per i crediti sorti da dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997, facendo decorrere un nuovo termine decennale dal 1° gennaio 2004. L'istanza del contribuente, presentata nel 2009, è stata quindi ritenuta tempestiva, interrompendo efficacemente la nuova prescrizione rimborso Irpeg.
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Tassazione separata arretrati: la no tax area esclusa
Un contribuente ha ricevuto arretrati pensionistici in un'unica soluzione, soggetti a tassazione separata. Ha richiesto il rimborso sostenendo che, se percepiti annualmente, i redditi sarebbero rientrati nella 'no tax area'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il regime di tassazione separata arretrati si applica secondo il principio di cassa, ovvero nell'anno di percezione. La Corte ha stabilito che tale regime è già una misura per attenuare gli effetti della progressività fiscale e non consente di disapplicare l'imposta in base alla situazione reddituale ipotetica degli anni precedenti, salvo in caso di ritardo patologico dell'ente erogatore, non riscontrato nel caso di specie.
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Omessa dichiarazione: onere della prova dei costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omessa dichiarazione. Viene confermato il principio secondo cui l'onere di provare i costi deducibili spetta al contribuente, che non può basarsi su calcoli presuntivi per ridurre l'imposta evasa al di sotto della soglia di rilevanza penale.
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Notifica inesistente: ricorso in Cassazione perso
Un contribuente ha perso il suo ricorso in Cassazione contro un accertamento fiscale a causa di un vizio procedurale fatale. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile perché la notifica inesistente, effettuata con modalità non conformi a quelle previste per il giudizio di legittimità, non può essere sanata, anche se la controparte si è costituita in giudizio. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle forme processuali.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale per costi pubblicitari inesistenti. La Corte ha stabilito che la mancata esposizione sommaria dei fatti di causa, come richiesto dal codice di procedura civile, impedisce la valutazione del ricorso. Il rigetto è basato su questo vizio formale, considerato fondamentale per la comprensibilità della controversia.
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Tassazione rendita vitalizia: parola alla Consulta
In un caso di imposta di successione su una rendita vitalizia, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio e rimesso gli atti alla Corte Costituzionale. La questione riguarda il metodo di calcolo della base imponibile che, a causa di tassi di interesse legali molto bassi, produce un valore sproporzionato e irragionevole, potenzialmente in violazione dei principi di capacità contributiva e di uguaglianza. La tassazione rendita vitalizia calcolata dall'Agenzia delle Entrate era risultata in una base imponibile che presupponeva una sopravvivenza del beneficiario di 150 anni.
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False dichiarazioni: mentire sull’identità è reato
Un cittadino straniero, per timore di essere espulso, ha fornito false generalità alla polizia. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per il reato di false dichiarazioni, stabilendo che l'obbligo di dire la verità sulla propria identità è assoluto e non è coperto dal diritto a non autoincriminarsi (nemo tenetur se detegere).
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Società di comodo: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione interviene sul tema delle società di comodo, stabilendo che lo status non operativo va verificato anno per anno. Mentre conferma l'illegittimità del diniego di disapplicazione per un anno specifico, cassa la sentenza che ne estendeva automaticamente gli effetti ad anni precedenti e successivi, violando il principio di autonomia dei periodi d'imposta. Il caso è rinviato per un nuovo esame.
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Tetto compensi PA: la Regione può essere più severa?
Un ex dirigente pubblico ha contestato la drastica riduzione del suo stipendio a causa di una legge regionale che imponeva un tetto compensi PA più severo di quello nazionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le Regioni possono fissare limiti salariali più bassi per far fronte a specifiche crisi finanziarie e a peculiarità dei propri sistemi amministrativi e pensionistici, a condizione che le misure siano ragionevoli e proporzionate.
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Società a ristretta base: utili presunti ai soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo socio, confermando la legittimità di un accertamento fiscale per costi indeducibili derivanti da operazioni inesistenti. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la presunzione di distribuzione degli utili in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. Inoltre, ha chiarito che gli "utili extracontabili" presunti distribuiti includono non solo i maggiori ricavi, ma anche i costi disconosciuti, in quanto rappresentano una maggiore disponibilità di risorse.
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IMU fondi immobiliari: chi paga? La SGR risponde
Una società di gestione del risparmio (SGR) ha impugnato un avviso di pagamento IMU, sostenendo che il soggetto passivo dovesse essere il fondo immobiliare da essa gestito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la SGR è il soggetto passivo dell'IMU fondi immobiliari in quanto titolare formale degli immobili. La responsabilità della SGR è limitata al patrimonio del fondo, ma questo limite rileva solo in fase esecutiva. La procedura di liquidazione giudiziale del fondo non modifica tale principio per le annualità d'imposta precedenti.
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Amministratore di fatto: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità personale dell'amministratore di fatto di una società "cartiera" per le sanzioni tributarie. Secondo l'ordinanza, quando la società è una mera finzione giuridica creata per realizzare una frode, la regola generale che attribuisce la responsabilità all'ente non si applica. In questi casi, la persona fisica che ha agito e beneficiato dell'illecito viene considerata sia trasgressore che contribuente, rispondendo direttamente delle sanzioni.
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Sisma Sicilia residenza: la Cassazione nega il rimborso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale riguardo le agevolazioni fiscali per il sisma in Sicilia del 1990. La Corte ha chiarito che il requisito della residenza in uno dei comuni del cratere sismico è tassativo per i lavoratori dipendenti che richiedono il rimborso Irpef. A differenza degli imprenditori, il cui danno è legato all'attività economica svolta nel territorio, per i dipendenti il beneficio è concesso solo se residenti nelle aree colpite. Pertanto, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto, negando il rimborso a un lavoratore che, pur operando in un'azienda situata nel cratere, risiedeva altrove.
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Dichiarazione integrativa: come correggere errori
Una contribuente si è vista negare un credito d'imposta a causa di un errore nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la dichiarazione fiscale è una mera dichiarazione di scienza, quindi emendabile. Il contribuente può far valere il proprio diritto al credito in sede contenziosa, anche se i termini per la presentazione della dichiarazione integrativa sono scaduti, perché il diritto sostanziale prevale sull'errore formale.
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