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Art. 53 Costituzione — Anno 2025

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584 provvedimenti

Altri anni per Art. 53 Costituzione

Classamento catastale: ICI dovuta dai consorzi
Un consorzio di bonifica ha impugnato degli avvisi di accertamento ICI per gli anni 2009-2011, sostenendo che una variazione del classamento catastale ottenuta nel 2018 dovesse essere retroattiva e di non essere soggetto passivo del tributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il nuovo classamento catastale non ha efficacia retroattiva e che i consorzi, in qualità di concessionari di beni demaniali, sono tenuti al pagamento dell'imposta, in linea con il diritto nazionale ed europeo.
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Inutilizzabilità documenti fiscali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22508/2025, ha chiarito le condizioni per l'inutilizzabilità dei documenti fiscali prodotti per la prima volta in giudizio. Se l'Amministrazione Finanziaria ha formulato una richiesta specifica e puntuale di esibizione durante la fase amministrativa, avvertendo delle conseguenze, la mancata risposta del contribuente preclude l'uso di tali documenti nel successivo processo tributario. Nel caso di specie, una professionista si era vista annullare la sentenza favorevole ottenuta in appello proprio per aver depositato tardivamente la documentazione giustificativa dei movimenti bancari oggetto di accertamento.
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Consorzi di bonifica: IMU dovuta sui beni demaniali
Un consorzio di bonifica ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2013, sostenendo che i suoi immobili fossero esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la variazione catastale, che avrebbe garantito l'esenzione, ha effetto solo dall'anno successivo alla sua registrazione e non è retroattiva. Ha inoltre confermato che i consorzi di bonifica sono soggetti passivi IMU in quanto concessionari ex lege di beni demaniali, senza che ciò violi il diritto europeo.
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Accertamento bancario: prova a carico del contribuente
In tema di accertamento bancario, la Corte di Cassazione ribadisce che spetta al contribuente l'onere di superare la presunzione legale di maggiori ricavi. La sentenza in esame chiarisce che la prova fornita deve essere analitica e specifica per ogni singola operazione, non essendo sufficienti giustificazioni generiche o il mero richiamo a una consulenza di parte. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto sufficienti le difese generiche di un professionista, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti puntualmente le prove.
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