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Art. 493-ter Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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175 provvedimenti

Altri anni per Art. 493-ter Codice Penale

Procura speciale: inammissibile il ricorso senza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso il rigetto di una richiesta di rescissione del giudicato. La ragione risiede nel fatto che il difensore non era munito della necessaria procura speciale, un requisito fondamentale per la legittimazione a proporre mezzi di impugnazione straordinari. La sentenza sottolinea l'importanza di questo atto formale per garantire la rappresentanza dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: errore ufficio e tardività
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una misura cautelare. La causa è il deposito dell'atto presso un ufficio giudiziario errato e la sua tardiva ricezione da parte dell'ufficio competente. La decisione sottolinea che il rischio di un errore di invio ricade interamente sulla parte ricorrente, rendendo l'impugnazione invalida.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La ricorrente lamentava la mancata valutazione di cause di non punibilità, ma la Corte ha ribadito che l'accordo preclude la possibilità di sollevare tali questioni. La decisione conferma che, dopo un concordato in appello, i motivi di ricorso sono estremamente limitati e non possono rimettere in discussione la responsabilità penale dell'imputato.
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Ricorso per saltum: i limiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ricorso per saltum, ovvero un appello diretto alla Suprema Corte, non può essere basato su un vizio di motivazione della sentenza di primo grado. Nel caso di specie, il ricorso del Pubblico Ministero contro un'assoluzione per particolare tenuità del fatto è stato convertito in un appello ordinario e trasmesso alla Corte d'Appello competente, in quanto fondato su motivi non ammessi per questa specifica impugnazione.
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Non menzione condanna: Cassazione la concede subito
Un imputato, condannato per uso indebito di carta di credito e resistenza, si è visto negare dal giudice d'appello il beneficio della non menzione condanna semplicemente perché la sua richiesta è stata ignorata. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45598/2024, ha annullato la decisione e concesso direttamente il beneficio. Ha stabilito che, in presenza di una sospensione condizionale della pena e in assenza della necessità di nuovi accertamenti, può correggere l'omissione senza rinviare il caso, per economia processuale.
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Rimessione in termini: annullata inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di inammissibilità di un appello. Sebbene l'appello fosse stato presentato in ritardo, un'ordinanza di rimessione in termini emessa dal giudice dell'esecuzione e divenuta definitiva aveva già concesso all'imputato il diritto di impugnare. La Cassazione ha stabilito che tale ordinanza, non impugnata, è vincolante e prevale, garantendo il diritto dell'imputato a un giudizio di appello.
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Recidiva reiterata: errore di calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per un errore nel calcolo della pena. Nonostante il giudice avesse riconosciuto la recidiva reiterata a carico dell'imputato, non aveva applicato il relativo aumento di pena e aveva calcolato in modo errato l'aumento per la continuazione del reato. La Corte ha ribadito che, in presenza di recidiva reiterata, l'aumento per la continuazione non può essere inferiore a un terzo della pena base, annullando la sentenza solo sulla parte relativa alla pena e rinviando per un nuovo calcolo.
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Riciclaggio di denaro: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio di denaro a carico di una donna che aveva aiutato la figlia a occultare i proventi di una truffa. La sentenza stabilisce che anche operazioni finanziarie tracciabili possono configurare il reato, se finalizzate a ostacolare l'identificazione dell'origine illecita dei fondi. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per manifesta infondatezza.
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Patteggiamento appello inammissibile: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena tramite patteggiamento per il reato di indebito utilizzo di carte di credito, ha impugnato la sentenza chiedendo l'assoluzione o il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che tali motivi non sono ammessi per contestare un patteggiamento, portando a un patteggiamento con appello inammissibile e alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Oltraggio e resistenza: quando i reati non si fondono
Un cittadino, fermato dalla polizia locale, reagisce con insulti e minacce. La Corte di Cassazione conferma che i reati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale sono distinti e possono coesistere. La sentenza viene però annullata con rinvio per un errore nel calcolo della riduzione della pena dovuta al rito abbreviato, specificando le diverse misure di riduzione per delitti e contravvenzioni.
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Esigenze cautelari: il tempo non basta a revocarle
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava la custodia in carcere. La Corte ha stabilito che per attenuare le esigenze cautelari non basta il tempo trascorso, ma servono elementi nuovi che dimostrino un reale cambiamento, confermando la decisione basata sulla gravità dei reati e la pericolosità sociale dell'imputata.
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Uso indebito carta di credito: misura cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di arresti domiciliari per il reato di uso indebito carta di credito. La misura cautelare è stata ritenuta valida nonostante il Tribunale del Riesame avesse annullato l'accusa per il furto della carta stessa, evidenziando l'autonomia dei due reati.
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Errore manifesto patteggiamento: quando si può ricorrere
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per ricettazione. L'impugnazione per errata qualificazione giuridica del fatto è consentita solo in presenza di un errore manifesto, palese ed evidente dagli atti, e non quando la questione presenta margini di opinabilità.
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Inutilizzabilità prove penali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per l'utilizzo indebito di strumenti di pagamento. L'imputato lamentava l'inutilizzabilità prove penali, in particolare di filmati depositati dal Pubblico Ministero solo pochi giorni prima dell'udienza finale. La Corte ha stabilito che non vi è stata alcuna violazione del diritto di difesa, poiché la difesa era a conoscenza dell'esistenza di tali prove fin dall'inizio del dibattimento, avendo quindi la possibilità di esaminarle e controdedurre.
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Pena sostitutiva: omessa decisione e annullamento
Un imputato, condannato per uso indebito di carta di credito, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando sia la valutazione delle prove a suo carico sia l'omessa pronuncia del giudice d'appello sulla sua richiesta di pena sostitutiva. La Suprema Corte ha rigettato il primo motivo, confermando la responsabilità penale, ma ha accolto il secondo, annullando la sentenza con rinvio limitatamente alla decisione sulla sanzione alternativa non esaminata.
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Ricorso inammissibile: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per uso indebito di carta di pagamento e furto. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o l'attendibilità dei testimoni, compiti che spettano ai tribunali di merito. L'appello è stato respinto perché cercava di ottenere un nuovo giudizio sulla vicenda, una funzione che esula dalle competenze del giudice di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia conforme' dei giudizi precedenti.
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Ricorso tardivo: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un imputato a causa del suo deposito oltre i termini di legge. La decisione sottolinea il rigore nel calcolo delle scadenze processuali, evidenziando che un ricorso tardivo non può essere esaminato nel merito, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Procedibilità d’ufficio: uso indebito carta di credito
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere, stabilendo che il reato di utilizzo indebito di carte di credito, previsto dall'art. 493-ter c.p., ha procedibilità d'ufficio. Di conseguenza, non è richiesta la querela della persona offesa per avviare l'azione penale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Pena accessoria: quando va revocata per riduzione pena
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'imputata condannata per indebito utilizzo di carte di pagamento e ricettazione. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla responsabilità, confermando il principio della "doppia conforme", ma ha accolto il motivo relativo alla pena accessoria. Con la concessione delle attenuanti generiche e la conseguente riduzione della pena detentiva in appello, la Cassazione ha stabilito che la sanzione accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici doveva essere eliminata, annullando su questo punto la sentenza impugnata.
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Ricorso patteggiamento: limiti e motivi inammissibili
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. I motivi, basati su reato impossibile e mancato avviso sulle sanzioni sostitutive, non rientrano nei casi tassativamente previsti dalla legge per l'impugnazione del patteggiamento, come stabilito dall'art. 448-bis, comma 2-bis, cod. proc. pen.
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