L'Imputato, sottoposto alla detenzione domiciliare, si allontanava dalla propria abitazione in orario notturno, superando ampiamente i limiti dell'autorizzazione ricevuta. In primo grado, il giudice dichiarava la non punibilità per la particolare tenuità del fatto. Successivamente, la Corte d'Appello riformava la decisione e condannava l'uomo a un anno di reclusione. Il condannato proponeva quindi ricorso per Cassazione, lamentando l'errata esclusione del beneficio e vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'uscita notturna non autorizzata e la presenza di precedenti analoghi dimostrano la gravità della condotta. Di conseguenza, la particolare tenuità del fatto non può essere applicata a violazioni rilevanti e reiterate delle prescrizioni domiciliari.
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