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Art. 366 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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778 provvedimenti

Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Civile

Visto agli Atti non è un Sì: Risoluzione Accordo Sovraindebitamento
Una società garante di un piano di rientro per sovraindebitamento interrompe i pagamenti, credendo che una nota del giudice 'visto agli atti' su una richiesta di rinvio fosse un'autorizzazione. I creditori chiedono e ottengono la cancellazione del piano. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio chiaro: la dicitura 'visto agli atti' non è un'autorizzazione e non crea alcuna fiducia legittima. Il mancato pagamento è una causa sufficiente per la risoluzione accordo sovraindebitamento. Di conseguenza, il ricorso della società garante viene respinto e l'accordo annullato definitivamente.
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Risoluzione accordo sovraindebitamento: ‘visto’ non autorizza
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione accordo sovraindebitamento per dei debitori che non avevano rispettato le scadenze di pagamento. I debitori si erano difesi sostenendo di aver fatto legittimo affidamento su un provvedimento del giudice con la dicitura 'visto agli atti', interpretandolo come un'autorizzazione a posticipare i pagamenti. La Corte ha chiarito che tale annotazione è una mera presa d'atto e non un'autorizzazione formale. Di conseguenza, il mancato pagamento ha giustamente portato all'annullamento del piano di rientro. L'appello dei debitori è stato dichiarato inammissibile, confermando che il mancato adempimento è causa sufficiente per la risoluzione, a prescindere da presunte autorizzazioni informali.
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Regolamento di competenza: guida ai termini di ricorso
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a sanzioni stradali, contestando l'omessa notifica delle cartelle. Il Tribunale ha dichiarato l'incompetenza del Giudice di Pace per superamento dei limiti di valore. La Cassazione, investita della questione, ha chiarito che quando il ricorso riguarda esclusivamente la competenza, deve essere proposto come Regolamento di competenza. Nel caso di specie, il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché notificato oltre il termine perentorio di trenta giorni dalla lettura della sentenza in udienza.
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Sospensione termini impugnazione e liti fiscali
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di calcolo per la sospensione termini impugnazione in materia tributaria. Il caso nasce da un appello dell'Agenzia delle Entrate dichiarato tardivo dalla Commissione Tributaria Regionale. La Suprema Corte ha stabilito che la sospensione di nove mesi prevista per la definizione agevolata delle liti pendenti si cumula con la sospensione feriale di agosto, a condizione che i periodi non si sovrappongano cronologicamente. Di conseguenza, l'appello è stato ritenuto tempestivo e la sentenza precedente è stata cassata con rinvio.
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Compensazione volontaria e colpa grave del vettore
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società di trasporti contro una sentenza che aveva accertato l'estinzione di un credito tramite compensazione volontaria. La controversia riguardava il danneggiamento di prodotti alimentari trasportati a temperature non idonee, configurando una colpa grave del vettore. La Corte ha stabilito che la compensazione volontaria può derivare da comportamenti concludenti, come la registrazione contabile di note di addebito senza contestazioni, rendendo superfluo l'accertamento dei requisiti tipici della compensazione legale.
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Infiltrazioni condominiali: chi paga i danni?
I proprietari di un appartamento hanno citato il condominio per danni da infiltrazioni condominiali che avrebbero reso l'immobile inagibile, causando la perdita di canoni di locazione. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per mancanza di prova sulla natura comune della trave ammalorata e sul nesso causale. La Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che l'onere della prova spetta al danneggiato e che un'ordinanza di sgombero non prova automaticamente la responsabilità del condominio.
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Azione revocatoria: i limiti del contratto preliminare
Una società immobiliare ha impugnato la sentenza che dichiarava inefficace, tramite azione revocatoria, la compravendita di un immobile. La difesa sosteneva che l'atto fosse l'adempimento di un contratto preliminare stipulato anni prima, cercando così di escludere la consapevolezza del danno ai creditori. Tuttavia, la Corte d'Appello ha ritenuto l'eccezione tardiva e ha rilevato la mancanza di data certa del preliminare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il ricorrente non ha contestato specificamente entrambe le ragioni della decisione di secondo grado, confermando la revoca dell'atto.
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Apertura di credito: validità e limiti del ricorso
Una società e i suoi soci hanno impugnato un contratto di apertura di credito, contestando l'applicazione di interessi anatocistici e l'imposizione di polizze vita come garanzia collaterale. Dopo il rigetto nei primi due gradi di merito, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che le contestazioni riguardavano principalmente la ricostruzione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità, confermando inoltre la validità dell'ammortamento alla francese e la discrezionalità del giudice nel negare una consulenza tecnica d'ufficio non necessaria.
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Inammissibilità ricorso TARI: i rischi dell’abuso
La Corte di Cassazione ha sancito l'**inammissibilità** del ricorso presentato da un ente locale contro una società privata in merito a avvisi di pagamento TARI. Il ricorso è stato giudicato carente di specificità poiché l'ente si è limitato a riproporre le difese dei gradi precedenti senza contestare puntualmente le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha inoltre ravvisato un abuso del processo, condannando il ricorrente a sanzioni pecuniarie aggravate per aver insistito nel giudizio nonostante una proposta di definizione accelerata.
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Errore revocatorio: limiti e inammissibilita
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore revocatorio riguardante un complesso accordo di finanziamento e mandato. I ricorrenti sostenevano che la Corte non avesse considerato l'obbligo di rendiconto dei finanziatori. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che le doglianze non riguardavano una svista percettiva, ma una critica al giudizio di merito gia espresso. La decisione ribadisce che l'errore revocatorio non puo essere usato per ottenere un nuovo esame della causa, portando alla condanna per responsabilita processuale aggravata.
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Concessione di sola costruzione: limiti affidamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società edile riguardante una concessione di sola costruzione per la realizzazione di un istituto scolastico. La controversia verteva sulla richiesta di risarcimento danni derivanti dalla sospensione dei lavori, basata sul presunto affidamento dell'impresa circa l'approvazione di una perizia di variante. La Suprema Corte ha confermato che, in regime di concessione di sola costruzione, il concessionario assume poteri organizzativi e direttivi propri dell'ente pubblico, inclusa la gestione delle fasi progettuali. Di conseguenza, l'impresa non può invocare un legittimo affidamento su comunicazioni interne dell'amministrazione riguardanti lo stato delle approvazioni, poiché essa stessa è parte attiva del processo decisionale e organizzativo.
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Appalto pubblico: validità del contratto e forma scritta
Un'associazione sportiva ha impugnato l'ingiunzione di pagamento di canoni arretrati per la gestione di un impianto comunale, sostenendo l'inesistenza del credito per mancanza di un contratto scritto. La Corte d'Appello aveva rigettato la tesi, valorizzando il verbale di consegna anticipata e lo schema di contratto approvato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in materia di Appalto pubblico poiché la ricorrente ha omesso di riprodurre o localizzare i documenti fondamentali nel fascicolo, violando il principio di specificità e rendendo le proprie censure generiche.
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Ricorso per cassazione: i rischi della genericità
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto contro la convalida del trattenimento di un cittadino straniero presso un CPR. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione di misure alternative, come il possesso di passaporto e un'attività lavorativa, ma i motivi sono stati giudicati troppo generici. La decisione ribadisce che il ricorso per cassazione deve indicare specificamente i fatti decisivi e i documenti trascurati dal giudice di merito, non potendosi limitare a una astratta enunciazione di norme violate.
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Espulsione amministrativa: guida alla notifica valida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'espulsione amministrativa notificata a una cittadina straniera, respingendo le contestazioni sulla conformità della copia consegnata. La ricorrente sosteneva che l'atto non fosse un originale né una copia certificata correttamente. La Suprema Corte ha chiarito che la conformità può essere attestata anche dall'ufficio notificatore della Questura e che il rigetto del merito del ricorso comporta automaticamente il rigetto della richiesta di sospensione dell'efficacia del provvedimento.
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Cartella di pagamento: prova notifica e giudicato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una cartella di pagamento relativa all'ICI, rigettando il ricorso di un contribuente. Il ricorrente invocava l'autorità di una precedente sentenza favorevole, ma la Corte ha stabilito che, in assenza di prova del passaggio in giudicato, tale pronuncia non è vincolante. Inoltre, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità, in quanto il contribuente non ha contestato tutte le motivazioni indipendenti fornite dal giudice di appello, in particolare la prova della notifica documentata dalle relate depositate dall'ufficio finanziario.
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Sospensione lavori: come provare il danno subito
Un'impresa appaltatrice ha agito contro un Comune per ottenere il risarcimento dei danni causati da una illegittima sospensione lavori. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda risarcitoria poiché l'impresa non ha fornito prova adeguata dell'effettivo immobilizzo dei macchinari e del personale. La Corte ha chiarito che il mancato utilizzo dei mezzi non coincide automaticamente con un danno risarcibile, specialmente se l'imprenditore non dimostra di aver agito con diligenza per ridurre il pregiudizio, ad esempio spostando le risorse su altri cantieri.
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Revocazione per errore di fatto: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione per errore di fatto proposto contro una precedente ordinanza di legittimità. Il ricorrente lamentava che la Corte avesse erroneamente qualificato il rapporto tra un'opposizione esecutiva e una domanda di manleva, sostenendo che si trattasse di un'unica azione inscindibile. Gli Ermellini hanno invece chiarito che tale doglianza non configura un errore percettivo (svista materiale), bensì una contestazione sulla qualificazione giuridica dei fatti, tipica dell'errore di diritto. A causa della manifesta infondatezza e dell'abuso dello strumento processuale, il ricorrente è stato condannato anche per responsabilità aggravata.
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Puntuazione contrattuale: quando l’accordo non vincola
La Corte di Cassazione ha confermato l'insussistenza di un obbligo contrattuale in capo a una società aggiudicataria di un appalto pubblico di affidare opere in subappalto a un'altra impresa. Il documento sottoscritto dalle parti è stato qualificato come mera puntuazione contrattuale poiché privo di elementi essenziali quali il prezzo e l'esatta definizione delle opere. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'interpretazione della volontà negoziale spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere oggetto di riesame in sede di legittimità se non per vizi logici o violazioni di legge specificamente dimostrate.
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Domicilio fiscale: guida alla notifica tributaria
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente che contestava la validità della notifica di un avviso di liquidazione, sostenendo che fosse stato inviato a un indirizzo diverso dal proprio domicilio fiscale. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione delle prove documentali sull'effettiva residenza fiscale spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Inoltre, è stato ribadito che l'amministrazione non ha l'obbligo di allegare l'atto prodromico alla cartella di pagamento se questo è già stato regolarmente notificato in precedenza.
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Responsabilità ex art. 2049 c.c.: guida al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il risarcimento danni invocando la Responsabilità ex art. 2049 c.c. nei confronti di una società committente. Il ricorrente lamentava un licenziamento illegittimo da parte di una cooperativa in appalto, ma il ricorso è stato rigettato per gravi difetti di forma. In particolare, l'atto mancava di una chiara esposizione dei fatti e presentava una mescolanza confusa di motivi di diritto e vizi di motivazione, rendendo impossibile per la Corte analizzare il merito della questione.
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