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Art. 360 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 360 Codice di Procedura Civile

Accertamento induttivo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento induttivo emesso a seguito di omessa dichiarazione. Una società aveva ricevuto un avviso basato su studi di settore per un'attività di produzione che sosteneva di non svolgere. La Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito, chiarendo che in caso di omessa dichiarazione, l'amministrazione finanziaria può utilizzare un'ampia gamma di elementi presuntivi, non solo gli studi di settore. Inoltre, la sentenza che annulla parzialmente l'atto deve fornire criteri chiari per il ricalcolo dell'imposta.
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Accertamenti bancari: legittimi sui conti dei soci?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamenti bancari a carico di una società di persone e dei suoi soci. L'Amministrazione Finanziaria aveva utilizzato i movimenti sui conti correnti personali dei soci per ricostruire maggiori redditi della società. La Corte ha confermato la legittimità di tale pratica in contesti di società a ristretta base familiare, dove si presume un uso promiscuo dei conti. Tuttavia, ha cassato la sentenza di merito su punti cruciali: l'omesso riconoscimento di una quota di costi deducibili dai maggiori ricavi presunti e l'illegittima procedura di irrogazione di alcune sanzioni, che dovevano essere contestate con un atto separato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Azione revocatoria: la prova della donazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un'azione revocatoria, la mancata produzione dell'atto di donazione originale non impedisce l'accoglimento della domanda se l'atto è provato da altri elementi, come la nota di trascrizione, e la sua esistenza non è contestata. La Corte ha inoltre confermato che la donazione di un bene già ipotecato può comunque costituire 'eventus damni' (danno per il creditore), in quanto rende più incerta e difficile la soddisfazione del credito.
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Fondo patrimoniale revocabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due coniugi contro l'azione revocatoria avviata da un creditore. La Corte ha confermato che la costituzione di un fondo patrimoniale, effettuata dopo aver prestato una fideiussione, è un atto revocabile se rende più incerta o difficile la riscossione del credito. Per la Corte, la consapevolezza del debitore di arrecare pregiudizio (scientia damni) può essere presunta dalle circostanze, rendendo il fondo patrimoniale revocabile anche se non vi è un'intenzione fraudolenta specifica.
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Indennità estero nel TFR: quando è legittima?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato una decisione che includeva l'indennità estero e un compenso forfettario nel TFR di un dipendente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ogni compenso non occasionale e non a titolo di rimborso spese, come l'indennità estero erogata con continuità, deve essere computato nel TFR, salvo espressa esclusione da parte dei contratti collettivi. Anche il compenso forfettario, se corrisposto regolarmente, assume natura di superminimo e rientra nella retribuzione.
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Incapacità a testimoniare: il legale rappresentante
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di incapacità a testimoniare del soggetto fallito si estende anche alla persona fisica che ricopre il ruolo di legale rappresentante di una società di capitali fallita. La Corte ha rigettato il ricorso di un lavoratore che intendeva provare l'interruzione della prescrizione del suo credito tramite la testimonianza dell'amministratore della società, confermando che quest'ultimo conserva la qualità di parte in senso sostanziale, incompatibile con la veste di testimone.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. L'organo di secondo grado aveva confermato l'annullamento di un accertamento fiscale basato su presunzioni di antieconomicità, ma lo aveva fatto con argomentazioni troppo generiche, rendendo impossibile comprendere il percorso logico-giuridico seguito. La Cassazione ha ribadito che una motivazione è apparente, e quindi la sentenza è nulla, quando non permette di capire le ragioni della decisione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Verbale di conciliazione: quando ha efficacia novativa
Un dirigente ha citato in giudizio l'azienda fallita per differenze retributive e demansionamento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il precedente verbale di conciliazione sindacale aveva efficacia novativa, estinguendo ogni pretesa economica e di mansioni antecedente all'accordo.
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Ricorso incidentale tardivo: inammissibilità in Cassazione
Un creditore contesta due compravendite immobiliari ritenendole simulate. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso principale per vizi procedurali e, di conseguenza, dichiara tardivi due ricorsi incidentali. La decisione si fonda sul principio del ricorso incidentale tardivo, che deve essere proposto entro 40 giorni dalla notifica del ricorso principale, a pena di decadenza, indipendentemente dal termine lungo per impugnare.
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Ricorso improcedibile: il deposito della sentenza
Una società finanziaria ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in una causa contro un ente pubblico per la cessione di crediti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata, notificata come richiesto dalla legge. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile degli adempimenti procedurali, indipendentemente dal merito della controversia.
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Incertezza normativa: ICI e sanzioni annullate
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni per omesso versamento ICI a due società energetiche, riconoscendo una situazione di oggettiva incertezza normativa riguardo ai criteri di valutazione delle centrali idroelettriche. La Corte ha stabilito che, in assenza di norme chiare, il contribuente non può essere considerato colpevole e quindi non è tenuto a pagare le sanzioni. È stato invece respinto il ricorso del Comune sulla metodologia di calcolo della rendita catastale.
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Rimborso accise: quando scatta la decadenza biennale?
Una società energetica si è vista negare il rimborso accise per tardività. La Cassazione rigetta il ricorso, ma chiarisce un punto fondamentale: la richiesta di rimborso accise è possibile solo dopo la cessazione del rapporto tributario. Prima di tale data, il credito va usato in compensazione. La richiesta era quindi inammissibile perché prematura, non perché tardiva.
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Forza maggiore fiscale: la crisi non è una scusa
Una società energetica, a causa di una crisi di liquidità dovuta a ritardi nei pagamenti da parte di enti pubblici, ometteva di versare le accise. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che tale situazione non costituisce forza maggiore fiscale. Secondo la Corte, la difficoltà finanziaria è un rischio d'impresa prevedibile e il contribuente ha l'onere di adottare tutte le misure idonee a prevenire l'inadempimento, non potendo invocare la crisi come scusante per evitare le sanzioni.
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Titolo uniforme estero: obbligo di allegazione
Una società di costruzioni ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria basata su un titolo uniforme estero per un debito IVA sorto in un altro Stato UE. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto di riscossione è nullo se non viene allegato il titolo esecutivo straniero, in quanto l'allegazione è essenziale per garantire la motivazione dell'atto e il diritto di difesa del contribuente.
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Accise gas naturale: quando si paga l’imposta?
Una società fornitrice di gas naturale ha contestato il momento impositivo per il versamento delle accise, sostenendo la rilevanza del consumo effettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in materia di accise gas naturale, il criterio determinante per l'esigibilità dell'imposta è quello della fatturazione al consumatore finale, come previsto dalla normativa di settore. La decisione chiarisce che il momento in cui l'imposta diventa dovuta è legato all'emissione della fattura e non alla fornitura materiale del gas.
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Incertezza normativa oggettiva: ICI e sanzioni
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento ICI per il 2009, contestando l'applicazione di sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, riconoscendo l'esistenza di una condizione di incertezza normativa oggettiva riguardo la determinazione della base imponibile per gli impianti idroelettrici. Tale incertezza ha escluso la colpevolezza del contribuente, portando all'annullamento delle sanzioni e degli interessi maturati prima della notifica della nuova rendita catastale.
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Azione revocatoria conferimento: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34647/2025, ha rigettato il ricorso di una società che si opponeva a un'azione revocatoria promossa da un creditore. Il caso riguardava un imprenditore che aveva conferito la propria azienda in una S.r.l., rendendo più difficile per il creditore recuperare il proprio credito. La Corte ha stabilito che l'azione revocatoria del conferimento è legittima, in quanto l'operazione, pur lecita, ha diminuito la garanzia patrimoniale del debitore sostituendo beni immobili con quote societarie di valore più incerto. È stato inoltre chiarito che, in questi casi, l'unica parte da citare in giudizio è la società beneficiaria del conferimento e che la pubblicazione della cessione del credito in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente della titolarità del diritto.
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Onere della prova accise gas: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34654/2025, ha chiarito un principio fondamentale in materia di accise sul gas naturale. In caso di discrepanza tra il gas acquistato e quello dichiarato per la vendita, sorge una presunzione di evasione. Di conseguenza, l'onere della prova accise spetta al contribuente, che deve dimostrare la destinazione del gas in surplus per evitare l'imposizione. La Corte ha inoltre stabilito che, in assenza di prove sulla destinazione d'uso, l'Amministrazione Finanziaria è legittimata ad applicare l'aliquota massima. La sentenza impugnata, che aveva invertito tale onere probatorio, è stata cassata con rinvio.
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Dimissioni per giusta causa: la Cassazione decide
Una lavoratrice si dimette invocando le dimissioni per giusta causa. Il Tribunale le riconosce il diritto all'indennità, ma la Corte d'Appello ribalta la decisione. La Corte di Cassazione interviene, dichiarando inammissibile il ricorso della lavoratrice per un errore formale nella sua presentazione e, al contempo, facendo chiarezza sui principi che regolano la compensazione delle spese legali quando una sentenza viene parzialmente modificata in appello.
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Cessione del credito: il rifiuto della P.A.
Un'istituzione finanziaria ha acquisito un credito vantato da una società di servizi energetici nei confronti di un Comune. Quest'ultimo ha rifiutato la cessione del credito, basandosi sulla normativa degli appalti pubblici che lo consente se il contratto originario è ancora in corso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il rifiuto tempestivo della Pubblica Amministrazione rende la cessione inefficace, e che la valutazione sullo stato del contratto è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità.
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