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Art. 360 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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16526 provvedimenti

Altri anni per Art. 360 Codice di Procedura Civile

Risarcimento Danno Volo: non basta la cancellazione
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia aerea per la cancellazione di un volo, chiedendo il rimborso del biglietto e un ulteriore risarcimento danno. I giudici hanno concesso solo il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso del passeggero perché non aveva adeguatamente provato né argomentato in appello la richiesta di danni aggiuntivi, rendendo la sua pretesa infondata.
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Titolarità del credito: no al trasferimento se c’è accordo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un accordo transattivo stipulato da una società di factoring per recuperare un credito non ne trasferisce automaticamente la titolarità. Di conseguenza, la società cedente originaria rimane obbligata al pagamento in caso di inadempimento del debitore. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che sosteneva la perdita della titolarità del credito da parte del factor, confermando la validità dell'azione di recupero.
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Revocazione per colpa: inammissibile se c’è negligenza
Una società di factoring ha richiesto la revocazione di una sentenza sfavorevole, sostenendo di aver scoperto tardivamente dei documenti decisivi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito. La Corte ha stabilito che la revocazione per colpa non è ammessa se la mancata conoscenza dei documenti è imputabile a una carenza di diligenza della parte istante, anziché a forza maggiore o a condotta della controparte. La società è stata inoltre sanzionata per lite temeraria.
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Sale and lease back: quando è nullo per patto commissorio?
Un'impresa contesta la validità di un'operazione di sale and lease back, sostenendo che mascheri un patto commissorio vietato dalla legge. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso, chiarendo che per dichiarare la nullità del contratto è necessario provare la presenza di specifici indici sintomatici, come un debito preesistente tra le parti e una sproporzione del prezzo. In assenza di tali prove, il contratto di sale and lease back è stato ritenuto valido e legittimo.
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Contratto autonomo di garanzia: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'erede di un garante in un caso relativo a un contratto autonomo di garanzia. L'appellante contestava l'interpretazione del contratto data dai giudici di merito, ma il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che per contestare l'interpretazione di un contratto in Cassazione, è necessario denunciare la violazione di specifiche norme di ermeneutica contrattuale, cosa non fatta nel caso di specie.
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Credito d’imposta: quando la rettifica è legittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34904/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo al recupero di un credito d'imposta non spettante. Se un contribuente riporta erroneamente in dichiarazione un credito scaduto ma non lo utilizza per compensare debiti, l'Agenzia delle Entrate può solo procedere a una rettifica formale. L'emissione di una cartella di pagamento per il recupero è legittima solo se il credito d'imposta è stato effettivamente e illegittimamente utilizzato, generando un debito verso l'erario.
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Bolletta acqua: obblighi del cliente e prescrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società idrica contro un cliente che aveva contestato una maxi bolletta acqua per consumi pluriennali. La Corte ha stabilito che l'autolettura del contatore è una facoltà e non un obbligo per l'utente, e che la responsabilità della lettura periodica è del gestore. Di conseguenza, il credito per i consumi risalenti a oltre cinque anni prima era prescritto e la pretesa di pagamento è stata annullata.
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Onere della prova bollette: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'onere della prova nelle bollette energetiche. Un'impresa commerciale aveva contestato una fattura di conguaglio, ma il suo ricorso è stato respinto. La Corte ha chiarito che i dati di consumo comunicati dal distributore godono di una presunzione di veridicità, superabile solo con contestazioni specifiche da parte dell'utente. Una contestazione generica non è sufficiente per invertire l'onere della prova a carico della società fornitrice.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per violazione del principio di autosufficienza. La parte ricorrente non ha descritto gli atti processuali chiave, impedendo alla Corte di valutare il caso di rilascio di terreni in comproprietà.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia energetica, confermando il suo obbligo di restituire le somme versate da un'azienda cliente a titolo di addizionale sulle accise sull'energia elettrica. La decisione si fonda sulla recente dichiarazione di incostituzionalità della norma impositiva, che ha reso il pagamento un indebito oggettivo. La Corte ha stabilito che, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, il presupposto per l'imposta è venuto meno retroattivamente, giustificando la richiesta di rimborso accise energia.
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Trasferimento illegittimo: il giudicato esterno decide
Una lavoratrice contesta il trasferimento da una sede all'altra, giustificato dall'azienda con ragioni organizzative. La Corte di Cassazione ha dichiarato il trasferimento illegittimo applicando il principio del "giudicato esterno": una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti, riguardante il licenziamento della dipendente, aveva già accertato l'illegittimità dello stesso trasferimento. Questa decisione è diventata vincolante, portando all'annullamento della sentenza d'appello e al rinvio del caso per una nuova valutazione basata su questo punto fermo.
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Sentenza a non iudice: nullità o inesistenza?
Un debitore si opponeva a un'esecuzione forzata sostenendo l'inesistenza della sentenza posta a base del precetto, in quanto emessa da un giudice onorario che aveva già cessato le sue funzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la cosiddetta 'sentenza a non iudice' non è giuridicamente inesistente, ma affetta da un vizio di nullità relativo alla costituzione del giudice. Tale nullità deve essere fatta valere attraverso i normali mezzi di impugnazione, come l'appello, e non può essere dedotta per la prima volta in sede di opposizione all'esecuzione.
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Utili extracontabili: presunzione per i soci indiretti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34888/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili di una società a ristretta base partecipativa si estende anche ai soci persone fisiche che la partecipano indirettamente, attraverso una catena di altre società. La Corte ha chiarito che gli schermi societari non neutralizzano l'efficacia della presunzione, la quale mira a colpire la reale capacità contributiva del beneficiario finale, superando la forma giuridica per arrivare alla sostanza economica.
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Prova testimoniale: quando il giudice la ritiene non valida
Una lavoratrice ha richiesto differenze retributive per ore di lavoro extra, basando la sua domanda su una prova testimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. La Corte ha stabilito che testimonianze generiche e poco circostanziate non sono sufficienti a dimostrare il diritto. Inoltre, ha ribadito che il prudente apprezzamento delle prove da parte del giudice di merito è insindacabile in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica o assente.
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Decadenza impugnazione somministrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34898/2025, ha stabilito che in caso di successione di contratti di somministrazione a termine, la decadenza dell'impugnazione va calcolata singolarmente per ciascun contratto. L'impugnazione dell'ultimo contratto non estende i suoi effetti ai precedenti, per i quali il termine decorre dalla rispettiva scadenza. Il caso riguardava una lavoratrice che, avendo impugnato solo l'ultimo di una serie di contratti, si è vista rigettare la domanda di accertamento dell'illegittimità dei rapporti precedenti per intervenuta decadenza. La Corte ha confermato la decisione, precisando che non esiste un unico rapporto continuativo fino all'accertamento giudiziale dell'illegittimità.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è nullo?
La Corte di Cassazione interviene sul tema del contraddittorio endoprocedimentale negli accertamenti fiscali 'a tavolino'. La sentenza chiarisce una distinzione fondamentale: per i tributi non armonizzati (es. imposte dirette), il contraddittorio preventivo non è obbligatorio in caso di verifiche d'ufficio. Per i tributi armonizzati come l'IVA, invece, è necessario, ma la sua violazione comporta l'annullamento dell'atto solo se il contribuente fornisce la 'prova di resistenza', dimostrando che l'esito sarebbe stato diverso.
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Notifica PEC casella piena: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Autorità Garante a causa di una notifica PEC casella piena. La Corte ha ribadito che la notifica non si perfeziona se il messaggio non viene consegnato per causa imputabile al destinatario, come una casella di posta piena. In tal caso, il notificante ha l'onere di riattivare tempestivamente il processo di notifica con altre modalità, pena la decadenza. La decisione si fonda su un recente orientamento delle Sezioni Unite, sottolineando l'importanza della corretta gestione delle comunicazioni legali telematiche.
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Cessione del credito: prova e legittimazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per canoni di leasing non pagati. Il ricorso del debitore e del fideiussore viene respinto, ma la Corte sottolinea un principio fondamentale sulla cessione del credito: il cessionario deve fornire prova documentale della propria titolarità, non essendo sufficiente la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per tale motivo, pur respingendo il ricorso principale, dichiara inammissibile il controricorso della banca cessionaria.
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Manipolazione Euribor: Cassazione attende la UE
In una causa relativa a un contratto di leasing, una società ha contestato la validità delle clausole sugli interessi basate sull'Euribor, denunciandone l'indeterminabilità a causa della nota manipolazione del tasso. Dopo due sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione è motivata dalla pendenza di una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, chiamata a chiarire le conseguenze della manipolazione Euribor sui contratti stipulati con i clienti finali.
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Decadenza somministrazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito le regole sulla decadenza nella somministrazione a termine. In caso di contratti successivi, l'impugnazione va fatta per ogni singolo contratto entro 60 giorni dalla sua cessazione. La contestazione dell'ultimo rapporto non estende i suoi effetti ai precedenti. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che aveva contestato tardivamente una serie di contratti, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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