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Art. 360 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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16526 provvedimenti

Altri anni per Art. 360 Codice di Procedura Civile

Rimborso IRPEF: il giudice del rinvio può decidere
Un contribuente richiede un rimborso IRPEF su una prestazione di un fondo pensione. Dopo un lungo iter processuale, la Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che il giudice del rinvio ha il potere di riesaminare il merito della causa, senza essere vincolato da un presunto giudicato interno sulla precedente acquiescenza dell'Agenzia delle Entrate.
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Risarcimento medici specializzandi e prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole su prescrizione e quantificazione del risarcimento per i medici che frequentarono le scuole di specializzazione prima del 1991 senza ricevere un'adeguata remunerazione. La Corte conferma che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999 e che l'importo del risarcimento deve essere calcolato sulla base della Legge n. 370/1999, non del successivo D.Lgs. n. 257/1991. La sentenza accoglie il ricorso dell'amministrazione statale sull'importo e rigetta quello di un medico sulla decorrenza della prescrizione.
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Agevolazione prima casa: la presunzione di residenza
Un Comune ha negato l'agevolazione prima casa a un contribuente a causa di dati anagrafici contrastanti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, stabilendo che la residenza anagrafica crea una forte presunzione di dimora abituale. Per negare il beneficio, l'ente deve fornire prove concrete che il contribuente non viva nell'immobile, cosa che in questo caso non è avvenuta. La Corte ha valorizzato le prove alternative fornite dal cittadino, come le bollette e le dichiarazioni di terzi, confermando il suo diritto all'esenzione IMU.
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Compensazione atecnica: quando si applica nel lavoro
Un lavoratore era stato condannato a restituire una somma ricevuta dal suo ex datore di lavoro in base a una sentenza successivamente riformata. La Corte di Cassazione ha stabilito il principio della compensazione atecnica, consentendo di bilanciare il debito del lavoratore con il suo controcredito per licenziamento illegittimo, anche se non ancora liquidato, poiché entrambe le pretese derivavano dallo stesso rapporto di lavoro. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato tale compensazione.
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Lavoro domenicale continuativo: come si calcola?
La Cassazione chiarisce il concetto di lavoro domenicale continuativo nel settore giornalistico. La sentenza stabilisce che il lavoro svolto abitualmente di domenica, anche se non ogni settimana, deve essere incluso nel calcolo degli istituti retributivi indiretti come tredicesima e ferie. Il caso riguardava un gruppo di giornalisti contro una nota emittente televisiva. La Corte ha respinto il ricorso delle società, confermando che la regolarità della prestazione è sufficiente a qualificarla come continuativa.
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Capitali esteri: la presunzione legale di evasione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33781/2025, ha respinto il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per capitali esteri non dichiarati detenuti a San Marino. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione legale secondo cui tali attività sono costituite con redditi evasi, ribadendo che l'onere di fornire la prova contraria spetta interamente al contribuente. Sono state inoltre respinte le eccezioni procedurali relative alla notifica dell'atto e alla delega di firma del funzionario.
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Compenso avvocato: quando la prestazione è gratuita?
Un avvocato ha richiesto il pagamento di compensi professionali a una ex cliente, con la quale aveva avuto una lunga relazione sentimentale. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, la gratuità della prestazione è stata correttamente presunta sulla base di plurimi elementi indiziari, tra cui la durata del rapporto personale e l'assenza di richieste di pagamento per anni. Questa ordinanza sottolinea come il compenso avvocato non sia dovuto se il cliente riesce a dimostrare, anche tramite presunzioni, l'esistenza di un accordo per una prestazione a titolo gratuito.
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Agevolazione prima casa: la residenza anagrafica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando il diritto di un contribuente all'agevolazione prima casa per l'IMU, nonostante un'imprecisione nei registri anagrafici. La Corte ha stabilito che la prova della dimora abituale e della residenza effettiva, dimostrata tramite certificati storici, utenze e altre prove documentali, può superare una mera inesattezza formale, soprattutto quando questa viene successivamente rettificata come chiarimento di una situazione preesistente.
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Clausola sociale: pensione non detraibile dal danno
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di mancata assunzione in violazione di una clausola sociale, la pensione di anzianità percepita dal lavoratore non può essere detratta dal risarcimento del danno. La sentenza chiarisce che il trattamento pensionistico non costituisce un 'aliunde perceptum' in quanto non deriva causalmente dall'inadempimento del datore di lavoro, ma da autonomi presupposti di legge. La Corte ha quindi accolto il ricorso del lavoratore su questo punto, dichiarando inammissibile quello dell'azienda.
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Contributo unificato esenzione: la Cassazione decide
Un cittadino ha impugnato una richiesta di pagamento del contributo unificato, sostenendo di avere diritto a un'esenzione per basso reddito. La Corte di giustizia tributaria ha ignorato questa specifica richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i giudici devono sempre valutare e decidere su una richiesta documentata di contributo unificato esenzione, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Clausola sociale: obbligo di assunzione anche senza appalto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola sociale, che impone l'assunzione del personale in caso di cambio di gestione di un servizio, si applica indipendentemente dalla forma giuridica dell'affidamento (appalto formale o affidamento diretto). La finalità della norma è tutelare la stabilità occupazionale. Pertanto, un lavoratore ha diritto all'assunzione presso l'impresa subentrante anche se il precedente affidamento era avvenuto tramite ordinanze e il suo nome non era nella lista del personale da trasferire.
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Rettifica rendita catastale: motivazione obbligatoria
Una società immobiliare si oppone a una rettifica della rendita catastale con cui l'Amministrazione Finanziaria aveva aumentato il numero di vani di un immobile. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'atto, stabilendo che in caso di rettifica rendita catastale basata sulla modifica dei vani, l'avviso di accertamento deve contenere una motivazione specifica e dettagliata, non essendo sufficiente la mera indicazione dei nuovi dati.
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Esenzione IMU prima casa: la prova della residenza
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto all'esenzione IMU prima casa per un contribuente, nonostante le incongruenze nei registri anagrafici del Comune. La Suprema Corte ha stabilito che la prova della residenza effettiva, fornita tramite certificati storici, utenze e dichiarazioni di terzi, può prevalere sui dati formali, ribadendo che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Compenso avvocato gratuito patrocinio: sì alle spese
Un avvocato, difensore di un cliente ammesso al gratuito patrocinio, ha contestato la liquidazione del suo onorario. Nel giudizio di opposizione, pur ottenendo un aumento del compenso, il Tribunale gli ha negato il rimborso delle spese legali per l'opposizione stessa, in quanto si era difeso personalmente. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'avvocato che si difende in proprio per tutelare il proprio compenso agisce per un diritto soggettivo autonomo. Pertanto, ha pieno diritto alla liquidazione delle spese legali a carico della parte soccombente, in questo caso l'Amministrazione della giustizia. La Corte ha ribadito che la difesa personale non altera la natura professionale dell'attività svolta.
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Compenso avvocato: sotto i minimi è illegittimo
Un avvocato, dopo aver ottenuto un aumento del suo compenso per un'attività svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato, ha impugnato la decisione perché il tribunale aveva liquidato le spese del procedimento di opposizione al di sotto dei minimi tariffari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il principio inderogabile secondo cui il compenso avvocato non può mai essere liquidato in misura inferiore ai parametri minimi previsti dalla legge, cassando la decisione e rideterminando l'importo corretto.
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Rimesse solutorie: il saldo va epurato prima
In una causa per la restituzione di addebiti bancari illegittimi, la Cassazione ha stabilito un principio cruciale per il calcolo della prescrizione. Per identificare correttamente le rimesse solutorie (i versamenti che ripagano un debito e sono soggetti a prescrizione), è obbligatorio prima ricalcolare il saldo del conto corrente, eliminando tutti gli addebiti illegittimi. Non è corretto basarsi sul saldo contabile fornito dalla banca. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo corretto principio.
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Compenso avvocato difesa personale: il diritto al rimborso
Un avvocato, dopo aver assistito un cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato, si oppone al decreto di liquidazione dei suoi onorari ritenuto troppo basso. Pur vincendo l'opposizione, il Tribunale gli nega il pagamento delle spese legali per questo specifico giudizio, poiché si era difeso da solo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che il compenso avvocato in difesa personale è sempre dovuto. Il diritto alla liquidazione delle spese legali non viene meno se il legale sceglie di difendersi in proprio, in quanto l'attività svolta mantiene la sua natura professionale.
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Decreto di liquidazione: non modificabile d’ufficio
Un avvocato si è visto ridurre il compenso da un secondo decreto del Tribunale, che correggeva un precedente decreto di liquidazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato, stabilendo un principio fondamentale: una volta emesso, il decreto di liquidazione è un atto giurisdizionale definitivo. Il giudice esaurisce il suo potere e non può modificarlo o revocarlo d'ufficio, non avendo poteri di autotutela tipici della pubblica amministrazione. La modifica è illegittima.
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Commissione Massimo Scoperto: Cassazione sulla CMS
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su due conti correnti, lamentando l'applicazione di interessi usurari a causa dell'inclusione della Commissione Massimo Scoperto (CMS) nel calcolo del tasso effettivo. Dopo la reiezione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato: la legge del 2009, che include la CMS nel calcolo del tasso soglia ai fini dell'usura, non ha efficacia retroattiva e non si applica ai rapporti sorti e conclusi prima della sua entrata in vigore.
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Rettifica rendita catastale: motivazione specifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato un avviso di accertamento per la rettifica della rendita catastale di un immobile. La Corte ha stabilito che non è sufficiente un generico riferimento allo scostamento tra valore di mercato e valore catastale nella microzona di riferimento. L'Amministrazione Finanziaria deve indicare specificamente gli elementi qualitativi dell'immobile che giustificano il nuovo classamento, per consentire al contribuente una difesa adeguata.
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