LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 20 di 30

595 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Motivazione sentenza: quando è inammissibile il ricorso
Un acquirente ha impugnato in Cassazione una sentenza che dichiarava nullo il suo acquisto immobiliare per simulazione assoluta, lamentando una carente motivazione da parte della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il vizio di "omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione" non è più un valido motivo di ricorso dopo la riforma del 2012, specialmente in presenza di una doppia decisione conforme nei gradi di merito.
Continua »
Identificazione persona offesa: la Cassazione decide
Una donna ha citato in giudizio due individui per calunnia e diffamazione, sostenendo di essere la "donna" non identificata menzionata nelle loro denunce penali. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando le decisioni dei tribunali inferiori. Il motivo principale è stata la mancata certa identificazione della persona offesa all'interno degli atti originali, un requisito essenziale sia per la configurazione del reato di calunnia che per quello di diffamazione.
Continua »
Domanda nuova inammissibile: limiti alla modifica
Una nuova proprietaria, dopo aver acquistato un immobile all'asta, fa causa a un vicino per danni a seguito del negato accesso a una via. Durante il processo, aggiunge una richiesta per accertare la proprietà di tale via. La Corte di Cassazione ha dichiarato questa domanda nuova inammissibile. La Suprema Corte ha confermato che non è possibile chiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità e che la domanda aggiuntiva è stata correttamente ritenuta inammissibile perché ampliava l'oggetto originario della causa.
Continua »
Giudicato interno: i limiti nel giudizio di rinvio
In un caso di presunta appropriazione indebita, la Cassazione ha respinto il ricorso dell'erede, chiarendo importanti principi processuali. La Corte ha stabilito che non si forma un giudicato interno su questioni decise con ordinanze istruttorie e che, nel giudizio di rinvio, il giudice ha piena libertà di valutazione dei fatti. È stato inoltre confermato il carattere discrezionale del potere del giudice di trarre argomenti di prova dalla mancata esibizione di documenti.
Continua »
Concorso di colpa: la provocazione non giustifica la violenza
La Corte di Cassazione ha escluso il concorso di colpa della vittima in un caso di aggressione fisica. Sebbene la lite fosse nata da una richiesta di denaro, la reazione violenta dell'aggressore è stata giudicata "assolutamente sproporzionata", rendendolo unico responsabile del danno. La Corte ha inoltre confermato la validità della liquidazione equitativa del danno morale, ritenendola adeguata alla gravità del fatto, indipendentemente dalla durata della prognosi medica.
Continua »
Crediti società fallita: quando il socio rinuncia
La Corte di Cassazione chiarisce che gli ex soci di una società fallita e poi cancellata non possono agire per recuperare i crediti sociali se non hanno preventivamente informato il curatore fallimentare della loro esistenza. Tale omissione, secondo la Corte, equivale a una rinuncia tacita al credito, impedendo una successiva azione legale. La sentenza analizza il principio successorio post-fallimento e la cruciale importanza della comunicazione al curatore per la tutela dei crediti della società fallita.
Continua »
Azione revocatoria: prova del consilium fraudis
Un creditore ottiene un'azione revocatoria contro la vendita di quote societarie tra un debitore e la sua ex-cognata. La Corte di Cassazione conferma la decisione, chiarendo che l'intento fraudolento (consilium fraudis) può essere provato tramite presunzioni semplici. La Corte sottolinea l'importanza di una valutazione globale e combinata di tutti gli indizi, come il legame familiare e il prezzo di vendita, criticando un'analisi 'atomistica' e isolata degli stessi.
Continua »
Fondo patrimoniale: limiti dell’impugnazione in Cassazione
Una coppia costituiva un fondo patrimoniale sull'unico immobile di proprietà dopo un'inadempienza su un mutuo. La società creditrice agiva in revocatoria ottenendo ragione in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della coppia, sottolineando che non è possibile utilizzare il giudizio di legittimità per un riesame del merito o delle prove. In particolare, ha chiarito che l'appello deve contestare specificamente tutte le 'rationes decidendi' della sentenza precedente e che la violazione dell'onere della prova sussiste solo se il giudice lo attribuisce alla parte sbagliata, non per una mera valutazione sgradita delle prove.
Continua »
Comunicazione preliminare: non impugnabile in Cassazione
Una contribuente ha impugnato una 'comunicazione preliminare all'avvio delle procedure esecutive' ricevuta dall'Agenzia delle Entrate Riscossione, relativa a una sanzione stradale già annullata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la comunicazione preliminare non è un atto autonomamente impugnabile. Secondo la Corte, tale atto è un mero avviso di un'azione futura e potenziale, privo di un effetto lesivo immediato e concreto che giustifichi un'azione legale, specialmente quando il contribuente era già a conoscenza della pretesa e l'aveva contestata.
Continua »
Risarcimento specializzandi: Cassazione e prescrizione
Un gruppo di medici specializzandi ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corresponsione di una remunerazione durante il loro percorso di specializzazione, in violazione delle direttive comunitarie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2957/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la prescrizione del diritto. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo cui il termine di prescrizione decennale per il risarcimento specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. La decisione si fonda anche su un vizio procedurale del ricorso.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per il mancato compenso durante la specializzazione a causa della tardiva attuazione delle direttive UE. La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione del diritto al risarcimento, stabilendo che il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza chiarisce anche i criteri per la maggiorazione del compenso dell'avvocato che difende una sola parte contro più avversari, respingendo il ricorso dei medici.
Continua »
Responsabilità da cose in custodia: quando è inammissibile
Una donna cade a causa di un gradino scheggiato e cita in giudizio l'ente proprietario dell'immobile. Dopo due sentenze sfavorevoli, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che non è sua competenza riesaminare le prove o i fatti già accertati dai giudici di merito. L'analisi si concentra sui limiti del ricorso per cassazione in materia di responsabilità da cose in custodia e sulla condotta del danneggiato.
Continua »
Noleggio a caldo: responsabilità per danni alla gru
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della responsabilità del conduttore in un contratto di "noleggio a caldo" di una gru. A seguito del danneggiamento del macchinario, causato da un errore dell'operatore fornito dalla stessa ditta locatrice, la Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, escludendo la responsabilità del conduttore. L'ordinanza stabilisce che la colpa dell'operatore del locatore costituisce prova sufficiente per liberare il conduttore dall'obbligo risarcitorio, ai sensi dell'art. 1588 c.c. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche per l'applicazione del principio della "doppia conforme", che impedisce un riesame dei fatti in sede di legittimità.
Continua »
Opposizione tardiva sfratto: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un inquilino contro un'ordinanza di sfratto. L'opposizione è stata giudicata tardiva perché proposta oltre i dieci giorni dalla notifica del preavviso di rilascio. La Corte ha ribadito che tale termine decorre dalla notifica del preavviso, che segna l'inizio dell'esecuzione, e che l'inquilino non ha fornito prova adeguata di non aver avuto conoscenza dell'intimazione per caso fortuito o forza maggiore. È stato inoltre sottolineato che non è possibile sollevare questioni nuove in sede di legittimità.
Continua »
Simulazione assoluta: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un acquirente contro una sentenza che aveva accertato la simulazione assoluta di una compravendita immobiliare. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito le valutazioni delle prove, come le presunzioni, effettuate dai giudici dei gradi inferiori, e ha respinto tutti i cinque motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali relativi alla produzione di nuovi documenti e al principio del giudice naturale.
Continua »
Diritto di critica: legittimo esposto contro il giudice
Un giudice ha citato in giudizio un avvocato e il legale rappresentante di una società per diffamazione, a seguito di un loro esposto che evidenziava anomalie in una sua sentenza, assimilabili a un 'copia-incolla' dagli atti di una delle parti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del magistrato, confermando che l'esposto rientrava nel legittimo esercizio del diritto di critica, poiché basato su fatti veri e formulato con un linguaggio appropriato.
Continua »
Ricorso in Cassazione: l’onere della prova del termine
Una compagnia aerea, dopo la condanna per smarrimento bagaglio e la successiva declaratoria di inammissibilità dell'appello, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione per verificare la tempestività del ricorso, non avendo la ricorrente provato la data di comunicazione dell'ordinanza di inammissibilità, un requisito fondamentale per la procedibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »
Ricorso per cassazione: oneri di deposito e termini
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia aerea per il ritardo nella consegna di un bagaglio. Dopo una condanna in primo grado e la dichiarazione di inammissibilità dell'appello, la compagnia ha adito la Corte di Cassazione. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha sospeso la decisione sul merito per acquisire d'ufficio il fascicolo d'appello, al fine di verificare la tempestività del ricorso per cassazione, non avendo la ricorrente fornito la prova della data di comunicazione dell'ordinanza di inammissibilità.
Continua »
Patto commissorio: nullità contratti collegati
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società finanziaria, confermando la nullità di un'operazione di compravendita e leasing. I giudici hanno stabilito che i contratti, sebbene formalmente distinti, costituivano un'unica operazione elusiva del divieto di patto commissorio, finalizzata a garantire un creditore con la proprietà di un bene del debitore in caso di inadempimento. Viene inoltre ribadita la limitata efficacia probatoria del giudicato endofallimentare in un giudizio ordinario.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un cliente, pur essendo stato assolto in un processo penale, ha citato in giudizio il proprio avvocato chiedendo un risarcimento per negligenza professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio fondamentale in materia di responsabilità professionale avvocato: non è sufficiente dimostrare l'errore del legale, ma è necessario provare che una diversa condotta avrebbe portato a un risultato più favorevole, dimostrando così il nesso causale e il danno subito come perdita di chance.
Continua »