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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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764 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Riesame del merito: ricorso in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4056/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una disputa su confini di proprietà. L'appello è stato respinto perché mirava a un riesame del merito dei fatti, criticando la perizia tecnica (CTU) e l'interpretazione di un atto notarile, attività preclusa al giudice di legittimità, soprattutto in presenza di una doppia decisione conforme dei tribunali di grado inferiore.
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Divisione e servitù: la Cassazione chiarisce
Una disputa immobiliare nasce dalla divisione di beni. Gli eredi ricorrenti contestano la costituzione di una servitù di passaggio su un'area comune, sostenendo che il giudice sia andato oltre le richieste. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che in un giudizio di divisione e servitù, il giudice può accertare la comunione e imporre un passaggio coattivo se la divisione stessa crea un fondo intercluso, rendendo necessario l'accesso alla via pubblica.
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Usucapione servitù di passaggio: prova e testimoni
Un caso di usucapione servitù di passaggio respinto dalla Corte di Cassazione. La decisione evidenzia come testimonianze contraddittorie e la mancata invocazione iniziale dell'accessione nel possesso impediscano di raggiungere la prova del possesso ultraventennale necessario per acquisire il diritto.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile relativo a una controversia sul pagamento di una rendita vitalizia. L'impugnazione è stata respinta per una serie di vizi procedurali, tra cui la presentazione di motivi nuovi, il tentativo di riesaminare i fatti già valutati nei gradi precedenti e la mancanza di specificità delle censure. La Corte ha sottolineato che non è possibile contestare per la prima volta in Cassazione questioni non sollevate in appello, confermando la decisione impugnata e condannando il ricorrente anche per lite temeraria.
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Inammissibilità ricorso servitù: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un proprietario che sosteneva l'estinzione di una servitù di passo per non uso. Il ricorso è stato respinto perché basato su una critica alla valutazione delle prove (CTU e testimonianze) effettuata dai giudici di merito, un'operazione non consentita in sede di legittimità. La decisione è stata rafforzata dal principio della "doppia conforme", essendo le sentenze di primo e secondo grado concordi, portando a sanzioni per lite temeraria contro il ricorrente. La chiave della decisione è stata l'inammissibilità del ricorso servitù.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia su confini e servitù di passaggio. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati. La Corte ribadisce che un precedente giudicato sulla determinazione dei confini preclude una nuova azione legale sullo stesso oggetto.
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Scrittura privata disconosciuta: Cassazione chiarisce
In una causa per il pagamento di un appalto, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla scrittura privata disconosciuta. Se una parte nega la propria firma su un documento, questo diventa processualmente inutilizzabile a meno che la controparte non avvii una specifica procedura di verificazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva invece valutato il contenuto del documento, ignorando il disconoscimento della firma.
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Denuncia vizi appalto: i termini decisivi per agire
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni committenti contro un'impresa appaltatrice. La controversia riguardava vizi e difformità in lavori edili. La Corte ha confermato la decisione d'appello, basata su due motivazioni autonome: la tardività della denuncia vizi appalto da parte dei committenti e la qualificazione delle opere come semplici modifiche concordate, non come difformità. Poiché i ricorrenti avevano contestato solo la prima motivazione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse, in quanto la seconda motivazione, non impugnata, era sufficiente a sorreggere la decisione.
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Inammissibilità appello: quando il giudice sbaglia i tempi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità dell'appello perché emessa tardivamente. Il caso riguardava una controversia commerciale con disconoscimento di documenti. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'impugnazione inammissibile dopo aver già iniziato la trattazione della causa, discutendo le richieste istruttorie delle parti. La Cassazione ha stabilito che questa decisione viola l'art. 348-ter c.p.c., che impone di decidere sull'inammissibilità prima di procedere alla fase istruttoria, sancendo la nullità dell'ordinanza per vizio procedurale.
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Accollo imposte preliminare: ICI esclusa dal rimborso
In una controversia nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di accollo imposte preliminare, se riferita genericamente alle "imposte sul reddito", non può includere l'ICI, in quanto quest'ultima è un'imposta di natura patrimoniale e non reddituale. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna anticipata del bene al promissario acquirente costituisce mera detenzione e non possesso utile ai fini dell'usucapione, respingendo la relativa domanda riconvenzionale.
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Mandato senza rappresentanza: prova per presunzioni
Un ex marito rivendica la proprietà di un immobile intestato all'ex moglie, sostenendo di averla acquistata tramite un mandato senza rappresentanza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3108/2024, ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che gli indizi forniti non erano sufficienti a costituire una prova presuntiva grave, precisa e concordante, soprattutto a causa della promiscuità economica tra i coniugi che impediva di ricostruire con certezza la provenienza dei fondi.
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Datio in solutum: validità del contratto e onere prova
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di 'datio in solutum' con cui due genitori avevano trasferito un immobile per estinguere un debito del proprio figlio. La Corte ha chiarito che tale operazione, che combina l'adempimento del terzo con la dazione in pagamento, ha una causa lecita e valida. Inoltre, in presenza di un riconoscimento del debito nell'atto notarile, spetta a chi contesta il contratto dimostrare l'inesistenza del debito originario. Il ricorso dei genitori è stato integralmente rigettato.
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Usucapione tra comproprietari: quando è valida?
Un fratello rivendica l'usucapione sulla quota di un immobile in comproprietà contro il fratello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei gradi inferiori, respingendo il ricorso degli eredi del fratello defunto. La decisione chiarisce la rigorosa prova richiesta per l'usucapione tra comproprietari, l'inammissibilità del ricorso in caso di "doppia conforme", e la legittimazione ad agire dell'erede che rinuncia a un legato in conto di legittima.
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Volume tecnico: la sopraelevazione che non viola le distanze
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per l'innalzamento del tetto, ritenendola una nuova costruzione che violava le distanze legali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che una modifica di modesta entità, funzionale a esigenze tecniche come coibentazione e consolidamento, e che non crea un vano abitabile, costituisce un mero volume tecnico irrilevante ai fini delle distanze tra edifici.
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Servitù di passaggio: quando non c’è il diritto?
Una proprietaria rivendicava una servitù di passaggio attraverso l'appartamento di una parente per accedere al proprio lastrico solare, basandosi su un precedente atto di divisione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che, per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente l'esistenza di un percorso, ma è necessario che le opere visibili (requisito dell'apparenza) dimostrino in modo inequivocabile la loro specifica funzione di servizio a favore del fondo dominante, circostanza non provata nel caso di specie.
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Giudicato successore titolo particolare: la Cassazione
In una complessa vicenda immobiliare, la Corte di Cassazione ha delineato i confini dell'efficacia di una sentenza definitiva (giudicato) nei confronti di chi acquista un diritto durante il processo. La Corte ha stabilito che per il giudicato successore a titolo particolare, l'efficacia è automatica per le azioni personali (come la restituzione), ma per le azioni reali (come la negazione di una servitù), è subordinata alla preventiva trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari. Poiché tale trascrizione mancava, la Corte ha annullato la decisione d'appello su questo specifico punto.
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Onere della prova nell’imputazione di pagamento
In una controversia commerciale tra due aziende agricole, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sull'onere della prova. Se un debitore dimostra di aver effettuato pagamenti sufficienti a coprire un debito, spetta al creditore, e non al debitore, provare che tali somme dovevano essere imputate a debiti diversi e preesistenti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente invertito tale onere probatorio.
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Indebito arricchimento: no se i lavori sono essenziali
Una società subappaltatrice ha citato in giudizio la proprietaria di un immobile per ottenere un'indennità per indebito arricchimento, sostenendo di aver eseguito lavori non pagati dopo il collaudo ufficiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che se le opere, anche se eseguite tardivamente, sono essenziali per la funzionalità del progetto originale e risultano già coperte economicamente dal contratto d'appalto principale, non sussiste alcun indebito arricchimento. La decisione ribadisce inoltre i limiti dell'impugnazione in caso di "doppia conforme".
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Distanze legali: usucapione e onere della prova
Una società immobiliare, citata in giudizio per aver violato le distanze legali nella costruzione di un edificio e di altre opere, ha perso la causa perché non è riuscita a provare di aver acquisito per usucapione il diritto a mantenere tali opere. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere di dimostrare con certezza la data di inizio del possesso ventennale necessario per l'usucapione grava interamente su chi invoca tale diritto. L'incertezza sulla data di completamento delle opere ha reso impossibile accogliere l'eccezione, portando alla condanna al risarcimento dei danni.
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Compenso straordinario amministratore: sì dalla Cassazione
Una condomina impugnava una delibera che riconosceva un compenso straordinario all'amministratore per attività extra svolte a favore del condominio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, per le delibere anteriori alla riforma del 2012, l'assemblea poteva legittimamente approvare tale compenso anche in un momento successivo allo svolgimento delle attività, rendendo così il credito esigibile. La Corte ha ritenuto irrilevante che il regolamento condominiale non prevedesse specificamente il compenso straordinario amministratore, in quanto l'assemblea è l'organo competente a ratificare le spese condominiali.
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