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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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802 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Commissariamento giudiziale: quando si può annullare?
Una società del settore energetico, sottoposta a commissariamento giudiziale per presunte truffe su contributi pubblici, ottiene l'annullamento della misura. Il Tribunale del riesame, con decisione confermata dalla Cassazione, ha ritenuto non più attuali le esigenze cautelari. Fattori decisivi sono stati il cambio totale del management, l'adozione di nuovi modelli organizzativi e la cessazione del rapporto contrattuale con l'ente erogatore, rendendo impossibile la reiterazione del reato.
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Confisca contrabbando doganale: reato permanente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per contrabbando doganale. Il punto chiave della decisione riguarda la natura di 'reato permanente' del contrabbando. La Corte ha stabilito che, anche se la condotta illecita è iniziata prima dell'entrata in vigore della norma che ha introdotto la confisca per equivalente per questo reato, si applica la legge vigente al momento della cessazione della permanenza del reato. Di conseguenza, la misura cautelare è stata ritenuta legittima.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gestore di un campeggio contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il provvedimento riguardava l'occupazione abusiva di un'area demaniale marittima. La Corte ha chiarito che il ricorso in cassazione per un sequestro preventivo è limitato alla sola violazione di legge e non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, ribadendo la correttezza della decisione del Tribunale che aveva ravvisato sia il 'fumus commissi delicti' sia il 'periculum in mora'.
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Sequestro preventivo: la motivazione non va frazionata
Un Tribunale annullava un sequestro preventivo per carenza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il Tribunale aveva errato nel non considerare l'intero contesto fraudolento descritto nel decreto di sequestro, che di per sé dimostrava il rischio di dispersione dei beni.
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Sequestro a terzi: legittimità e intestazione fittizia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su un immobile intestato a una persona, ma di fatto riconducibile al suo compagno, indagato per reati tributari. La sentenza chiarisce che, ai fini del sequestro a terzi, non rileva la titolarità formale del bene, ma la sua effettiva disponibilità da parte dell'indagato. Il ricorso della proprietaria formale è stato rigettato perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e perché il Tribunale aveva adeguatamente motivato la fittizietà dell'intestazione sulla base di elementi indiziari concreti.
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Occupazione abusiva demanio: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo a carico di un'attività di ristorazione per occupazione abusiva demanio. La sentenza chiarisce che l'annullamento di un'ordinanza di sgombero da parte del giudice amministrativo per vizi di competenza non fa venir meno il reato, che si configura con la semplice occupazione senza titolo valido. Il ricorso dell'imprenditore è stato dichiarato inammissibile.
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Sequestro preventivo a terzi: la prova della titolarità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una madre contro il sequestro preventivo di una somma di denaro cointestata con il figlio, indagato per gravi reati. La Corte ha confermato che, in caso di sequestro preventivo a terzi, spetta al terzo dimostrare non solo la titolarità del bene, ma anche la sua lecita provenienza, soprattutto in presenza di una sproporzione reddituale dell'indagato.
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Ricorso inammissibile: no a motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo di prodotti petroliferi. La decisione si fonda su due principi cardine: l'impossibilità di presentare motivi di impugnazione per la prima volta in Cassazione e la carenza di interesse dell'imputato, poiché i beni appartenevano alla società e non a lui personalmente. La sentenza ribadisce che il ricorso inammissibile è la conseguenza della violazione di precise regole procedurali.
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Sequestro preventivo: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una società alberghiera, terzi estranei al reato, avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che i terzi possono contestare solo la propria titolarità del bene e l'assenza di un loro contributo al reato, ma non possono sindacare nel merito la sussistenza degli indizi a carico dell'indagato principale o l'adeguatezza della motivazione del giudice, se non in caso di vizio radicale. È stata inoltre ribadita la distinzione tra sequestro preventivo 'impeditivo' e quello finalizzato alla confisca.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi non ammessi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un sequestro preventivo in un caso di frode fiscale su prodotti petroliferi. La decisione si fonda sul principio che non è possibile presentare in Cassazione motivi di ricorso che non erano stati sollevati nel precedente grado di giudizio (riesame), ribadendo il divieto di 'novum' nel processo di legittimità.
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Mancanza di motivazione: annullato sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un presunto abuso edilizio a causa di una totale mancanza di motivazione da parte del Tribunale del riesame. Il provvedimento non spiegava perché il permesso di costruire per un cambio di destinazione d'uso fosse ritenuto illegittimo, violando il principio per cui ogni limitazione della proprietà deve essere fondata su ragioni chiare e specifiche.
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Sequestro per equivalente: stop alla solidarietà
La Corte di Cassazione interviene sul tema del sequestro per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. In una vicenda di frode fiscale su prodotti petroliferi, la Suprema Corte ha stabilito che la misura cautelare non può essere disposta in solido per l'intero profitto nei confronti di un singolo concorrente, ma deve essere limitata alla quota di profitto da lui effettivamente percepita. Se la quota non è determinabile, il profitto totale va diviso in parti uguali. La sentenza annulla parzialmente l'ordinanza impugnata con rinvio per una nuova quantificazione.
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Sequestro probatorio: la Cassazione sulla motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro probatorio di una cospicua somma di denaro a carico di un soggetto indagato per spaccio di stupefacenti. Sebbene la Corte abbia ritenuto sussistente il 'fumus' del reato e il nesso di pertinenzialità tra il denaro e l'attività illecita, ha accolto il ricorso per la totale mancanza di motivazione riguardo alle specifiche esigenze probatorie che giustificassero il mantenimento del vincolo. La motivazione del tribunale, basata su future ed eventuali misure di confisca, è stata giudicata meramente apparente e non idonea a sostenere un sequestro a fini di prova.
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Sequestro preventivo: quando può essere reiterato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imprenditori del settore carburanti contro un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore superiore a 5 milioni di euro. La Corte ha stabilito che la reiterazione di un sequestro preventivo, precedentemente annullato per vizi formali come la carenza di motivazione sul 'periculum in mora', è legittima se basata su nuove prove e motivata adeguatamente. In questo caso, la vendita di immobili e la costituzione di trust da parte degli indagati sono stati considerati validi indici del pericolo di dispersione del patrimonio.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e il periculum
Un imprenditore contesta un sequestro preventivo per frode IVA, negando il 'periculum in mora'. La Cassazione conferma il sequestro, ritenendo sufficienti a provarlo sia l'entità del profitto illecito (€58.834,86) sia la condotta passata dell'indagato, e dichiara il ricorso inammissibile.
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Licenza scommesse: operare senza è reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo a carico del gestore di un punto scommesse che operava senza la necessaria autorizzazione. L'imprenditore si era difeso sostenendo che il diniego della licenza scommesse fosse dovuto a una mera irregolarità amministrativa (la mancanza di una marca da bollo). La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'esercizio di fatto dell'attività senza la prescritta licenza è sufficiente a integrare il reato, rendendo irrilevanti le ragioni procedurali che hanno impedito il rilascio del titolo autorizzativo.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo riguardante manufatti edilizi e animali. La sentenza chiarisce che, in sede di legittimità, non si può riesaminare il merito dei fatti, ma solo le violazioni di legge. Per il sequestro preventivo è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero la semplice apparenza del reato, e la motivazione del giudice del riesame è stata ritenuta adeguata e non meramente apparente.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per opere edilizie realizzate su un fondo agricolo in area protetta. Il sequestro è stato confermato perché le opere, sebbene apparentemente minori, erano funzionalmente collegate a interventi precedenti e determinavano un'illegittima modifica della destinazione d'uso del terreno. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione in materia cautelare è consentito solo per violazione di legge e non per una rivalutazione dei fatti.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo per abusi?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per abusi edilizi. Decisive le variazioni essenziali rispetto al progetto, come altezze maggiori e piani seminterrati realizzati fuori terra, che integrano il 'fumus commissi delicti'.
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Periculum in mora: sequestro legittimo anche con beni
Un imprenditore, accusato di reati tributari, si oppone a un sequestro preventivo sostenendo l'assenza del periculum in mora dato il suo ingente patrimonio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, affermando che il pericolo di dispersione dei beni può essere desunto dalla condotta sistematica e protratta del reato stesso, che manifesta un concreto rischio di occultamento delle garanzie patrimoniali prima della condanna definitiva.
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