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Art. 325 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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403 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Periculum in mora: coesistenza di due sequestri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il ricorrente sosteneva la mancanza del 'periculum in mora' dato che i beni erano già soggetti a un sequestro di prevenzione. La Corte ha stabilito che le due misure possono coesistere, avendo finalità diverse, e ha confermato la validità del sequestro preventivo, ritenendo la motivazione del Tribunale del riesame adeguata e non meramente apparente.
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Sequestro preventivo denaro: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo denaro di 1.500 euro, provento di spaccio. La motivazione sul 'periculum in mora' è stata ritenuta adeguata perché basata non solo sulla fungibilità del denaro, ma anche su elementi concreti come la non occasionalità dello spaccio e il rischio di reimpiego in attività illecite.
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Sequestro probatorio: quando è illegittimo? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro probatorio di una cava. Il sequestro era stato annullato perché ritenuto sproporzionato e con finalità meramente esplorativa, non strettamente legata alla prova dei reati ambientali contestati. La Corte ha confermato che la valutazione sulla finalità probatoria è di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione del provvedimento impugnato non è meramente apparente o illogica.
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Sottrazione fraudolenta: quando il reato non sussiste
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26095/2025, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di sottrazione fraudolenta. La decisione si fonda sul principio che, per configurare il reato, non basta compiere un atto fraudolento, ma è necessario che questo renda concretamente inefficace la riscossione del debito fiscale. Se il debitore possiede un patrimonio residuo ampiamente sufficiente a coprire il debito, come nel caso di specie un immobile di valore superiore, il Tribunale deve spiegare perché l'atto dispositivo costituisca comunque un pericolo per l'Erario. L'omessa valutazione di tale aspetto cruciale costituisce una violazione di legge.
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Superbonus ONLUS: No ai crediti senza lo status
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di crediti d'imposta relativi al Superbonus a una fondazione. L'ente, pur avendo la dicitura ONLUS nel nome, aveva perso tale qualifica giuridica anni prima della richiesta. Secondo la Corte, per accedere al beneficio fiscale specifico del Superbonus ONLUS, è indispensabile possedere formalmente lo status di ONLUS al momento della presentazione della domanda. La successiva iscrizione dell'ente al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) non ha alcun effetto sanante, poiché le due qualifiche non sono equiparabili ai fini della normativa in questione.
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Sequestro probatorio: limiti e copia forense
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro probatorio di dispositivi informatici, emessa nell'ambito di un'indagine per lottizzazione abusiva e corruzione. La sentenza ribadisce i principi fondamentali che regolano il sequestro di dati digitali: la creazione di una copia forense integrale è legittima solo come misura temporanea ('copia-mezzo') per consentire la selezione delle prove pertinenti. La Corte ha sottolineato che il Pubblico Ministero deve specificare i criteri di selezione e restituire i dati non rilevanti nel più breve tempo possibile, garantendo così il rispetto del principio di proporzionalità. Nel caso specifico, il sequestro è stato ritenuto giustificato dalla complessità delle indagini.
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Sequestro preventivo: limiti del riesame e fumus delicti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La sentenza sottolinea che il Tribunale del riesame ha il dovere di effettuare una valutazione concreta e approfondita del fumus commissi delicti, specialmente in casi complessi, senza che ciò costituisca un'indebita anticipazione del giudizio di merito. Viene quindi confermata la legittimità della decisione che ha annullato il sequestro per reati di truffa e autoriciclaggio, ritenendo l'analisi del riesame adeguata e non meramente apparente.
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Sequestro probatorio telefono: motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro probatorio di un telefono cellulare a seguito di un incidente stradale. La Corte ha stabilito che il decreto del Pubblico Ministero era nullo perché la motivazione era solo apparente, limitandosi a indicare la norma di legge e la necessità di un 'accertamento tecnico' senza specificare il collegamento tra il bene e il reato. È stato inoltre ribadito che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione radicalmente mancante o apparente, potendo solo specificare ragioni già genericamente indicate dal PM. Di conseguenza, il sequestro è stato annullato e il telefono restituito.
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Lottizzazione abusiva: anche in zone già urbanizzate
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un vasto complesso immobiliare, ritenendo configurabile il reato di lottizzazione abusiva nonostante l'intervento sorgesse in un'area già urbanizzata. La decisione si fonda sul rilevantissimo incremento di volumetria, pari a oltre cinque volte l'indice di fabbricabilità consentito, e sul cambio di destinazione d'uso. Secondo la Corte, un'opera di tale portata altera l'assetto del territorio e incide sulla potestà di programmazione urbanistica del Comune, integrando così il reato contestato.
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Sequestro conservativo: quando colpisce beni di terzi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro conservativo sui propri conti correnti. La Corte ha stabilito che la misura è legittima quando l'indagato, pur non essendo il titolare formale, ha la disponibilità effettiva dei beni e la società funge da mero "schermo giuridico" per proteggere il patrimonio personale dalle pretese dei creditori.
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Ricorso cassazione: limiti contro sequestro preventivo
Un imprenditore turistico presenta un ricorso per cassazione contro il sequestro preventivo di opere edilizie abusive. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può riesaminare i fatti (come la datazione delle opere o la valutazione del periculum in mora), ma solo verificare la violazione di legge o la motivazione assente/apparente del giudice precedente.
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Sequestro preventivo: conti esteri e rischio di fuga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo di oltre 550.000 euro per reati tributari. La Corte ha ritenuto che l'uso di conti correnti esteri e società straniere costituisse un valido indizio del rischio di dispersione del profitto illecito (periculum in mora), giustificando la misura cautelare, nonostante la presenza di un patrimonio immobiliare.
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Motivazione per relationem: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione autonoma, in quanto il Tribunale si era limitato a una motivazione per relationem, richiamando il provvedimento iniziale senza valutare le specifiche censure dell'indagato. Questo vizio, secondo la Corte, viola il diritto a un doppio grado di giurisdizione.
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Sequestro polizza TFM: quando è legittimo?
Una società ha contestato il sequestro preventivo di una polizza assicurativa destinata al Trattamento di Fine Mandato (TFM) del suo ex amministratore, indagato per reati fiscali. La società sosteneva che la polizza non fosse nella 'disponibilità' dell'indagato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il sequestro polizza TFM. Secondo i giudici, il diritto al credito è maturato e diventato 'disponibile' nel momento esatto in cui l'amministratore è cessato dalla carica, rendendo l'importo parte del suo patrimonio e quindi aggredibile, a prescindere dal mancato esercizio del diritto di revoca da parte della società.
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Sequestro preventivo per riciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro un'ordinanza di sequestro preventivo di somme di denaro per il reato di riciclaggio. I ricorrenti lamentavano la mancanza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che la necessità del sequestro preventivo è implicitamente ma chiaramente motivata dalla fungibilità del denaro e dall'attività professionale di trasferimento di liquidità all'estero (money transfer) svolta dagli indagati, ritenendola sufficiente a giustificare l'anticipazione della futura confisca.
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Sequestro preventivo ricettazione: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un sequestro preventivo ricettazione per una somma di circa 325.000 euro. L'indagato lamentava una motivazione carente sul reato presupposto. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito sul 'fumus commissi delicti' era logica e non meramente apparente, confermando la validità del sequestro e ribadendo che il ricorso in Cassazione è limitato alla sola violazione di legge.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di orologi e denaro, ritenuti provento di spaccio. La Corte ha respinto le censure relative a presunte violazioni dei termini di indagine, irregolarità procedurali nel sequestro e carenza di motivazione, confermando la validità del vincolo reale.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di truffa. La decisione sottolinea che l'appello a questa Corte contro tali misure è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la motivazione del giudice di merito, a meno che non sia radicalmente viziata. Il ricorso è stato ritenuto generico e volto a riesaminare il merito, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Sequestro impeditivo: quando non si revoca la misura
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro impeditivo di un'azienda metallurgica. La Corte ha stabilito che la successiva riduzione del profitto del reato non è un fatto nuovo idoneo a far venir meno il periculum, ovvero il rischio di reiterazione del reato, che giustifica il mantenimento del sequestro impeditivo sull'intero compendio aziendale.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti del ricorso
Un socio di un'azienda metallurgica impugna in Cassazione il sequestro preventivo delle sue quote sociali, disposto per reati di ricettazione e traffico illecito di rifiuti. Nonostante la successiva riduzione del profitto illecito contestato, la Corte dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che il sequestro preventivo non è legato solo al valore del profitto da confiscare, ma anche alla necessità di impedire la reiterazione del reato. Se il pericolo di nuove condotte illecite persiste, la misura cautelare rimane valida.
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