LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 325 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 8 di 21

403 provvedimenti

Altri anni per Art. 325 Codice di Procedura Penale

Riesame sequestro preventivo: onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una richiesta di riesame sequestro preventivo per mancata esecuzione. La Corte ha stabilito che non spetta al ricorrente l'onere di provare l'avvenuta esecuzione della misura, ma è sufficiente la sua allegazione. È compito dell'autorità giudiziaria procedente trasmettere gli atti e del Tribunale del Riesame verificare d'ufficio lo stato dell'esecuzione, a garanzia del diritto di difesa.
Continua »
Periculum in mora: quando il sequestro è illegittimo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per reati fiscali. La decisione si fonda sulla carente motivazione del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha stabilito che tale rischio non può essere presunto né dalla natura del reato contestato, né dalla semplice conoscenza del procedimento da parte degli indagati, ma deve essere provato con elementi specifici e attuali.
Continua »
Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che il denaro sul conto corrente aziendale, ritenuto profitto diretto del reato tributario, ha la priorità sulla confisca per equivalente dei beni degli amministratori. Pertanto, l'eventuale valore eccessivo dei beni sequestri per equivalente non giustifica lo sblocco del conto corrente oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta.
Continua »
Fumus ricettazione: quando il sequestro è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per una somma di 12.100 euro, ritenuta provento di reato. La Corte ha confermato che, per configurare il fumus ricettazione, non è necessaria la prova certa del reato presupposto, ma è sufficiente un quadro indiziario grave, preciso e concordante, basato su elementi come la provenienza del denaro, la mancanza di redditi leciti e il comportamento sospetto del soggetto, come l'occultamento della somma.
Continua »
Confisca per equivalente: no alla solidarietà tra coautori
Con la sentenza n. 14038/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. Accogliendo il ricorso di un indagato per truffa aggravata legata al 'superbonus', la Corte ha annullato un sequestro preventivo basato sul principio solidaristico. Le Sezioni Unite hanno chiarito che ogni concorrente risponde solo per la quota di profitto effettivamente conseguita, superando il precedente orientamento che permetteva di aggredire il patrimonio di un singolo coautore per l'intero importo illecito.
Continua »
Riesame sequestro preventivo: no appello senza esecuzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un provvedimento di riesame del sequestro preventivo. La decisione si fonda sul principio che l'impugnazione è possibile solo dopo l'effettiva esecuzione del sequestro, momento in cui sorge un interesse concreto e attuale alla restituzione dei beni. Il ricorrente non ha fornito prova dell'avvenuta esecuzione del sequestro sui conti correnti prima di presentare l'istanza, rendendo così la sua azione prematura e priva di fondamento giuridico.
Continua »
Concessioni demaniali: abusi edilizi e reati
Una società turistica ha impugnato un sequestro preventivo del proprio stabilimento balneare a causa di opere non autorizzate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale in materia di concessioni demaniali: le 'variazioni sostanziali' non autorizzate rispetto alla concessione originale non costituiscono il semplice reato istantaneo di 'innovazioni', ma integrano il più grave reato permanente di 'occupazione arbitraria' (art. 1161 cod. nav.). Questo perché tali modifiche radicali richiedono una nuova autorizzazione ('concessione suppletiva'), in assenza della quale l'occupazione è illegale e continua nel tempo, impedendo così l'estinzione del reato per prescrizione.
Continua »
Detenzione materiale pirotecnico: sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di materiale esplodente, chiarendo un principio fondamentale sulla detenzione materiale pirotecnico. La sentenza stabilisce che il possesso di un certificato di prevenzione incendi non esonera il titolare di un'attività commerciale dal rispettare le specifiche e generiche norme di cautela per lo stoccaggio, come la conservazione in imballi idonei e a distanza di sicurezza da altra merce. Le norme sono cumulative e non alternative.
Continua »
Sequestro Probatorio: non serve accusa formale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro probatorio per i reati di ricettazione e detenzione abusiva di armi. L'indagato lamentava la mancanza di un capo d'imputazione formale e una motivazione carente. La Corte ha stabilito che, nella fase delle indagini preliminari, per la validità del sequestro probatorio è sufficiente l'indicazione del titolo del reato e del nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e l'accertamento dei fatti, non essendo richiesta una contestazione formale e dettagliata.
Continua »
Impugnazione provvedimento inoppugnabile: la Cassazione
Un uomo ricorre in Cassazione contro la decisione di un tribunale che, nell'ambito di un procedimento penale, ha mantenuto il sequestro di un titolo di credito rinviando la decisione sulla proprietà al giudice civile. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che tale rinvio costituisce un'impugnazione di un provvedimento inoppugnabile, in quanto di natura interlocutoria e non decisoria, confermando un principio consolidato.
Continua »
Sequestro probatorio: legittimo per accertamenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio per il reato di discarica abusiva. La Corte chiarisce che il sequestro è legittimo se mira a compiere accertamenti tecnici, anche se la motivazione è sintetica. Viene inoltre ribadito che non si può sollevare per la prima volta in Cassazione la questione della proporzionalità della misura e che l'impugnazione è consentita solo a chi ha un diritto reale o personale sui beni.
Continua »
Sequestro preventivo: annullato per difetto di motivazione
Una società impugna un sequestro preventivo per reati tributari legati a bonus edilizi e fatture fittizie. La Corte di Cassazione, pur confermando la sussistenza degli indizi di reato ('fumus commissi delicti'), annulla l'ordinanza con rinvio. La ragione risiede nel vizio di motivazione del provvedimento originario riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del Riesame non può sanare una motivazione assente o ambigua sulla specifica esigenza cautelare richiesta dal pubblico ministero, ribadendo la necessità di rigore procedurale nelle misure cautelari reali.
Continua »
Trasporto illecito di rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un muratore contro il sequestro di un autocarro usato per il trasporto illecito di rifiuti edili non pericolosi. La Corte ha stabilito che i materiali derivanti da un'attività economica, anche se informale, sono rifiuti speciali e il loro trasporto senza autorizzazione costituisce reato. Inoltre, l'onere di provare che il materiale è destinato al riutilizzo spetta a chi lo trasporta. Il ricorso è stato respinto anche per carenza di interesse, poiché l'indagato non era il proprietario del veicolo.
Continua »
Riciclaggio tentato: sequestro senza reato presupposto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto indagato per riciclaggio tentato, a cui erano stati sequestrati quasi 28.000 euro in contanti e un orologio di valore. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro preventivo, non è necessaria l'individuazione specifica del reato presupposto, essendo sufficiente la presenza di gravi indizi (come le modalità del trasporto, l'assenza di redditi e il possesso di altri elementi sospetti) che facciano ragionevolmente presumere l'origine illecita dei beni.
Continua »
Piano di Recupero Scaduto: No a Nuove Costruzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un immobile. Il permesso di costruire era basato su un piano di recupero scaduto da oltre vent'anni, autorizzando una demolizione e ricostruzione con aumento di volume non prevista dal piano regolatore generale. La Suprema Corte ha confermato che un piano di recupero scaduto non può giustificare interventi in contrasto con la normativa urbanistica vigente.
Continua »
Piano di Recupero Scaduto: Permesso di Costruire Nullo
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un immobile costruito sulla base di un permesso illegittimo. Il titolo edilizio si fondava su un Piano di Recupero Scaduto da oltre vent'anni, le cui previsioni non consentivano più interventi di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria. L'impugnazione è stata dichiarata inammissibile perché le contestazioni riguardavano la valutazione di atti amministrativi, non una violazione di legge.
Continua »
Sequestro per equivalente: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un provvedimento di sequestro per equivalente. Il sequestro era stato eseguito sul conto corrente della società per un reato tributario commesso dal suo amministratore di fatto. La Corte ha confermato che, ai fini del sequestro, rileva la disponibilità effettiva e non la titolarità formale del bene, provata da numerosi indizi fattuali che dimostravano il controllo dell'indagato sulla società.
Continua »
Confisca per sproporzione: beni intestati a terzi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della figlia di un condannato per associazione mafiosa, confermando il sequestro preventivo dei suoi beni. La sentenza chiarisce che la confisca per sproporzione è applicabile anche ai beni fittiziamente intestati a un terzo, qualora l'accusa dimostri la sproporzione tra reddito e patrimonio del terzo, la sua consapevolezza dell'origine illecita dei fondi e la disponibilità dei beni in capo al condannato.
Continua »
Sequestro società schermo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo sui beni di una società considerata una "società schermo". Tale società era ritenuta una continuazione di un'altra entità, il cui legale rappresentante era indagato per reati tributari. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che, nell'ambito delle misure cautelari, il suo esame è limitato alle violazioni di legge e non alla coerenza logica della motivazione. Il principio chiave è la dimostrazione della continuità aziendale tra le due società, che le qualifica come un unico soggetto economico ai fini del sequestro.
Continua »
Confisca allargata: legittimo il sequestro sproporzionato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per associazione mafiosa contro il sequestro di 49.000 euro. La Corte ha ribadito che, in caso di confisca allargata, non è necessario provare il nesso diretto tra il bene e il reato, ma è sufficiente la sproporzione tra il patrimonio e il reddito dichiarato. L'onere di dimostrare la provenienza lecita dei beni ricade sull'interessato, che in questo caso non ha fornito prove sufficienti.
Continua »