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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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834 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Ricorso inammissibile: limiti e motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati di riciclaggio e autoriciclaggio. La Corte ha stabilito che il ricorso si basava su censure relative al merito e alla motivazione del provvedimento, motivi non consentiti in sede di legittimità per le misure cautelari reali. La sentenza ribadisce che il ricorso inammissibile è la conseguenza di un'impugnazione che non si limita a denunciare una violazione di legge, ma tenta di ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa alla Suprema Corte.
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Sequestro preventivo: limiti e impugnazione in Cassazione
Una società edile, accusata di frode per l'ottenimento di bonus fiscali, impugna un sequestro preventivo sostenendo una duplicazione illegittima del vincolo su crediti d'imposta e liquidità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge e non al merito. La Corte chiarisce che le questioni relative alle modalità esecutive del sequestro preventivo devono essere sollevate tramite incidente di esecuzione e non con il riesame o il ricorso per cassazione.
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Fumus commissi delicti: contanti e ricettazione
La Cassazione conferma il sequestro di circa 600.000 euro in contanti trovati in possesso di una donna con redditi minimi. La Corte ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti del reato di ricettazione con presupposto di evasione fiscale, basandosi su un quadro indiziario grave, preciso e concordante, nonostante l'assenza di una prova diretta sull'origine del denaro.
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Sequestro crediti Superbonus: legittimo verso terzi
Due istituti di credito hanno presentato ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo riguardante crediti fiscali derivanti dal "Superbonus 110%", acquisiti da un consorzio edile indagato per truffa e autoriciclaggio. I ricorrenti sostenevano di essere terzi in buona fede e che i crediti non fossero più rintracciabili una volta entrati nel loro cassetto fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo la piena legittimità del sequestro crediti Superbonus. La Corte ha chiarito che tali crediti costituiscono "cose pertinenti al reato" e che la loro cessione non ne sana l'origine illecita. Di conseguenza, possono essere sequestrati anche presso terzi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede, per impedire la continuazione degli effetti del reato.
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Persona estranea al reato: quando non si è in buona fede
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della moglie di un imputato contro il sequestro del proprio conto. Non è ritenuta una 'persona estranea al reato' perché, pur essendo intestataria del conto, questo era alimentato dai proventi illeciti del marito e lei ne traeva vantaggio, mancando quindi la buona fede.
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Sequestro preventivo: valido anche con reato incerto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo su somme di denaro. La Corte ha stabilito che, ai fini della misura cautelare, è sufficiente che il fatto storico possa essere inquadrato in una delle fattispecie di reato che consentono il sequestro (come furto o appropriazione indebita), anche se la qualificazione giuridica non è ancora definitiva. Il 'fumus commissi delicti' sussiste a prescindere dal 'nomen iuris' esatto. Inoltre, il 'periculum in mora' è stato ritenuto provato dalla sproporzione tra l'ingente somma, profitto del reato, e le capacità reddituali e patrimoniali dell'indagata.
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Periculum in mora: obbligo di motivazione nel sequestro
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari, ribadendo un principio fondamentale: il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, non può essere presunto dalla sola gravità del reato. La sentenza chiarisce che il giudice deve fornire una motivazione specifica e attuale, basata su elementi concreti che dimostrino il pericolo di depauperamento del patrimonio dell'indagato, anche in caso di confisca obbligatoria. La mancanza di tale valutazione rende il provvedimento illegittimo.
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Periculum in mora: Cassazione su motivazione sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro preventivo per totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Suprema Corte ha stabilito che, nel decreto di sequestro originario, esisteva un 'principio di motivazione' sufficiente a consentire al Tribunale del Riesame di integrare le ragioni del provvedimento, anziché annullarlo. Il caso è stato quindi rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Difesa dell’ente: nomina del difensore e appello
La Cassazione annulla un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello di due società contro un sequestro preventivo. Il caso riguarda la cruciale questione della nomina del difensore per la difesa dell'ente: se nominato dal legale rappresentante indagato, la nomina è illegittima. La Corte stabilisce che la mancata proposizione del riesame, dovuta all'assenza di un difensore legittimo, non preclude la possibilità di presentare appello per la revoca della misura. I ricorsi dei soci, invece, sono stati dichiarati inammissibili.
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Appello cautelare: la Cassazione chiarisce la via
Una società, terza estranea a un procedimento penale, si vede respingere l'istanza di restituzione di un'imbarcazione sottoposta a sequestro preventivo. Invece di adire il tribunale del riesame, propone ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte, applicando un principio consolidato, non decide nel merito ma riqualifica l'impugnazione come appello cautelare e trasmette gli atti al tribunale competente. La decisione sottolinea l'importanza di seguire il corretto iter procedurale per la tutela dei diritti sui beni in sequestro.
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Interesse ad impugnare: appello del PM inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad impugnare, poiché il PM aveva contestato solo il 'fumus commissi delicti' (la sussistenza del reato), omettendo completamente di argomentare sul 'periculum in mora' (il pericolo di dispersione dei beni). Secondo la Corte, per ottenere un risultato pratico, l'impugnazione deve affrontare entrambi i requisiti necessari per la misura cautelare, altrimenti risulta priva di un'utilità concreta.
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Sequestro preventivo: motivazione essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di 5.000 euro a carico di un soggetto che aveva ricevuto la somma dal padre, indagato per truffa sui bonus edilizi. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte dei giudici di merito riguardo sia la consapevolezza del figlio sull'origine illecita del denaro (fumus delicti), sia il concreto pericolo che la somma venisse dispersa (periculum in mora), ribadendo che il rapporto di parentela da solo non può giustificare una misura così incisiva.
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Sequestro preventivo periculum: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo superiore a 600.000 euro. La sentenza chiarisce che, in tema di sequestro preventivo periculum, il pericolo di dispersione dei beni può essere desunto da un meccanismo sistematico di svuotamento patrimoniale delle società. Viene inoltre specificato che la sproporzione della misura non si contesta in Cassazione, ma con un'istanza di riduzione.
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Estorsione con metodo mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per estorsione con metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile. La Corte ha ritenuto che i ricorsi mirassero a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Ha invece accolto il ricorso delle parti civili, annullando la sentenza limitatamente alla liquidazione delle spese legali, giudicata immotivata dalla Corte d'Appello, e rinviando la questione al giudice civile competente.
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Ricorso per abnormità: atto di P.G. è inammissibile
Una società ha impugnato direttamente in Cassazione un verbale di sequestro redatto dalla polizia giudiziaria, sostenendone l'abnormità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per abnormità inammissibile, chiarendo che tale rimedio eccezionale è esperibile solo contro provvedimenti dell'autorità giudiziaria (giudice o P.M.) e non contro atti della polizia giudiziaria. La sentenza sottolinea che esistono rimedi specifici, come l'istanza di revoca al P.M., per contestare tali atti.
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Sequestro per truffa: basta il fumus commissi delicti
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro per truffa a carico di una società fornitrice di mascherine a un'azienda ospedaliera. Nonostante test contraddittori sulla conformità dei prodotti, la Corte ha ritenuto sufficiente il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) per giustificare la misura cautelare, data la pericolosità dei dispositivi e l'impossibilità di garantirne la sicurezza complessiva.
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Confisca sproporzione: annullata per vizio di forma
Un soggetto, condannato per associazione mafiosa, subisce la confisca di un immobile per sproporzione tra il valore del bene e il reddito dichiarato. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento perché il giudice di merito non ha valutato un aspetto cruciale sollevato dalla difesa: la mancanza di una correlazione temporale tra l'acquisto dell'immobile, avvenuto nel 2003, e i fatti delittuosi contestati, risalenti al 2008. La sentenza ribadisce che per la confisca sproporzione è necessaria una ragionevole vicinanza temporale tra l'arricchimento e la manifestazione della pericolosità sociale.
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Motivazione rafforzata: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per mancanza di motivazione rafforzata. Il caso riguardava un'associazione a delinquere dedita al riciclaggio tramite una rete di società. La Corte d'Appello aveva ribaltato l'assoluzione di un'imputata senza fornire una giustificazione sufficientemente solida per superare la valutazione del primo giudice. La Suprema Corte ha ribadito che, per condannare un imputato assolto in primo grado, il giudice d'appello deve dimostrare in modo più stringente e persuasivo la colpevolezza, non limitandosi a una diversa lettura delle prove. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Ricettazione denaro: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18420/2024, ha rigettato il ricorso di due soggetti contro il sequestro di ingenti somme di denaro. La Corte ha stabilito che per configurare la ricettazione denaro non è necessario l'accertamento giudiziale del reato presupposto, potendo la provenienza illecita essere desunta da prove logiche come l'incapacità di fornire giustificazioni plausibili, la cospicua quantità di contante e la presenza di una macchinetta contasoldi. Anche un'eventuale perquisizione illegittima non invalida il sequestro di beni che costituiscono corpo del reato.
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Trasferimento fraudolento di valori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il sequestro riguardava una società e il suo principale bene, un opificio industriale, ritenuti fittiziamente intestati per eludere misure di prevenzione patrimoniale. La Corte ha confermato che per il reato di trasferimento fraudolento di valori è sufficiente l'astratta configurabilità del reato (fumus commissi delicti) e il fondato timore dell'avvio di un procedimento di prevenzione, senza che questo debba essere già iniziato.
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