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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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834 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Conversione sequestro: la Cassazione corregge il Tribunale
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'appello del Pubblico Ministero contro il rigetto di una richiesta di conversione sequestro. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di conversione da sequestro probatorio a preventivo include implicitamente la richiesta di emissione di un nuovo decreto di sequestro, correggendo l'errore del giudice di merito che aveva preteso una richiesta formale esplicita e separata.
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Legittimazione a impugnare il sequestro: chi può farlo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per difetto di legittimazione a impugnare. L'indagato, accusato di essere il proprietario di fatto di una società ma formalmente estraneo ad essa, non può contestare il provvedimento se nega la titolarità dei beni, poiché manca un interesse giuridicamente tutelato alla loro restituzione.
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Sequestro per equivalente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un provvedimento di sequestro per equivalente per reati fiscali. La sentenza chiarisce che un errore materiale nell'indicazione del capo d'imputazione non invalida il sequestro, se la somma corrisponde al profitto del reato effettivamente contestato. Inoltre, ha ribadito che il sequestro per equivalente può colpire tutti i beni nella disponibilità di fatto dell'indagato, anche se formalmente intestati a terzi, come un coniuge.
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Carico urbanistico: sequestro anche se usi la casa poco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il sequestro preventivo di un immobile abusivo. Il ricorrente sosteneva che l'uso solo estivo dell'edificio escludesse il pericolo di aggravamento del reato. La Corte ha invece confermato che il 'carico urbanistico', ovvero l'impatto su traffico, scarichi e ambiente, sussiste anche con un utilizzo saltuario, giustificando pienamente la misura cautelare per proteggere il territorio.
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Sequestro preventivo: prova indiziaria e ricettazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo di una cospicua somma di denaro, sospettata di essere provento di ricettazione. La sentenza stabilisce che, per giustificare la misura, è sufficiente la presenza di gravi indizi che rendano plausibile l'origine illecita dei beni, anche senza l'individuazione specifica del reato presupposto. Elementi come l'occultamento del denaro e precedenti penali specifici dell'indagato sono stati ritenuti decisivi.
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Sequestro preventivo superbonus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo superbonus, rigettando i ricorsi di alcuni imputati accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. La sentenza conferma l'impossibilità di detrarre i costi dal profitto illecito quando l'intera operazione è viziata e chiarisce i principi sulla responsabilità solidale nel sequestro per equivalente, affermando che la misura può gravare su un singolo coimputato per l'intero importo se le singole quote di profitto non sono distinguibili.
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Profitto del reato: Cassazione sul doppio sequestro
Un imprenditore, accusato di aver sottratto beni societari per evadere il fisco e di averli poi reinvestiti (autoriciclaggio), si è visto ridurre un sequestro sui suoi beni. La Procura ha impugnato la decisione, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che il profitto del reato di sottrazione fraudolenta è il valore dei beni sottratti, non l'intero debito fiscale. Soprattutto, ha affermato un principio fondamentale: non si può sequestrare due volte la stessa somma, prima come profitto del reato fiscale e poi come profitto dell'autoriciclaggio, evitando un'illegittima duplicazione del vincolo cautelare.
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Fumus commissi delicti e truffa nel preliminare
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di 30.000 euro per il reato di truffa. Un procuratore speciale, stipulando un contratto preliminare di vendita, aveva falsamente attestato la proprietà del bene in capo al suo mandante, incassando una caparra. La Corte ha ritenuto che la dichiarazione mendace e l'incasso della somma costituissero sufficienti elementi per configurare il 'fumus commissi delicti', giustificando la misura cautelare reale senza la necessità di prove complete come per le misure personali.
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Sequestro preventivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per il reato di ricettazione. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché il tribunale del riesame aveva correttamente individuato il reato presupposto (truffa) e motivato adeguatamente le esigenze cautelari, ovvero il rischio che la disponibilità del denaro potesse aggravare le conseguenze del reato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Riciclaggio tentato: sequestro senza reato presupposto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto indagato per riciclaggio tentato, a cui erano stati sequestrati quasi 28.000 euro in contanti e un orologio di valore. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro preventivo, non è necessaria l'individuazione specifica del reato presupposto, essendo sufficiente la presenza di gravi indizi (come le modalità del trasporto, l'assenza di redditi e il possesso di altri elementi sospetti) che facciano ragionevolmente presumere l'origine illecita dei beni.
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Sequestro preventivo: legittimo sulle quote sociali
Il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro preventivo di quote sociali oggetto di un presunto trasferimento fraudolento. L'indagato, per sottrarsi a debiti tributari, aveva ceduto le sue quote a un familiare. I giudici hanno stabilito che il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, colpisce il profitto del reato (il valore delle quote) e non l'azienda, che resta operativa. La misura è stata ritenuta legittima in presenza di gravi indizi di colpevolezza e del pericolo che l'indagato disperda i suoi beni.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo e perché
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di 12.000 euro, ritenendo il ricorso inammissibile. La decisione si fonda non solo sul ritrovamento di denaro occultato e sullo stato di disoccupazione dell'indagato, ma su elementi aggiuntivi come la presenza di attrezzi da scasso e preziosi, che insieme creano un quadro indiziario sufficiente a supportare l'ipotesi di ricettazione e a rendere inefficace la giustificazione non provata dell'indagato.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di 12.000 euro, ritenuti provento di ricettazione. La decisione non si è basata solo sul denaro occultato e sullo stato di disoccupazione dell'indagata, ma su un quadro indiziario complessivo, che includeva il rinvenimento di strumenti da scasso e numerosi preziosi. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché la motivazione del tribunale è stata ritenuta logica e coerente, non attaccabile in sede di legittimità.
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Procura speciale: inammissibile ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato, figlio dell'imputato in un altro procedimento, che chiedeva il dissequestro di beni. La decisione si fonda sulla mancanza di una procura speciale conferita al difensore, requisito essenziale per impugnare provvedimenti in sede di esecuzione. Il mandato generico non è stato ritenuto sufficiente, comportando la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Reato presupposto: annullato sequestro per ricettazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo per il reato di ricettazione, stabilendo che per la sussistenza del *fumus commissi delicti* è indispensabile individuare la tipologia del **reato presupposto**. La motivazione del provvedimento, basata su mere congetture come il possesso di denaro in piccoli tagli o la frequentazione di un pregiudicato, è stata ritenuta apparente e insufficiente a giustificare la misura cautelare reale.
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Procura speciale: ricorso inammissibile del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dal difensore di un terzo interessato avverso un provvedimento di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale insanabile: l'assenza di una procura speciale, requisito essenziale previsto dall'art. 100 cod. proc. pen. per i soggetti che, pur non essendo parti del procedimento penale, vantano un interesse di natura civilistica.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una società. Il provvedimento era stato emesso nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere e intestazione fittizia. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la sussistenza del 'fumus commissi delicti' e il nesso di pertinenzialità tra la società e i reati contestati.
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Sequestro preventivo terzo: limiti e poteri del riesame
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo di rami d'azienda nell'ambito di un'indagine per autoriciclaggio. Una società terza, acquirente dei beni, ha impugnato il sequestro sostenendo la propria buona fede ed estraneità ai fatti. La Corte ha chiarito i poteri del Tribunale del riesame in sede di appello cautelare e i limiti entro cui il terzo può contestare i presupposti della misura. Pur rigettando gran parte dei motivi, ha annullato l'ordinanza per un vizio di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero sulla reale necessità attuale del sequestro, rinviando la questione a un nuovo esame.
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Sequestro per riciclaggio: la fungibilità del denaro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro per riciclaggio di 140.000 euro. La sentenza ribadisce che, data la fungibilità del denaro, non è necessario provare che le somme sequestrate siano materialmente le stesse provenienti dal reato. È sufficiente che il patrimonio dell'indagato si sia accresciuto illecitamente. Il ricorso in Cassazione non può inoltre riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge.
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Competenza territoriale riciclaggio: il caso di Livorno
Un uomo viene fermato con un'ingente somma di denaro, sospettata di provenire da reati fiscali della moglie. La Cassazione interviene sulla competenza territoriale riciclaggio, stabilendo che il foro competente è quello dove è iniziata l'attività di occultamento (Cagliari) e non dove è avvenuto il sequestro (Livorno), pur confermando la legittimità del sequestro stesso.
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