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Art. 316-ter Codice Penale

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377 provvedimenti

Omissioni Reddito Cittadinanza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino per le omissioni nella domanda del Reddito di Cittadinanza. Il ricorrente non aveva dichiarato una precedente condanna per un reato ostativo. La difesa ha sostenuto l'abrogazione della norma, l'errore scusabile dovuto alla modulistica ufficiale e una diversa qualificazione giuridica del reato. La Corte ha rigettato tutti i motivi, specificando che l'abrogazione non è retroattiva per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023 e che la modulistica ha un valore solo esemplificativo, non potendo limitare gli obblighi di legge. L'ignoranza della legge penale non è stata considerata scusabile.
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Periculum in Mora: Sequestro e Volatilità del Denaro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 113.000 euro, stabilendo un principio fondamentale sul periculum in mora. La sentenza chiarisce che la sola "naturale volatilità del denaro" non è sufficiente a giustificare la misura cautelare. È necessaria una valutazione concreta del rischio di dispersione, che tenga conto della solidità patrimoniale e del comportamento dell'indagato. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Truffa aggravata: la Cassazione chiarisce la pena
Un imprenditore agricolo è stato condannato per truffa aggravata ai danni dell'Unione Europea per aver ottenuto fondi tramite documentazione falsa. La Corte di Cassazione ha confermato la sua colpevolezza, distinguendo il reato dalla più lieve indebita percezione. Tuttavia, ha annullato la sentenza riguardo la pena, specificando che la truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) non è un reato autonomo ma una circostanza aggravante, imponendo così un ricalcolo della sanzione.
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Competenza territoriale crediti fiscali: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41572/2025, ha chiarito la questione della competenza territoriale nel reato di indebita percezione di crediti d'imposta (Superbonus). La Corte ha stabilito che la competenza non si radica nel luogo di residenza del cedente, ma nel luogo in cui la società cessionaria ha la propria sede fiscale e accetta il credito sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate, utilizzandolo in compensazione. Questo atto rende la cessione efficace nei confronti dell'erario e consuma il reato.
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Indebita percezione erogazioni: la confisca è lecita
Un imprenditore agricolo è stato condannato per indebita percezione di erogazioni pubbliche dopo aver falsamente dichiarato un numero di capi di bestiame superiore al reale per ottenere maggiori fondi UE. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e la confisca della somma illecitamente ottenuta, stabilendo che il potere del giudice penale non è escluso dalle procedure di recupero amministrative. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Reddito di cittadinanza: la Cassazione chiarisce reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa comunicazione di informazioni rilevanti, come la condanna di un familiare, per ottenere o mantenere il reddito di cittadinanza, non integra il reato di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.), bensì la fattispecie specifica e autonoma prevista dall'art. 7, comma 2, del D.L. n. 4/2019. La Corte ha riqualificato il fatto, annullando la sentenza impugnata limitatamente alla pena e rinviando per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio.
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Reddito di cittadinanza: condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il reddito di cittadinanza. Nonostante la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, l'imputata non lo possedeva comunque. L'errore sulla legge penale e l'uso di un intermediario non escludono la responsabilità.
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Reddito di cittadinanza e vincite: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per aver ottenuto il reddito di cittadinanza senza dichiarare ingenti vincite da scommesse. La sentenza stabilisce che, per valutare la gravità del reato, si deve considerare l'importo totale indebitamente percepito e non le singole rate mensili, escludendo così l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Truffa aggravata con garanzia pubblica: la condanna
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28548/2024, ha confermato le condanne per riciclaggio e truffa aggravata con garanzia pubblica. Si chiarisce che ottenere un finanziamento bancario tramite artifici, se assistito da garanzia statale, integra la truffa aggravata. Viene inoltre ribadita la responsabilità per riciclaggio di chi acquista un immobile con denaro illecito per conto terzi, anche in presenza di giustificazioni apparenti.
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Reddito di cittadinanza: omessa info non è reato
Un cittadino era stato condannato per non aver dichiarato lo stato di detenzione domiciliare nella domanda per il Reddito di Cittadinanza. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che la detenzione domiciliare per un reato non incluso nell'elenco di quelli ostativi previsti dalla legge (nel caso specifico, un reato in materia di armi) è un'informazione irrilevante ai fini della concessione del beneficio. Di conseguenza, la sua omissione non costituisce reato.
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Nuovi elementi probatori: quando sono ammissibili?
La Cassazione ha chiarito che nel giudizio di appello cautelare è legittima la produzione di nuovi elementi probatori, purché riguardino lo stesso fatto e sia garantito il contraddittorio. La Corte ha rigettato il ricorso di tre indagati per truffa aggravata, confermando la misura cautelare basata su una consulenza tecnica prodotta in appello dal PM che dimostrava la non corrispondenza dei beni acquistati con le fatture presentate per ottenere fondi pubblici.
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Indebita percezione: quando il risparmio è reato
La Corte di Cassazione chiarisce che una falsa dichiarazione di reddito per ottenere un'esenzione dal contributo unificato non configura il reato di falso ideologico, ma quello di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Se l'importo risparmiato, pari a 43 euro nel caso di specie, è inferiore alla soglia di punibilità di 3.999,96 euro, il fatto non costituisce reato ma solo un illecito amministrativo. La sentenza viene quindi annullata senza rinvio.
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Ricorso inammissibile: quando è meramente reiterativo
Un imprenditore, condannato per reati fiscali e indebita percezione di sostegno al reddito, presenta ricorso in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, in quanto le argomentazioni difensive erano una mera ripetizione di quelle già respinte dalla Corte d'Appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. La decisione conferma la condanna e le sanzioni pecuniarie.
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Truffa bonus edilizi: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per due soggetti accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il caso riguarda la creazione di crediti d'imposta fittizi, tramite il meccanismo del 'bonus facciate', per lavori edili mai realizzati. La Corte ha stabilito che la presentazione di false fatture integra il reato di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) e non la meno grave fattispecie di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.), poiché tale condotta induce in errore l'amministrazione pubblica. Il reato si perfeziona con la prima cessione del credito fittizio, che determina sia il profitto ingiusto per i truffatori sia il danno per l'erario o per il terzo acquirente del credito.
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Confisca di prevenzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di confisca di prevenzione nei confronti di un imprenditore ritenuto socialmente pericoloso per una serie di reati fiscali. La decisione sottolinea che i beni, sebbene intestati a terzi come l'ex coniuge e il fratello, erano nella sua piena disponibilità. I ricorsi dei terzi sono stati respinti, consolidando i principi sull'interposizione fittizia e sulla valutazione della pericolosità sociale anche in presenza di pene sospese. La sentenza è rilevante per definire i limiti e le condizioni di applicazione della confisca di prevenzione.
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Truffa aggravata pensione: quando il prelievo è reato
Un uomo anziano, condannato per truffa aggravata pensione per aver continuato a prelevare la pensione di una persona deceduta con cui conviveva, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'uso continuato della carta di prelievo costituisce un comportamento attivo fraudolento (artifizi e raggiri) e non una mera omissione. Questa condotta, finalizzata a ingannare l'ente pubblico, integra il reato di truffa e non altre fattispecie meno gravi.
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Misure Cautelari: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro l'ordinanza di arresti domiciliari. La decisione si fonda sul principio che i motivi di ricorso non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione se non sono stati precedentemente discussi dinanzi al Tribunale del riesame. La sentenza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità in materia di Misure Cautelari, confermando che il pericolo di reiterazione può essere desunto anche da condotte passate se inserite in un sistema criminale strutturato.
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Potere probatorio del giudice e giudizio abbreviato
Un imprenditore, condannato per somministrazione illecita di manodopera, ha presentato ricorso in Cassazione contestando il potere probatorio del giudice nel rito abbreviato. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il giudice può integrare d'ufficio le prove se assolutamente necessario, anche in questo rito speciale. La sentenza ha inoltre ribadito i criteri per la concessione delle attenuanti generiche e per il riconoscimento del reato continuato.
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Estorsione datore di lavoro: Cassazione e onere prova
Un legale rappresentante di una società, in crisi aziendale, è stato accusato di estorsione per aver costretto i dipendenti, con la minaccia di licenziamento, a firmare un accordo di solidarietà pur continuando a lavorare a tempo pieno. Dopo un complesso iter giudiziario che ha visto una condanna, un annullamento con rinvio e una successiva assoluzione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione delle prove, se non manifestamente illogica, spetta ai giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova interpretazione in sede di legittimità, delineando così i confini probatori del reato di estorsione del datore di lavoro.
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Fondi UE e truffa aggravata: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Avevano ottenuto fondi agricoli europei dichiarando falsamente di avere la disponibilità di un terreno. La Corte ha confermato la qualificazione del reato come truffa aggravata (art. 640-bis c.p.), distinguendolo dalla più lieve indebita percezione (art. 316-ter c.p.), poiché la falsa attestazione aveva indotto in errore l'ente erogatore attraverso un sistema di controllo, seppur automatizzato. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della natura continuata e insidiosa della condotta.
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