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Art. 3 Costituzione — Sezione Quinta Civile

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1348 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Addizionale IRES: Legittima per la Cassazione
Una società di gestione del risparmio ha contestato la legittimità costituzionale dell'addizionale IRES dell'8,5%, introdotta nel 2013 per il settore finanziario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del tributo. La Corte ha stabilito che l'imposta, sebbene straordinaria e temporanea, non era arbitraria, in quanto inserita in un contesto di interventi compensativi e finalizzata a finanziare l'abolizione della seconda rata IMU. La decisione si allinea a precedenti pronunce della Corte Costituzionale, escludendo la violazione dei principi di capacità contributiva, uguaglianza e dei presupposti per la decretazione d'urgenza.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un ex socio di una società di persone impugnava una serie di atti fiscali, tra cui avvisi di accertamento e cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (c.d. Rottamazione), pagando le somme dovute. La Suprema Corte, prendendo atto dell'avvenuta adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Doppia non imposizione: utili esteri tassabili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES per utili ricevuti da una controllata francese, invocando l'esenzione del 95% (Art. 89 TUIR). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, poiché gli utili non erano stati tassati in Francia a causa del regime di trasparenza fiscale dell'ente estero, l'esenzione non è applicabile in Italia. L'obiettivo della norma è evitare la doppia imposizione, non creare una doppia non imposizione.
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Dividendi esteri: no esenzione senza tassa all’origine
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28154/2023, ha negato il diritto a una società italiana di beneficiare dell'esenzione fiscale del 95% sui dividendi esteri provenienti da una controllata francese. Poiché la società francese era un'entità fiscalmente trasparente e i suoi utili non erano stati tassati in Francia, la Corte ha stabilito che l'applicazione dell'esenzione in Italia avrebbe generato una inammissibile doppia non imposizione, contraria alla ratio della norma, che è quella di evitare la doppia imposizione.
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Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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Imposta regionale concessioni: quando si applica?
Una società energetica ha contestato un'imposta regionale su una concessione demaniale per una centrale termoelettrica. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta regionale concessioni demaniali è dovuta, poiché il presupposto è l'occupazione di un bene statale, a prescindere dall'ente concedente. Tuttavia, ha annullato le sanzioni per l'omesso versamento, riconoscendo una situazione di "incertezza normativa oggettiva" che rendeva scusabile l'errore del contribuente.
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Deducibilità costi accertamento: la Cassazione decide
Un imprenditore individuale, a seguito di un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, si è visto negare la deduzione dei costi. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha stabilito un principio fondamentale sulla deducibilità costi accertamento: anche in caso di accertamento analitico-induttivo, il contribuente ha sempre il diritto di provare, anche in via presuntiva, i costi sostenuti per produrre i ricavi non dichiarati. La Corte ha cassato la sentenza di merito, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Rendimento fondi pensione: la tassazione agevolata
La Corte di Cassazione ha negato un rimborso fiscale agli eredi di un ex dirigente, stabilendo che la tassazione agevolata sul rendimento fondi pensione si applica solo alla quota che rappresenta un effettivo profitto da investimenti sul mercato. In assenza di tale prova, che spetta al contribuente fornire, l'intera somma è tassata come TFR. La sentenza della commissione tributaria è stata annullata per motivazione contraddittoria.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha promosso un'impugnazione estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento prodromico. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Applicando una nuova normativa (jus superveniens), la Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da gare pubbliche. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere accolta per carenza di interesse ad agire.
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Tassabilità aree estrattive: l’ICI è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2835/2023, ha chiarito la questione della tassabilità aree estrattive ai fini ICI. Un'azienda del settore estrattivo aveva ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, che avevano escluso l'imponibilità dei terreni usati come cave. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che un'area destinata a cava è considerata 'area fabbricabile' e quindi soggetta a ICI se il piano regolatore comunale ne prevede una potenziale edificabilità, anche se limitata a costruzioni strumentali all'attività. La classificazione catastale come terreno agricolo è irrilevante di fronte alla destinazione urbanistica.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Una contribuente scopre un ingente debito fiscale e procede con l'impugnazione dell'estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla mera iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto.
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Gioco illegale: tassa sui totem resta valida
La Corte di Cassazione ha confermato un avviso di accertamento per imposte sul gioco illegale a carico di un'impresa individuale che utilizzava quattro apparecchi "totem" non collegati alla rete statale. Il ricorso del contribuente, basato su una precedente dichiarazione di incostituzionalità di una norma simile, è stato respinto. La Corte ha distinto la norma incostituzionale, che era troppo generica, dalla legge applicata al caso di specie (L. 190/2014), che sanziona legittimamente l'uso di apparecchi destinati esclusivamente al gioco illegale.
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Imposta Unica Scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società estera di scommesse e il suo intermediario italiano (CTD) hanno contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per il 2015, sostenendo che la normativa fosse discriminatoria e incostituzionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'imposta anche per gli operatori privi di concessione nazionale. La Corte ha ribadito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il CTD, in quanto entrambi partecipano all'attività di raccolta delle scommesse sul territorio italiano, che costituisce il presupposto del tributo. La decisione chiarisce che l'imposta non ha natura sanzionatoria ma fiscale, e si applica a chiunque gestisca giochi in Italia, garantendo parità di trattamento.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero, confermando l'assoggettamento all'imposta unica scommesse anche per gli operatori privi di concessione che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso violazioni del diritto UE, ribadendo che la tassazione si applica a chiunque operi sul territorio nazionale, basandosi sul principio di territorialità e sulla solidarietà passiva tra il bookmaker e i centri di trasmissione dati. La decisione sottolinea come la normativa non sia discriminatoria e sia giustificata da motivi di interesse generale.
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Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società di scommesse estera ha contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse, sostenendo di non essere tenuta al pagamento in quanto priva di concessione statale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il tributo è dovuto da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, a prescindere dal possesso di una licenza. La decisione si fonda sulla necessità di evitare una discriminazione alla rovescia a danno degli operatori concessionari e di garantire l'imposizione fiscale sulle attività svolte in Italia.
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Imposta unica scommesse: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera e del suo centro di trasmissione dati italiano. Il caso riguardava il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2015. La Corte ha confermato che l'imposta è dovuta anche dagli operatori privi di concessione italiana, stabilendo una responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale. Sono state respinte le censure basate su una presunta violazione del diritto dell'Unione Europea, ribadendo la legittimità della normativa fiscale italiana in materia di giochi.
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Imposta di registro sentenza: quando è proporzionale?
Una società ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale su una sentenza che accertava un credito, sebbene questo fosse stato saldato in corso di causa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'imposta di registro su una sentenza di mero accertamento è proporzionale e non beneficia del principio di alternatività IVA/Registro, applicabile solo alle sentenze di condanna.
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Tassazione atti giudiziari: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la tassazione degli atti giudiziari che si limitano ad accertare un diritto di credito, anche se derivante da un'operazione soggetta a IVA, deve avvenire con imposta di registro proporzionale e non fissa. La Corte ha chiarito che il principio di alternatività IVA-registro non si applica in questi casi, essendo riservato principalmente alle pronunce di condanna al pagamento.
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Riqualificazione fiscale: limiti e poteri del Fisco
Una società agricola e una società energetica stipulano un contratto complesso (locazione, diritto di superficie, vendita) per un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate procede alla riqualificazione fiscale dell'operazione, ritenendo la locazione strumentale al solo fine di ridurre l'imponibile. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato del Fisco, precisando che la riqualificazione è valida se basata su elementi desumibili dall'atto stesso (interpretazione 'ab intrinseco'), senza ricorrere a elementi esterni, come previsto dall'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro.
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