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Art. 3 Costituzione — Anno 2026

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430 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Restituzione nel termine: no se l’imputato si allontana
Un imputato, condannato per furto, chiede la restituzione nel termine per ricorrere in Cassazione, sostenendo di non aver avuto conoscenza del processo d'appello. La Corte dichiara l'istanza inammissibile. Poiché l'imputato era comparso alla prima udienza per poi assentarsi volontariamente, è stato correttamente considerato 'presente' ai sensi della normativa vigente all'epoca, escludendo così i presupposti per la restituzione nel termine.
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Termini ricorso per cassazione: no incostituzionalità
La Cassazione ha confermato una confisca di beni, respingendo un ricorso basato su una presunta incostituzionalità dei termini ricorso per cassazione. La Corte ha stabilito che la differenza tra il termine di 10 giorni per la Cassazione e quello di 30 giorni per l'appello è giustificata dalla diversa natura dei due rimedi, non violando il diritto di difesa. L'appello di un terzo è stato dichiarato inammissibile per tardività della procura speciale.
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Arresto obbligatorio truffa aggravata: legittimo?
Un individuo veniva arrestato per truffa aggravata ai danni di soggetti vulnerabili. Il suo difensore ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della nuova norma che ha introdotto l'arresto obbligatorio per truffa aggravata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la questione di legittimità costituzionale manifestamente infondata. La Corte ha stabilito che la scelta del legislatore di rafforzare la tutela delle vittime vulnerabili attraverso l'arresto obbligatorio è una scelta discrezionale non irragionevole e rispetta i limiti costituzionali, essendo una misura temporanea soggetta a convalida giudiziaria.
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Risarcimento aggiudicatario inadempiente: a chi spetta?
La Corte di Cassazione stabilisce che il risarcimento del danno causato dall'aggiudicatario inadempiente in un'asta spetta esclusivamente ai creditori e non al debitore esecutato. Se i creditori sono stati integralmente soddisfatti dal ricavato della successiva vendita, il debitore non può pretendere, all'interno della procedura esecutiva, la differenza di prezzo, poiché tale tutela è finalizzata a garantire il soddisfacimento dei crediti e non a risarcire il debitore stesso.
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Falso giuramento: assoluzione e risarcimento civile
La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione per il reato di falso giuramento, rigettando il ricorso della parte civile. Il caso riguardava due persone accusate di aver falsamente giurato l'estinzione di un debito verso un avvocato. La Corte ha ritenuto logica la motivazione della Corte d'Appello, che aveva assolto gli imputati basandosi sulla credibilità della loro difesa di compensazione dei crediti. Viene chiarito che, in sede di impugnazione per i soli effetti civili, il giudice valuta la responsabilità secondo il criterio del 'più probabile che non', tipico del processo civile, e non quello penale dell' 'oltre ogni ragionevole dubbio'.
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Riciclaggio veicoli: appello inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per riciclaggio veicoli. I giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo generiche le doglianze e manifestamente infondata la questione di costituzionalità sul bilanciamento tra attenuanti generiche e recidiva qualificata. Il caso verteva sulla sostituzione di un vecchio furgone con un modello più recente, utilizzando parti di un veicolo rubato.
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Revoca affidamento in prova per nuovi reati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca dell'affidamento in prova per un soggetto accusato di nuovi e gravi reati. La decisione si basa sul principio che il Tribunale di Sorveglianza può valutare l'incompatibilità della condotta del condannato con il percorso rieducativo, anche in assenza di una sentenza di condanna irrevocabile per i nuovi fatti contestati.
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Esdebitazione: quale legge si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che per una richiesta di esdebitazione presentata dopo l'entrata in vigore del Codice della Crisi, ma relativa a un fallimento dichiarato sotto la precedente legge fallimentare, si applica la vecchia normativa. L'esdebitazione non è un istituto autonomo, ma la fase conclusiva della procedura concorsuale. Pertanto, la richiesta del debitore è stata respinta perché, secondo la vecchia legge, era necessario un soddisfacimento almeno parziale dei creditori, requisito non previsto dalla nuova disciplina ma essenziale nel caso di specie, dove l'attivo era servito solo a pagare le spese di procedura.
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Esdebitazione: Legge applicabile e requisiti
Una debitrice, la cui procedura di liquidazione dei beni era iniziata sotto la vigenza della Legge 3/2012, si è vista negare la richiesta di esdebitazione. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la legge applicabile è quella in vigore all'inizio della procedura principale, la quale richiede il soddisfacimento almeno parziale dei creditori. Nel caso di specie, un pagamento del 3% del debito tributario è stato ritenuto insufficiente, e sono stati valutati negativamente anche precedenti atti di disposizione patrimoniale della debitrice.
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Tassazione vincite estero: no a redditi diversi
Un contribuente ha ottenuto la cassazione di un avviso di accertamento relativo a vincite da gioco non dichiarate, conseguite in Polonia e USA. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione vincite estero non può avvenire applicando la categoria dei 'redditi diversi' se le vincite provengono da Paesi UE o da Paesi extra-UE con cui l'Italia ha siglato convenzioni contro le doppie imposizioni. Tale pratica viola il principio di non discriminazione rispetto alle vincite nazionali.
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Tassazione vincite estero: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una vincita a poker ottenuta in un altro Stato UE. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione delle vincite estero, se le vincite nazionali sono esenti da imposta sul reddito, viola il principio di non discriminazione e la libera prestazione di servizi sanciti dal diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza impugnata, confermando l'illegittimità della pretesa fiscale.
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Prescrizione compenso avvocato: quando inizia a decorrere
Un avvocato aveva ottenuto l'iscrizione con riserva all'università per un suo cliente. Anni dopo, una legge ha sanato la posizione dello studente, ma la causa è rimasta formalmente pendente fino alla dichiarazione di perenzione. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione del compenso dell'avvocato decorre non dalla legge di sanatoria, ma dalla formale conclusione del giudizio con il decreto di perenzione, poiché il mandato professionale non si era estinto con la sola soddisfazione dell'interesse materiale del cliente.
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Pericolosità sociale: annullata condanna dopo detenzione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sull'intervento della Corte Costituzionale che ha reso obbligatoria la rivalutazione della pericolosità sociale di un soggetto dopo qualsiasi periodo di detenzione, a prescindere dalla sua durata. Senza tale verifica, la misura di prevenzione è inefficace e, di conseguenza, la sua violazione non costituisce reato.
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Prove digitali estere: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato in custodia cautelare per narcotraffico. La sentenza chiarisce importanti principi sull'utilizzabilità delle prove digitali estere, in particolare le chat criptate ottenute tramite Ordine Europeo di Indagine. La Corte ha stabilito che tali dati, già acquisiti da un'autorità estera, circolano come prove tra procedimenti e non richiedono il deposito degli atti autorizzativi originari. Inoltre, ha confermato che l'uso dell'IMSI catcher per identificare un'utenza è un'attività di polizia giudiziaria preparatoria e non un'intercettazione, non necessitando quindi di un decreto specifico.
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Ricorso inammissibile: i limiti del diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un cittadino straniero condannato per violazione della legge sull'immigrazione. I motivi del ricorso, tra cui la mancata notifica della facoltà di messa alla prova e l'eccezione sulla prescrizione del reato, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha chiarito che le nuove normative procedurali non si applicano retroattivamente e ha confermato l'applicazione della sospensione della prescrizione prevista dalla Riforma Orlando.
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Detenuti 41-bis: no a lettori CD per sicurezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un carcerato soggetto al regime speciale. La richiesta di acquisto di un lettore CD e di musica è stata negata poiché la verifica di sicurezza di tali dispositivi comporterebbe un onere eccessivo per l'amministrazione penitenziaria, mettendo a rischio la sicurezza dell'istituto. La decisione si fonda sulla prevalenza delle esigenze di sicurezza nel contesto dei detenuti 41-bis.
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Reddito di cittadinanza: la falsa dichiarazione è reato
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di una cittadina straniera accusata di aver falsamente dichiarato di risiedere in Italia da 10 anni per ottenere il reddito di cittadinanza. Sebbene la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, la Cassazione ha stabilito che, non avendo l'imputata maturato neanche il requisito quinquennale, la sua dichiarazione mendace costituisce ancora reato.
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Patto di prova: esclude la pensione anticipata?
Un lavoratore del settore editoriale si è visto negare il diritto alla pensione anticipata per aver accettato un nuovo impiego, sebbene questo sia terminato dopo soli 12 giorni durante il periodo di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che un contratto a tempo indeterminato con patto di prova mantiene la sua natura giuridica originaria. La clausola di prova, essendo un elemento accessorio, non trasforma il rapporto in un contratto a termine, precludendo così l'accesso al beneficio pensionistico, che è riservato a chi non si è rioccupato con un contratto a tempo indeterminato.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai pensionati. La Corte ribadisce che solo la legge statale può introdurre prelievi forzosi, e non un regolamento interno dell'ente, confermando il diritto degli eredi di un pensionato alla restituzione delle somme trattenute con prescrizione decennale.
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Calcolo pensione: no a riforme in peius retroattive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pensionistico professionale che aveva applicato un nuovo e meno favorevole metodo di calcolo pensione a un trattamento già liquidato. La Corte ha ribadito che le casse non possono modificare retroattivamente in senso peggiorativo i criteri di calcolo, poiché ciò equivarrebbe a un'imposizione patrimoniale riservata alla legge. Ha inoltre confermato che l'azione per recuperare le somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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