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Art. 3 Costituzione — Anno 2026

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430 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Termini di decadenza: raddoppio per capitali esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il raddoppio dei termini di decadenza per la notifica di sanzioni relative a investimenti non dichiarati all'estero ha natura procedimentale e non sostanziale. Di conseguenza, questa norma si applica anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore, in base al principio 'tempus regit actum'. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di secondo grado che aveva ritenuto illegittima l'applicazione retroattiva del maggior termine.
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Pena sostitutiva: si applica la legge più favorevole
Un uomo condannato per rapina aggravata ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso, specificamente sul punto della pena sostitutiva. I giudici hanno stabilito che, in caso di modifica della legge, deve essere applicata la normativa più favorevole all'imputato in vigore al momento del fatto. La riforma Cartabia, successiva al reato, aveva introdotto un regime più severo che escludeva la pena sostitutiva per la rapina aggravata, ma la Corte ha imposto di applicare la legge precedente, più mite. La sentenza è stata annullata su questo punto con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su art. 116 c.p.
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da tre imputati condannati per omicidio. Il ricorso sollevava una questione di legittimità costituzionale dell'art. 116 c.p. già precedentemente rigettata. La Corte, rilevando la manifesta infondatezza dei motivi, ha confermato la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
In un complesso caso di associazione di stampo mafioso, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna di un imprenditore. La Corte ha stabilito che, nonostante un precedente accertamento della responsabilità, la necessità di ridefinire la durata del reato (tempus commissi delicti) ha riaperto i termini per la prescrizione del reato. Di conseguenza, essendo il reato estinto per il decorso del tempo, anche la confisca per equivalente disposta sui beni dell'imputato è stata dichiarata inefficace.
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Trattenimento straniero: continuità tra i provvedimenti
La Corte di Cassazione analizza il caso di un cittadino straniero sottoposto a una complessa serie di provvedimenti di trattenimento. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il provvedimento di trattenimento straniero per richiedenti asilo si salda senza interruzioni a quello precedente finalizzato al rimpatrio. Viene inoltre chiarito che la sola impugnazione del diniego di protezione internazionale non sospende automaticamente la misura restrittiva, che quindi rimane legittima.
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Proroga trattenimento straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proroga del trattenimento di uno straniero in un Centro per il Rimpatrio (CPR) è legittima se l'amministrazione italiana dimostra di aver compiuto ogni sforzo ragionevole per ottenere i documenti di viaggio. Il ritardo causato dalla mancata risposta delle autorità consolari del Paese di origine non rende illegittima la detenzione, purché esista una concreta possibilità di rimpatrio, come nel caso di specie, attestata dalla presenza di una copia del passaporto scaduto. La sentenza rigetta il ricorso dello straniero, confermando la decisione del Giudice di Pace.
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Sospensione processo e specialità: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sospensione del processo emessa nei confronti di un imputato estradato. La decisione si fonda sulla violazione del principio di specialità, poiché la sospensione era stata disposta senza una motivazione adeguata che ne giustificasse la necessità e la durata prevedibile. La Corte ha stabilito che una sospensione non può protrarsi indefinitamente, ma deve essere ancorata a elementi concreti relativi alla procedura di estensione dell'estradizione, a tutela del diritto a un processo di ragionevole durata.
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Cottura cibi detenuti: legittime le fasce orarie?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto in regime speciale che contestava le limitazioni orarie per la cottura dei cibi in cella. La sentenza stabilisce che la differenziazione delle fasce orarie rispetto ai detenuti comuni non è discriminatoria se giustificata da plausibili esigenze organizzative e di sicurezza, come in questo caso, e non mira a un inasprimento ingiustificato della pena. La regolamentazione della cottura cibi detenuti è quindi legittima.
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Patrocinio a spese dello Stato: il reddito illecito
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato a un soggetto indagato. La decisione si basa sulla valutazione presuntiva di redditi illeciti, desunta dal tenore di vita, dalla situazione patrimoniale del nucleo familiare (inclusi i beni della moglie e un recente acquisto immobiliare non dichiarato) e da elementi emersi nel procedimento penale in corso. La Corte ha stabilito che il giudice, per valutare la richiesta, può e deve considerare anche i proventi da attività illecite, la cui esistenza può essere provata tramite presunzioni semplici, senza necessità di una condanna definitiva.
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Ultima dichiarazione e patrocinio: quale anno conta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1418/2026, ha rigettato il ricorso di un cittadino la cui istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato era stata dichiarata inammissibile. Il richiedente aveva indicato il reddito dell'anno per cui non era ancora scaduto il termine di presentazione della dichiarazione. La Corte ha chiarito che, ai fini del beneficio, per 'ultima dichiarazione' si intende quella relativa all'ultimo anno per cui il termine di presentazione è già scaduto al momento della domanda, a meno che non sia già stata depositata una dichiarazione più recente.
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Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito conta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino la cui richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato era stata respinta. Il motivo era aver indicato il reddito di un anno fiscale per cui il termine di presentazione della dichiarazione non era ancora scaduto. La Corte ha chiarito che, per l'istanza, si deve fare riferimento al reddito dell'ultimo anno per cui è scaduto il termine di dichiarazione, a meno che non sia già stata presentata una dichiarazione più recente.
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Onere della prova nel riscatto agrario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che nel riscatto agrario l'onere della prova sui requisiti soggettivi e oggettivi grava sempre sull'attore. Il principio di non contestazione non si applica se i fatti non sono a conoscenza del convenuto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva accolto la domanda di riscatto basandosi sulla generica contestazione della controparte, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto del corretto riparto dell'onere della prova.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa l’interesse
Un soggetto in custodia cautelare per estradizione ha presentato ricorso in Cassazione. Prima della decisione, l'estradizione è stata negata e le misure revocate, portando alla rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità senza condanna alle spese, poiché la rinuncia derivava da una sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente.
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Reddito di cittadinanza: condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il reddito di cittadinanza. Nonostante la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, l'imputata non lo possedeva comunque. L'errore sulla legge penale e l'uso di un intermediario non escludono la responsabilità.
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Notifica avviso 415-bis: errore e nullità del processo
La Corte di Cassazione, accogliendo un ricorso straordinario, ha annullato una sentenza di condanna a causa di un errore nella notifica dell'avviso 415-bis. L'atto era stato inviato al precedente domicilio eletto dall'imputato, nonostante quest'ultimo avesse comunicato una variazione prima dell'invio. Tale vizio procedurale ha determinato la nullità di tutti gli atti successivi, inclusa la sentenza di primo grado e d'appello, con rinvio degli atti alla Procura della Repubblica.
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Diritti del detenuto: no a vino e birra in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un carcerato contro il regolamento di un istituto penitenziario che vietava l'acquisto di vino e birra. Sebbene venga riconosciuto un diritto soggettivo al consumo moderato di tali bevande, la Corte ha stabilito che i diritti del detenuto possono essere limitati. Il divieto è legittimo se l'istituto, per ragioni organizzative come la mancanza di locali idonei al consumo collettivo dei pasti, non può garantire le modalità previste dalla legge, operando un bilanciamento tra il diritto del singolo e le esigenze di ordine e sicurezza interna.
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Condotta antisindacale: esclusa per medici autonomi
Un'organizzazione sindacale di medici ha citato in giudizio un'amministrazione regionale per condotta antisindacale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la procedura speciale e urgente prevista dall'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori non si applica ai medici convenzionati. La motivazione risiede nella natura del loro rapporto di lavoro, qualificato come autonomo e parasubordinato, e non subordinato. Pertanto, per la tutela dei loro diritti sindacali, devono avvalersi degli strumenti processuali ordinari.
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Orario di lavoro: il viaggio casa-lavoro conta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il tempo impiegato da una guardia giurata per viaggiare dalla sede aziendale, dove prelevava l'auto di servizio, al suo luogo di lavoro fisso e abituale (un centro commerciale) non costituisce orario di lavoro retribuibile. La decisione si basa sul fatto che il lavoratore aveva una postazione stabile e non era soggetto al potere direttivo del datore durante il tragitto, rendendo lo spostamento un semplice trasferimento casa-lavoro.
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Inversione di marcia in autostrada: multa al casello
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'automobilista multata per un'inversione a U nell'area di un casello autostradale. La Corte ha confermato che il divieto di inversione di marcia in autostrada, previsto dall'art. 176 del Codice della Strada, si estende anche alle aree immediatamente circostanti i caselli, considerate pericolose per la circolazione. L'unico punto del ricorso accolto riguarda le spese legali: la Prefettura, se difesa in giudizio da un proprio funzionario anziché dall'Avvocatura dello Stato, non ha diritto al pagamento degli onorari di avvocato, ma solo al rimborso delle spese vive.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Dopo un iter giudiziario che la vedeva soccombente in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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