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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2024

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427 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Prescrizione sanzioni tributarie: 5 anni, non 10
Un contribuente ha impugnato una proposta di compensazione dell'Agenzia delle Entrate, sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento e l'avvenuta prescrizione del debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18022/2024, ha respinto il motivo relativo al disconoscimento delle copie prodotte dall'Agenzia ma ha accolto quello sulla prescrizione. I giudici hanno ribadito un principio fondamentale: la prescrizione sanzioni tributarie e degli interessi è quinquennale, non decennale. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza precedente e rinviato il caso al giudice di merito per ricalcolare il dovuto, escludendo gli importi prescritti.
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Conguagli regolatori: legittimi gli arretrati?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla legittimità dei conguagli regolatori richiesti retroattivamente da una società di gestione idrica. Il caso nasce dalla contestazione di alcuni utenti riguardo a fatture per consumi risalenti a diversi anni prima. La Corte ha evidenziato un contrasto giurisprudenziale e la necessità di un intervento chiarificatore sulla possibilità di applicare tariffe integrative a consumi già effettuati, bilanciando il principio europeo del recupero dei costi con la tutela dell'affidamento degli utenti.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18008/2024, ha stabilito che il tempo di viaggio impiegato da un lavoratore per recarsi dal deposito aziendale al primo cliente e dall'ultimo cliente al deposito, utilizzando un mezzo aziendale, costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha chiarito che un accordo sindacale che preveda una franchigia non retribuita per tale spostamento è nullo. Inoltre, ha precisato che, una volta accertato il diritto alla retribuzione, il giudice deve procedere alla quantificazione delle somme dovute, anche utilizzando i dati di geolocalizzazione aziendali, senza poter rigettare la domanda solo perché il lavoratore non ha fornito una prova specifica e dettagliata dei minuti esatti.
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Prescrizione crediti di lavoro: stop durante il rapporto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando che la prescrizione crediti di lavoro non decorre durante il rapporto di lavoro a tempo indeterminato. A seguito delle riforme del 2012 e 2015, la ridotta stabilità del posto di lavoro giustifica la sospensione del termine quinquennale fino alla cessazione del rapporto, per evitare il 'metus' del lavoratore nel rivendicare i propri diritti.
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Procura ad litem: ricorso inammissibile e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per un vizio insanabile della procura ad litem. Il difensore del ricorrente viene condannato a pagare personalmente le spese legali. La decisione ribadisce la necessità di una procura valida al momento della notifica dell'atto, evidenziando come la sua mancanza non sia sanabile.
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Definizione agevolata: esclusa se l’Ente non è parte
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17494/2024, ha stabilito che la definizione agevolata delle liti pendenti è inapplicabile se nel giudizio è parte solo l'Agente della riscossione e non l'ente impositore (es. Agenzia delle Dogane). Il caso riguardava un'intimazione di pagamento per accise del 2005. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente sulla definizione agevolata, ma ha accolto quello dell'Agente della riscossione, cassando la sentenza di merito per "motivazione apparente" e rinviando il caso a un nuovo esame.
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Prescrizione Lavoro Carcerario: Quando Inizia a Correre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi per il lavoro svolto in carcere non decorre dalla fine di ogni singolo incarico, ma dalla cessazione definitiva dell'intero rapporto lavorativo del detenuto. La decisione si fonda sulla natura unitaria del rapporto e sullo stato di soggezione psicologica ('metus') del lavoratore detenuto, che impedisce il libero esercizio dei propri diritti. La Corte ha considerato le interruzioni tra gli incarichi come mere sospensioni di un unico rapporto di lavoro, posticipando così l'inizio del termine di prescrizione a tutela del lavoratore.
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Lavoro carcerario: da quando decorre la prescrizione?
Un ex detenuto ha lavorato in diverse mansioni durante la detenzione, chiedendo poi un adeguamento retributivo. Il Ministero della Giustizia ha eccepito la prescrizione per i crediti più datati. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rapporto di lavoro carcerario è da considerarsi unico e continuativo, nonostante le interruzioni. Pertanto, la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione definitiva del rapporto di lavoro complessivo, non dalla fine di ogni singolo incarico, a causa dello stato di soggezione ('metus') in cui si trova il detenuto.
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Lavoro carcerario e prescrizione: quando inizia?
Un lavoratore detenuto ha citato in giudizio l'Amministrazione Penitenziaria per differenze retributive. L'Amministrazione ha eccepito la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel contesto del lavoro carcerario, il termine di prescrizione per i crediti di lavoro non decorre dalla cessazione di ogni singolo incarico, ma dal momento in cui cessa definitivamente l'intero rapporto lavorativo all'interno del sistema penitenziario. Questa decisione si fonda sulla condizione di soggezione ('metus') in cui si trova il detenuto, che non gli consente di far valere liberamente i propri diritti durante la detenzione.
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Prescrizione incentivo all’esodo: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'incentivo all'esodo ha natura retributiva e, di conseguenza, il diritto a richiederne il corretto calcolo si prescrive in cinque anni, non in dieci. Un ex dipendente pubblico aveva richiesto l'inclusione della tredicesima mensilità nella base di calcolo dell'incentivo, ma la sua domanda è stata respinta perché presentata oltre il termine di prescrizione quinquennale. La Corte ha confermato la decisione, sottolineando che tutte le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro sono soggette a tale termine breve.
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Prescrizione quinquennale: Cassazione su sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione quinquennale si applica sempre a sanzioni e interessi fiscali, anche quando derivano da una cartella di pagamento non impugnata. La Corte ha cassato la decisione precedente che applicava erroneamente il termine decennale, ribadendo che solo un titolo giudiziale passato in giudicato può estendere la prescrizione a dieci anni, ma non per sanzioni e interessi che hanno una loro autonomia.
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Oneri consortili: quando il ricorso è inammissibile
Una consorziata impugnava in Cassazione la sentenza che la condannava al pagamento di oneri consortili. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi di impugnazione erano generici, non indicavano le norme violate e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito la necessità di rispettare l'onere di specificità dei motivi di ricorso.
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Sospensione accertamento IMU: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16903/2024, ha rinviato a pubblica udienza una causa relativa alla sospensione dell'accertamento IMU per l'anno 2015. La controversia nasce dalla notifica di un avviso di accertamento nel 2021, che una fondazione riteneva tardiva a causa delle complesse norme di proroga introdotte durante l'emergenza Covid. Ritenendo la questione di particolare importanza giuridica, la Corte ha deciso di approfondire il tema della corretta interpretazione dei termini di prescrizione modificati dalla legislazione emergenziale.
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Prescrizione crediti erariali: 10 anni per l’IRPEF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16893/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti erariali. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per IRPEF notificata oltre dieci anni dopo la cartella esattoriale originaria. Contrariamente alle decisioni dei giudici di merito, che avevano applicato un termine di cinque anni, la Suprema Corte ha affermato che, in assenza di una specifica norma che preveda un termine breve, per i tributi erariali come l'IRPEF si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Per le sanzioni, invece, resta valido il termine di cinque anni.
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Termini a comparire: notifica nulla e rinvio al giudice
Un dipendente pubblico si era visto riconoscere dalla Corte d'Appello un'indennità di coordinamento. L'azienda sanitaria ha impugnato la decisione in Cassazione, la quale ha annullato la sentenza non nel merito, ma per un vizio procedurale: la notifica dell'atto di appello non aveva rispettato i termini a comparire, ovvero l'intervallo minimo di giorni tra la notifica e l'udienza. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Notifica cartelle: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16238/2024, interviene su un caso di impugnazione di intimazioni di pagamento per presunta mancata notifica cartelle. La Corte chiarisce che le sanzioni si estinguono con il decesso del contribuente e, soprattutto, che gli interessi sui debiti fiscali sono soggetti a prescrizione quinquennale, autonoma rispetto a quella decennale del tributo. Viene inoltre confermata la validità della notifica diretta tramite raccomandata da parte dell'agente della riscossione. La sentenza è cassata con rinvio per il ricalcolo degli interessi.
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Prescrizione crediti lavoro: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore ha ottenuto il riconoscimento di mansioni superiori. L'azienda ha contestato la richiesta di differenze retributive eccependo la prescrizione. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la prescrizione crediti lavoro inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto. Questa decisione si fonda sulla mancanza di un regime di stabilità reale del posto di lavoro dopo le riforme del 2012, che potrebbe indurre nel lavoratore un timore di ritorsione da parte del datore.
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Qualifica superiore: la Cassazione conferma il diritto
Un dipendente di una società di telecomunicazioni ha ottenuto il riconoscimento della qualifica superiore per le mansioni effettivamente svolte. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda. L'ordinanza ribadisce anche un importante principio: la prescrizione dei crediti di lavoro, come le differenze retributive, decorre dalla fine del rapporto a causa della mancanza di stabilità introdotta dalle recenti riforme.
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Prescrizione crediti tributari: 10 anni, non 5
Un contribuente otteneva l'annullamento di un'intimazione di pagamento basandosi sulla prescrizione quinquennale del debito. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la corretta prescrizione dei crediti tributari, una volta che l'atto impositivo (come un avviso di liquidazione) è divenuto definitivo per mancata impugnazione, è quella ordinaria di dieci anni e non quella breve di cinque. La sentenza di merito è stata quindi annullata, rigettando la richiesta iniziale del contribuente.
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Lavoratori socialmente utili: diritti e differenze
La Cassazione analizza il caso di una lavoratrice impiegata come LSU da una P.A. La Corte conferma la natura subordinata del rapporto, dato che le mansioni superavano quelle previste per i lavoratori socialmente utili. Il ricorso della P.A. è dichiarato inammissibile per tardività, consolidando il diritto della lavoratrice alle differenze retributive.
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