LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2935 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 14 di 16

301 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prova pagamento pubblica amministrazione: la quietanza
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di prova del pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Una società appaltatrice richiedeva il pagamento per la revisione prezzi di un'opera pubblica. L'Amministrazione si opponeva sostenendo di aver già pagato e produceva due note ricognitive sottoscritte dalla società. La Corte ha stabilito che tali note, pur non essendo una quietanza formale, costituiscono una confessione stragiudiziale valida come prova del pagamento. È stato inoltre confermato il limite decennale per la conservazione della documentazione bancaria. La sentenza analizza la distinzione tra forma richiesta per la validità di un atto e quella per la sua prova, elemento cruciale in materia di contratti pubblici.
Continua »
Fideiussione legale rappresentante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per omesso esame di un fatto decisivo: la modalità di sottoscrizione di una garanzia. Il caso riguarda la fideiussione di un legale rappresentante e la questione se questa impegnasse l'imprenditore personalmente o solo la società da lui rappresentata. La Corte ha stabilito che i giudici di merito devono verificare attentamente la natura della firma prima di dichiarare la responsabilità degli eredi del garante, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Prescrizione risarcimento investimenti: il dies a quo
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione del risarcimento investimenti in titoli finanziari. Viene chiarito che il termine decennale decorre non dall'acquisto dei titoli, ma dal momento in cui il danno diventa oggettivamente percepibile, come nel caso del default dello Stato emittente. Tuttavia, il ricorso degli investitori è stato rigettato per altre ragioni procedurali, tra cui la mancata prova dell'interruzione della prescrizione e la genericità della domanda iniziale, che ha reso inammissibile la richiesta di esibizione di documenti bancari.
Continua »
Saldo zero: onere della prova a carico della banca
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di interessi illegittimi. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della società, ha affermato il principio del 'saldo zero'. Se la banca non produce tutti gli estratti conto sin dall'inizio del rapporto, non può provare un eventuale saldo a debito del correntista, che si presume quindi pari a zero. La sentenza d'appello è stata cassata per omessa pronuncia su questo punto cruciale, con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Pagamenti piano di rientro: revocatoria e termini d’uso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8384/2025, ha chiarito che i pagamenti effettuati da un'azienda poi finita in amministrazione straordinaria, sulla base di un piano di rientro per debiti pregressi, sono soggetti ad azione revocatoria. Tali pagamenti non rientrano nell'esenzione prevista per le operazioni nei 'termini d'uso', poiché non sono corrispettivi di forniture correnti ma mirano a sanare un'insolvenza già manifestata. Viene inoltre precisato che il termine di prescrizione per l'azione, in questo contesto, è di cinque anni e decorre dall'approvazione del programma di cessione aziendale.
Continua »
Prescrizione e amministrazione straordinaria: la Corte
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo di un fallimento per prescrizione del credito. Il credito era sorto durante una precedente procedura di amministrazione straordinaria, seguita senza interruzioni dal fallimento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la domanda di ammissione al passivo presentata nella procedura di amministrazione straordinaria produce un effetto interruttivo permanente della prescrizione, che dura per tutta la procedura concorsuale, compreso il successivo fallimento.
Continua »
Azione revocatoria amministrazione straordinaria: i termini
Una società in amministrazione straordinaria ha intentato un'azione revocatoria contro un istituto bancario per recuperare somme versate prima della crisi. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, ritenendola tardiva perché calcolavano il termine di prescrizione dalla data della dichiarazione di insolvenza. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale per l'azione revocatoria amministrazione straordinaria: il termine per agire non decorre dalla dichiarazione di insolvenza, ma dalla successiva autorizzazione ministeriale al programma di cessione dei complessi aziendali. Solo da quel momento, infatti, il commissario straordinario è legalmente autorizzato a proporre l'azione.
Continua »
Anatocismo bancario: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7377 del 2025, interviene sul tema dell'anatocismo bancario nei contratti di conto corrente stipulati prima della delibera CICR del 2000. Il caso riguarda un fideiussore che contestava la validità della capitalizzazione trimestrale degli interessi. La Corte ha stabilito che le clausole di anatocismo, nulle in origine, non possono essere sanate da una modifica unilaterale della banca, anche se pubblicata in Gazzetta Ufficiale. È necessaria una nuova e specifica pattuizione scritta con il cliente. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva ritenuto sufficiente l'adeguamento unilaterale, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Interruzione prescrizione: la difesa interrompe i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la difesa di un creditore in un giudizio di accertamento negativo del debito può determinare l'interruzione prescrizione. Se il creditore, convenuto in giudizio, non si limita a chiedere il rigetto della domanda ma riafferma attivamente il proprio diritto, compie un atto idoneo a interrompere il decorso del termine prescrizionale. La Corte ha così cassato la decisione di un tribunale che, basandosi su un precedente superato, aveva negato tale effetto.
Continua »
Occupazione illegittima: quando decorre la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 905/2025, ha stabilito che l'occupazione illegittima di un terreno privato da parte della Pubblica Amministrazione costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione per la richiesta di risarcimento del danno non decorre dalla trasformazione del bene, ma dalla data della domanda di risarcimento stessa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto del proprietario, riaffermando un principio fondamentale a tutela della proprietà privata.
Continua »
Abuso di posizione dominante: la prova del danno
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso di posizione dominante a carico di una grande compagnia telefonica. La società aveva ostacolato un operatore concorrente attraverso procedure di attivazione dei servizi all'ingrosso volutamente più complesse e onerose rispetto a quelle riservate alle proprie divisioni interne. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene il danno non sia automatico, la prova del nesso causale tra la condotta discriminatoria e il pregiudizio economico (come la perdita di clienti) può essere fornita anche tramite presunzioni, basandosi sulla maggiore difficoltà di accesso al mercato imposta al concorrente.
Continua »
Eccezione di prescrizione: onere della prova del fido
Una società in liquidazione e i suoi fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo bancario. La Corte di Cassazione ha affrontato diversi motivi di ricorso, chiarendo in particolare che, di fronte all'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca, spetta al correntista l'onere di provare l'esistenza di un'apertura di credito (fido) per dimostrare la natura ripristinatoria e non solutoria delle rimesse. La Corte ha rigettato quasi tutti i motivi, accogliendone uno relativo a un pagamento di oltre 300.000 euro, effettuato dai debitori durante la causa, che la Corte d'Appello aveva omesso di considerare nella condanna finale.
Continua »
Credito sopravvenuto fallimento: i termini per agire
Una società presenta una domanda di insinuazione per un credito sopravvenuto al fallimento dopo 15 mesi dal suo sorgere, attendendo una perizia tecnica. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità della domanda, stabilendo che anche per i crediti post-fallimentari, il creditore deve agire con ragionevole diligenza. L'attesa ingiustificata della perizia costituisce un ritardo colpevole, non essendo una causa esterna non imputabile.
Continua »
Attestazione del professionista: guida alla validità
Una società ha visto respingere la propria richiesta di concordato preventivo a causa di una valutazione critica sulla validità della documentazione presentata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto centrale della decisione è la 'palese inadeguatezza' dell'attestazione del professionista, ritenuta incapace di fornire ai creditori informazioni complete e trasparenti, specialmente riguardo la valutazione del patrimonio immobiliare. La Suprema Corte ha ribadito che il tribunale ha il dovere di verificare la correttezza formale e la comprensibilità dei criteri usati nell'attestazione, un requisito fondamentale per garantire un consenso informato da parte dei creditori.
Continua »
Trasformazione atipica: la Cassazione e la prescrizione
Un'imprenditrice prosegue l'attività della sua ex società di persone come ditta individuale. La Cassazione stabilisce che si tratta di una "trasformazione atipica", cioè una successione. Di conseguenza, gli atti interruttivi della prescrizione inviati a nome della vecchia società sono validi anche per l'imprenditrice. La sentenza d'appello, che aveva dichiarato il diritto al risarcimento prescritto, viene annullata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione appalti pubblici: quando decorre?
Una società di costruzioni ha agito contro un Ministero per ritardi nel collaudo di opere pubbliche. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione dei crediti dell'appaltatore decorre dalla scadenza del termine previsto per il collaudo. L'inerzia della P.A. costituisce un inadempimento istantaneo e non un illecito permanente, fissando un chiaro 'dies a quo' per la decorrenza della prescrizione appalti pubblici.
Continua »
Obblighi informativi banca: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito alla restituzione delle somme a un investitore, a causa della violazione degli obblighi informativi banca. Anche se il contratto non è nullo, la grave inadempienza dell'intermediario giustifica la restituzione, qualificabile come risarcimento del danno o effetto della risoluzione del contratto.
Continua »
Responsabilità per inadempimento: banca condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto bancario al risarcimento dei danni in favore di un investitore a causa della violazione di un contratto di gestione patrimoniale. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso della banca, molti dei quali ritenuti inammissibili perché miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. L'ordinanza ribadisce un principio cruciale: nella richiesta di risarcimento per responsabilità per inadempimento contrattuale, la svalutazione monetaria è una componente implicita e dovuta anche se non esplicitamente richiesta.
Continua »
Prescrizione rimesse solutorie: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12955/2025, interviene su un contenzioso bancario relativo alla restituzione di somme indebitamente pagate (ripetizione d'indebito). La Corte ha accolto i motivi di ricorso della banca, stabilendo principi chiave sulla prescrizione rimesse solutorie. È stato chiarito che spetta al correntista, e non alla banca, l'onere di provare l'esistenza di un contratto di affidamento che renda le rimesse 'ripristinatorie' e quindi non soggette alla prescrizione decennale. La banca deve solo sollevare l'eccezione di prescrizione, senza dover specificare le singole rimesse. La Corte ha inoltre ritenuto non tardive le contestazioni alla perizia tecnica (CTU) sollevate dopo i termini previsti, purché non costituiscano eccezioni di nullità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione ripetizione indebito: quando decorre?
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per recuperare i costi iniziali (up-front) pagati per un finanziamento stipulato nel 2004, sostenendo che non fossero dovuti. L'istituto ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha confermato che per la prescrizione ripetizione indebito di costi pagati all'inizio del rapporto, il termine decennale decorre dalla data del pagamento effettivo e non dalla fine del piano di ammortamento. Poiché i costi erano stati versati al momento dell'erogazione, l'azione del cliente è stata considerata prescritta e il suo ricorso inammissibile.
Continua »