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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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682 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Retribuzione ferie: inclusione indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le indennità accessorie intrinsecamente collegate alle mansioni svolte. Rigettando il ricorso di una società di trasporti contro un suo dipendente, la Corte ha ribadito che la retribuzione feriale deve essere paragonabile a quella ordinaria, come previsto dalla normativa europea, e che i contratti collettivi non possono derogare a tale principio. La decisione sottolinea l'importanza della stabilità degli orientamenti giurisprudenziali per garantire la certezza del diritto.
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Retribuzione ferie: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità accessorie, come quella di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza. La decisione si fonda sul principio del diritto europeo che garantisce al lavoratore una condizione economica durante le ferie paragonabile a quella del periodo lavorativo, per non disincentivare il godimento del riposo. L'azienda è stata inoltre condannata per lite temeraria.
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Prescrizione crediti lavoro: quando decorre?
Un lavoratore si è visto negare un credito per compensi risalenti al 2005 poiché ritenuto prescritto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che per la prescrizione crediti lavoro, se il diritto è sorto prima della riforma del 2012 in un contesto di rapporto di lavoro stabile, il termine di cinque anni decorre durante lo svolgimento del rapporto stesso e non dalla sua cessazione. Le nuove normative in materia non hanno efficacia retroattiva.
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Inquadramento superiore: no alla promozione automatica
Una lavoratrice di una Fondazione, ex ente pubblico, chiedeva il riconoscimento di un inquadramento superiore per aver svolto mansioni dirigenziali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel pubblico impiego privatizzato e in assenza di un nuovo contratto collettivo, si applica la normativa pubblicistica (D.Lgs. 165/2001). Tale normativa prevede il diritto alle differenze retributive per le mansioni superiori svolte, ma esclude l'automatica promozione e il conseguente inquadramento superiore definitivo, che nel settore pubblico è subordinato a concorso.
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Indennità di vacanza contrattuale: quando è dovuta?
Una operatrice sanitaria ha richiesto l'indennità di vacanza contrattuale e l'indennità di vestizione. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'indennità di vacanza contrattuale non è dovuta se il rinnovo contrattuale ha già coperto, con aumenti retributivi, gli effetti dell'inflazione per lo stesso periodo. L'indennità di vestizione è stata negata per carenza di prova.
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Gestione Separata avvocati: sanzioni annullate
Un'avvocata si oppone a un avviso di accertamento INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo per i professionisti non iscritti alla propria cassa di previdenza, ha annullato le sanzioni civili per omessa iscrizione. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per il periodo anteriore all'entrata in vigore della normativa specifica, chiarendo un punto cruciale per la Gestione Separata avvocati.
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Prescrizione contributi: omissione quadro RR non basta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'estinzione di un debito per prescrizione contributi. Il caso verteva su contributi omessi per la Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce, di per sé, un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione. È necessario dimostrare un comportamento intenzionale del debitore volto a impedire al creditore di agire.
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Notifica fermo amministrativo: atto interno non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mera iscrizione di un fermo amministrativo nei registri interni di un ente non è sufficiente a interrompere la prescrizione dei crediti contributivi. È necessaria la prova della effettiva notifica fermo amministrativo al debitore. Un documento interno, come una schermata informatica, non costituisce prova valida della notifica, la cui dimostrazione spetta sempre all'ente creditore. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Retribuzione feriale: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che la retribuzione feriale deve essere onnicomprensiva. I contratti collettivi che escludono dal calcolo delle ferie le indennità strettamente connesse alla prestazione lavorativa, come quelle per l'utilizzo professionale o per l'assenza dalla residenza, sono nulli. La Corte ha stabilito che al lavoratore, durante le ferie, spetta una retribuzione parametrata a quella che avrebbe percepito lavorando. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei relativi crediti decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione ferie: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'importante azienda di trasporti, confermando che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità accessorie corrisposte in via ordinaria. La Corte ha dichiarato nulle le clausole dei contratti aziendali che limitavano tale calcolo, ribadendo il principio secondo cui il lavoratore in ferie deve percepire una retribuzione equiparabile a quella del periodo lavorativo. L'azienda è stata anche sanzionata per aver intentato un ricorso basato su motivi già ripetutamente respinti dalla giurisprudenza.
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Retribuzione ferie: inclusione delle indennità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11781/2025, ha respinto il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando il diritto di un lavoratore a ricevere una retribuzione ferie comprensiva dell'indennità di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza. La Corte ha stabilito che le clausole dei contratti collettivi che escludono tali voci sono nulle perché in contrasto con la normativa europea e nazionale, che impone una retribuzione onnicomprensiva durante le ferie, equivalente a quella ordinaria.
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Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione
Un ente previdenziale ha tentato di recuperare somme indebitamente versate a un dipendente a titolo di assegno ad personam dopo oltre dieci anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la prescrizione del diritto. La decisione sottolinea che l'interpretazione degli accordi è di competenza dei giudici di merito e che la prescrizione dell'indebito retributivo decorre da quando il diritto può essere esercitato, non da quando l'ente decide di agire.
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Gestione Separata Avvocati: il giudicato chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una professionista contro l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Avvocati dell'INPS. La decisione è stata determinata da un 'giudicato sopravvenuto', ovvero un'altra sentenza definitiva emessa sulla medesima questione tra le stesse parti, che aveva già confermato l'obbligo contributivo pur escludendo le sanzioni. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello senza rinvio, ponendo fine al contenzioso.
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Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un professionista iscritto all'albo ma non alla propria cassa di previdenza ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il suo reddito fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione, chiarendo che per un'attività professionale esercitata in modo abituale il limite di reddito non rileva come soglia di esenzione, ma serve a distinguere il lavoro occasionale da quello abituale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Pensione spettacolo: il massimale si applica a quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione di merito che aveva escluso tale limite. È stato inoltre ribadito il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo. Il caso riguarda la riliquidazione della pensione di un'artista.
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Interruzione prescrizione: eccezione in senso lato
Una società, dopo aver versato contributi inferiori al dovuto per un errore, inviava una comunicazione correttiva saldando la differenza. L'ente previdenziale richiedeva le sanzioni, ma la società eccepiva la prescrizione. La Cassazione ha stabilito che l'interruzione della prescrizione, derivante dall'invio della comunicazione correttiva (riconoscimento del debito), è un'eccezione in senso lato e può essere sollevata per la prima volta in appello, purché i fatti siano già agli atti.
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Pensione lavoratori spettacolo: limiti quota B confermati
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B" non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che tale limite è ancora applicabile. Inoltre, ha affermato che la decadenza triennale per le azioni giudiziarie si applica anche ai trattamenti pensionistici maturati prima del 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della norma che ha introdotto tale termine.
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Prescrizione benefici amianto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione per i benefici amianto non inizia dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore o i suoi eredi acquisiscono consapevolezza dell'esposizione. Annullata la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la richiesta di una vedova per tardività, poiché non era stata verificata l'effettiva conoscenza del danno da parte del lavoratore.
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Gestione Separata avvocati: obbligo anche con redditi bassi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8648/2025, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per gli avvocati non dipende dal superamento di una soglia di reddito, ma dall'esercizio abituale della professione. Un avvocato era stato chiamato a versare i contributi all'ente previdenziale pur avendo un reddito inferiore alla soglia per l'iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense. La Corte d'Appello aveva dato ragione al professionista, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che il reddito basso non esclude di per sé l'abitualità dell'attività. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Appello incidentale: quando è necessario?
La Corte di Cassazione chiarisce che una parte, la cui eccezione preliminare (es. decadenza) sia stata implicitamente respinta dal giudice di primo grado, deve proporre un appello incidentale per farla riesaminare. Il rigetto è implicito quando il giudice decide nel merito della causa, presupponendo il superamento dell'eccezione. La semplice riproposizione dell'eccezione in appello non è sufficiente, pena la formazione del giudicato interno sulla questione.
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