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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 838/2024, ha stabilito che nella retribuzione ferie devono essere inclusi tutti i compensi di natura variabile intrinsecamente legati allo svolgimento delle mansioni, come l'incentivo per l'attività di condotta e l'indennità di riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando le decisioni dei giudici di merito. La motivazione si fonda sull'interpretazione della direttiva europea 2003/88/CE, che mira a garantire al lavoratore una condizione economica durante le ferie paragonabile a quella dei periodi di lavoro, per evitare qualsiasi effetto dissuasivo dal godimento del riposo. Inoltre, ha chiarito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere le indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che, secondo il diritto europeo, la retribuzione ferie deve essere onnicomprensiva per non dissuadere i lavoratori dal godere del riposo. Ha inoltre chiarito che la prescrizione per tali crediti decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro.
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Retribuzione feriale: indennità sempre incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità collegate alla mansione e percepite con continuità, come quelle di scorta e riserva per i capi treno. La Corte ha stabilito che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le ferie ha un effetto dissuasivo, contrario al diritto dell'Unione Europea. Pertanto, la società di trasporti è stata condannata a pagare le differenze retributive ai lavoratori. È stato anche ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto.
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Prescrizione Amianto: quando decorre il termine?
Un lavoratore esposto all'amianto ha richiesto un aumento dei contributi previdenziali. La questione centrale del caso riguardava l'inizio del termine di prescrizione decennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la decorrenza della prescrizione amianto non coincide automaticamente con la data del pensionamento. Il termine inizia a decorrere solo dal momento in cui il lavoratore acquisisce una concreta e provata consapevolezza della propria esposizione e dei diritti che ne derivano. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva presunto tale consapevolezza, rinviando la causa per un nuovo esame che accerti in fatto il momento esatto di tale presa di coscienza.
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Prescrizione Amianto: da quando decorre il termine?
Un lavoratore esposto all'amianto, andato in pensione nel 1998, ha richiesto i benefici contributivi nel 2015. La Corte d'Appello aveva dichiarato il diritto estinto, facendo decorrere la prescrizione amianto dalla data del pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il termine decennale di prescrizione decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce una consapevolezza effettiva e provabile dell'esposizione e dei diritti conseguenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione dei fatti.
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Premio di collaborazione: prevale il contratto individuale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 774/2024, ha stabilito che un accordo sindacale peggiorativo non può modificare un trattamento più favorevole, come un premio di collaborazione, previsto nel contratto individuale di lavoro. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto a seguito delle riforme sulla stabilità.
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Prescrizione Amianto: la consapevolezza è decisiva
Un lavoratore esposto ad amianto ha richiesto i benefici contributivi previdenziali. L'ente previdenziale ha eccepito la prescrizione decennale, sostenendo che il termine decorresse dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza del proprio diritto, un fatto che il giudice di merito deve accertare concretamente. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata con rinvio.
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Benefici amianto: quando il ricorso è inammissibile
Un lavoratore si rivolge alla Corte di Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha negato i suoi benefici amianto, basandosi su una perizia tecnica che escludeva un'esposizione qualificata. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la contestazione di accertamenti di fatto e perizie tecniche non è consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea che tali valutazioni sono di esclusiva competenza del giudice di merito. Viene inoltre confermato che la prescrizione del diritto decorre dalla richiesta di certificazione dell'esposizione.
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Prescrizione rimborso premi: da quando decorre?
Una società chiedeva il rimborso di premi assicurativi versati per un errato inquadramento di settore. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 717/2024, ha stabilito che la prescrizione del diritto al rimborso decorre dalla data di ogni singolo pagamento non dovuto e non dal successivo atto di riclassificazione dell'ente. Di conseguenza, l'azione della società, avviata a distanza di anni, è stata giudicata tardiva e la richiesta respinta per intervenuta prescrizione del rimborso premi.
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Prescrizione crediti socio lavoratore: la nuova regola
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione dei crediti del socio lavoratore. Confermando un orientamento recente, ha chiarito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre in costanza di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. La decisione si fonda sulla constatazione che anche il socio lavoratore, a causa dell'incertezza sulla stabilità del suo posto e sulla tutela applicabile in caso di licenziamento, vive in una condizione di 'metus' (timore) che gli impedisce di far valere i propri diritti. Di conseguenza, la regola valida per i lavoratori subordinati privi di stabilità reale viene estesa anche a questa categoria, annullando la sentenza di merito che aveva dichiarato prescritti i crediti.
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Prescrizione lavoro: Cassazione conferma la sospensione
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che riconosceva ad alcuni ex dipendenti il diritto a scatti di anzianità maturati anche durante l'apprendistato. In Cassazione, la società ha rinunciato ai motivi principali, contestando solo l'applicabilità della prescrizione. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, affermando un principio fondamentale sulla prescrizione lavoro: le riforme del 2012 e 2015, riducendo la stabilità del posto di lavoro, giustificano la sospensione dei termini di prescrizione per i crediti retributivi durante il rapporto, a causa del timore di ritorsioni del dipendente.
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Prescrizione esposizione amianto: quando inizia?
Un lavoratore esposto per anni all'amianto ha richiesto la rivalutazione dei contributi. L'ente previdenziale ha eccepito la prescrizione del diritto, sostenendo che il termine decennale decorresse dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 578/2024, ha ribaltato la decisione di secondo grado, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione esposizione amianto: il termine non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la concreta consapevolezza di essere stato esposto al rischio. Tale consapevolezza deve essere accertata dal giudice di merito e non può essere presunta.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando decorre?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, considerando il diritto prescritto per decorrenza di dieci anni dalla data del pensionamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la prescrizione rivalutazione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione. L'onere di provare tale momento spetta all'ente previdenziale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Retribuzione ferie: gli incentivi vanno inclusi
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che nella retribuzione ferie dei macchinisti devono essere inclusi anche i compensi incentivanti, come l'indennità di condotta e di riserva. La loro esclusione, infatti, costituirebbe un deterrente al godimento delle ferie, in contrasto con la normativa europea e nazionale. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Anzianità di servizio: sì al calcolo del precariato
Una ricercatrice, dopo essere stata stabilizzata da un ente di ricerca pubblico, ha chiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il precedente contratto a termine. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, confermando che, in assenza di prove su una diversità di mansioni, vige il principio di non discriminazione. L'anzianità di servizio pregressa deve quindi essere riconosciuta ai fini retributivi, e l'onere di provare ragioni oggettive per un trattamento diverso spetta al datore di lavoro.
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Retribuzione ferie e incentivi: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 284/2024, ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità accessorie, come quelle per la condotta e la riserva. La decisione si fonda sul principio del diritto dell'Unione Europea secondo cui la paga durante le ferie deve essere tale da non dissuadere il lavoratore dal goderne. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto, a causa dell'indebolimento della stabilità del posto di lavoro introdotto dalle recenti riforme.
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Retribuzione ferie: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 281/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità accessorie strettamente connesse all'attività lavorativa. Un'azienda di trasporti ferroviari aveva escluso dal calcolo le indennità per attività di condotta e di riserva, ma la Corte ha respinto il ricorso, allineandosi alla giurisprudenza europea. Il principio è che una paga ridotta durante le ferie potrebbe disincentivare il lavoratore dal goderne. La Corte ha anche confermato che la prescrizione per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Indennità feriali: sì al calcolo nella retribuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che le indennità feriali e i compensi incentivanti, legati alle mansioni ordinarie dei lavoratori (in questo caso, macchinisti), devono essere inclusi nella retribuzione corrisposta durante le ferie. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, volto a garantire che la retribuzione feriale sia sostanzialmente equiparabile a quella ordinaria, per non disincentivare il godimento del riposo. La Corte ha inoltre stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative sulla stabilità occupazionale.
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Ripetizione indebito: la PA può chiedere i soldi?
La Corte di Cassazione analizza un caso di ripetizione indebito avviato da un ente pubblico contro i propri dipendenti. L'ente aveva annullato in autotutela le delibere che giustificavano pagamenti extra, chiedendone la restituzione. I lavoratori si sono opposti, ma la Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che le somme, prive di una valida causa giuridica a seguito dell'annullamento degli atti, dovevano essere restituite.
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Ricalcolo pensione spettacolo: la Cassazione decide
Un pensionato del settore spettacolo ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, contestando i limiti applicati alla cosiddetta "quota B". La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30725/2024, ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche a tale quota. Ha inoltre confermato il principio della "decadenza mobile", limitando il diritto agli arretrati al triennio precedente la domanda giudiziale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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