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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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682 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Rendita vitalizia: quando si prescrive il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 13229/2024, affronta la complessa questione della prescrizione del diritto del lavoratore alla costituzione di una rendita vitalizia in caso di contributi omessi dal datore di lavoro. A causa di un persistente contrasto giurisprudenziale sul momento da cui far decorrere il termine di prescrizione, la Sezione Lavoro ha deciso di rimettere la questione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo, sospendendo la decisione sul caso specifico.
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Affidamento legittimo e TFR: Cassazione n. 13244/2024
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13244/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR per i dipendenti pubblici con contratti a termine. Il caso riguarda una lavoratrice che non aveva richiesto il TFR alla scadenza di ogni contratto, fidandosi di una circolare dell'ente previdenziale che ne posticipava l'esigibilità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto, affermando che il giudice deve valutare l'affidamento legittimo generato dalla condotta dell'ente stesso, che non può poi contraddirsi eccependo la prescrizione.
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Dies a quo e prescrizione: rimborso premi indebiti
La Cassazione ha stabilito che il 'dies a quo', ovvero il termine iniziale per la prescrizione del diritto al rimborso di premi previdenziali versati in eccesso a causa di un errato inquadramento, decorre da ogni singolo pagamento e non dal successivo atto di riclassificazione dell'ente. La richiesta di rimborso è stata quindi respinta per intervenuta prescrizione.
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Accertamento subordinazione: non si prescrive l’azione
Una lavoratrice ottiene il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato dopo 34 anni di collaborazioni fittizie. Il datore di lavoro ricorre in Cassazione eccependo la prescrizione dell'azione di accertamento subordinazione. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che l'azione per qualificare un rapporto è imprescrittibile, mentre i diritti economici che ne derivano si prescrivono a partire dalla cessazione del rapporto stesso, confermando la condanna al pagamento di tutte le indennità dovute.
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Reiterazione contratti a termine: Cassazione e scuola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11341/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di reiterazione di contratti a termine nel settore scolastico. La Suprema Corte ha chiarito che l'abuso nel rinnovo dei contratti precari sussiste quando questi sono utilizzati per coprire esigenze stabili e durature, come le cattedre vacanti, per un periodo superiore a 36 mesi. Ciò vale anche se il docente ha prestato servizio in istituti scolastici diversi. La sentenza ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva negato il risarcimento proprio su questo presupposto, rinviando per un nuovo esame. È stato invece confermato il termine di prescrizione quinquennale per le rivendicazioni economiche relative all'anzianità di servizio.
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Interposizione di manodopera: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda che contestava una richiesta di pagamento di premi assicurativi. Il caso verteva su una presunta interposizione di manodopera mascherata da contratto d'appalto. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo l'appalto fittizio e respingendo l'eccezione di prescrizione sollevata dall'azienda. È stato chiarito che il termine di prescrizione per i premi INAIL decorre dalla data fissata per l'autoliquidazione e che la valutazione sulla natura del contratto d'appalto è un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti lavoro: stop alla decorrenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9698/2024, chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione crediti lavoro. Viene stabilito che la domanda giudiziale volta ad accertare l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato (in caso di interposizione illecita di manodopera) interrompe la prescrizione per tutti i diritti che ne derivano, inclusi quelli retributivi. L'effetto interruttivo dura fino al passaggio in giudicato della sentenza, rendendo tempestiva la successiva richiesta di pagamento delle differenze retributive.
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Interposizione fittizia: quando l’appalto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, riconoscendo una interposizione fittizia di manodopera in un appalto di servizi di trasporto. La Corte ha stabilito che, a causa del controllo diretto e pervasivo esercitato dalla società committente sul lavoratore della ditta appaltatrice, si era instaurato un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. La sentenza chiarisce anche che il termine di prescrizione per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto, data l'assenza di un regime di stabilità reale.
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Prescrizione crediti lavoro: quando inizia a decorrere?
Una lavoratrice, dopo una lunga causa per il riconoscimento del suo rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un'emittente televisiva, ha richiesto differenze retributive. L'azienda ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda giudiziale per l'accertamento del rapporto interrompe la prescrizione per tutti i diritti conseguenti (come i crediti di lavoro) fino al passaggio in giudicato della sentenza, proteggendo così il diritto della lavoratrice.
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Vittima del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9449/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo lo status di vittima del dovere. Il caso riguardava la richiesta di una madre per il figlio militare, deceduto durante un'esercitazione. La Corte ha confermato che il diritto al riconoscimento dello status è imprescrittibile, in quanto condizione giuridica permanente. Tuttavia, i singoli ratei dei benefici economici maturati oltre il decennio anteriore alla domanda amministrativa sono soggetti a prescrizione. Il ricorso del Ministero della Difesa è stato quindi respinto.
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Prescrizione credito datore: accordo sindacale e termini
Una lavoratrice otteneva in giudizio l'accertamento della prescrizione del credito di un ente previdenziale per il recupero di un assegno 'ad personam'. L'ente sosteneva che i termini di un accordo sindacale fossero stati tacitamente prorogati, interrompendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla durata e l'interpretazione dell'accordo sindacale è una questione di fatto, non riesaminabile in sede di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza dei termini definiti negli accordi e i limiti del giudizio di Cassazione in tema di prescrizione credito datore.
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Prescrizione recupero stipendio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che tentava di recuperare somme stipendiali pagate in eccesso a una dipendente. La decisione conferma che il diritto al recupero era estinto per prescrizione decennale. Il punto centrale riguarda l'interpretazione di un accordo sindacale che sospendeva il recupero: la Corte ha ribadito che l'interpretazione degli accordi spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità, bloccando di fatto il tentativo dell'ente di recuperare le somme dopo oltre dieci anni.
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Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di prescrizione indebito retributivo. Un ente pubblico aveva tentato di recuperare somme erogate a due dipendenti oltre dieci anni prima, a titolo di assegno ad personam. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando la decisione d'appello che aveva sancito l'avvenuta prescrizione del diritto al recupero. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare nel merito i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Onere della prova: chi deve dimostrare l’indebito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28884/2025, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova nella ripetizione dell'indebito. Un'azienda sanitaria aveva trattenuto somme dagli stipendi di alcuni medici, sostenendo fossero pagamenti non dovuti per assistiti deceduti. I medici hanno agito in giudizio per far accertare l'inesistenza del debito. La Corte ha chiarito che l'onere della prova grava sempre su chi afferma l'esistenza dell'indebito e ne chiede la restituzione (in questo caso l'azienda sanitaria), anche quando formalmente è la parte convenuta in giudizio. L'azienda, non avendo fornito tempestivamente le prove del suo credito, ha perso la causa.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la conversione del suo rapporto da tempo determinato a indeterminato, ha richiesto le differenze retributive. L'azienda si è opposta eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione crediti di lavoro di cinque anni decorre da quando il diritto può essere fatto valere, e non dalla data della sentenza definitiva che accerta il diritto stesso, poiché la necessità di un accertamento giudiziale costituisce un ostacolo di mero fatto e non un impedimento giuridico.
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Retribuzione ferie: sì alle indennità variabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili corrisposte in modo continuativo, come quelle per attività di scorta e riserva. Confermando la decisione dei giudici di merito, la Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, affermando il principio derivato dal diritto europeo secondo cui la paga durante le ferie deve essere comparabile a quella ordinaria per non dissuadere il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: sì a indennità variabili
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il concetto di retribuzione ferie, secondo il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere qualsiasi importo pecuniario intrinsecamente legato alla mansione, per evitare di dissuadere i dipendenti dal godere del loro diritto al riposo.
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Retribuzione ferie: quali voci includere in busta paga
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere alcune indennità variabili nella busta paga dei dipendenti durante le vacanze. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la retribuzione ferie deve comprendere tutte le componenti retributive continuative e legate alle mansioni, per evitare di scoraggiare i lavoratori dal prendere le ferie. La Corte ha anche precisato che il termine di prescrizione per queste richieste economiche decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8664/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili connesse alla mansione, come quelle per attività di scorta e riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze ha un effetto dissuasivo, contrario al diritto dell'Unione Europea. La decisione rafforza il principio secondo cui la retribuzione durante il riposo deve essere equiparabile a quella dei periodi lavorativi.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7446/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione per la rivalutazione contributiva da esposizione ad amianto. Un lavoratore si era visto negare il beneficio dalla Corte d'Appello, la quale aveva fatto decorrere il termine decennale di prescrizione dalla data del pensionamento. La Cassazione ha cassato la sentenza, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto effettiva conoscenza o poteva avere conoscenza del suo diritto, ovvero dell'esposizione nociva. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
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