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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato il termine di versamento per l'anno 2009 al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente previdenziale il 3 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio legale. La Corte ha chiarito che il differimento dei termini operato da fonti regolamentari sposta il momento iniziale della prescrizione per tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore.
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Fondo di garanzia: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione annuale per l'accesso al Fondo di garanzia gestito dall'ente previdenziale decorre solo dal momento in cui il lavoratore ha effettiva conoscenza dell'esito negativo dell'esecuzione forzata. Nel caso di datori di lavoro non soggetti a fallimento, non basta la semplice data di redazione del verbale di pignoramento negativo, ma rileva il momento in cui il lavoratore ne entra in possesso. La decisione sottolinea che il diritto alla prestazione del Fondo di garanzia è autonomo e richiede la prova dell'insufficienza patrimoniale del datore, conoscibile solo tramite il ritiro degli atti ufficiali.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, includendo eventuali proroghe legislative. Nel caso analizzato, un professionista aveva contestato una richiesta dell'INPS relativa all'anno 2009, ritenendola prescritta. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il differimento dei termini al 6 luglio 2010, previsto per i soggetti sottoposti agli studi di settore, sposta in avanti il momento iniziale del calcolo. Di conseguenza, la notifica dell'INPS avvenuta il 30 giugno 2015 è stata considerata tempestiva, annullando la precedente decisione di merito.
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Gestione Separata: calcolo della prescrizione
La sentenza analizza la decorrenza della prescrizione per i contributi alla Gestione Separata. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di un differimento dei termini di pagamento stabilito per legge, il termine quinquennale di prescrizione inizia a decorrere dalla nuova scadenza prorogata e non da quella originaria. Questo principio rende tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale se notificata entro cinque anni dal termine differito.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione di merito che aveva dichiarato prescritti i contributi dovuti alla Gestione separata da un professionista per l'anno 2009. Il punto centrale della controversia riguarda l'individuazione del momento esatto in cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano fissato tale data al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha stabilito che, per effetto del differimento dei termini di pagamento previsto dal d.P.C.M. del 10 giugno 2010 per i soggetti sottoposti agli studi di settore, la scadenza era slittata al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 risulta tempestiva e il credito non è estinto.
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Prescrizione contributi INPS: le regole sulla proroga
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla Prescrizione contributi INPS dovuti alla Gestione separata per l'anno 2009. La Corte territoriale aveva erroneamente dichiarato prescritto il credito, fissando la scadenza del pagamento al 16 giugno 2010. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine era stato prorogato al 6 luglio 2010 da un apposito decreto ministeriale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è da considerarsi tempestiva, avendo interrotto il termine quinquennale prima della sua scadenza.
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Gestione separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, includendo eventuali proroghe disposte per legge o regolamento. Nel caso esaminato, il D.P.C.M. del 10 giugno 2010 aveva differito il termine al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 30 giugno 2015. La decisione chiarisce che il differimento dei termini fiscali sposta il dies a quo del quinquennio prescrizionale.
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Gestione Separata: prescrizione e Quadro RR
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata da parte di una professionista. La ricorrente contestava la pretesa dell'ente previdenziale per l'anno 2011, sostenendo che il termine quinquennale fosse già decorso. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce un occultamento doloso del debito. Pertanto, la prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza del termine per il versamento del saldo e non dalla presentazione della dichiarazione, rendendo nulla la pretesa tardiva dell'ente.
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Gestione Separata: obblighi per professionisti
Un professionista, contemporaneamente insegnante pubblico, ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata per la sua attività di ingegnere. La Corte d'Appello ha confermato l'obbligo contributivo poiché la cassa professionale non garantiva una copertura pensionistica effettiva per tale attività. La Cassazione, analizzando i ricorsi, ha focalizzato l'attenzione sulla distinzione tra omissione ed evasione contributiva, rinviando la causa alla Sezione Quarta per definire il regime sanzionatorio applicabile alla luce dei recenti orientamenti costituzionali.
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Prescrizione contributiva: calcolo del termine INPS
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo della prescrizione contributiva relativa alla Gestione separata INPS per l'anno 2009. Un professionista aveva contestato una richiesta di pagamento sostenendo l'avvenuta estinzione del debito. Mentre i giudici di merito avevano fissato la decorrenza del termine al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha rilevato che, per effetto di una proroga governativa, il termine iniziale doveva essere individuato nel 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo del termine impedisce la formazione del giudicato interno, rendendo necessario un nuovo esame per verificare se la richiesta dell'ente sia giunta prima della scadenza effettiva.
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Prescrizione contributiva: il calcolo del termine
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti i contributi dovuti alla Gestione separata da un professionista per l'anno 2009. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributiva inizia a decorrere dal termine di versamento prorogato dai decreti ministeriali (6 luglio 2010) e non dalla scadenza ordinaria di giugno. La decisione chiarisce che l'impugnazione di un singolo elemento della prescrizione impedisce la formazione del giudicato sull'intera fattispecie estintiva.
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Gestione Separata INPS: sanzioni e professionisti
Un professionista tecnico ha impugnato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per l'attività svolta in parallelo al lavoro dipendente. La Corte d'Appello aveva confermato la pretesa dell'ente previdenziale, ma il ricorrente ha sollevato dubbi sulla prescrizione dei crediti e sulla legittimità delle sanzioni applicate. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione sanzionatoria e i recenti interventi della Corte Costituzionale, ha deciso di rimettere la causa alla sezione ordinaria per un approfondimento nomofilattico sulla Gestione Separata INPS.
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Prescrizione contributiva: calcolo della decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione contributiva per i professionisti iscritti alla Gestione Separata. Il caso riguarda un avvocato a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto contributi per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, fissando la decorrenza al 16 giugno 2010. Tuttavia, la Suprema Corte ha cassato la sentenza, stabilendo che il termine di prescrizione deve decorrere dal 6 luglio 2010, in virtù delle proroghe dei versamenti stabilite per i soggetti sottoposti agli studi di settore. La decisione chiarisce che il giudice deve individuare d'ufficio il corretto termine di scadenza per il calcolo dei cinque anni.
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Gestione Separata INPS: obblighi per avvocati
La Corte di Cassazione ha analizzato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per un avvocato che, pur iscritto all'albo, non versava contributi soggettivi alla Cassa Forense. Il professionista contestava l'iscrizione d'ufficio basata su redditi minimi. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo previdenziale dipende dall'abitualità dell'esercizio professionale, che deve essere accertata in concreto dal giudice di merito, non potendo basarsi solo su presunzioni astratte legate al reddito. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione dei fatti.
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Perdite fiscali: la scelta del riporto è vincolante
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che pretendeva di riportare le perdite fiscali emerse a seguito di un accertamento. L'Ufficio aveva spostato alcuni costi dal 2006 al 2005 per difetto di competenza. Sebbene la società avesse ottenuto il rimborso per il 2005, la Corte ha negato la possibilità di riportare l'eccedenza di perdita negli anni successivi. La decisione si fonda sul principio per cui l'utilizzo delle perdite fiscali costituisce una scelta negoziale del contribuente da esercitare esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi, rendendola irretrattabile in assenza di errori essenziali e riconoscibili.
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Prescrizione bancaria: le nuove regole della Cassazione
Una società ha agito contro un istituto bancario per ottenere la restituzione di somme indebitamente addebitate su un conto corrente, contestando anatocismo e interessi ultralegali. La banca ha eccepito la prescrizione del diritto al rimborso. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per sollevare validamente l'eccezione di prescrizione, la banca non è obbligata a indicare specificamente ogni singola rimessa solutoria. È sufficiente che la banca dichiari di volersi avvalere della prescrizione, lasciando al giudice il compito di distinguere tra rimesse solutorie e ripristinatorie sulla base degli estratti conto prodotti dal cliente.
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Interessi ultradecennali: i termini per il rimborso
Una società del settore farmaceutico ha richiesto il rimborso di interessi ultradecennali maturati su un credito IRPEG risalente al 1989. Nonostante la normativa del 2007 prevedesse tassi maggiorati per i crediti pendenti da oltre dieci anni, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che la richiesta di integrazione degli interessi, presentata oltre due anni dopo il rimborso del capitale, è inammissibile per decadenza ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. 546/1992.
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Danno pensionistico: la prescrizione parte dalla pensione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che richiedeva il risarcimento per il danno pensionistico derivante dal mancato versamento dei contributi per mansioni superiori svolte tra il 1992 e il 2005. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato prescritto il diritto, ritenendo che il termine decorresse dalla sentenza di riconoscimento delle mansioni, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che la prescrizione per il risarcimento del danno da omissione contributiva inizia a decorrere solo dal momento in cui il lavoratore raggiunge l'età pensionabile, poiché è in quel momento che il danno si manifesta concretamente come perdita o riduzione della pensione.
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Rimborso interessi tributari: i termini di decadenza
Una società ha impugnato il silenzio rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria su un'istanza per il **rimborso interessi tributari** ultradecennali relativi a un credito IRPEG del 1993. Sebbene l'Ufficio avesse già rimborsato capitale e interessi fino al 2007, l'azienda richiedeva le somme maturate tra il 2008 e il 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la richiesta era inammissibile per decadenza. Il termine di due anni per presentare l'istanza decorreva dal momento del pagamento parziale avvenuto nel 2010, rendendo tardiva la domanda presentata solo nel 2014.
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Prescrizione medici specializzandi: guida al termine
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da numerosi professionisti sanitari per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione svolti tra il 1983 e il 1991. La decisione ruota attorno alla prescrizione medici specializzandi, ribadendo che il termine decennale per agire contro lo Stato decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Poiché l'azione legale è stata intrapresa solo nel 2015, il diritto è stato dichiarato estinto per decorso del tempo, nonostante i tentativi dei ricorrenti di spostare l'inizio del termine a date successive legate a chiarimenti giurisprudenziali.
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