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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2022

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478 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione contributi INPS: il rinvio dei termini sposta la decorrenza
L'INPS ha contestato la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato prescritti i contributi previdenziali dovuti da una Lavoratrice per l'anno 2009, relativi alla Gestione Separata. La Corte d'Appello aveva ritenuto che il termine di prescrizione fosse scaduto. L'INPS ha sostenuto che il DPCM 10.6.2010 aveva posticipato la scadenza per il pagamento di tali contributi al 6 luglio 2010, rendendo il credito non prescritto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che il termine di prescrizione contributi INPS per il 2009 doveva decorrere dalla nuova scadenza stabilita dal DPCM, cioè il 6 luglio 2010, e che tale differimento si applicava a tutti i contribuenti che esercitavano attività economiche per le quali erano stati elaborati gli studi di settore, anche se non assoggettati a tale regime. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Ignorata, Cassazione Ribalta la Sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di *prescrizione contributi INPS* per la Gestione Separata. Un professionista aveva contestato una richiesta di contributi per il 2009, ritenuti prescritti dalla Corte d'Appello. Quest'ultima aveva calcolato la prescrizione dalla scadenza originaria del versamento (16 giugno 2010). La Cassazione ha però chiarito che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza *effettiva* del pagamento, incluse eventuali proroghe. Nel caso specifico, un D.P.C.M. aveva prorogato la scadenza al 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo ha portato all'accoglimento del ricorso INPS e al rinvio della causa per una nuova valutazione.
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Proroghe fiscali e prescrizione contributi Gestione Separata
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei versamenti previdenziali per l'anno 2009. Il professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale, sostenendo che la scadenza originaria fosse fissata al 16 giugno 2010 e la richiesta notificata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che il termine di pagamento per i soggetti assoggettabili a studi di settore era stato prorogato al 6 luglio 2010 tramite decreto governativo. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data prorogata e la notifica dell'ente è pienamente tempestiva ed efficace.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione Quadro RR non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi INPS relativi alla Gestione Separata. L'Istituto aveva richiesto il pagamento di contributi, ma il Lavoratore aveva omesso di compilare il "Quadro RR" nella sua dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici precedenti: la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito. L'INPS avrebbe potuto accertare il credito con i normali poteri ispettivi o richiedendo informazioni all'Agenzia delle Entrate. Pertanto, la Prescrizione contributi INPS è stata dichiarata valida, e il ricorso dell'INPS è stato respinto.
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Prescrizione contributi INPS: notifica valida e ricorso respinto
Un libero professionista ha contestato un avviso di addebito per contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2007. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che l'ente avesse notificato la richiesta di pagamento oltre il termine legale di cinque anni. La Corte di Appello ha respinto l'eccezione, accertando che l'ente previdenziale ha consegnato l'atto interruttivo il 10 giugno 2013, prima della scadenza del quinquennio fissata al 16 giugno 2013. Il professionista ha impugnato la pronuncia in Cassazione, affermando di aver ricevuto la notifica solo il 19 giugno 2013. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché il ricorrente intendeva ridiscutere l'accertamento materiale dei fatti senza rispettare i rigorosi limiti del giudizio di legittimità. Il professionista deve quindi pagare le somme richieste e un ulteriore contributo unificato.
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Beneficio contributivo per amianto negato per prescrizione
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale il riconoscimento del beneficio contributivo per amianto previsto dalla legge per l'esposizione prolungata a fibre nocive. I giudici di merito hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione decennale: la domanda amministrativa era pervenuta oltre dieci anni dopo la cessazione definitiva dell'esposizione, avvenuta nel 1990, momento in cui il danno era già conoscibile. Il lavoratore ha impugnato la decisione contestando l'onere della prova e la consapevolezza del rischio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'accertamento sulla decorrenza del termine costituisce una valutazione sui fatti non riesaminabile in sede di legittimità. Il lavoratore perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga contro termine
L'ente previdenziale chiedeva il pagamento dei contributi per l'anno 2009 a una professionista iscritta d'ufficio alla Gestione separata, notificando la richiesta il 30 giugno 2015. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito per prescrizione, ritenendo quale termine iniziale la scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal termine prorogato senza maggiorazione (6 luglio 2010) stabilito per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale è tempestiva ed evita l'estinzione del credito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2008 tramite una diffida recapitata il 27 giugno 2014. Il Professionista eccepiva l'estinzione del debito, sostenendo che la data limite per il conteggio quinquennale fosse il 16 giugno 2009. I giudici di merito accoglievano l'eccezione del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso dell'Ente. Il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata differita al 6 luglio 2009 tramite apposito decreto governativo per i contribuenti soggetti a studi di settore. La richiesta dell'Ente risulta quindi tempestiva e il debito rimane esigibile.
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Prescrizione Contributi INPS: Quando gli Studi di Settore Contano
L'INPS ha impugnato una sentenza che, pur confermando l'obbligo di una professionista di iscriversi alla Gestione Separata, ha dichiarato la prescrizione contributi INPS per il 2009. La Corte d'Appello aveva escluso l'applicazione di un decreto che prorogava i termini di versamento delle imposte, poiché l'INPS non aveva provato che la professionista rientrasse negli studi di settore. La Cassazione ha rilevato che il ricorso dell'INPS non affrontava la questione cruciale degli studi di settore. Per questo motivo, la Corte ha disposto la trasmissione del procedimento a un'altra sezione per un esame più approfondito sull'applicabilità degli studi di settore e le sue implicazioni sulla prescrizione.
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INPS vs. Professionista: Prescrizione Contributi INPS e Ricorso Tardivo
L'INPS ha chiesto a una professionista il pagamento di contributi per l'anno 2010, relativi all'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata. La professionista ha eccepito la prescrizione dei contributi. La Corte d'Appello ha accolto questa eccezione. L'INPS ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il termine di prescrizione dovesse decorrere da una data successiva, a causa di un D.P.C.M. che aveva differito i termini di versamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'INPS inammissibile per tardività, confermando di fatto la prescrizione contributi INPS e condannando l'Istituto alle spese legali.
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Prescrizione crediti retributivi: il silenzio costa il rimborso
Un lavoratore ha agito in giudizio contro il proprio datore di lavoro per ottenere il pagamento dell'indennità di maneggio denaro per annualità pregresse. L'ente datore ha eccepito la prescrizione quinquennale, affermando di impiegare oltre quindici dipendenti e godere quindi della stabilità reale del rapporto. Il dipendente non ha contestato tale requisito dimensionale nel corso del primo grado di giudizio, sollevando obiezioni soltanto in appello e richiamando una diversa causa precedente. I giudici di merito hanno respinto la richiesta per intervenuta estinzione del credito. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, ribadendo che la prescrizione crediti retributivi opera anche durante il rapporto quando il lavoratore omette di smentire tempestivamente le dimensioni aziendali allegate dal datore.
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Prescrizione azione risarcitoria: l’investitore perde per mancata impugnazione
Un investitore ha citato in giudizio una Banca per la risoluzione di un contratto di investimento in obbligazioni argentine e il risarcimento dei danni, lamentando una carenza informativa. Il Tribunale aveva accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo l'azione prescritta e infondata. La Corte d'Appello ha anche evidenziato che l'investitore era un "operatore qualificato" e che non era stato provato un nesso causale tra l'eventuale carenza informativa e il danno. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'investitore inammissibile. Questo è avvenuto perché una delle tre ragioni (ratio decidendi) su cui si basava la sentenza d'Appello, ovvero l'assenza di prova del nesso causale, non è stata impugnata dall'investitore. Pertanto, la decisione della Corte d'Appello è rimasta valida, rendendo irrilevanti le altre contestazioni sulla prescrizione azione risarcitoria.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente previdenziale richiedeva a una professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2009. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito per prescrizione contributi Gestione separata, considerando tardiva la richiesta inviata il primo luglio 2015 rispetto alla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. L'Istituto ricorreva in Cassazione, eccependo sia la sospensione dei termini sia lo spostamento della scadenza di versamento al 6 luglio 2010 tramite apposito decreto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente. I giudici di legittimità hanno stabilito che il termine iniziale di decorrenza può essere corretto d'ufficio dal magistrato. Poiché la scadenza reale cadeva il 6 luglio 2010, la richiesta dell'Istituto era tempestiva ed efficace a interrompere il decorso quinquennale.
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Danni da esondazione: la prescrizione risarcimento danni
Una società commerciale chiedeva al Ministero il risarcimento per i danni causati dall'esondazione di un fiume avvenuta nel 1992, notificando l'atto di citazione solo nel 2015. I giudici di primo grado respingevano la domanda dichiarando estinto il diritto per intervenuta prescrizione decennale, conteggiata a partire dal rinvio a giudizio penale del progettista dell'opera idraulica nel 2000. La società proponeva appello contestando genericamente il momento di effettiva conoscibilità dell'illecito, ma l'impugnazione veniva dichiarata inammissibile. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato la decisione: nei giudizi civili, chi si oppone all'eccezione deve indicare con precisione la data alternativa di decorrenza del termine. La prescrizione risarcimento danni scatta infatti quando il danneggiato può percepire il nesso di causa usando l'ordinaria diligenza, e l'appello privo di specifiche confutazioni è inammissibile.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Differimento Salva l’Ente
L'Ente Previdenziale ha contestato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la prescrizione dei contributi dovuti da un Ingegnere alla Gestione Separata per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, non considerando il differimento dei termini di versamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. Ha stabilito che la prescrizione dei contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza dei termini di pagamento, inclusi i differimenti. Di conseguenza, il credito non era ancora prescritto alla data dell'avviso di addebito. La sentenza d'Appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo giudizio.
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Restituzione somme pagate: vittoria in appello e prescrizione
Un datore di lavoro ha versato un importo a un dipendente in esecuzione di una pronuncia di primo grado. Successivamente, la Corte d'Appello ha ribaltato il verdetto e la Cassazione ha confermato l'esito. L'azienda ha avviato un'azione autonoma per ottenere la restituzione somme pagate. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione decennale del credito, sostenendo che il termine decorreva dalla pubblicazione della sentenza d'appello e non dal giudicato. I giudici di secondo grado hanno respinto l'eccezione, ritenendo interrotta la prescrizione tramite il controricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del dipendente, chiarendo che il termine decennale decorre dalla pubblicazione della sentenza di riforma e che gli atti successivi non interrompono automaticamente la prescrizione senza un'esplicita istanza restitutoria.
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Prescrizione contributi Gestione separata: calcolo con la proroga
Una professionista ha impugnato una cartella esattoriale con cui l'INPS chiedeva il pagamento di contributi omessi per il 2009. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa, dichiarando maturata la prescrizione contributi Gestione separata calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. L'INPS ha proposto ricorso per cassazione lamentando la sospensione del termine per omessa compilazione del quadro RR. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente di previdenza. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza prorogata per legge senza maggiorazione, ossia dal 6 luglio 2010. Il giudice deve individuare d'ufficio la corretta decorrenza temporale, poiché la prescrizione non si era ancora compiuta al momento della prima richiesta di pagamento.
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Avvocati e Gestione Separata: Obbligo di Iscrizione Confermato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un avvocato iscritto all'Albo ma con reddito insufficiente per la Cassa Forense. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata Avvocati e dichiarato prescritti i contributi. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che gli avvocati non iscritti alla Cassa Forense per basso reddito devono comunque iscriversi alla Gestione Separata INPS. Ha anche chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento, che può essere differito da decreti specifici, e nel caso in esame non era ancora maturata. L'INPS ha quindi vinto il ricorso.
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Prescrizione contributi previdenziali: sospensione salva il credito INPS
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di `Prescrizione contributi previdenziali` tra un'Azienda e l'INPS. L'Azienda contestava un decreto ingiuntivo per contributi non pagati, sostenendo la loro prescrizione. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'INPS, affermando che le ordinanze di protezione civile avevano sospeso i termini di pagamento, posticipando l'inizio della prescrizione. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il periodo di `Prescrizione contributi previdenziali` non decorre durante le sospensioni legali degli obblighi di versamento. L'INPS aveva validamente interrotto la prescrizione con le sue richieste. L'Azienda ha perso la causa e dovrà pagare i contributi e le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la svolta INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto ad un Libero Professionista il versamento delle somme previdenziali per l'anno 2009. Il lavoratore ha contestato la richiesta sostenendo che il termine di legge fosse scaduto. I giudici d'appello hanno inizialmente accolto le ragioni del professionista, fissando la scadenza al 16 giugno 2010 e ritenendo la notifica del 6 luglio 2015 oltre i cinque anni. La Corte di Cassazione ha invece capovolto l'esito del giudizio. I giudici di legittimità hanno accertato che un decreto governativo del 2010 aveva prorogato la scadenza dei pagamenti al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, il sollecito inviato l'ultimo giorno utile risulta del tutto tempestivo. La prescrizione contributi Gestione Separata non si è pertanto compiuta e il credito dell'ente rimane valido.
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