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Art. 2932 Codice Civile — Anno 2022

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167 provvedimenti

Altri anni per Art. 2932 Codice Civile

Contratto preliminare di permuta: Cassazione annulla trasferimento coattivo
Un Proprietario ha ceduto un terreno a un Costruttore in cambio di future unità immobiliari, tramite un Contratto preliminare di permuta. Il Costruttore non ha ultimato i lavori né stipulato il contratto definitivo. Il Tribunale ha dichiarato l'inadempimento del Costruttore, disponendo il trasferimento coattivo degli immobili e condannandolo al risarcimento. La Corte d'Appello ha confermato. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso del Costruttore. Ha ritenuto che la Corte d'Appello non abbia correttamente qualificato il contratto come Contratto preliminare di permuta anziché vendita di cosa futura, rinviando la causa per una nuova valutazione della natura dell'accordo e delle conseguenze dell'inadempimento.
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Diritto di Prelazione Locazione Commerciale: Prevale sul Patto Fiduciario
Un Proprietario acquista un immobile commerciale dichiarandosi acquirente fiduciario per conto di un Fiduciante. Successivamente, un tribunale ordina il trasferimento della proprietà all'Azienda Immobiliare del Fiduciante. L'Inquilino, titolare di un **diritto di prelazione locazione commerciale**, chiede di subentrare nell'acquisto e la restituzione dei canoni pagati. La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto di prelazione prevale anche nei trasferimenti fiduciari e che la sentenza di riscatto ha efficacia *ex tunc* (retroattiva). Di conseguenza, l'Inquilino non doveva i canoni all'Azienda Immobiliare dopo il trasferimento originario e ha diritto alla restituzione delle somme versate.
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Contratto preliminare: l’inadempimento costa caro all’Azienda
Un Lavoratore e un'Azienda stipulano un contratto preliminare per l'affidamento di un'agenzia. L'Azienda non conclude il contratto definitivo, affidando l'agenzia a un'altra società. Il Tribunale dichiara l'inadempimento del contratto preliminare da parte dell'Azienda e la condanna al risarcimento danni, calcolato equitativamente sulla base di un'opportunità alternativa persa dal Lavoratore. Entrambe le parti ricorrono in appello e poi in Cassazione. La Suprema Corte conferma la natura preliminare del contratto e l'inadempimento dell'Azienda, rigettando sia il ricorso principale del Lavoratore (sull'ammontare del danno) sia quello incidentale dell'Azienda (sulla qualificazione del contratto e sulla propria responsabilità).
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Esecuzione specifica del preliminare: no al blocco senza prezzo
Una società costruttrice stipula un contratto preliminare per acquistare un terreno edificabile. La società realizza le opere edilizie ma non versa il saldo del prezzo pattuito. Di fronte all'inadempimento, la società acquirente promuove una causa per ottenere l'esecuzione specifica del preliminare e il trasferimento forzoso della proprietà dell'immobile. I proprietari venditori resistono alla richiesta e pretendono la risoluzione dell'accordo. I giudici di merito e la Corte di Cassazione respingono le pretese della società costruttrice. L'acquirente non può ottenere la proprietà giudiziale del bene se il debito è già scaduto e manca un'offerta formale e tempestiva del prezzo dovuto.
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Giudicato Tributario: l’erede perde il rimborso dell’imposta di successione
Un erede ha chiesto il rimborso di un'imposta di successione, sostenendo un pagamento eccessivo dovuto a una dichiarazione iniziale errata e una successiva correttiva. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, ribadendo che il `giudicato tributario` (sentenza definitiva) a favore dell'Amministrazione finanziaria preclude l'annullamento d'ufficio dell'atto impositivo tramite autotutela. Il `giudicato` copre sia le questioni sollevate che quelle che avrebbero potuto essere sollevate. L'erede non ha dimostrato un interesse pubblico rilevante per giustificare il rimborso.
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Trascrizione della domanda giudiziale: tutela contro il fallimento
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto di un appartamento. Il venditore non trasferisce l'immobile e l'acquirente promuove una causa civile per ottenere il trasferimento forzato della proprietà. L'acquirente provvede regolarmente alla trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari prima che la società venditrice fallisca. Dopo la dichiarazione di fallimento, la curatela fallimentare tenta di sciogliersi dal preliminare per trattenere l'immobile nella massa dei creditori. La Suprema Corte di Cassazione respinge il ricorso della curatela e conferma il trasferimento dell'immobile in favore dell'acquirente. L'originaria trascrizione della domanda giudiziale prevale infatti sui poteri del curatore fallimentare e salva l'acquisto dell'immobile.
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Puntuazione contrattuale: l’accordo non vincola, niente terreno
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia riguardante un accordo del 1988 per il trasferimento di un'area edificabile. L'erede del presunto acquirente chiedeva l'esecuzione in forma specifica, sostenendo che l'accordo fosse un contratto vincolante. La Società venditrice, invece, lo considerava una mera puntuazione contrattuale. La Suprema Corte ha confermato che la scrittura del 1988 era una semplice puntuazione contrattuale, priva degli elementi essenziali per essere un contratto valido e quindi non suscettibile di esecuzione coattiva. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese per il ricorrente, ribadendo la non vincolatività dell'accordo iniziale.
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Esecuzione Specifica Contratto Preliminare: Quote e Irregolarità Edilizie
L'Impresa Acquirente ha chiesto l'esecuzione specifica di un contratto preliminare per l'acquisto di quote di un immobile indiviso, nonostante la presenza di abusi edilizi e il mancato coinvolgimento di tutti i comproprietari. I Promittenti Venditori si sono opposti, sollevando questioni procedurali e di merito. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di merito. Ha stabilito che l'esecuzione specifica contratto preliminare è ammissibile anche per singole quote se il preliminare le prevede esplicitamente. Ha inoltre chiarito che la condizione sospensiva (sanatoria) si era avverata e che il pagamento del prezzo, previsto al rogito, non richiedeva un'offerta formale preventiva. La Corte ha anche riconosciuto il diritto alla riduzione del prezzo per le irregolarità urbanistiche residue.
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Termine essenziale nel preliminare: terreno perso e risarcimento
Una società acquirente ha stipulato un contratto preliminare per l'acquisto di un terreno, impegnandosi a realizzare un distributore di carburanti entro una data precisa. Il contratto qualificava tale scadenza come termine essenziale. A causa di un contenzioso amministrativo, la società ha interrotto i lavori senza ultimarli nei tempi previsti. Successivamente, la promissaria acquirente ha citato in giudizio i venditori per ottenere il trasferimento coattivo del terreno e il rimborso dei costi. I venditori hanno chiesto la risoluzione del contratto e i danni. I giudici hanno accertato la risoluzione del contratto per la scadenza del termine essenziale nel preliminare e per l'inadempimento della società acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente il verdetto, respingendo il ricorso della società e condannandola alle spese legali.
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Improcedibilità del ricorso: un errore formale blocca il trasferimento di proprietà
Un Cittadino ha cercato di ottenere il trasferimento di una proprietà, ma la sua richiesta è stata respinta. Ha quindi presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. Questo è avvenuto perché il Cittadino non ha allegato la copia autentica della sentenza che intendeva impugnare ai documenti del ricorso, un requisito procedurale fondamentale. Di conseguenza, il Ricorrente ha perso la causa e ha dovuto sostenere le spese legali.
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Imposta ipotecaria: dovuta anche dopo l’estinzione del debito
Un acquirente ha ottenuto il trasferimento giudiziale di un immobile tramite sentenza costitutiva, con l'obbligo di versare il prezzo residuo. Il Conservatore dei Registri Immobiliari ha trascritto il provvedimento e iscritto d'ufficio un'ipoteca legale a tutela del venditore. In seguito, l'acquirente ha depositato la somma tramite offerta reale convalidata dal tribunale, ritenendo estinto il debito prima della richiesta del fisco. L'amministrazione finanziaria ha comunque preteso il versamento della imposta ipotecaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente impositore. I giudici hanno stabilito che l'imposta ipotecaria è legata alla materiale esecuzione della formalità nei registri. Le successive vicende private di estinzione del debito non cancellano l'obbligo tributario sorto al momento dell'iscrizione.
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Provvigione del Mediatore: Dovuta Anche se l’Affare Non si Conclude?
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini per il diritto alla provvigione del mediatore. Un acquirente aveva contestato il pagamento della provvigione a un'agenzia immobiliare per l'acquisto di un'azienda. L'acquirente sosteneva che il contratto definitivo non si era concluso per cause a lui non imputabili, invocando una clausola penale. La Corte ha stabilito che il diritto del mediatore alla provvigione sorge quando le parti raggiungono un accordo preliminare vincolante, anche se il contratto definitivo non viene poi stipulato. La clausola penale invocata dall'acquirente era irrilevante, poiché si applicava solo in caso di rinuncia prima dell'accettazione della proposta. L'acquirente ha perso la causa e deve pagare la provvigione e le spese legali.
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Risoluzione del contratto preliminare per vincoli non cancellati
Un promissario acquirente stipula un accordo per comprare una villa, versando una caparra. La promittente venditrice assume l'obbligo di cancellare ipoteche e vincoli prima del rogito, ma omette di attivarsi con tempestività. L'acquirente avvia la causa per ottenere il trasferimento del bene e successivamente muta la richiesta domandando la risoluzione del contratto preliminare per grave inadempimento della venditrice, oltre alla restituzione del denaro e al rimborso delle spese di locazione sostenute per l'alloggio temporaneo. La Corte di Cassazione conferma la piena legittimità della risoluzione del contratto preliminare e il rimborso dei canoni di locazione a carico della parte venditrice inadempiente.
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Titolo instabile e responsabilità professionale del notaio
Un venditore ha alienato un immobile a un'acquirente basando la propria titolarità su una sentenza non ancora definitiva, poi ribaltata in sede di impugnazione. L'acquirente ha perso la proprietà del bene e ha citato in giudizio il venditore e il notaio per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di entrambi, affermando la sussistenza della responsabilità professionale del notaio. Il pubblico ufficiale risponde per colpa professionale quando stipula un rogito senza verificare la definitività del titolo del dante causa e omette di informare la parte acquirente dei rischi legati all'acquisto da chi non è pieno proprietario. Il notaio deve risarcire integralmente il cliente rimborsando il prezzo e le spese sostenute.
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Permuta di cosa futura: nullo il preliminare senza dati precisi
Un costruttore e un proprietario terriero avevano stipulato un preliminare di permuta. L'accordo prevedeva la cessione di un terreno in cambio del venticinque per cento degli edifici futuri da realizzare sul fondo. A seguito del rifiuto del proprietario di stipulare l'atto definitivo, il costruttore ha avviato l'azione per l'esecuzione forzata del contratto. La Corte d'Appello ha invece dichiarato nullo l'accordo originario per assoluta indeterminatezza dell'oggetto contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente tale decisione. I giudici hanno chiarito che la permuta di cosa futura richiede criteri oggettivi prefissati per individuare con esattezza gli immobili futuri. La semplice indicazione di una quota percentuale rende l'accordo nullo e non azionabile in giudizio. Il costruttore ha quindi perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Contratto preliminare immobiliare: proprietà anticipata vs. fallimento
Un promissario acquirente aveva stipulato un contratto preliminare immobiliare per un appartamento, pagando l'intero prezzo e ricevendo la consegna anticipata. Successivamente, la società venditrice falliva e la curatela decideva di vendere l'immobile all'asta. Il promissario acquirente si opponeva, sostenendo di essere già proprietario o di aver acquisito la proprietà per usucapione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso. Ha confermato che il contratto era preliminare, non definitivo, e che la consegna anticipata del bene non trasferisce la proprietà né configura il possesso utile per l'usucapione, ma solo una mera detenzione. La vendita all'asta da parte del fallimento è stata quindi ritenuta legittima.
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Offerta Reale vs. Transazione: la Cassazione ridefinisce la Cessazione della materia del contendere
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia sulla vendita di un immobile. L'Azienda venditrice aveva citato in giudizio l'Acquirente per ottenere il trasferimento della proprietà e il pagamento del saldo. Durante il processo, l'Acquirente aveva effettuato un'offerta reale, accettata dall'Azienda. La Corte d'Appello aveva interpretato questa accettazione come una transazione completa della lite. La Cassazione ha invece chiarito che la quietanza di pagamento si riferiva solo al ritiro della somma depositata presso la banca, non a una rinuncia a tutte le pretese relative al contratto di vendita. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione, poiché non sussisteva una vera e propria cessazione della materia del contendere.
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Iscrizione ipotecaria: il debito pagato ferma il fisco
L'Agente della Riscossione e l'Amministrazione Finanziaria hanno impugnato la sentenza tributaria che annullava un preavviso di iscrizione ipotecaria emesso verso il Contribuente per tributi d'atto. Durante il giudizio di legittimità, il Contribuente ha documentato che la coobbligata solidale ha interamente pagato la cartella esattoriale posta alla base della procedura. Di fronte a questo fatto sopravvenuto, potenzialmente idoneo a determinare la cessazione della lite, i Giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo. La Corte ha concesso sessanta giorni all'ente creditore e all'Agenzia per verificare l'avvenuto pagamento del debito fiscale.
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Mutamento Causa Petendi: La Richiesta Cambia, la Proprietà No
Una donna ha agito in giudizio per ottenere la proprietà di un immobile, sostenendo che un contratto preliminare di vendita fosse simulato per interposizione fittizia di persona e che lei fosse la vera acquirente. La cognata, formalmente acquirente, aveva poi revocato la nomina di un terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna. Ha confermato l'inammissibilità delle sue domande perché aveva operato un mutamento causa petendi (cambio della ragione legale della richiesta) dopo i termini processuali. La richiesta iniziale si basava sulla simulazione, mentre quella successiva sull'inefficacia della revoca della nomina. Questo cambio tardivo ha reso le domande inammissibili, portando alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Esecuzione in forma specifica: immobile irregolare, addio al sogno
Il Promissario Acquirente ha agito in giudizio per ottenere una sentenza di esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. L'immobile era gravato da ipoteca e presentava irregolarità urbanistiche e catastali. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda per la mancata indicazione del debito residuo del mutuo e per l'assenza di documentazione sulla regolarità urbanistica e identificazione catastale. La Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la conformità catastale oggettiva è una condizione essenziale per l'azione di esecuzione in forma specifica, da verificare al momento della decisione, anche se il processo è iniziato prima delle nuove norme. Il Promissario Acquirente ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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