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Art. 2729 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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582 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Onere della prova mutuo: la causale del bonifico basta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19622/2024, chiarisce l'onere della prova nel mutuo tra privati. Un uomo, dopo aver ricevuto oltre 234.000 euro dalla sua ex compagna per l'acquisto di una casa, sosteneva si trattasse di un regalo. La Corte ha stabilito che, sebbene la sola consegna di denaro non basti, la causale 'prestito' sui bonifici, unita a prove atipiche come email e registrazioni, è sufficiente a dimostrare l'obbligo di restituzione, confermando la condanna.
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Onere della prova pagamento: la Cassazione chiarisce
Due legali chiedono il pagamento di compensi, ma i clienti eccepiscono di aver già pagato. La Cassazione chiarisce che spetta al debitore l'onere della prova del pagamento specifico e non al creditore dimostrare una diversa imputazione, cassando la decisione del Tribunale.
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Vendita simulata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito nel riqualificare una compravendita immobiliare tra madre e figlio come donazione. La sentenza evidenzia l'importanza della prova presuntiva per accertare una vendita simulata, basandosi su indizi quali la permanenza della venditrice nell'immobile, le condizioni economiche dell'acquirente e il contenuto di un testamento. Il ricorso del figlio, che lamentava vizi procedurali e un'errata valutazione delle prove, è stato respinto, consolidando il principio che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti è sufficiente a svelare la vera natura di un'operazione contrattuale.
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Abuso di informazioni privilegiate: la prova presuntiva
La Corte di Cassazione conferma la sanzione CONSOB per un caso di abuso di informazioni privilegiate, basata su prove presuntive. La sentenza chiarisce che una catena di indizi gravi, precisi e concordanti, come intensi contatti telefonici e schemi di investimento paralleli, è sufficiente a provare l'illecito, senza violare il divieto di 'presunzione su presunzione'.
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Regolamento di confini: i criteri dell’art. 950 c.c.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22490/2024, ha chiarito che in una causa per violazione delle distanze legali, l'incertezza del confine non può portare al rigetto della domanda. Il giudice deve procedere al regolamento di confini secondo i criteri dell'art. 950 c.c. e non applicando norme sulla forma dei contratti. La Corte ha inoltre ribadito i principi sul risarcimento del danno da occupazione illegittima, che non è automatico ma richiede la prova di un pregiudizio concreto.
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Termine decadenza Consob: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26783/2024, ha chiarito un punto cruciale riguardo il termine di decadenza per l'Autorità di Vigilanza sui Mercati Finanziari (Consob) nell'irrogare sanzioni. La Corte ha stabilito che il termine non decorre dal momento in cui l'Autorità ha una prima, generica conoscenza di possibili irregolarità, ma solo da quando completa l'attività istruttoria e acquisisce tutti gli elementi necessari per accertare la violazione. Annullando la decisione della Corte d'Appello, che aveva ritenuto tardiva la sanzione, la Cassazione ha precisato che l'accertamento del fatto e la sua mera costatazione sono due concetti distinti ai fini del calcolo del termine di decadenza Consob.
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Decadenza potere sanzionatorio: i limiti per Consob
La Corte di Cassazione ha chiarito i principi sulla decadenza del potere sanzionatorio dell'autorità di vigilanza finanziaria. La Corte ha stabilito che il termine di 180 giorni per la contestazione non decorre dal momento in cui l'autorità acquisisce i primi indizi, ma da quando completa l'attività istruttoria necessaria a valutare la sussistenza dell'infrazione. Annullando la decisione della Corte d'Appello, la Cassazione ha precisato che il giudice non può sostituirsi all'autorità nel decidere i tempi di avvio dell'indagine, ma solo valutarne la ragionevolezza a posteriori.
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Simulazione assoluta: la prova per i terzi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni soggetti che chiedevano di dichiarare una simulazione assoluta in una compravendita immobiliare tra nonni e nipote, seguita da una donazione. La Corte ha stabilito che la stretta parentela e l'omessa dimostrazione del pagamento del prezzo non sono sufficienti a provare la simulazione assoluta. Tali elementi, infatti, sono compatibili anche con una simulazione relativa, ossia una donazione mascherata, e l'onere di provare la volontà delle parti di non volere alcun effetto del contratto ricade su chi agisce in giudizio.
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Distanze tra costruzioni: la condanna generica al danno
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice in materia di risarcimento del danno in una causa su distanze tra costruzioni. Se l'attore chiede una condanna generica, il giudice non può liquidare una somma specifica, pena la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva liquidato 10.000 euro di danni non richiesti, rinviando la causa per una nuova valutazione. Rigettato, invece, il ricorso del vicino sulla preesistenza dell'edificio e l'usucapione del diritto di veduta.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia reciproca al ricorso
Una lunga controversia immobiliare, nata da un contratto preliminare, giunge in Cassazione. Le parti, dopo aver presentato ricorso principale e incidentale, decidono di rinunciare reciprocamente alle proprie istanze. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, come previsto dal codice di procedura civile, senza pronunciarsi sulle spese legali data l'accettazione reciproca delle rinunce.
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Termine contestazione illecito: Cassazione chiarisce
Un consigliere di amministrazione di una banca viene sanzionato dall'Autorità di vigilanza per informazioni omesse in un prospetto. La Corte d'Appello annulla la sanzione, ritenendo superato il termine di contestazione dell'illecito. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che il termine decorre non dalla conoscenza dei primi indizi, ma dalla conclusione dell'attività di accertamento. La valutazione sulla necessità degli atti istruttori va fatta 'ex ante', riconoscendo la discrezionalità dell'Autorità nel condurre indagini complesse.
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Termine contestazione Consob: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29900/2024, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione della Consob a un ex amministratore di banca per tardività. La Suprema Corte ha chiarito che il termine contestazione Consob di 180 giorni non decorre dalla mera conoscenza di elementi di sospetto, ma dal completo accertamento dell'illecito. Il giudice non può sindacare le scelte investigative dell'Autorità, ma solo verificare l'eventuale inerzia ingiustificata, valutando l'utilità degli atti istruttori con un criterio 'ex ante' e non 'ex post'.
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Multa autovelox: visibilità e taratura confermate
Un automobilista ha ricevuto una multa autovelox per eccesso di velocità su una strada extraurbana principale. Dopo un'iniziale vittoria davanti al Giudice di Pace, la decisione è stata ribaltata in appello. L'automobilista ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sollevando dubbi sulla visibilità dell'apparecchio, sulla necessità di un decreto prefettizio specifico e sulla corretta taratura del dispositivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della sanzione. Ha chiarito che, su strade extraurbane principali, la legge presume l'impossibilità di fermare il veicolo in sicurezza, rendendo superflua la contestazione immediata e il decreto prefettizio. Inoltre, ha stabilito che la postazione di controllo deve essere visibile e presegnalata, e che la prova della taratura annuale è sufficiente a garantirne l'affidabilità.
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Distanza dal confine: quando il PRG prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29739/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari condannati ad arretrare il loro garage. Il caso verteva sulla violazione della distanza dal confine stabilita dal Piano Regolatore Generale (PRG). La Corte ha stabilito che la prescrizione di una distanza minima dal confine è una norma inderogabile che prevale su altre disposizioni, come quelle di un piano di lottizzazione, e non ammette la costruzione in aderenza se non esplicitamente previsto e a determinate condizioni non provate nel caso di specie.
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Responsabilità notarile: la sanzione per atto incompleto
Un notaio ha ricevuto la sanzione disciplinare della censura per aver redatto un verbale di apertura di cassetta di sicurezza con pagine bianche, omettendo di leggerlo integralmente alle parti. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, stabilendo che le pagine bianche costituiscono una presunzione grave della mancata lettura e dell'inadempimento. Questo caso sottolinea la gravità della violazione degli obblighi formali e la conseguente responsabilità notarile.
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Compenso professionale: quando è dovuto tra colleghi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29617/2024, ha stabilito che il compenso professionale è presunto anche nei rapporti tra colleghi basati su amicizia e collaborazione. Un avvocato, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento per prestazioni professionali svolte da una collega per oltre trent'anni, si era rivolto al tribunale sostenendo la gratuità del rapporto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che spetta a chi riceve la prestazione dimostrare l'eventuale accordo di gratuità, non al professionista provare il proprio diritto al pagamento.
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Nuova costruzione: quando si violano le distanze legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29314/2024, ha stabilito che un intervento edilizio che comporta un significativo aumento di volumetria, superficie e un cambio di localizzazione deve essere classificato come una "nuova costruzione" e non come una semplice ristrutturazione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze legali vigenti al momento della sua realizzazione. La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di risarcimento del danno del vicino, ribadendo che, sebbene il danno sia presunto, spetta al danneggiato l'onere di allegare e provare il concreto pregiudizio economico subito, non essendo sufficiente la sola violazione delle norme.
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Onorario Notaio SRLS: la parcella non è dovuta
Un notaio è stato sanzionato per aver richiesto un onorario per la costituzione di SRLS, un atto che la legge prevede come gratuito. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, ritenendo la condotta lesiva del decoro professionale e respingendo la tesi che l'onorario fosse per una consulenza extra. Il caso chiarisce i limiti dell'onorario notaio SRLS.
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Dovere di adeguamento notaio: la Cassazione decide
Un notaio riceve una sanzione disciplinare per aver redatto un atto che riconosceva un patto fiduciario verbale, in contrasto con un precedente atto di donazione indiretta sugli stessi immobili. La Corte di Cassazione conferma la sanzione, ribadendo che il professionista ha violato il dovere di adeguamento del notaio, omettendo di indagare a fondo la volontà delle parti e scegliendo uno strumento giuridico incoerente e legalmente precario.
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Rilievo studio notarile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare a due notai per illecito rilievo di studio notarile. Avevano stipulato un contratto di locazione per l'ufficio di un collega defunto a un canone ritenuto sproporzionato rispetto al valore di mercato. Secondo la Corte, la differenza di prezzo non era giustificata, ma rappresentava un corrispettivo per acquisire l'avviamento e la clientela dello studio precedente, configurando così un illecito rilievo studio notarile. La decisione sottolinea che l'acquisizione della clientela di un altro notaio dietro pagamento viola i principi di imparzialità e correttezza professionale.
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