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Art. 2729 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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582 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Usucapione abbreviata: la prova della buona fede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29496/2023, ha rigettato il ricorso di un privato che rivendicava la proprietà di un fondo per usucapione abbreviata. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso la sussistenza della buona fede necessaria, basando la loro decisione su prove presuntive. Secondo la Suprema Corte, la conoscenza, o la conoscibilità, di un atto precedente che limitava i diritti trasferiti è sufficiente a escludere lo stato soggettivo di buona fede dell'acquirente, impedendo così il perfezionarsi dell'usucapione decennale.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un acquirente ha presentato ricorso alla Suprema Corte dopo essere stato condannato in appello al pagamento di forniture agricole. La Corte di appello aveva fondato la sua decisione su una motivazione apparente, presumendo la distruzione dei documenti di trasporto. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che l'ipotesi di un giudice non può costituire un 'fatto noto' per provare la consegna, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Accordo scritto avvocato: la parcella va pattuita così
Una cliente si opponeva alla richiesta di pagamento del suo avvocato, sostenendo che una fattura di 600 euro con dicitura "compenso totale" saldasse ogni pretesa. La Corte di Cassazione ha dato ragione al legale, stabilendo che, in assenza di un accordo scritto avvocato, qualsiasi patto verbale sul compenso è nullo. Di conseguenza, la parcella deve essere calcolata secondo i parametri professionali di legge, ribaltando la decisione del tribunale.
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Simulazione assoluta: prova con presunzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una vendita immobiliare, ritenendola una simulazione assoluta finalizzata a frodare i creditori. L'ordinanza sottolinea che la prova della simulazione può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, come il prezzo irrisorio, il rapporto tra le parti e la tempistica dell'atto. Il ricorso dei soccombenti è stato dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo adeguatamente documentato le proprie argomentazioni, in particolare riguardo a un contratto preliminare privo di data certa e quindi inopponibile ai terzi.
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Contratto di affitto agrario e pignoramento: la guida
Un coltivatore citava in giudizio il nuovo proprietario di un terreno, acquistato tramite asta giudiziaria, per aver distrutto le sue piante di lillà. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per essere opponibile all'aggiudicatario, il contratto di affitto agrario deve avere data certa anteriore al pignoramento. In assenza di un titolo valido, il coltivatore non può vantare diritti né richiedere il risarcimento per le piante.
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Successione nei debiti: la Regione paga?
Un professionista ha citato in giudizio un ente regionale per ottenere il pagamento di compensi professionali maturati nei confronti di un consorzio di bonifica. La controversia nasce dal trasferimento di opere pubbliche incompiute dal consorzio alla regione. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, ha stabilito che si verifica una successione nei debiti, ma limitatamente ai rapporti giuridici relativi alle specifiche opere trasferite. Pertanto, la regione è tenuta a pagare solo i compensi per i progetti oggetto del subentro, escludendo quelli per opere già completate o estranee al trasferimento.
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Prova presuntiva: la valutazione deve essere globale
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva assolto un promotore finanziario dall'accusa di insider trading. L'errore del giudice di secondo grado è stato quello di analizzare gli indizi in modo frammentato e isolato (valutazione parcellizzata), anziché compiere una valutazione globale e complessiva come richiesto dalla legge sulla prova presuntiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che segua il corretto iter logico-giuridico.
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Conferimento incarico: prova e poteri dei funzionari
Una società di gestione ha contestato il compenso a dei professionisti, sostenendo che il conferimento incarico professionale non fosse stato formalizzato e che i propri funzionari non avessero il potere di affidarlo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'incarico può essere provato tramite comportamenti concludenti (facta concludentia) e che le azioni dei funzionari erano coerenti con lo scopo sociale di valorizzare il patrimonio immobiliare in vista della liquidazione.
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Responsabilità fornitore: il caso Sudan I in Cassazione
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della responsabilità fornitore nel settore alimentare, a seguito della vendita di spezie contaminate con un colorante vietato. La Corte conferma la responsabilità del venditore, qualificando il vizio come 'aliud pro alio', e riconosce un concorso di colpa dell'acquirente. Viene però cassata la decisione sull'esclusione della copertura assicurativa, rinviando alla Corte d'Appello per una corretta interpretazione delle clausole contrattuali.
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Revoca della procura: quando il contratto è invalido
La Corte di Cassazione conferma l'invalidità di un contratto preliminare immobiliare stipulato da un rappresentante dopo la revoca della procura. La decisione si fonda sulla prova per presunzioni della conoscenza della revoca da parte del terzo acquirente, desunta da anomalie contrattuali e da una serie di eventi concatenati che dimostravano la mala fede delle parti. Il caso evidenzia come la tutela dell'affidamento del terzo ceda di fronte a prove, anche indirette, della sua consapevolezza riguardo alla cessazione dei poteri del rappresentante.
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Prezzo contratto definitivo: prevale sul preliminare
In una compravendita immobiliare, un acquirente ha versato un prezzo superiore a quello indicato nel rogito notarile, basandosi su quanto pattuito nel contratto preliminare. Successivamente, ha agito in giudizio per ottenere la restituzione della differenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di un accordo scritto contestuale al rogito che provi una diversa volontà delle parti, il contratto definitivo è l'unica fonte di diritti e obblighi. Pertanto, il prezzo contratto definitivo è l'unico valido e la richiesta di restituzione della somma pagata in eccesso è legittima.
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Donazione diretta: bonifico bancario senza atto notarile
A seguito della morte di un uomo, i suoi eredi hanno agito in giudizio contro la compagna del defunto per ottenere la restituzione di ingenti somme di denaro trasferite tramite bonifico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che un bonifico di importo non modico, effettuato per spirito di liberalità, costituisce una donazione diretta. Tale atto, per essere valido, necessita della forma dell'atto pubblico, altrimenti è nullo e le somme devono essere restituite alla massa ereditaria. La Corte ha escluso che tali trasferimenti potessero essere considerati adempimento di un'obbligazione naturale.
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Accordo di compensazione: la prova per presunzioni
Un imprenditore edile chiede il pagamento per dei lavori. Il committente si oppone sostenendo un accordo di compensazione verbale, in base al quale aveva salvato la casa del primo dal pignoramento. La Cassazione conferma che l'accordo è provato da gravi, precisi e concordanti indizi, inclusi elementi da un precedente giudizio, respingendo il ricorso.
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Usucapione: prova con testimoni di altri processi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria che contestava l'usucapione di un terreno da parte dei vicini. La Corte ha stabilito che la prova del possesso ad usucapionem può legittimamente basarsi su testimonianze ed elementi raccolti in altri procedimenti, sia civili che penali, a condizione che siano stati ritualmente acquisiti al giudizio. Inoltre, ha chiarito che il possesso utile all'usucapione non si limita alla mera coltivazione, ma deve manifestarsi con atti inequivocabili, come la stipula di contratti di affitto a terzi, che dimostrino la volontà di comportarsi come unici proprietari.
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Contemplatio domini: obbligo di restituzione societario
La Corte di Cassazione chiarisce che una società è tenuta a rimborsare un finanziamento ricevuto dal suo amministratore, anche senza una formale dichiarazione di rappresentanza. La cosiddetta contemplatio domini può essere desunta dal comportamento e dalle circostanze, come l'effettivo utilizzo dei fondi per l'acquisto di un immobile a nome della società, rendendo quest'ultima responsabile dell'obbligo di restituzione.
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Simulazione donazione: prova e azione di riduzione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'erede legittimario, per tutelare la propria quota di riserva, può dimostrare una simulazione donazione con testimoni e presunzioni, agendo come terzo rispetto all'atto. Questa agevolazione probatoria sussiste anche se l'azione di riduzione non è diretta contro la donazione dissimulata, purché l'accertamento sia funzionale alla reintegrazione della legittima. La Corte ha cassato la sentenza di merito per aver omesso di pronunciarsi su una domanda che avrebbe potuto modificare l'asse ereditario.
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Presunzione di gratuità: l’accordo tra coniugi prevale
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi professionali alla moglie, anch'essa avvocato, per un'attività di difesa svolta in suo favore. La moglie si è opposta invocando la presunzione di gratuità della prestazione, data la loro relazione coniugale e professionale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che questi avevano errato nel non considerare un accordo specifico tra le parti. Tale accordo, che prevedeva la restituzione delle spese legali liquidate dal terzo soccombente, costituiva un fatto decisivo in grado di superare la generica presunzione di gratuità.
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Responsabilità notaio e onorari: la Cassazione
Un notaio era stato sanzionato per onorari troppo bassi, orari di stipula inverosimili e presunto accaparramento di clienti tramite banche. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato le sanzioni, stabilendo principi chiave sulla responsabilità notaio. La Corte ha chiarito che, dopo la liberalizzazione delle tariffe, applicare onorari ridotti non costituisce di per sé un illecito disciplinare, a meno che non si dimostri un comportamento sistematico che leda il decoro professionale, come l'accollo dei costi del cliente. Inoltre, ha specificato che l'accusa di procacciamento di clienti richiede prove concrete di un accordo attivo tra il notaio e l'intermediario (es. la banca), non essendo sufficiente il solo elevato numero di atti stipulati presso una sede.
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Consenso tacito prelievi: il silenzio vale assenso?
In una controversia tra coniugi relativa a prelievi da un conto cointestato, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul consenso tacito. Un marito aveva citato in giudizio la moglie per la restituzione di ingenti somme prelevate dal conto comune, sostenendo che eccedessero la quota di spettanza di quest'ultima. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato ritenuto che il silenzio del marito, protratto per sei anni pur essendo a conoscenza dei prelievi, unito ad altri elementi come la prosecuzione del rapporto familiare e l'uso continuato del conto da parte sua, costituisse una prova presuntiva sufficiente del suo consenso tacito alle operazioni.
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Patto commissorio: la Cassazione sulla vendita simulata
La Corte di Cassazione ha stabilito che per identificare un patto commissorio vietato, mascherato da una serie di atti leciti come una compravendita immobiliare, è necessario valutare l'operazione nel suo complesso. In un caso riguardante un debito e una successiva vendita di un immobile dal debitore al creditore (tramite un familiare), la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva esaminato gli atti in modo isolato. Ha invece affermato il principio secondo cui bisogna guardare al collegamento funzionale tra i vari negozi giuridici per svelare l'eventuale scopo di garanzia illecita, indipendentemente dalla preesistenza del debito o dalla forma dei contratti utilizzati.
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